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Concetti Chiave

  • La costruzione dell'identità nazionale italiana è stata influenzata dalla scuola e dall'esercito, che hanno contribuito a diffondere la coscienza nazionale, nonostante l'alto tasso di analfabetismo.
  • L'unificazione linguistica è stata promossa attraverso la stampa, il servizio militare e la burocrazia, ma il teatro e il melodramma hanno avuto un ruolo importante nel raggiungere le masse popolari.
  • Le feste celebrative e i monumenti hanno cercato di diffondere l'idea di nazione, con l'intento di colpire l'immaginario collettivo, anche se la loro efficacia è stata limitata.
  • Il Non expedit del pontefice ha ostacolato la formazione di un partito cattolico in Italia, ma i cattolici liberali hanno continuato a influenzare la politica anche dopo la presa di Roma.
  • Il periodo post-Risorgimento ha visto l'adozione di misure economiche severe per raggiungere il pareggio di bilancio, mentre l'industria si sviluppava, ma le disuguaglianze regionali persistevano.

Qual è il significato della costruzione dell'identità nazionale?

La destra non si era preoccupata solo della costruzione dello stato ma aveva dato avvio anche alla costruzione di un immagine della nazione. Era nell'esercito che gli italiani di tutte le regioni acquistavano una coscienza nazionale. La scuola, invece, contribuì alla diffusione della lingua italiana. Ma in questo campo i progressi furono lenti: molti italiani infatti erano costretti a tradurre dal dialetto. In un'inchiesta risultò che nelle scuole di molte regioni italiane si parlava il dialetto. Il problema più grave era costituito dall'analfabetismo, infatti circa 1'80 per cento della popolazione era analfabeta.

Unificazione linguistica e culturale

All’unificazione linguistica d’Italia contribuirono la stampa, il servizio militare e anche la burocrazia, perché molti impiegati si spostarono in regioni diverse da quelle d’origine, il che avrebbe dovuto contribuire all'unificazione linguistica. I meridionali diedero alla lingua alcune parole tipiche, mentre i piemontesi influenzarono soprattutto il linguaggio militare. L'influenza della stampa era limitata dalla scarsa tiratura, che corrispondeva all'alto livello di analfabetismo. Più che attraverso la stampa, l'idea di nazione arrivò agli strati popolari attraverso il teatro e soprattutto attraverso il melodramma. Il teatro era il luogo dove intellettuali e borghesi colti si incontravano con i popolani, formando un pubblico che provava gli stessi sentimenti e coglieva nelle parole dell'opera un senso patriottico.

Feste e monumenti come simboli

La diffusione dell'idea di nazione tra gli strati popolari, fu affidata alle feste celebrative e ai monumenti, in grado di colpire l'immaginario collettivo. Ma le feste, in realtà, non ebbero grande efficacia. Con la festa del 20 settembre, data dell'ingresso delle truppe italiane a Roma nel 1870, la Sinistra cercò di dare una connotazione laica alla nazione. I monumenti furono per lo più dedicati alla dinastia Savoia. Ma lentamente tutti i protagonisti entrarono in una sorta di Pantheon della patria, da Vittorio Emanuele II a Cavour e a Garibaldi, e perfino a Mazzini.

Il ruolo della Chiesa e del Non expedit

L'atteggiamento assunto dal pontefice con il Non expedit impedì in Italia la formazione di un partito cattolico, nel corso del processo risorgimentale però, i cattolici di idee liberali avevano mantenuto nettamente distinte la sfera della politica da quella della religione e anche dopo la presa di Roma non si sentirono particolarmente colpiti dalla scomunica e continuarono ad avere un peso determinante nelle vicende politiche. Il divieto papale ebbe, invece, un'efficacia molto maggiore nelle campagne infatti loro esclusione fu tra le cause che resero le strutture interne dello Stato italiano deboli. Il decreto del Non expedit fu emanato nel settembre del 1874, ma già prima, al primo congresso dei cattolici italiani, a giugno era stato formulato l'invito a partecipare alle elezioni amministrative. L'anno seguente si svolse un secondo congresso, in cui fu deciso di fondare l'Opera dei congressi, che dava ai cattolici un punto di riferimento. Fu elaborato, inoltre, un programma per l'azione cattolica in Italia contro «l'immoralità» e contro il socialismo.

Il Risorgimento aveva avuto due ideali: l'indipendenza nazionale e la libertà. La Chiesa si era opposta alla costruzione dello Stato nazionale italiano, perché sarebbe stato in contrasto con l'esistenza dello Stato pontificio infatti la tradizione ecclesiastica, a partire dal Medioevo, riteneva necessaria l'esistenza del potere temporale. Altrove, come in Polonia, era stata proprio la Chiesa a fare sua l'idea di nazione, il clero cattolico polacco era schierato in maniera compatta a favore del principio di nazionalità, cui dava anche una connotazione religiosa. In Italia il clero, durante il Risorgimento non aveva potuto guardare con ostilità al paese oppressore, perché il Vaticano considerava la monarchia degli Asburgo un baluardo del cattolicesimo in Europa.

Economia e politica post-Risorgimento

L'entusiasmo per la conquista di Roma non faceva dimenticare i problemi economici. Qualche mese prima Quintino Sella aveva fatto approvare un piano in grado di far raggiungere il pareggio del bilancio, si trattava di un obiettivo che Sella giudicava indispensabile per dare solidità finanziaria al nuovo Stato. Per poterlo conseguire, fu necessario tracciare un programma di «economie fino all'osso» Sella aveva affermato che, per eliminare il disavanzo, erano necessarie «imposte, imposte, null'altro che imposte». Quelle dirette, applicate sul patrimonio e sul reddito, colpivano soprattutto i ricchi; le indirette, invece, colpivano anche i poveri. Fu la tassa sul macinato, proprio in seguito a una proposta di Sella, che però in quel momento non era ministro delle finanze. Il pareggio del bilancio fu raggiunto nel 1875 dal governo presieduto da Marco Minghetti (1818-1886).

Sviluppo industriale e disuguaglianze regionali

Intanto cominciava a svilupparsi l'industria. Nel 1876 Sella constatò che Torino era ormai diventata «una delle città più industriali d'Italia». Nello stesso tempo, però. espresse il desiderio che a Roma non fossero impiantate fabbriche. Riteneva. infatti, che nella capitale dovesse esserci «la parte intellettuale». Nel nord-ovest c'era il «triangolo industriale» formato da Milano, Torino e Genova, con una borghesia industriale e commerciale molto attiva; al centro dell'Italia era Roma, la capitale carica di storia, sede dei poteri che avrebbero dovuto dirigere politicamente la società e formare l'opinione pubblica. Nell'Italia meridionale l'unificazione e la formazione di un mercato nazionale ebbero conseguenze negative a causa della abolizione delle barriere doganali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'esercito nella costruzione dell'identità nazionale italiana?
  2. L'esercito ha svolto un ruolo cruciale nell'acquisizione di una coscienza nazionale tra gli italiani di diverse regioni, contribuendo così alla costruzione dell'immagine della nazione.

  3. Come ha influito l'analfabetismo sull'unificazione linguistica in Italia?
  4. L'analfabetismo, che colpiva circa l'80% della popolazione, ha limitato l'efficacia della stampa e ha reso difficile la diffusione della lingua italiana, costringendo molti a tradurre dal dialetto.

  5. Quali sono stati i simboli utilizzati per diffondere l'idea di nazione tra il popolo?
  6. Le feste celebrative e i monumenti hanno cercato di colpire l'immaginario collettivo, anche se le feste non furono molto efficaci; i monumenti, dedicati a figure come Vittorio Emanuele II e Garibaldi, hanno avuto un ruolo più significativo.

  7. Qual è stato l'impatto del Non expedit sulla politica italiana?
  8. Il Non expedit ha impedito la formazione di un partito cattolico in Italia e ha reso le strutture interne dello Stato debole, nonostante i cattolici liberali continuassero a influenzare la politica.

  9. Come si è sviluppata l'industria in Italia dopo il Risorgimento?
  10. Dopo il Risorgimento, l'industria ha iniziato a svilupparsi, con Torino che divenne un importante centro industriale, ma le disuguaglianze regionali sono emerse, specialmente tra il nord e il sud del paese.

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