Riserva cognitiva
Si ricordi che non vi sono ancora cure per il morbo di Alzheimer, ma è opportuno considerare la cosiddetta “riserva cognitiva”.Quest’ultima è la capacità che ha il cervello di compensare i danni: si è studiato, infatti, che persone con bassa riserva cognitiva più probabilmente potranno andare incontro a demenze cognitive e vi arrivano prima; invece, un soggetto che ha una più alta riserva cognitiva, sviluppa sicuramente più tardi la demenza. Il morbo di Alzheimer, inoltre, è meno frequente nei soggetti con maggiore istruzione. Questo aspetto non garantisce di preservarci definitivamente da malattie neurodegenerative, ma si ha maggiore riserva cognitiva su cui contare. Inoltre, ai fini di una buona riserva cognitiva, è importante una dieta sana, una vita attiva e il tutto è inoltre influenzato anche dai fattori genetici.
Linguaggio tecnico
In biologia è molto importante usare un linguaggio tecnico, un linguaggio appropriato, anche se poi quando spieghiamo le cose al paziente dobbiamo spiegarle facili e dobbiamo metterci al suo livello culturale e sociale.• Sintomo: per sintomo indichiamo la condizione soggettiva per cui quel paziente viene da noi. Ci riferisce quello che ha, se ci dice che ha dolore il suo sintomo è il dolore
• Segno: esso è qualcosa che noi identifichiamo da un punto di vista obiettivo durante l’esame obiettivo
Pure perché se un paziente viene da me che se sono il medico e ci dice di vedere doppio e, al posto di vedere un dottore ne vede due, questo è un sintomo e si chiama diplopia. A questo punto noi visitiamo il paziente e guardiamo la sua motilità oculare e ci rendiamo conto che i globi oculari non hanno un movimento all’unisono, entrambi gli occhi quindi non sono in asse, bensì uno va da una parte e uno dall’altra, allora diciamo che c’è strabismo. La diplopia è il sintomo che risponde al segno strabismo.
Un’altra distinzione meno importante è tra segni e sintomi neurologici negativi e positivi:
• Sintomi/ segni neurologici negativi: sono quelli in cui c’è un deficit di una funzione, per esempio se una persona ha una perdita di coscienza ha perso la sua funzione di coscienza, se la persona non riesce a parlare ha un’afasia o disturbo del linguaggio, se ha disturbi a camminare ha perso la sua funzione motoria della deambulazione e così via
• Sintomi/ segni neurologici positivi: non c’è una perdita di funzione ma c’è un’eccessiva eccitazione di certi sistemi. L’esempio più classico che possiamo fare è una epilessia, perché il paziente quando ha una crisi epilettica può avere dei movimenti, delle scosse muscolari ripetitive e non ha una perdita di funzione ma ha qualcosa in più. Lo stesso vale per i movimenti involontari, se una persona ha tremore essa si può muovere, quindi non ha una perdita di motilità, ha un eccesso di motilità, che si estrinseca come tremore. Allo stesso modo se una persona ha una crisi di emicrania molto violenta le sue funzioni sono conservate però lui ha un dolore che è un sintomo positivo.