Concetti Chiave
- L'Umanesimo, nato nel Trecento in Italia, riscopre la cultura classica e pone l'uomo al centro della riflessione culturale, distaccandosi dalla centralità di Dio.
- La filologia, sviluppata durante l'Umanesimo, analizza i testi antichi per identificare errori e contraffazioni, come la scoperta della falsità della donazione di Costantino.
- Il Rinascimento, complementare all'Umanesimo, esalta la capacità dell'uomo di plasmare il proprio destino e valorizza l'osservazione diretta della natura, come dimostrato da Leonardo da Vinci.
- Leonardo da Vinci concepisce l'arte come una forma di creazione divina, dove l'esperienza e la matematica sono fondamentali per comprendere l'ordine della natura.
- Marsilio Ficino, con l'Accademia platonica di Firenze, traduce opere filosofiche e integra il platonismo con il cristianesimo, sostenendo che l'universo è una manifestazione decrescente del divino.
Origini dell'umanesimo
Nel corso del Trecento si diffuse in Italia e poi in Europa un nuovo modo di concepire l’uomo e la cultura che si chiamò Umanesimo. Dal latino Humanae Litterae, ossia la cultura classica latina e greca, in particolare con riferimento al diritto, alla retorica alla grammatica e alla filosofia, l’Umanesimo nacque e si sviluppò nei Comuni e nelle corti principesche italiane.
Fu Francesco Petrarca uno dei principali rappresentanti dell’Umanesimo.
Filologia e scoperta degli errori
Con l’Umanesimo si sviluppa una nuova forma di attenzione ai testi antichi attraverso l’uso della filologia, disciplina che studia e analizza i testi antichi per ricostruirne la forma originale, individuando errori e rimaneggiamenti frutto di copiature.
Con la filologia vennero scoperti e denunciati errori e contraffazione di documenti antichi, come per esempio la donazione di Costantino di Lorenzo Valla che si scoprì essere un testo apocrifo (successivo alla morte dell’imperatore).
L’umanesimo si ripropone anche di studiare lo studio degli autori classici allo scopo di promuovere la dignità dell’uomo e la sua capacità di creare un ordine secondo il bene e il bello. All’uomo viene attribuita una grande capacità creativa, capace di innalzarsi al di sopra di tutte le creature. Si tratta di una grande novità porre l’uomo al centro di tutte le cose e non più Dio.
Rinascimento e centralità dell'uomo
All’umanesimo è affiancato il Rinascimento, che evoca l’idea di una profonda rinascita sia sul piano spirituale sia nell’ambito delle scienze teoretiche e pratiche.
Umanesimo e Rinascimento esaltano la capacità dell’uomo di creare il proprio destino e di essere responsabile artefice delle proprie scelte. Vengono valorizzati la natura e la bellezza sensibile, in architettura i giardini rinascimentali esprimono proprio la perfettibilità della natura da parte dell’uomo.
Quindi la nuova cultura rinascimentale guarda all’uomo e alle sue capacità con più fiducia e vede nel mondo il terreno nel quale poterle esprimere. (Coluccio Salutati ne è un esempio)
Leonardo da Vinci e il naturalismo
Lo studio della natura quindi non avviene più solo attraverso i tesi di Aristotele, ma attraverso l’osservazione diretta (naturalismo rinascimentale) come accade con Leonardo da Vinci che analizza attentamente la natura in ogni suo dettaglio.
Secondo questo artista l’uomo agisce in modo simile a Dio. Egli propone una concezione dell’arte fondata sul ruolo del pittore come creatore, egli è signore e padrone della materia che organizza e attraverso cui è in grado di reinventare il mondo. Leonardo valorizza l’esperienza ed è convinto che la sapienza sia figlia dell’esperienza e non possa prescindere da essa. La natura possiede un ordine esprimibile in caratteri matematici, quindi la matematica è il linguaggio più puro di cui l’uomo dispone e il più vicino a Dio che ha creato il mondo.
Secondo Lorenzo Valla il piacere è lo scopo della vita, unico bene a cui l’uomo dovrebbe aspirare questo scrive nella sua opera “Sul piacere”.
Riscoperta di Platone
se nel Medioevo Paltone era quasi del tutto sconosciuto fatta eccezione per il Timeo che era l’unica opera in circolazione e l’unico punto di riferimento era Aristotele, già con Petrarca nel XIV secolo Platone comincia a essere riscoperto. Considerato maestro di dialettica, cioè di un sistema di pensiero e di ragionamento aperte rispetto al rigore analitico di Aristotele, la filosofia platonica pareva più vicina a cristianesimo perché più spirituale e convinta dell’immortalità dell’anima.
Quando nel 1453 cadde Costantinopoli in mano ai Turchi, molti esponenti della cultura greca arrivarono in Europa, per cui Platone venne riscoperto da studiosi come Leonardo Bruni e Marsilio Ficino che lo tradussero.
Cusano e la conoscenza divina
Rappresentanti del platonismo rinascimentale furono:
Il suo punto di partenza fu un’indagine sulla conoscenza. Egli sostenne il concetto della doppia ignoranza, ossia dal momento che l’uomo è finito e misurabile mentre Dio è infinito e non misurabile, sembrerebbe impossibile per l’uomo riuscire a conoscerlo. Quindi l’uomo sapiente è colui che è consapevole della sua ignoranza, ossia della sua impossibilità di conoscere Dio. Quindi Cusano usa SIMILITUDINI MATEMATICHE per spiegare come avvicinarsi a Dio. Egli dice che dal momento che Dio ha in sé tutti gli opposti in qualche modo può essere colto con l’immagine della coincidenza degli opposti per esempio una circonferenza di diametro infinito coincide con il suo contrario (la retta). Altra similitudine matematica è che la conoscenza è un progressivo avvicinamento alla verità come un poligono iscritto in un cerchio che più lati ha più coincide con il cerchio. Infine egli sostiene che il mondo è un’esplicitazione di Dio introducendo 4 concetti di complicatio (tutte le cose sono presenti in Dio e Dio è unità di tutte le cose) , explicatio il mondo è un’esplicitazione di Dio), contractio (il mondo è una contrazione o limitazione di Dio che è infinito) e implicatio (esiste un rapporto di reciproca compenetrazione fra cosmo e Dio, Dio partecipa del molteplice e il mondo si presenta come una sua riproduzione). Secondo Cusano, diversamente da Aristotele che considerava Dio atto puro, dio è pura potenzialità.
Marsilio Ficino e l'Accademia platonica
La diffusione e rielaborazione del platonismo trova il suo punto di riferimento nell’Accademia platonica di Firenze fondata su impulso di Cosimo de’ Medici da Marsilio Ficino. Egli tradusse in latino le opere non solo di Platone ma anche di altri filosofi greci. Egli riteneva che il filosofo come il traduttore svolgono la stessa attività di svelamento del logos divino presente nei testi antichi. Con lui platonismo e cristianesimo sono in perfetta sintonia, egli riprende la tradizione dei Padri della Chiesa e afferma la priorità del Logos cristiano, per cui il mondo è una decrescente perfezione da Dio, che si manifesta nell’universo secondo un processo decrescente di moltiplicazione. Inoltre se l’universo è la degradazione del principio divino che lo genera, dall’universo si può risalire verso l’unità divina, secondo l’idea del ritorno al principio. Marsilio individua cinque gradi di manifestazione discendente del divino (e viceversa di avvicinamento al divino) che sono corpo, qualità, anima. Angelo, Dio. Essendo l’uomo composto di anima e corpo si trova sulla soglia dei due mondi, a metà, e può andare verso l’alto o verso il basso, l’artista o il filosofo scelgono il divino, mentre l’anima ha il compito di cogliere il divino. Infine Ficino valorizza l’eros platonico come forza di Dio che governa il mondo e lo rende armonioso.
Pico della Mirandola e la sintesi filosofica
Egli cercò di conciliare antico e moderno, sapienza greca e nuove tendenza del platonismo. Ebbe l’idea di riunire a Roma un gruppo di sapiente per discutere le 900 tesi che aveva redatto come presupposto per la creazione del sapere universale. L’uomo è il centro dell’universo ed è partecipe della materia e dello spirito, è in grado di ascendere verso la perfezione angelica o di sprofondare verso il basso. Per Pico della Mirandola la filosofia è una sintesi tra diversi saperi e concezioni.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e il significato dell'Umanesimo?
- Qual è il ruolo della filologia nell'Umanesimo?
- Come si collega l'Umanesimo al Rinascimento?
- Qual è la visione di Leonardo da Vinci riguardo all'arte e alla natura?
- In che modo Pico della Mirandola contribuisce alla sintesi filosofica dell'Umanesimo?
L'Umanesimo, nato nel Trecento in Italia, rappresenta un nuovo modo di concepire l'uomo e la cultura, focalizzandosi sulla cultura classica latina e greca, in particolare diritto, retorica, grammatica e filosofia.
La filologia ha permesso di analizzare e ricostruire i testi antichi, scoprendo errori e contraffazioni, come nel caso della donazione di Costantino, evidenziando l'importanza della verità storica.
L'Umanesimo e il Rinascimento esaltano la capacità dell'uomo di creare il proprio destino, valorizzando la natura e la bellezza, e ponendo l'uomo al centro della cultura e della responsabilità delle proprie scelte.
Leonardo da Vinci propone una concezione dell'arte in cui l'artista è creatore e padrone della materia, enfatizzando l'importanza dell'osservazione diretta della natura e l'idea che la matematica sia il linguaggio divino.
Pico della Mirandola cerca di conciliare sapienza greca e nuove tendenze del platonismo, affermando che l'uomo è il centro dell'universo, capace di ascendere verso la perfezione o sprofondare, e propone una filosofia come sintesi di diversi saperi.