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Concetti Chiave

  • La società signorile emerse alla fine del XIV secolo, sostituendo la società comunale e dando vita a signorie influenti come i De' Medici e gli Sforza.
  • Un'importante caratteristica della cultura signorile è l'omogeneità artistica, nonostante la frammentazione politica dell'epoca, favorendo una fioritura letteraria e artistica.
  • Gli artisti, ospitati dai signori, godevano di una certa autonomia, contribuendo alla creazione di una cultura artistica coesa attraverso i viaggi tra le varie signorie.
  • Il declino delle signorie portò all'emergere di cinque grandi potenze italiane, trasformando Firenze, Napoli, Roma, Venezia e Milano in centri di attrazione per la letteratura e il sapere.
  • L'Umanesimo promosse un rinnovato interesse per il Classicismo e la riscoperta del passato, influenzando ambiti come la pedagogia, la filologia e la scienza, con figure emblematiche come Leonardo da Vinci.

Fine XIV secolo - prima metà XVI secolo.

La nascita della società signorile

La società signorile sorse alla fine del quattordicesimo secolo sulle ceneri della società comunale. Ebbe una grande fortuna in Italia, dove si affermarono importanti signorie come i De' Medici a Firenze o gli Sforza e i Visconti a Milano. Sotto questo periodo di storia italiana vi è la grande e decisiva fioritura della letteratura nostrana, l'affermazione dei nostri massimi esponenti letterari sulla scena culturale europea.Una delle caratteristiche fondamentali della società signorile (e della cultura signorile transitivamente) è una certo grado di omogeneità nei caratteri fondamentali, riguardo alle basi sulla quale essa si fondava, a dispetto di una situazione politica frammentaria e ben lontana dall'unificazione territoriale.

L'influenza della Chiesa e il divario Nord-Sud

In quest'epoca addirittura la Chiesa, che fino ad allora aveva inseguito il sogno di diventare una grande potenza universale, sembra muoversi verso l'instaurazione di una società signorile all'interno della sua coorte al Vaticano, sembra voler indossare anche essa un'impianto statale.

Certo bisogna ricordarsi che questa trasformazione turbolenta nello scenario politico italiano tocca solo il centro - nord della penisola ad esclusione del sud nella quale si rivede, invece, un restaurarsi della rigida gerarchia feudale. Da questo momento in poi il divario tra nord Italia e sud Italia sarà sempre più elevato.

La coorte e il ruolo degli artisti

Nello stato signorile vi è come prima cosa il costituirsi di una coorte formata dal signore, dai suoi funzionari e dignitari, dai letterati e dagli artisti provenienti dall'intera penisola. Era infatti uso da parte degli artisti farsi ospitare da un Signore, andare sotto la sua protezione per avere una vita a coorte in cambio di opere, di lavori in favore del Sovrano. Sotto questo aspetto si potrebbe quindi affermare che gli artisti diventarono più o meno autonomi in quanto la società signorile permette all'artista di essere esclusivamente artista, al contriario di ciò che accadeva nel resto dell'Europa dove andavano formandosi le prime entità statali. Come abbiamo affermato la cultura signorile presenta diversi caratteri di omogeneità (vedi per esempio opere artistiche, strutture architettoniche, opere letterarie, feste ed eventi delle coorti signorili): ciò è infatti dovuto a uno spostarsi degli artisti di signoria in signoria. Questo è il caso del Bembo o di famosi artisti del calibro di Michelangelo, Leonardo, Raffaello etc. Esistono persino trattati dove ci si interroga su come debba essere il cortigiano modello o su quale debba essere la lingua parlata alla coorte della signoria. Questo clima, appartentemente edilliaco ma non privo di varie nefandezze e veleni, inizia ad incrinarsi nel'500: alcune coorti che avevano conquistato un certo prestigio iniziano a cadere in rovina, mentre altre coorti, con opportunità maggiormente appetitose sorgono. Ecco, quindi, uno dei motivi che spingono gli artisti a spostarsi da Signoria a Signoria.

Il declino e la trasformazione delle signorie

E' il caso di Ariosto che da Ferrara sogna di approdare alla coorte Vaticana a Roma. Come Pietro Bembo che arriva alla coorte romana diventandone uno dei pezzi da novanta. In questo scenario scopaiono le signorie di Mantova e Ferrara, dando spazio all'ascesa di cinque grandi potenze italiane: Firenze, Napoli, Roma, Venezia e Milano.

L'ascesa delle grandi potenze italiane

Impanto oligarchico, stabilità politica, grande potenza economica e marittima diviene polo di attrazione della letteratura e del sapere, in particolar modo vi è uno sviluppo dell'attività filologica e tipografica (derivazione a carattere umanistica).

A Venezia Bembo cura l'edizione delle Rime del Perlasca, Leonardo Da Vinci soggiorna nella stessa Serenissima.

Nonostante subisca un declino agli inizi del '500 è il grande esempio di coorte mecenatistica. Nel 1429 si insediò nella città emiliana Guarino Veronese che divenne una sorta di "manager" degli Estensi, il gestore della cultura artistico-letteraria. All'univeristà di Ferrara soggiornò persino Niccolò Copernico, questo a voler dimostrare la grande attrazione, anche a livello di cultura scientifica, della città sotto la guida degli Estensi.

Prima i Visconti,poi gli Sforza furono i padroni di questa grande città. Vive a Milano per lungo tempo Matteo Bendello, il più grande novelliere del '500 e dal 1432 anche Leonardo Da Vinci e Marco Paciolli, matematico di spicco nell'età signorile.

L'importanza di Firenze e Roma

Forse la signoria più forte e grandiosa mai esistita. Punto di riferimento letterario e artistico, (lo si può vedere visibilmente visitando la città) esercitò un influsso abnorme sulle altre signorie contemporanee.

Lo stesso Lorenzo de' Medici, il più grande signore che la città abbia mai avuto, scrisse interessanti trattati. Firenze inoltre è sede della scuola Neo-Platonica nella cui figura di Angelo Poliziano trova il maggior esponente.

Fino a tutto il '400 il principale punto di protagonismo letterario e artistico era Firenze. ma nel '500 cede il primato a Roma e a Venezia.

Diventa un importantissimo centro di studi umanistici quando la politica papale divenne a carattere statale. Nei primi del '500 molti papi provenivano dalle grandi coorti signorili (è il caso di Leone X, che era un de' Medici): questo è quindi il motivo della fioritura anche nello stato Pontificio di una florida e potente coorte signorile. Nel'500 nella città eterna vissero artisti il cui solo nome dice tutto: Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Della Casa e Bembo, i quali contribuirono a fare grande la città della Lupa con il loro operato alla coorte papale.

L'influenza degli Aragonesi e la cultura di coorte

Abbiamo in questa città gli Aragonesi, che pur essendo spagnoli sono anch'essi influenzati dalla cultura signorile italiana. Alfonso d'Aragona avrà come segretario Lorenzo Valla, uno dei grandi pensatori umanistici rinascimentali. Il grande poeta napoletano per eccellenza è Samarzano.

1. Una diffusa cultura di coorte, vita di coorte.

2. L'Umanesimo, il Classicismo ( condiviso da tutti i gruppi letterari )

3. La poesia petrarchista, petrarcheggiante ( in tutte le coorti italiane si facevano rime sui modelli di Petrarca. )

4. Il teatro comico e tragico

5. L'aspetto musicale

Gli intellettuali e le strutture di potere

Gli intellettuali operano in strutture dipendenti dal potere signorile : operano nelle coorti, nelle accademie ( luoghi di incontro per gli artisti rinascimentali ), nelle biblioteche, nelle università ( legate al potere signorile, controllate sempre più da una valida casta di docenti ) e per finire la Stampa, che segna una rivoluzione nella comunicazione senza precedenti.

C'è un momento in cui i rapporti tra i saperi vengono meno.

Ambiti di studio e innovazione umanistica

Ambito pedagogico: ci si interroga su quali siano i criteri migliori per l'insegnamento.

Ambito filologico - archeologico: riscoperta del passato, come in ogni grande epoca gli umanisti credono stia nascendo qualcosa di nuovo, che determini la transizione definitiva dal mondo mediavale tanto odiato ( Enfatizzazione dell'amore verso il Classicismo ). Il nuovo è pensato come un ripristino dell'antico. Anche nel neo-platonismo c'è qualcosa di simile: Martino Ficino teorizza la magia buona ovvero il recupero di tradizioni antiche precristiane, accettate dalla civiltà occidentale cristiana. L'uomo ha un gran privilegio, essere al centro del mondo, essere arteficie del proprio destino. Così si crea un'etica dell'autodeterminazione: l'uomo è arteficie di sè stesso.

Ambito Matematico - figurativo: si ridefinisce il rapporto tra soggetto e oggetto, tra soggetto e spazio. E' un segno di orientazione verso l'arte figurativa che sembra trasudare dalla sola pittura per investire tutti i campi del sapere.

Ambito proto - scientifico: si assiste in età umanistico - rinascimentale alla crescita di attenzione verso gli aspetti empirici e morfologici. Propensione alla tecnica e agli aspetti ingenieristici. L'uomo dell'umanesimo è uno che osserva molto, misura, descrive. Così, con questo atteggiamento mentale, fiorisce lo studio dell'anatomia. Queste vivono in rapporto confuso con magia e alchimia che sono alla base del sapere scientifico moderno. La civiltà umanistico - letteraria tende a riconoscere come cose vive cose inanimate come, per esempio, i sassi. Questa sorte di tecnico - scenziato - alchimista guarda con occhi nuovi il mondo, si è infatti liberato da posizioni dogmatiche derivanti dal Cristianesimo Mediavale.

Leonardo è il nostro modello di proto - scienziato. Questa attenzione per i dettagli e la natura non c'entra apparentemente niente con la letteratura. Apparentemente, perchè in realtà tutta la letteratura è intrisa da questo spirito di osservazione tediosa e minuziosa del reale, altri non è che un atteggiamento empirico che si ritrova in primis nell'ambito storico - politico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della società signorile in Italia?
  2. La società signorile nacque alla fine del XIV secolo, sostituendo la società comunale, e si affermò in Italia con signorie come i De' Medici a Firenze e gli Sforza e Visconti a Milano.

  3. Come influenzò la Chiesa la società signorile?
  4. La Chiesa, che aspirava a diventare una potenza universale, iniziò a instaurare una società signorile al suo interno, ma questa trasformazione riguardò principalmente il centro-nord Italia, mentre il sud mantenne una rigida gerarchia feudale.

  5. Qual era il ruolo degli artisti nelle corti signorili?
  6. Gli artisti cercavano la protezione dei signori, vivendo nelle corti in cambio delle loro opere, il che consentiva loro di dedicarsi esclusivamente all'arte, a differenza di quanto accadeva in altre parti d'Europa.

  7. Quali furono le conseguenze del declino delle signorie?
  8. Il declino delle signorie portò alla caduta di alcune coorti prestigiose e all'emergere di cinque grandi potenze italiane: Firenze, Napoli, Roma, Venezia e Milano, che divennero centri di attrazione per la letteratura e il sapere.

  9. In che modo l'umanesimo influenzò la cultura del periodo?
  10. L'umanesimo promosse una riscoperta del passato e un'etica dell'autodeterminazione, con un focus su ambiti come l'insegnamento, la filologia, la matematica e la scienza, contribuendo a una nuova visione del mondo e dell'uomo.

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