Concetti Chiave

  • Durante il Rinascimento, le biblioteche divennero centri vitali per la riscoperta dei classici, promuovendo la liberazione spirituale e una nuova visione della natura.
  • La scrittura si evolse dalla grafia gotica alla "littera antiqua", facilitando la lettura e rendendo i testi antichi più accessibili a un pubblico più ampio.
  • Biblioteche rinascimentali, come quella di Palla di Nofri Strozzi e quella dei re d'Aragona, si distinsero per le loro ricche raccolte di opere classiche e umanistiche.
  • Contributi individuali significativi provenivano da figure come Niccolò Niccoli e Vespasiano da Bisticci, che investirono nel reperimento e nella copia di testi antichi.
  • La Biblioteca Vaticana, sotto Papa Niccolò V, divenne un importante centro per la diffusione dell’Umanesimo, ispirandosi all'antica biblioteca di Alessandria.

L'importanza delle biblioteche nel Rinascimento

Durante il Rinascimento, le biblioteche occuparono un posto di notevole importanza. La nuova cultura vedeva l’avvio e la nota dominante nel mito dell’Antichità riscoperta per cui i classici diventarono il modello e il mezzo per raggiungere la liberazione spirituale, la saggezza politica e una visione più realistica della natura. Questa opera educatrice dell’uomo si realizzava in alcune istituzioni e soprattutto nelle biblioteche in cui dopo la ricerca e la scoperta vengono depositati i testi antichi. Sorgono delle biblioteche specializzate nella copia degli antichi testi su pergamene ricche di miniature destinate alle biblioteche dei principi.

Evoluzione della scrittura e accessibilità

Occorre anche precisare che il modo di scrivere subisce una trasformazione: la grafia gotica è sostituita dalla “littera antiqua”, cioè una scrittura che si rifaceva non tanto alla vera scrittura dei Romani, quanto alla minuscola dell’epoca del rinascimento di Carlo Magno. Appare così il corsivo umanistico, chiaro, agevole da leggersi ed elegante. Tale chiarezza della grafia è la componente di un bisogno di comunicazione più esteso e agevole. Infatti, prevale il concetto secondo cui i testi antichi devono circolare, devono essere a disposizione ed affinché il maggior numero di persone possa attingervi gli elementi della saggezza. Per questo motivo, il dotto solitario, possessore di testi antichi, è sostituito da biblioteche liberamente aperte ed accessibili a tutti. Addirittura, i signori considerano un dovere ed una gloria mettere insieme delle raccolte sempre più ricche. Le biblioteche umanistiche si moltiplicano ed acquistano una fisionomia ben diversa da quelle del Medioevo.

Esempi di biblioteche rinascimentali

Un esempio ci può essere fornito dalla biblioteca del fiorentino messere Palla di Nofri Strozzi; egli aveva fatto venire dei testi greci fondamentali da Costantinopoli e, nel 1431, fece stendere un inventario di ciò che possedeva: opere di Cicerone, Livio, Seneca, Virgilio, Orazio, Stazio, Lucano, Cesaree, Quintiliano e anche autori greci come Senofonte, Demostene, Platone, Aristotele e Plotino. Fra i contemporanei, egli possedeva opere di Petrarca, Boccaccio e Leonardo Bruni. In ogni caso, la presenza di opere classiche era preminente. Caratteristica è anche la biblioteca dei re d’Aragona, iniziata da Alfonso V e di cui possediamo un inventario redatto nel 1412. Essa comprende da un lato le opere dei classici e dall’altro quelle degli umanisti che le trascrivono, le commentano e le traducono. Le stesse osservazioni possono essere fatte per la biblioteca milanese dei Visconti. Ma è soprattutto a Firenze che assistiamo ad un fervore ineguagliabile.

Contributi individuali e collezioni

Qui Niccolò Niccoli spende tutto il suo patrimonio per acquistare libri, per la relativa copia e trascrizione; oltre a questo, acquista tutto quanto fosse necessario per la comprensione storica del passato come statue, vasi antichi, sculture di vario tipo, epitaffi. Vespasiano da Bisticci, vissuto nel XV secolo, con l’aiuto di dotti cittadini, dà inizio ad un fiorente commercio, rifornendo di eleganti esemplari di classici le biblioteche dei vari signori come Alfonso il Magnanimo, Federico da Montefeltro o il re d’Ungheria, Matteo Corvino. Da parte loro, i Medici, a cominciare da Cosimo, fecero confluire nella loro raccolta i testi rinvenuti dall’umanista Coluccio Salutati.

La Biblioteca Vaticana e altre raccolte

A Roma, Papa Niccolò V si presenta come un dotto umanista facendo stipendiare appositi amanuensi, mobilitando librai e inviando ovunque dei suoi incaricati, sognando così di rinnovare i fasti dell’antica biblioteca di Alessandria. Addirittura, egli progetta la costruzione di un apposito palazzo. Con lui, la Biblioteca Vaticana assunse un aspetto nuovo e diventò uno strumento molto efficace per la diffusione dell’Umanesimo. Una delle maggiori raccolte del XV secolo è quella di Pico della Mirandola, ricca di manoscritti orientali, greci e latini; purtroppo, essa è andata in parte distrutta ed in parte persa anche se qualche resto è ancora rintracciabile nella Biblioteca Vaticana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo delle biblioteche nel Rinascimento?
  2. Durante il Rinascimento, le biblioteche divennero fondamentali per la diffusione della cultura, fungendo da custodi dei testi antichi e promuovendo la liberazione spirituale e la saggezza politica attraverso la riscoperta dei classici.

  3. Come è cambiata la scrittura nel Rinascimento?
  4. La scrittura subì una trasformazione significativa, passando dalla grafia gotica alla “littera antiqua” e al corsivo umanistico, rendendo i testi più chiari e accessibili, in linea con il desiderio di una comunicazione più ampia.

  5. Quali sono alcuni esempi di biblioteche rinascimentali significative?
  6. Esempi notevoli includono la biblioteca di Palla di Nofri Strozzi a Firenze, che conteneva opere classiche e umanistiche, e la biblioteca dei re d’Aragona, che raccoglieva testi dei classici e degli umanisti.

  7. Chi sono alcuni dei principali collezionisti di libri nel Rinascimento?
  8. Collezionisti come Niccolò Niccoli, che spese il suo patrimonio per acquistare e trascrivere libri, e Vespasiano da Bisticci, che rifornì le biblioteche dei signori, furono cruciali per la diffusione della cultura.

  9. Qual è l'importanza della Biblioteca Vaticana nel contesto rinascimentale?
  10. Sotto Papa Niccolò V, la Biblioteca Vaticana divenne un centro di diffusione dell'Umanesimo, con l'assunzione di amanuensi e la mobilitazione di librai, mirante a rinnovare i fasti dell'antica biblioteca di Alessandria.

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