Concetti Chiave
- Negli anni '40 si svilupparono i programmi politici moderati, focalizzati su cambiamenti graduali e non violenti nel sistema politico.
- Il neoguelfismo di Gioberti proponeva una confederazione con il Papa come capo, mentre il neoghibellismo di Balbo e D’Azeglio preferiva il re di Sardegna al vertice.
- Carlo Cattaneo, sostenitore del federalismo, auspicava un governo locale autonomo, ispirandosi ai modelli americani e svizzeri.
- Papa Pio IX, dopo la sua elezione, introdusse riforme significative come la libertà di stampa e la creazione della consulta nello Stato della Chiesa.
- Lo statuto albertino, concesso nel 1848, garantì diritti fondamentali e rimase in vigore fino al 1946, segnando un importante passo verso la modernità politica italiana.
Quali sono le origini dei programmi politici moderati?
Negli anni 40 nascono i primi programmi politici moderati.
Moderato: chi vuole un cambiamento graduale, non radicale, del sistema politico, che eviti un processo violento
Rivoluzionario: chi vuole una trasformazione radicale del sistema politico ed economico (rivoluzionari francesi che volevano distruggere l’ancien regime per instaurare monarchia)
Conservatore: chi vuole conservare un sistema politico ed economico (nella rivoluzione francese, quelli che si opponevano al terzo stato e volevano che rimanesse l’ancien regime)
Reazionario: chi vuole restaurare un sistema che esisteva già in passato
I principali programmi politici moderati di questi anni sono:
- neoguelfismo (con Vincenzo Gioberti)
- neoghibellismo (con Cesare Balbo e Massimo D’Azeglio)
- federalismo (con Carlo Cattaneo)
Neoguelfismo e neoghibellismo
Il neoguelfismo nacque grazie a Gioberti, il quale pubblicò “Il primato morale e civile degli italiani” a Bruxelles, un testo politico in cui esprimeva la sua speranza nella nascita di una confederazione presieduta dal Papa, dove quindi i vari stati avrebbero mantenuto la propria sovranità restando comunque fedeli al Papa. In questo modo non solo gli italiani avrebbero recuperato il rapporto con la Chiesa, ma essa si sarebbe anche avvicinata alle nuove idee che stavano spopolando in Europa.
Il neoghibellismo si proponeva idee simili a quelle del neoguelfismo, con l’unica differenza che i neoghibellini volevano che il capo della confederazione fosse il re di Sardegna. Vi sono 2 testi fondamentali in cui vengono espressi queste correnti di pensiero: “Le speranze d’Italia” (1844, Cesare Balbo) e “Proposta di un programma per l’opinione nazionale italiana” (1847, d’Azeglio). Nel suo libro, Balbo fa notare una via diplomatica per trovare un accordo, secondo la quale gli austriaci avrebbero dovuto lasciare al re di Sardegna i territori piemontesi, in cambio loro si sarebbero potuti prendere i Balcani. Ma questo ragionamento non aveva senso, perché i Balcani appartenevano già a un altro governo.
Federalismo e Carlo Cattaneo
Cattaneo, l’esponente del federalismo, rifiutava uno stato unitario centralizzato ed era dell’idea che il potere dovesse manifestarsi a livello locale. Rifacendosi ai due modelli di federalismo americano e svizzero, propose la creazione di piccole realtà che si autogovernano con un governo repubblicano. Egli era anche la figura più importante di una rivista intitolata “Il Politecnico”, che trattava diversi ambiti e argomenti. Tramite questa rivista Cattaneo espresse un pensiero sul fatto che il programma federalista sarebbe stato possibile solo se si avesse prestato più attenzione al progresso economico e tecnico.
Eventi storici e cambiamenti politici
Nel 1831 muore Carlo Felice senza eredi; allora diventa re il nipote Carlo Alberto. Il 6 giugno 1846, dopo la morte di Gregorio XVI, il conclave elegge Papa Pio IX, vicino alle idee liberali. Gli austriaci non erano d’accordo e cercarono di ostacolare la sua elezione, senza però riuscirci. Pio IX cercherà di realizzare il progetto di Gioberti, e quindi prenderà alcune decisioni importanti (solo nello Stato della Chiesa):
- Istituisce la consulta, un’assemblea di cittadini che consigliano l’amministrazione pubblica; anche i laici entrano a far parte dell’amministrazione dello Stato della Chiesa
- Concede la libertà di stampa
- Autorizza la formazione della guardia civica, un corpo di cittadini armato che doveva garantire l’ordine pubblico
Leopoldo II di Toscana, Pio IX e Carlo Alberto firmano un preliminare di unione doganale, al quale avrebbero in seguito potuto aderire anche gli altri stati italiani. Il Regno delle due Sicilie, però, si oppose al progetto e non vi aderì. Allora nacquero dei moti separatisti che volevano organizzare un governo della Sicilia indipendente da Napoli. L’insurrezione si estese e raggiunse prima il Cilento, e poi la stessa Napoli. Il re, Ferdinando di Borbone, sentendosi messo alle strette, concesse una costituzione.
Statuto albertino e costituzioni del 1848
Anche Pio, Leopoldo e Carlo concessero delle costituzioni nel 1848 e di questi statuti, uno è lo statuto albertino concesso da Carlo Alberto al Regno di Sardegna il 4 marzo 1848; esso è importantissimo perché è riuscito a sopravvivere fino al gennaio 1946, quando entrerà in vigore la costituzione della Repubblica Italiana. Lo statuto albertino:
- Garantisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, l’inviolabilità del domicilio, la libertà individuale, di stampa e di associazione
- Afferma il diritto di proprietà, il cattolicesimo come religione ufficiale del Regno di Sardegna, la monarchia rappresentativa come forma politica (potere diviso fra il re e la nazione)
- Accoglie il principio della divisione dei poteri dello Stato:
legislativo à sistema bicamerale
esecutivo à re + ministri che nomina lui stesso
giudiziarioà re + giudici che nomina lui stesso
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali dei programmi politici moderati degli anni '40?
- Qual è la differenza tra neoguelfismo e neoghibellismo?
- Qual è la visione di Carlo Cattaneo riguardo al federalismo?
- Quali furono le riforme introdotte da Papa Pio IX?
- Qual è l'importanza dello Statuto Albertino?
I programmi politici moderati degli anni '40 si caratterizzano per un cambiamento graduale del sistema politico, evitando processi violenti. Le principali correnti di pensiero includono il neoguelfismo, il neoghibellismo e il federalismo.
Il neoguelfismo, promosso da Gioberti, proponeva una confederazione presieduta dal Papa, mentre il neoghibellismo, sostenuto da Balbo e D'Azeglio, voleva che il re di Sardegna fosse il capo della confederazione, cercando un accordo diplomatico con gli austriaci.
Carlo Cattaneo rifiutava uno stato unitario centralizzato, proponendo invece un federalismo che favorisse piccole realtà autogovernate, ispirandosi ai modelli americano e svizzero, e sottolineando l'importanza del progresso economico e tecnico.
Papa Pio IX introdusse importanti riforme come l'istituzione della consulta, la libertà di stampa e la formazione della guardia civica, cercando di realizzare il progetto di Gioberti e avvicinando la Chiesa alle idee liberali.
Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto nel 1848, è significativo perché garantisce diritti fondamentali come l'uguaglianza di fronte alla legge e la libertà di stampa, e ha avuto una lunga durata, fino al 1946, quando è stata adottata la nuova costituzione della Repubblica Italiana.