Concetti Chiave
- La perdita delle colonie americane non fermò l'ascesa della Gran Bretagna, che adattò la sua politica coloniale per evitare nuove rivolte.
- Nel 1807 fu abolito il commercio degli schiavi e nel 1833 la schiavitù fu eliminata in tutti i territori britannici, con risarcimenti ai proprietari.
- Le migrazioni verso la Colonia del Capo in Sud Africa generarono conflitti tra i nuovi coloni britannici e i boeri, portando a tensioni e guerre.
- Il Canada ottenne un certo grado di autonomia grazie alla gestione del governatore, diventando un modello per future colonie britanniche.
- Australia e Nuova Zelanda si svilupparono in modi diversi, con la Nuova Zelanda che fiorì come stato democratico e l'Australia che affrontò gravi violenze verso gli indigeni.
La resilienza britannica
La perdita delle colonie americane, durissimo colpo che avrebbe spezzato la fibra e le speranze di qualsiasi stato, non avevano rallentato l'irresistibile ascesa della grandezza inglese. La Gran Bretagna si accorse che non si potevano più usare i metodi sbrigativi con cui la Spagna e il Portogallo si erano arricchiti, che se si voleva cautelarsi da una nuova rivolta di coloni bisognava adottare una politica assai più larga. L'Inghilterra in questo caso fu grandemente avvantaggiata dal suo regime parlamentare, che permetteva alla voce del buon senso di farsi sentire anche fra gli uomini del governo.
Abolizione della schiavitù
Nel 1807 era stato abolito il commercio degli schiavi, grazie all'efficace azione del partito "whig", e la marina britannica aveva condotto su tutti i mari una vera e propria guerra contro le navi negriere; ma centinaia di migliaia, forse milioni, erano ancora gli uomini di colore costretti a schiavitù in ogni parte del mondo. Nel 1833 il ministero Grey propose e ottenne che in tutti i territori soggetti alla corona britannica la schiavitù fosse abolita; il che venne attuato nello stesso anno dopo che il governo inglese ebbe pagato ben venti milioni di sterline ai proprietari di schiavi per risarcirli del danno subito. L'avvento della rivoluzione industriale e il miglioramento delle condizioni di vita avevano determinato, nei primi decenni del XIX secolo, un brusco incremento numerico della popolazione britannica; la valvola di queste scosse demografiche è sempre l'emigrazione (quando non è la guerra), e così l'esodo verso le colonie era notevolmente aumentato.
Migrazioni e conflitti in Sud Africa
Nella Colonia del Capo, in Sud Africa, si determinò il cozzarsi tra i nuovi venuti e i "boeri", i coloni olandesi già stanziati da tempo sul posto: questi credettero calpestati i propri interessi e iniziarono una colossale migrazione verso nord, nell'intento di liberarsi degli odiosi dominatori. Poco dopo che i boeri avevano domato le feroci tribù zulù del Natal e si erano stabiliti in quel territorio, l'Inghilterra si annetteva anche quella provincia, gettando le basi per una breve e sanguinosa guerra.
Espansione e autonomia in Canada
Un'altra imponente corrente migratoria di riversava dalle Isole Britanniche verso il Canada, la più progredita fra le colonie della corona, e quella che avrebbe potuto più facilmente imitare l'esempio degli Stati Uniti. Qui però i fermenti secessionisti furono domati dal governatore: egli coordinò ed ottenne una specie di autonomia per la colonia, che ebbe un suo parlamento, costituendo un rudimentale esempio di quelli che saranno i pilastri dell'impero britannico.
Sviluppo di Australia e Nuova Zelanda
Due colonie andavano acquistando importanza: l'Australia e la Nuova Zelanda. Quest'ultima fiorì come un vero stato democratico, a impronta religiosa grazie ad alcune sette protestanti che fecero molti proseliti. In Australia, invece, i poveri indigeni, appartenenti alla razza più antiquata del mondo, subirono le angherie e le crudeltà dei criminali bianchi, che in alcuni casi arrivarono a vere e proprie stragi. Ma l'allevamento delle pecore e l'oro richiamavano dall'Inghilterra una nuova e più civile corrente migratoria, base della futura prosperità australiana.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della perdita delle colonie americane sulla Gran Bretagna?
- Quando e come è stata abolita la schiavitù nei territori britannici?
- Quali conflitti si sono verificati in Sud Africa tra i boeri e gli inglesi?
- Come si è sviluppata l'autonomia del Canada sotto il governo britannico?
- Quali differenze si riscontrano nello sviluppo di Australia e Nuova Zelanda?
Nonostante la perdita delle colonie americane fosse un duro colpo, la Gran Bretagna continuò la sua ascesa, comprendendo la necessità di adottare politiche più ampie per evitare future rivolte, avvantaggiata dal suo regime parlamentare.
La schiavitù fu abolita nel 1833 in tutti i territori soggetti alla corona britannica, dopo che il governo pagò venti milioni di sterline ai proprietari di schiavi come risarcimento, seguendo l'abolizione del commercio degli schiavi nel 1807.
In Sud Africa, i boeri, coloni olandesi, si opposero agli inglesi, avviando una migrazione verso nord dopo aver domato le tribù zulù, culminando in una breve e sanguinosa guerra dopo l'annessione della provincia da parte dell'Inghilterra.
Il governatore del Canada riuscì a domare i fermenti secessionisti e a ottenere una forma di autonomia per la colonia, che si dotò di un proprio parlamento, gettando le basi per l'impero britannico.
La Nuova Zelanda si sviluppò come uno stato democratico a impronta religiosa, mentre in Australia gli indigeni subirono violenze da parte dei coloni, ma l'allevamento e la ricerca dell'oro portarono a una nuova ondata migratoria e prosperità.