Concetti Chiave

  • L'ipersensibilità è una reazione immune eccessiva che provoca danno tessutale, derivante dall'immunità adattativa e non controllata.
  • Gli antigeni coinvolti nelle malattie da ipersensibilità sono riconosciuti come estranei, ma non sono necessariamente agenti infettivi.
  • Le risposte immunitarie incontrollate possono attivarsi contro microorganismi non riconosciuti o antigeni ambientali considerati innocui.
  • La memoria immunitaria gioca un ruolo chiave, poiché gli individui sensibili mostrano reazioni più forti a esposizioni successive agli stessi antigeni.
  • Le malattie da ipersensibilità possono derivare da attivazione anomala di linfociti T, che causano infiammazione e danno ai tessuti ospiti.

L’ipersensibilità riguarda una serie di situazioni patologiche che dipendono dall’immunità adattativa, la quale svolge l’importante funzione di difesa contro le infezioni microbiche. Essa è volta a migliorare e rendere più specifica la risposta innata. Talvolta però, queste risposte immunitarie, soprattutto quelle dipendenti e controllate dall’immunità adattativa, possono creare danno tessutale e malattie. Le malattie causate dalle risposte immunitarie sono chiamate malattie da ipersensilità.

Ruolo degli antigeni

In tali patologie possono svolgere un ruolo fondamentale gli antigeni, i quali non sono associati ad agenti infettivi ma sono riconosciuti come estranei. Essi vengono riconosciuti dalla risposta adattativa e non da quella innata in quanto non sono causati da microbi.
Il termine ipersensibilità è nato dalla definizione clinica dell’immunità, definita come sensibilità, basata sull’osservazione di individui, i quali esposti ad un antigene, sono in grado di produrre una reazione che può essere messa in evidenza. Tali individui sono sensibili ad incontri successivi a quello stesso antigene. Parliamo pertanto di memoria immunitaria; le reazioni di ipersensibilità sono quasi sempre costituite da risposte secondarie.

Risposte immunitarie incontrollate

Normalmente le risposte immunitarie combattono organismi che infettano il soggetto senza grande distruzione di tessuti dell’ospite, invece in caso di ipersensibilità queste risposte non sono controllate propriamente e possono invadere i tessuti dell’ospite. Tali risposte possono essere attivate da microorganismi che normalmente non vengono riconosciuti o da antigeni dell’ambiente di solito non dannosi. In questo caso quindi la risposta immune che solitamente da beneficio diventa la causa della malattia.

Definizione di ipersensibilità

Si definisce ipersensibilità una reazione immune non voluta, provocata da meccanismi standard della risposta immune: reazione anitgene-anticorpo o immunità cellulo mediata. Quindi sono reazioni dovute ad una risposta specifica contro un antigene che possono avere origini multiple (microbi persistenti in maniera inusuale, antigeni self, sostanze normalmente innocue come i pollini, ecc).
Ci sono poi le malattie causate dall’attivazione dei linfociti T che possono essere principalmente:

· antigeni riconosciuti dai lifociti T CD4+ con produzione di citochine e attivazione dei macrofagi, i quali richiamano l’infiammazione e determinano il rilascio di enzimi e specie reattive dell’ossigeno che infiammano i tessuti che li esprimono;

· linfociti T che riconoscono tramite MHC di classe I, linfociti del citosol e quindi il risultato è che le cellule del tessuto vengono uccise con danno tessutale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di ipersensibilità e quali meccanismi la causano?
  2. L'ipersensibilità è una reazione immune non voluta, provocata da meccanismi standard della risposta immune, come la reazione antigene-anticorpo o l'immunità cellulo mediata. Queste reazioni possono derivare da diverse origini, inclusi microbi persistenti, antigeni self e sostanze normalmente innocue come i pollini.

  3. Qual è il ruolo degli antigeni nelle malattie da ipersensibilità?
  4. Gli antigeni, che non sono associati a agenti infettivi, vengono riconosciuti dalla risposta adattativa come estranei. La loro interazione può scatenare reazioni di ipersensibilità, poiché gli individui esposti sviluppano una memoria immunitaria che li rende sensibili a incontri successivi con lo stesso antigene.

  5. Come si differenziano le risposte immunitarie normali da quelle incontrollate nelle situazioni di ipersensibilità?
  6. Normalmente, le risposte immunitarie combattono le infezioni senza danneggiare i tessuti dell'ospite. Tuttavia, in caso di ipersensibilità, queste risposte diventano incontrollate e possono invadere i tessuti, attivandosi anche in presenza di microorganismi non riconosciuti o antigeni ambientali normalmente innocui, trasformando una risposta benefica in causa di malattia.

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