Concetti Chiave

  • I linfociti B si dividono in tre categorie principali: follicolari, della zona marginale e B1, tutti responsabili della produzione di anticorpi.
  • I linfociti B follicolari sono i più comuni, rappresentando il 50% della milza e il 25% dei linfonodi, e sono cruciali per la risposta anticorpale specifica.
  • I linfociti B della zona marginale e B1, pur essendo più rari, producono anticorpi con specificità limitata e sono più simili al sistema immunitario innato.
  • L'immunità attiva si sviluppa nell'ospite e genera una memoria immunologica duratura, mentre l'immunità passiva fornisce anticorpi senza attivare il sistema immunitario del ricevente.
  • L'immunità passiva può essere ottenuta tramite siero contenente anticorpi o trasferimento di linfociti T, ma non genera memoria immunologica nel ricevente.

Categorie dei linfociti B

I linfociti B sono distinti in tre categorie principali e tutti hanno la funzione di produrre anticorpi.
La classe dei linfociti B più rappresentata è quella dei linfociti B follicolari perché si trovano all’interno delle strutture anatomiche chiamate follicoli. Questi rappresentano il 50% dei linfociti presenti nella milza e il 25% di quelli presenti nei linfonodi, che producono anticorpi con diversa specificità e di diversa classe e sono i linfociti più importanti nella risposta anticorpale specifica.

Linfociti B rari

Le altri due classi sono rappresentati da linfociti più rari e localizzati in strutture anatomiche particolari come i linfociti B della zona marginale e i linfociti sierosi chiamati B1. Questi producono un repertorio di anticorpi molto più limitato con una specificità di riconoscimento più bassa, hanno marcatori di superficie che consentono di discriminare le diverse popolazioni.

Questi sono più vicini al sistema di immunità innata.

Immunità attiva e memoria

L’immunità attiva si verifica nello stesso ospite e porta ad una memoria persistente che in alcuni casi può durare per tutta la vita; quindi è di fatto la risposta ad ogni antigene o microbo con cui l’organismo possa essere venuto a contatto o per infezione naturale o in seguito a vaccinazione. La risposta attiva richiede tempo, dipende dall’attivazione dei linfociti T e B e porta all’eradicazione dell’infezione e quindi al recupero dell’organismo e alla generazione della memoria; è una risposta altamente specifica che mantiene una memoria immunologica nell’ospite con una durata differente.

Immunità passiva e trasferimento

L’immunità passiva è invece sostanzialmente una pratica medica; uno dei pochi casi di immunità passiva “naturale” è il trasferimento di anticorpi dalla madre al feto. Il soggetto che non ha ancora incontrato l’antigene in questione può essere aiutato a far fronte all’infezione tramite la somministrazione di siero (che può contenere anticorpi) o il trasferimento di linfociti T (pratica molto più recente) provenienti da un soggetto che è stato infettato. Gli effettori solubili (anticorpi) e gli effettori cellulari (linfociti T) possono essere prelevati da un donatore o essere ottenuti in laboratorio ed essere poi trasferiti in maniera passiva (il sistema immunitario del ricevente non sta infatti compiendo alcuno sforzo attivo). Questi anticorpi o linfociti permettono nel soggetto una risposta immunitaria che porta al recupero funzionale dell’organismo ma non alla memoria immunologica perché gli effettori vengono persi nel tempo. I linfociti T possono in realtà permanere per anni mentre gli anticorpi vengono eliminati come qualsiasi altra proteina introdotta nell’organismo. La memoria non è una conseguenza dell’immunità passiva.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali categorie di linfociti B e le loro funzioni?
  2. I linfociti B si dividono in tre categorie principali: i linfociti B follicolari, che sono i più rappresentati e producono anticorpi specifici, e due classi più rare, i linfociti B della zona marginale e i linfociti B1, che hanno un repertorio di anticorpi limitato e sono più vicini al sistema di immunità innata.

  3. Che cos'è l'immunità attiva e quali sono le sue caratteristiche?
  4. L'immunità attiva si sviluppa nell'ospite e genera una memoria immunologica persistente, che può durare tutta la vita. Essa richiede tempo e coinvolge l'attivazione dei linfociti T e B, portando all'eradicazione dell'infezione e al recupero dell'organismo.

  5. In cosa consiste l'immunità passiva e come viene trasferita?
  6. L'immunità passiva è una pratica medica che può avvenire naturalmente, come nel trasferimento di anticorpi dalla madre al feto, o tramite somministrazione di siero o linfociti T da un donatore. Tuttavia, non genera memoria immunologica, poiché gli effettori vengono persi nel tempo.

  7. Qual è la differenza tra gli effettori solubili e cellulari nell'immunità passiva?
  8. Gli effettori solubili, come gli anticorpi, e gli effettori cellulari, come i linfociti T, possono essere trasferiti passivamente. Mentre i linfociti T possono permanere per anni, gli anticorpi vengono eliminati come altre proteine introdotte nell'organismo, senza contribuire alla memoria immunologica.

Domande e risposte

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