Concetti Chiave
- Le risposte immunitarie T-indipendenti non richiedono linfociti T e producono principalmente IgM a bassa affinità, con plasmacellule a vita breve.
- Nella risposta T-dipendente, i linfociti B catturano l'antigene proteico e lo presentano ai linfociti T helper, attivando processi come lo switch isotipico.
- Gli epitopi singoli delle proteine riconosciuti dai linfociti B generano segnali deboli, rendendo necessaria l'interazione con linfociti T per una risposta efficace.
- Gli antigeni polisaccaridici presentano epitopi ripetuti, che favoriscono un cross-linking, ma richiedono segnali aggiuntivi per una risposta immunitaria completa.
- I linfociti B di memoria, attivati da incontri precedenti con l'antigene, generano una risposta secondaria più rapida e con anticorpi di maggiore affinità.
Risposte T-indipendenti e plasmacellule
Le risposte nei confronti di antigeni non proteici sono T-indipendenti in quanto non necessitano l’intervento dei linfociti T. La gran parte delle immunoglobuline prodotte deriva da plasmacellule che hanno una vita molto breve e che, quindi, si rinnovano costantemente e producono prevalentemente IgM con bassa affinità per l’antigene. Ci sono però delle eccezioni, infatti, in alcune situazioni, si assiste ad uno switch isotipico parziale.
Risposta T-dipendente e linfociti B
Durante la risposta T-dipendente è necessario che un linfocita B follicolare, che inizialmente può essere non presente nel follicolo, catturi l’antigene proteico attraverso le immunoglobuline M di superficie. Le IgD non sembrano partecipare a tale processo. Una volta che l’antigene proteico è stato catturato, viene internalizzato, processato e presentato a una popolazione di linfociti T helper. Quest’interazione è fondamentale per tutti i fenomeni che caratterizzano la riposta T-dipendente, quindi switch isotipico, formazione di cellule della memoria e plasmacellule a lunga vita e la maturazione dell’affinità delle immunoglobuline prodotte.
Epitopi e segnalazione nei linfociti B
Nel caso delle proteine, gli epitopi che vengono riconosciuti dai linfociti B tramite i loro recettori sono epitopi singoli perciò non avvenendo il cross-linking il segnale risulta piuttosto debole. Esistono tuttavia sistemi con cui gli antigeni possono aumentare la forza di segnalazione nel corso della presentazione ai linfociti B nonostante ciò gli step successivi dipendono comunque dall’interazione con i linfociti T helper.
Antigeni polisaccaridici e risposta immunitaria
Gli antigeni polisaccaridici o glicolipidici, invece, presentano epitopi ripetuti nella molecola e possono quindi dare origine a un cross-linking estensivo il quale risulta comunque non sufficiente e quindi si assiste nuovamente alla presenza di segnali ulteriori che derivano da altre componenti della risposta immunitaria, ad esempio le proteine del complemento o molecole che sono associate agli antigeni batterici che stimolano i Toll-like receptors. In questi si avrà una risposta in cui prevale la produzione di IgM e che non ha caratteristiche di memoria rimanendo costantemente di bassa affinità e ristretta a tale classe.
Linfociti B di memoria e risposta secondaria
Accanto a questo percorso, apparentemente distinto dal destino che porta alla formazione di plasmacellule, alcuni linfociti B che sono stati attivati danno origine alla classe di linfociti B di memoria. Questi linfociti entrano in uno stato di quiescenza e continuano a ricircolare tra i tessuti linfoidi, finché non incontrano nuovamente lo stesso antigene nel corso di un’infezione ripetuta. Le cellule della memoria sono più numerose di quelle naive specifiche per quell’antigene e rispondono più prontamente. Quando avviene di nuovo l’incontro con l’antigene viene così generata una risposta secondaria più rapida rispetto a quella primaria, la quale produce anticorpi che possiedono una maggior affinità.
Mentre la risposta primaria avviene con tutti gli immunogeni, solo gli antigeni proteici inducono la risposta secondaria.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra le risposte T-indipendenti e T-dipendenti?
- Come avviene l'attivazione dei linfociti B durante una risposta T-dipendente?
- Qual è il ruolo degli epitopi nella risposta dei linfociti B?
- Cosa caratterizza la risposta secondaria dei linfociti B di memoria?
Le risposte T-indipendenti non richiedono l'intervento dei linfociti T e producono principalmente IgM con bassa affinità, mentre le risposte T-dipendenti coinvolgono linfociti T helper e portano a fenomeni come lo switch isotipico e la formazione di cellule della memoria.
Un linfocita B follicolare cattura l'antigene proteico tramite le immunoglobuline M di superficie, lo internalizza e lo presenta ai linfociti T helper, il che è fondamentale per l'attivazione e la maturazione delle immunoglobuline.
Gli epitopi riconosciuti dai linfociti B sono singoli e, senza cross-linking, il segnale risulta debole; tuttavia, l'interazione con i linfociti T helper è necessaria per una risposta efficace.
I linfociti B di memoria, attivati in precedenza, rispondono più rapidamente e producono anticorpi con maggiore affinità quando incontrano nuovamente lo stesso antigene, a differenza della risposta primaria che avviene con tutti gli immunogeni.