Concetti Chiave
- Nel Settecento, l'Inghilterra sviluppò una monarchia costituzionale che limitava l'autorità del re attraverso una carta costituzionale e il controllo parlamentare.
- Il parlamento inglese vedeva un crescente potere della camera dei comuni, rappresentante della borghesia, rispetto alla camera dei lords, che perdeva importanza.
- Il sistema politico inglese, nonostante la corruzione, era considerato un modello per i riformatori europei grazie all'equilibrio tra monarchia e parlamento e alla garanzia delle libertà individuali.
- La società inglese iniziava a affrontare problematiche sociali come l'estensione del diritto di voto, limitato a una ristretta élite di possidenti.
- Le questioni di tolleranza religiosa e assenza di vincoli economici rappresentavano aspetti distintivi che colpivano i contemporanei dell'epoca.
Che cos'è la monarchia costituzionale inglese?
Consideriamo la situazione dell'Inghilterra nel periodo delle riforme in Europa, quindi nel Settecento. L'Inghilterra, che presentava un panorama politico del tutto anomalo rispetto all'epoca, dato che in quel paese, in seguito alle rivoluzioni della seconda metà del Seicento, era nata una monarchia costituzionale (ovvero in cui il re deve attenersi a quanto prescritto in una carta costituzionale e rispondere al parlamento dei suoi atti), fondata su un ruolo crescente del parlamento nel limitare l'autorità del sovrano.
Il parlamento e i partiti politici
Nel parlamento stesso la camera dei lords, formata dai pari (i grandi aristocratici) del regno, aveva assunto importanza sempre minore rispetto alla camera dei comuni, eletta ogni sette anni, espressione della media proprietà terriera e della borghesia commerciale.
Modello inglese e problemi sociali
Nonostante la forte corruzione e gli aspri scontri fra i due raggruppamenti che dominavano la vita politica - il partito tory, rappresentante dei gruppi politici fedeli alla monarchia, e il partito whig, espressione della borghesia - il sistema inglese rappresentava per i riformatori del continente un modello da imitare: l'equilibrio tra monarchia e parlamento, la garanzia delle libertà individuali, l'assenza di vincoli all'attività economica, la tolleranza religiosa, erano gli aspetti che più colpivano i contemporanei. Piuttosto, la società inglese incominciava a porsi problemi che nell'Europa continentale sarebbero comparsi solo molto più tardi, come quello dell'estensione del diritto di voto, allora limitato a una cerchia ristrettissima di possidenti, rivendicata dall'opinione pubblica più radicale.
Domande da interrogazione
- Qual è la caratteristica distintiva della monarchia costituzionale inglese nel Settecento?
- Quale camera del parlamento inglese ha visto un declino della sua importanza nel Settecento?
- Quali problemi sociali iniziavano a emergere nella società inglese del Settecento?
La monarchia costituzionale inglese si distingue per il fatto che il re deve attenersi a una carta costituzionale e rispondere al parlamento, limitando così la sua autorità, come evidenziato nel testo.
La camera dei lords, composta dai grandi aristocratici, ha visto un'importanza sempre minore rispetto alla camera dei comuni, che rappresentava la media proprietà terriera e la borghesia commerciale.
La società inglese cominciava a porsi questioni come l'estensione del diritto di voto, limitato a una ristretta cerchia di possidenti, un tema che sarebbe emerso in Europa continentale solo successivamente.