Concetti Chiave

  • Il passaggio dal Medioevo alla modernità è caratterizzato da eventi come le monarchie europee, le scoperte geografiche e la Riforma Protestante, con l'Italia frammentata in principati regionali.
  • Emergere di una nuova economia mercantile e di una cultura umanistico-rinascimentale, in cui la borghesia diventa protagonista, spostando l'asse commerciale dal Mediterraneo all'Atlantico.
  • Firenze si afferma come centro culturale, con Accademie private che promuovono un sapere elitario in latino, contrastando le università tradizionali legate alla filosofia scolastica.
  • L'Umanesimo si concentra sulla letteratura e gli studi classici, mentre il Rinascimento si occupa del progresso filosofico-scientifico, suscitando dibattiti tra studiosi su come interpretare il pensiero umanistico.
  • Nel Rinascimento, l'uomo è visto come artefice del proprio destino, con la libertà di migliorarsi attraverso la sapienza classica, mentre Dio assume un ruolo periferico nella vita umana.

Transizione dal Medioevo alla modernità

Diversi eventi segnarono il passaggio da Medioevo a modernità, come le monarchie europee, la formazione degli stati, le scoperte geografiche, la polvere da sparo, la Riforma Protestante… In Italia la presenza di principati regionali impedisce l’unificazione, c’è un po’ di stabilità con la Pace di Lodi ma il paese è fragile ed è spesso sede dei frequenti scontri tra Francia e Spagna fino alla pace di Cateau-Cambrésis.

Economia e cultura umanistico-rinascimentale

Sul piano sociale si afferma una nuova economia aperta mercantile e monetaria, incarnata da un ascendente borghesia attiva e industriosa, con la caduta di Costantinopoli, poi, l’asse commerciale si sposta dal Mediterraneo all’Atlantico. Nella nuova civiltà nasce una nuova cultura umanistico-rinascimentale che rispecchia la vita vissuta e che però non è del tutto indipendente dalla mentalità religioso-feudale teorica ed etica. La cultura del Quattrocento cerca per la prima volta di interpretare filosoficamente i propri mutamenti di struttura mediante una nuova immagine globale dell’uomo, più consona alla vita reale, che rigetta le scholae medievali, preferendo l’antichità classica. La chiesa perde il suo predominio in favore dei laici, borghesi cittadini non plutocratici, bensì amanti dell’arte e della conoscenza.

Firenze e la diffusione del sapere

Firenze è il centro della nuova cultura e le principali sedi di studio sono le Accademie private e liberali (che ricordano quella di Platone), esse si contrappongono alle università che rimangono legate alla filosofia scolastica. Il latino si considerava superiore, quindi il sapere rimaneva elitario escludendo il volgare, questa scelta derivava sempre dal voler fare rivivere l’eleganza classica di Roma, il latino quindi era l'idioma della gente istruita. La stampa permise una maggiore circolazione dell’idea condivisa di ritornare a una specifica situazione del passato, ritornando alla natura ossia forza produttrice delle cose, e ritornando al “principio” che permette una riforma dell’uomo e del suo mondo nella sua dimensione ottimale.

Umanesimo e Rinascimento: differenze e influenze

Per essere precisi l’Umanesimo riguarda la letteratura, gli studi umanistici e classici, il Rinascimento l’aspetto filosofico-scientifico. Lo studioso tedesco statunitense Paul Oskar Kristeller riteneva gli umanisti filologi e non filosofi in quanto ignoravano il pensiero speculativo e le elaborazioni dottrinali del Medioevo; al contrario altri studiosi come Eugenio Garin consideravano la stessa filologia umanistica come una nuova filosofia, una filosofia convinta di trovare il massimo grado dei valori dell’esistenza riprendendo l’antichità.

L'uomo e la sua libertà nel Rinascimento

Le dottrine sono sull’uomo, sulla storia e sulla natura: Homo faber ipsius fortunae. Giovanni Pico della Mirandola nell’orazione De hominis dignitate presenta proprio così l’uomo, capace di progettare se stesso e conquistare un posto nel mondo, egli può degenerare nelle cose inferiori o rigenerarsi nelle cose superiori attraverso il ritorno alla sapienza classica. Dio esiste ma passa “in periferia”, circoscrive la vita umana senza annullarne la libertà; l’uomo è microcosmo, sintesi vivente del Tutto, lontano dal l'ascetismo. Lorenzo il Magnifico,infatti, celebra gioia e piacere secondo l’ideale classico dell’eudaimonìa e riconosce l’utilità del denaro nella società.

Progresso e naturalismo rinascimentale

In questo periodo si riprende finalmente la dimensione storica degli eventi concretizzando il concetto di “prospettiva storica” infatti si prova a riportare i testi alla loro forma originaria, scoprendo le falsificazioni documentarie e cercando di capire i concetti dei vari sapienti sempre in riferimento alla loro epoca e quindi il mondo in cui vivevano (cronologia). Ottenere il concetto della civiltà come linea fa sentire gli uomini del presente superiori dei passati e ne segue l’idea del continuo progresso, della verità come “figlia del tempo”. Con “naturalismo” rinascimentale s’intende che l’uomo non è ospite della natura ma ne fa parte; la natura è una realtà piena in cui si manifesta Dio; l’uomo ha l’interesse e la capacità di studiare la natura. Nel rinascimento cade l’idea di ancillae theologiae e avviene una laicizzazione del sapere.

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Domande da interrogazione

  1. Quali eventi hanno segnato il passaggio dal Medioevo alla modernità?
  2. Il passaggio dal Medioevo alla modernità è stato segnato da eventi come le monarchie europee, la formazione degli stati, le scoperte geografiche, la polvere da sparo e la Riforma Protestante, con l'Italia che ha vissuto una situazione di fragilità e conflitti tra Francia e Spagna.

  3. Come si è evoluta l'economia e la cultura durante il Rinascimento?
  4. Durante il Rinascimento, si è affermata un'economia mercantile e monetaria, sostenuta da una borghesia attiva. La cultura umanistico-rinascimentale ha cercato di riflettere la vita reale, distaccandosi dalla mentalità feudale e privilegiando l'antichità classica.

  5. Qual è il ruolo di Firenze nella diffusione del sapere?
  6. Firenze è stata il centro della nuova cultura, con accademie private che si contrapponevano alle università tradizionali. La stampa ha facilitato la circolazione delle idee, promuovendo un ritorno alla natura e alla sapienza classica.

  7. Quali sono le differenze tra Umanesimo e Rinascimento?
  8. L'Umanesimo si concentra sulla letteratura e gli studi classici, mentre il Rinascimento abbraccia l'aspetto filosofico-scientifico. Alcuni studiosi vedono la filologia umanistica come una nuova filosofia, mentre altri la considerano un'ignoranza del pensiero speculativo medievale.

  9. Qual è la visione dell'uomo nel Rinascimento secondo Giovanni Pico della Mirandola?
  10. Giovanni Pico della Mirandola descrive l'uomo come capace di progettare se stesso e di conquistare il proprio posto nel mondo, evidenziando la sua libertà e la possibilità di rigenerarsi attraverso il ritorno alla sapienza classica, con Dio che assume un ruolo periferico nella vita umana.

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