Concetti Chiave
- Gli affreschi del castello di Issogne offrono un'importante testimonianza visiva dell'abbigliamento rinascimentale, rappresentando scene di vita quotidiana tra il 1494 e il 1507.
- L'abito maschile rinascimentale era composto da tre parti principali: uose, farsetto e mantello, con l'introduzione della camicia di tela che diventava sempre più comune.
- Le nobildonne rinascimentali adottavano stoffe pesanti come broccati e velluti, abbandonando lo strascico in favore di un look più moderno e ornato.
- Le donne indossavano reticelle decorate con perle, sostituendo cappelli e cuffie, evidenziando l'importanza dei gioielli nella moda femminile del periodo.
- Nel 1453, fu imposto un divieto sul numero di anelli che le donne potevano indossare, a testimonianza della loro passione e del valore attribuito ai gioielli.
Affreschi del castello di Issogne
Per conoscere l’abbigliamento in uso nel Rinascimento, disponiamo di una testimonianza visiva eccezionale: gli affreschi custoditi nel castello di Issogne, in Val d’Aosta. Si tratta di scene della vita quotidiana dipinti da pittori ignoti, tra il 1494 ed il 1507. Esse ritraggono l’interno, con i vari personaggi, di alcune botteghe del tempo: la farmacia con lo speziale (= il farmacista) il suo inserviente ed una cliente, il negozio del fornaio con il garzone, il negozio del macellaio (= il beccaio) , il laboratorio del sarto con l’aiutante e tanti altri. Fra l’altro, a quel tempo il fornaio ed il macellaio lavoravano nello stesso ambiente.
Abbigliamento maschile rinascimentale
L’abito maschile rinascimentale, indossato dalle persone più ricche, comprendeva tre parti principali: le uose, il farsetto ed il mantello. Le uose erano una specie di calze attillate di tessuto o di pelle che durante il lavoro potevano essere arrotolate fin sotto il ginocchio, cosa che facevano molto spesso gli agricoltori o coloro che esercitavano un loro faticoso. Le maniche del farsetto erano allacciate con delle stringhe per tutta la loro lunghezza. Nel Rinascimento comincia a diventare di moda anche la camicia di tela; infatti negli affreschi sopra citati si vede un personaggio che sotto il mantello, lascia intravedere una camicia pieghettata.
Moda femminile e gioielli
Le nobildonne rinascimentali abbandonano lo strascico in uso nel Medioevo e si usano sempre di più stoffe pesanti, broccati e velluti con, spesso, intessuti fili d’oro e d’argento. In testa, le donne non portano né cappello, né cuffia (come le donne più umili), bensì una reticella cosparsa di perle. Nel Rinascimento, la passione per i gioielli non aveva limiti a tal punto che, nel 1453, il cardinale Bessarione di Bologna proibì severamente alle donne di portare più di sei anelli per dito.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche dell'abbigliamento maschile nel Rinascimento?
- Come si differenziava l'abbigliamento femminile rinascimentale rispetto a quello medievale?
- Qual era l'atteggiamento verso i gioielli nel Rinascimento?
L'abbigliamento maschile rinascimentale per le persone più ricche comprendeva tre parti principali: le uose, il farsetto e il mantello. Le uose erano calze attillate, il farsetto aveva maniche allacciate e la camicia di tela iniziava a diventare di moda, come evidenziato negli affreschi del castello di Issogne.
Le nobildonne rinascimentali abbandonarono lo strascico tipico del Medioevo, optando per stoffe pesanti come broccati e velluti, spesso arricchiti con fili d'oro e d'argento. Inoltre, indossavano una reticella cosparsa di perle invece di cappelli o cuffie.
La passione per i gioielli nel Rinascimento era così intensa che nel 1453 il cardinale Bessarione di Bologna proibì alle donne di indossare più di sei anelli per dito, evidenziando l'eccesso e l'importanza dei gioielli nell'abbigliamento femminile dell'epoca.