Psicologia sociale
Definire la psicologia sociale
Il compito dello psicologo è quello di comprendere e predire il comportamento umano. La psicologia sociale è lo studio scientifico del modo in cui i pensieri, i sentimenti e i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla presenza reale o immaginaria degli altri. Per influenzati si intendono i tentativi diretti o meno di persuasione. Per esempio la pubblicità. A volte queste influenze entrano in conflitto l’una con l’altra e gli psicologi sociali sono interessati a ciò che succede nella mente di un individuo che si trova a vivere questa situazione.
Psicologia sociale, filosofia, scienza e senso comune
Gli psicologi sociali affrontano molte delle domande analizzate dai filosofi, ma in maniera scientifica, anche quando si parla dell’amore. Le domande che si pongono sono empiriche, e quindi dovrebbero derivare da esperimenti o misurazioni. Perché le persone si comportano in un certo modo?
- Chiedere direttamente a loro -> spesso le persone sono inconsapevoli delle motivazioni alla base delle loro reazioni e sentimenti.
- Basarsi sul buonsenso o sulla saggezza popolare -> spesso sono in contraddizione tra loro (esempio simile col simile o gli opposti si attraggono). Una parte del lavoro dello psicologo sociale sta nel determinare quali condizioni determinino l’accadere dell’una o dell’altra situazione.
Gli esperimenti sono una sfida, perché ci si propone di predire il comportamento degli umani e di trovare delle risposte oggettive a domande come: cause dell’aggressività? Cosa provoca il pregiudizio?
Le differenze fra la psicologia sociale e le altre discipline "cugine"
Queste "cugine" sono la biologia, le neuroscienze, la sociologia, l’economia e le scienze politiche. Ognuna esamina i fattori che determinano il comportamento umano, ma con delle differenze in primis sul livello di analisi, quindi i geni piuttosto che come le persone interpretino il mondo sociale. Altri psicologi sociali ricorrono a teorie fondanti della biologia come quella evoluzionista. La psicologia evoluzionista segue i principi della selezione naturale.
Spiegare il comportamento in termini di tratti di personalità è il lavoro degli psicologi della personalità, che si basano sulle differenze individuali ignorando il potente ruolo giocato dall’influenza sociale. La personalità di una persona può essere differente se quest’ultima si trova a una festa o a scuola. Quali sono i fattori in queste due situazioni sociali che hanno un effetto profondo sul suo comportamento? Per gli psicologi clinici e della personalità, il livello di analisi è l’individuo stesso; per gli psicologi sociali, il livello di analisi è l’individuo nel contesto di una situazione sociale, e in particolare modo come interpreta la situazione stessa. Importante è quindi ciò che un soggetto percepisce, comprende e interpreta del mondo sociale.
Altre scienze sociali sono più interessate ai fattori economici, politici e storici che influenzano gli eventi. La sociologia si concentra sulle classi, le strutture e le istituzioni sociali. La divergenza tra le discipline delle scienze sociali concerne l’oggetto che cercano di spiegare. Lo scopo della psicologia sociale è identificare le proprietà universali della natura umana che, indipendentemente dalle classi o dalle strutture sociali, rendono ciascuno di noi sensibile all’influenza sociale.
| Sociologia | Psicologia sociale | Psicologia della personalità |
| Fornisce leggi e teorie generali sulla società, non sugli individui | Studia i processi psicologici che le persone condividono fra loro e che le rendono sensibili all'influenza sociale | Studia le caratteristiche che rendono ogni individuo unico e diverso dagli altri |
Il potere della situazione
Molti non riescono a considerare la situazione, il contesto, che invece ha un impatto profondo su come gli esseri umani si relazionano gli uni agli altri.
Sottovalutare il potere della situazione
Un grande ostacolo dello psicologo sociale è l'errore fondamentale di attribuzione, ossia spiegare il comportamento in termini di personalità (sensazione di una falsa sicurezza), sottostimando l'influenza sociale e la situazione immediata. Deriva la sensazione che non può accadere a noi. Tendiamo a semplificare le situazioni complesse. Un esempio di questo errore è del gioco di cooperazione e competizione / community game e wall street game. Il nome del gioco veicolava un messaggio molto forte riguardo a come un giocatore si sarebbe dovuto comportare, e i tratti della personalità non hanno comportato alcuna differenza significativa nel comportamento degli studenti. Determinate situazioni sociali e ambientali sono così potenti da influenzare fortemente la quasi totalità delle persone.
Il potere dell'interpretazione
Il comportamentismo è una scuola di pensiero che cerca di dimostrare che per capire il comportamento umano bisogna concentrarsi soltanto sulle proprietà di rinforzo dell’ambiente circostante: se il comportamento è seguito da una ricompensa probabilmente si ripeterà; se è seguito da una punizione si esaurirà. Gli psicologi comportamentisti ipotizzarono che la spiegazione dell’intero comportamento umano potesse avvenire mediante l’esame delle ricompense e delle punizioni riservate dall’ambiente al soggetto. Non prendono in considerazione la cognizione, il pensiero e il sentire. Per gli psicologi sociali, il comportamento non è direttamente influenzato dalla situazione ma dall’interpretazione della stessa.
Il rilievo che assegniamo al modo in cui le persone interpretano la situazione sociale trova il suo fondamento nella psicologia della Gestalt, che studia il modo soggettivo in cui un oggetto appare alla mente delle persone. Dobbiamo concentrarci sulla fenomenologia del soggetto della percezione, sul modo in cui un oggetto si presenta alle persone, piuttosto che sui singoli elementi dello stimolo oggettivo. Gli psicologi sociali cominciarono subito a concentrarsi sull’importanza di come le situazioni soggettive vengono costruite dalle persone. Siamo sempre impegnati a decifrare lo stato d’animo, le ragioni e i pensieri dell’altro.
Da dove derivano i costrutti: le motivazioni umane fondamentali
Gli psicologi sociali cercano di capire le motivazioni fondamentali che ci portano a interpretare il mondo in un certo e personalissimo modo. Hanno enfatizzato l’importanza di due motivi centrali nell’indirizzare i costrutti delle persone: il bisogno di sentirci a posto con la coscienza e quello di essere accurati. Spesso ci spingono verso la stessa direzione, ma bisogna analizzare la nostra mente sul come opera quando queste due motivazioni costringono l’individuo in direzioni opposte (esempio: presidenti > consiglieri > guerre). Il bisogno di automistificazione delle proprie decisioni può entrare in contrasto con il bisogno di essere accurati, producendo conseguenze del tutto catastrofiche.
L’autostima come motivazione: il bisogno di star bene con sé stessi
Molte persone hanno bisogno di mantenere un’alta stima di sé, ossia hanno la necessità di vedersi come individui rispettabili, competenti e affidabili, così da mettere il soggetto nella luce migliore. L’autostima ha effetti benefici, ma potrebbe impedire il cambiamento e il miglioramento personale. Lo scopo è farsi sentire bene con sé stessi. Diminuiscono le probabilità di imparare dall’esperienza.
La sofferenza e l’auto-giustificazione
Esempio: confraternita. Gli esseri umani possiedono una motivazione per mantenere un’immagine positiva di sé stessi, in parte giustificando il loro comportamento; in secondo luogo ciò li spinge a compiere azioni che potrebbero a prima vista apparire sorprendenti o paradossali.
La motivazione della cognizione sociale
Cerchiamo di vederci nella luce migliore possibile, ma siamo anche bravi a esaminare la natura del mondo sociale. Questo vuol dire che abbiamo delle abilità nella cognizione sociale ("social cognition"), lo studio di come le persone selezionano, interpretano, ricordano e usano le informazioni a loro disposizione per creare giudizi e prendere decisioni. Gli esseri umani sono come investigatori dilettanti che fanno del loro meglio per capire e prevedere il mondo sociale. Il bisogno di essere accurati può a volte non venire soddisfatto. Non siamo quasi mai a conoscenza di tutti i fatti di cui avremmo bisogno per giudicare una data situazione in modo assolutamente accurato. Per cui potremmo comunque arrivare ad avere un’idea sbagliata di ciò che abbiamo preso in considerazione.
Perché studiare la psicologia sociale
La psicologia sociale è lo studio scientifico dell’influenza sociale. La causa di questo studio è principalmente la nostra curiosità. Gli psicologi sociali vogliono anche dare un contributo alla soluzione dei problemi della vita reale.
La cognizione sociale: come pensiamo al mondo sociale
Il cervello umano ha prestazioni decisamente migliori anche del computer più veloce, per quanto riguarda il capire gli altri. Gli individui sono molto abili nella cognizione sociale, definita come il modo in cui le persone pensano sé stesse e il mondo sociale, come selezionano, interpretano, ricordano e usano le informazioni sociali. Ci sono due tipi di cognizione sociale:
- Il pensiero automatico: veloce, quando agiamo "senza pensare", ovvero senza riflettere coscientemente e senza pensare se le nostre valutazioni siano corrette.
- Il pensiero controllato: quando le persone pensano a sé stesse e all’ambiente circostante o quando devono prendere decisioni importanti.
Questi due tipi di pensiero operano insieme con ottimi risultati.
Il pilota automatico: pensare senza sforzi
Ci formiamo rapidamente e senza sforzo impressioni sulle persone e attuiamo un’analisi automatica dell’ambiente, basata sulle nostre precedenti esperienze e conoscenze del mondo. Al pensiero che avviene in maniera non conscia, non intenzionale, involontaria e senza sforzo, si dà il nome di pensiero automatico.
Le persone come teorici quotidiani: il pensiero automatico e gli schemi
Il pensiero automatico ci aiuta quindi a comprendere situazioni nuove collegandole alle nostre esperienze precedenti. Le persone usano degli schemi, ovvero strutture mentali che organizzano la conoscenza del mondo sociale. Questi influenzano le informazioni. Lo schema organizza le informazioni su determinati temi o argomenti, come le persone, noi stessi, i ruoli sociali e fatti particolari. Essi racchiudono le nostre conoscenze e le impressioni che usiamo per organizzare cosa conosciamo del mondo sociale e come interpretiamo le situazioni nuove. Gli schemi riducono l’ambiguità.
Per fare riferimento a qualcosa di simile in maniera concreta, si può pensare alla sindrome di Korsakov. Le persone che ne sono affette affrontano ogni situazione come se fosse la prima. Esempio: descrizione di un professore, cambiando solo le parole freddo e affabile. La nota biografica costituisce lo schema con cui si considera una persona.
Quali schemi applichiamo? Accessibilità e "priming"
Lo schema che ci viene in mente e che guida le nostre impressioni è influenzato dall’accessibilità, ossia il grado in cui tali schemi e concetti sono presenti nella nostra mente e possono quindi essere messi in pratica più velocemente per creare giudizi sul mondo sociale.
- Per un’esperienza passata: costantemente attivi. Udine -> ubriaco / Trieste -> pazzo.
- Per un obbiettivo presente: se stiamo studiando i disturbi psichiatrici saremo propensi a pensare che quella persona sia malata mentale.
- Per esperienze recenti: se si è appena letto qualcosa a riguardo o se si è visto qualcosa subito prima.
Questi sono degli esempi di "priming", il processo mediante il quale esperienze recenti aumentano l’accessibilità di uno schema, tratto o concetto. Esempio: esperimento con parole da memorizzare. Bisogna poi descrivere ciò che si pensa dell’uomo che vuole attraversare l’oceano. Bisogna che i pensieri siano accessibili e applicabili perché possano agire da priming ed esercitare un’influenza sulle nostre impressioni del mondo sociale. Il priming avviene rapidamente, senza intenzionalità e in maniera inconscia (= pensiero automatico).
Come realizzare i nostri schemi: la profezia che si autoadempie
La profezia che si autoadempie opera nel seguente modo:
- Le persone hanno delle aspettative rispetto a un altro individuo;
- Ciò influenza il modo di agire nei suoi confronti;
- Queste attese influenzano la risposta dell’individuo che adotta comportamenti coerenti con le attese originali, facendo in modo che queste diventino vere.
Esempio: esperimento di Rosenthal e Jacobson sul test Q.I. in una scuola.
Tipologie di pensiero automatico
Nella nostra vita quotidiana possiamo trovarci di fronte a obiettivi in contrasto tra loro e la scelta può avvenire in modo automatico. Esempio: aiutare o no un compagno sapendo che forse non si riuscirà ad ottenere il voto desiderato? Spesso è la nostra mente inconscia che sceglie l’obiettivo per noi, basando la decisione in parte su quale obiettivo sia stato recentemente attivato o oggetto di priming.
Il pensiero automatico e le metafore sul corpo e sulla mente
Esempio: si aiuterebbe o no dando dei soldi a una signora anziana? Probabilmente se ci fosse del profumo intorno saremmo più propensi ad aiutare. Gli schemi non sono gli unici che influenzano i giudizi e le decisioni. Conta anche come reagisce il nostro corpo. Se siamo stanchi reagiremo in modo più negativo rispetto a quando saremo energetici.
Esistono delle metafore priming. Tenere in mano una bevanda calda o fredda sembra che attivi la metafora per cui le persone amichevoli sono “calorose”, al contrario di quelle “fredde”. Una sensazione fisica ha attivato una metafora che ha influenzato i giudizi su una persona o un argomento completamente estraneo. Non solo gli schemi, ma anche le metafore sulla relazione tra mente e corpo possono esercitare un effetto priming sui nostri giudizi e sul nostro comportamento.
Strategie e scorciatoie mentali: l’euristica del giudizio
Utilizziamo delle strategie e delle scorciatoie mentali che facilitano la decisione, permettendoci di continuare a vivere senza dover trasformare ogni decisione in un esteso progetto di ricerca. Non sempre questo porta alla scelta migliore. Una delle scorciatoie è l’impiego di schemi per comprendere situazioni nuove. Quando si tratta di generi particolari di giudizi e di decisioni, o non disponiamo di uno schema o ne abbiamo troppi. Per questo si impiega l’euristica del giudizio. L’euristica si riferisce alle regole che gli individui seguono per formulare giudizi in maniera rapida ed efficace.
Quanto è facile che ci venga in mente? L’euristica della disponibilità
Esempio: difendere o no un amico sul fatto che sappia o meno imporsi? Ci possiamo affidare alla facilità con cui ci vengono in mente esempi diversi. Se è facile pensare a momenti in cui si è comportato in modo risoluto, potremmo dire che è una persona capace di imporsi; se è più semplice pensare a momenti in cui non lo è stato, allora concluderemmo che non sa imporsi. L’euristica della disponibilità si riferisce ai giudizi fondati sulla facilità con cui riportiamo alla mente esempi. Qualche volta ciò che viene ricordato con già facilità non è caratteristico del quadro generale (conclusioni errate). Esempio: Nicole con il dottore che ha diagnosticato il PAI (di Giorgio III d’Inghilterra). Non sempre possediamo degli schemi stabili sui nostri tratti e ci capita quindi di formulare giudizi su noi stessi che si basano sulla facilità con cui ricordiamo esempi del nostro comportamento.
Quanto A è simile a B? L’euristica della rappresentatività
L’euristica della rappresentatività è una scorciatoia mentale che utilizziamo quando classifichiamo le cose in base alla loro somiglianza con il caso tipico. Esempio: se una persona è bionda con gli occhi azzurri penseremo che è tedesca. Abbiamo un altro genere di informazioni se non sappiamo nulla: l’informazione media di base, quindi l’informazione sulla frequenza relativa di membri di categorie differenti all’interno di una certa popolazione. Esempio: se siamo in Italia è probabile che quella persona sia italiana, non tedesca. Quest’ultima viene sottoutilizzata. Si utilizza con maggiore attenzione il grado di rappresentatività delle informazioni riguardo alla persona particolare della categoria generale (tedeschi). Non è una strategia fuorviante, ma può creare problemi.
Prendere le cose per il loro aspetto apparente: l’euristica dell’ancoraggio e dell’accomodamento
L’euristica dell’ancoraggio e dell’accomodamento è una scorciatoia mentale con cui le persone utilizzano un numero o un valore come punto di partenza e quindi precisano la loro risposta rispetto ad esso. Le persone si attengono strettamente ai numeri iniziali perfino quando essi sono del tutto arbitrari.
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