Concetti Chiave
- L'aspirazione al successo nel rinascimento è influenzata dall'umanesimo e dalla ricerca di energie immanenti, distaccandosi dalla dipendenza da Dio tipica del Medioevo.
- La natura viene concepita come sorgente dell'uomo, evidenziando il naturalismo e il panteismo, che riscoprono il pensiero degli stoici e dei primi fisici ionici.
- L'uomo cerca strumenti per controllare l'energia della natura, sfumando il confine tra magia e filosofia.
- La figura del mago emerge come colui che dominerà gli elementi naturali, con l'alchimia che si pone a metà strada tra magia e chimica.
- Il rinnovato interesse per l'osservazione dei fenomeni naturali stimola significativi progressi nella scienza e nella tecnologia durante il rinascimento.
L'aspirazione al successo nel rinascimento
L’aspirazione a giungere al successo, un fenomeno tipico dell’umanesimo, viene ancora maggiormente accentuato nel periodo rinascimentale, e quindi vi è la necessità di trovare un’energia per sostenere la riuscita dell’uomo, in quanto non tutti gli uomini riescono automaticamente in un determinato settore. Quando nel Medioevo tutto era riferito a Dio, visto come la cosa più concreta presente nella realtà, il problema di trovare una sorgente per la riuscita dell’uomo non si era posta ma adesso, che Dio viene visto sempre più lontano dalla realtà, è ovvio che l’uomo non ricerchi più tale sorgente in qualcosa di trascendentale, bensì in qualcosa di immanente.
La natura come sorgente dell'uomo
Gli uomini si rivolgono alla natura, ossia all’insieme di tutti gli elementi naturali: da qui nasce la concezione tipica del rinascimento del naturalismo, che identifica appunto la natura come sorgente dell’uomo. La rinascita di questo periodo e la concezione in base alla quale la natura è l’energia dell’uomo filosoficamente porta ad una ripresa del pensiero degli stoici e dei primi fisici ionici in quanto ritorna in auge il panteismo, in base al quale il principio, l’archè, si trova nella natura.
Il confine tra magia e filosofia
L’uomo cerca quindi degli strumenti per controllare e gestire l’energia della natura: proprio così viene valicato quel sottile limite esistente tra la magia e la filosofia. In questo periodo il mago è colui che possiede dei poteri soprannaturali grazie ai quali riesce a dominare gli elementi naturali: un particolare settore della magia è l’alchimia, a metà strada tra magia e chimica e si occupava specialmente dei metalli. Parallelamente il forte interesse per l'osservazione per i fenomeni naturali e fisici portarono un forte impulso alla scienza e alla tecnologia.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della natura nell'aspirazione al successo durante il Rinascimento?
- Come si manifesta il confine tra magia e filosofia nel contesto rinascimentale?
- Quali influenze filosofiche si riscoprono nel pensiero rinascimentale?
Durante il Rinascimento, la natura viene vista come la sorgente dell'uomo, rappresentando un'energia fondamentale per il successo individuale, in contrasto con la visione medievale che si rifaceva a Dio (testo).
Nel Rinascimento, l'uomo cerca strumenti per controllare l'energia della natura, superando il confine tra magia e filosofia, con figure come il mago che dominano gli elementi naturali, e l'alchimia che si colloca tra magia e chimica (testo).
Il pensiero rinascimentale riscopre le idee degli stoici e dei primi fisici ionici, con un ritorno al panteismo, dove il principio fondamentale dell'esistenza è trovato nella natura stessa (testo).