Estratto del documento

Capitolo 1

Il coefficiente di Gini

Il coefficiente di Gini è un indicatore di distribuzione del reddito, utile per stimare la disuguaglianza nella distribuzione di una variabile e viene ampiamente utilizzato per misurare le disuguaglianze di reddito. Il coefficiente può assumere un valore compreso tra zero ed uno, dove lo zero indica una situazione di perfetta equità distributiva (reddito perfettamente distribuito tra la popolazione) e l’unità individua una situazione nella quale si ha massima concentrazione della variabile considerata. In altri termini, un paese nel quale una sola persona detiene la totalità della ricchezza mentre gli altri soggetti non detengono alcun reddito, ha un coefficiente pari a 1. Al contrario, se tutti i cittadini di un paese hanno lo stesso reddito, il coefficiente è pari a 0.

L'indice di sviluppo umano

L’inadeguatezza del solo PIL come misura di sviluppo ha fatto emergere la necessità di elaborare un indicatore complesso in grado di misurare non solo la crescita economica, ma anche lo sviluppo, ovvero la trasformazione strutturale che conduce al miglioramento del benessere di una popolazione. A tal fine, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ha elaborato un indice complesso, l’Indice di Sviluppo Umano (HDI)

  • Il PNL pro capite a parità di potere d’acquisto;
  • L’aspettativa di vita alla nascita;
  • Il livello medio di alfabetizzazione.

Abbiamo visto che il PNL pro capite PPP si ottiene dividendo il PNL per il volume della popolazione, dopo aver stimato il potere d’acquisto di un dollaro statunitense su un paniere di beni specifico per il paese. L’aspettativa di vita alla nascita, invece, misura il numero medio di anni di vita che un bambino può vivere nascendo oggi in un paese e ferme restando le condizioni attuali del paese stesso. Quanto al livello medio di scolarizzazione, esso è la somma ponderata degli anni attesi di scolarizzazione e degli anni medi di scolarizzazione. Gli anni attesi di scolarizzazione misurano il numero di anni che un bambino può aspettarsi di permanere nel sistema scolastico, ferme restando le condizioni presenti nel paese al momento della rilevazione. Gli anni medi di scolarizzazione, invece, indicano il numero medio di anni di istruzione conclusi dalla popolazione del paese di età superiore ai 25 anni, ad esclusione degli anni spesi per ripetere le classi.

Da tali variabili ricaviamo l’indice di alfabetizzazione e l’indice di scolarità lorda. I fondamenti presi alla base dello sviluppo umano sono pertanto:

  • Una vita dignitosa, misurata dal PIL pro capite PPP;
  • La conoscenza, misurata dal livello di istruzione;
  • Una vita lunga e sana, misurata dall’aspettativa di vita alla nascita.

Così composto, l’indice assume un valore compreso tra zero e uno, con lo zero che individua il livello minimo di benessere e l’unità che rappresenta il valore di benessere più elevato. Il benessere è una dimensione complessa caratterizzata da tante componenti diverse e lo sviluppo umano viene garantito dalla coesistenza di:

  • Fattori che potenziano le capabilities dell’individuo, come la conoscenza, gli standard di vita dignitosi, la possibilità di vivere una vita lunga ed in salute;
  • Condizioni che possono essere create a livello di sistema, come la partecipazione alla vita politica e della comunità, la sostenibilità ambientale, la sicurezza, i diritti umani e la promozione dell’uguaglianza e della giustizia sociale.

Vengono così suddivisi i paesi a livello mondiale in 4 categorie: quelli ad elevatissimo sviluppo umano, quelli ad alto sviluppo umano, i paesi a medio sviluppo umano, e quelli a basso sviluppo umano (Italia 27 posto nella graduatoria dei paesi ad elevatissimo sviluppo umano nel 2016). Uno dei pregi dell’Indice di Sviluppo Umano risiede proprio nella capacità di evidenziare se il paese stia solo crescendo (dimensione misurata tramite PNL pro capite PPP) o se sia contemporaneamente interessato da un processo di sviluppo (rilevato grazie alle dimensioni dell’educazione e della salute).

Capitolo 2

Gli attori e gli stakeholder dello sviluppo

Introduzione

Per quanto riguarda gli attori coinvolti nel processo di sviluppo globale di un paese debole, ossia in via di sviluppo o in attesa di sviluppo, possiamo partire dicendo che il termine attore actor agere proviene dal latino che non è altro che il sostantivo derivante dal verbo latino che significa agire: l’attore è colui che agisce. Quindi, gli attori dello sviluppo sono tutte quelle organizzazioni, istituzioni, persone che agiscono per lo sviluppo umano delle aree territoriali.

Si può essere attori dello sviluppo a vario titolo, in quanto promotori di un processo di crescita, fonte economico-finanziaria, regolatore dei processi, destinatario delle azioni, in quanto stakeholder o partner di un altro attore. Esistono quindi nel sistema differenti tipologie di attori: attori principali, secondari e di supporto, attori globali, regionali e locali; attori inter-governativi, governativi e non governativi; attori economici e sociali; attori tradizionali ed emergenti. In molti casi, poi, la stessa organizzazione può rivestire più ruoli all’interno di un processo di sviluppo. Per questo, non è semplice fornire una classificazione della tipologia di attori di un processo di sviluppo che sia esaustiva.

Possiamo quindi distinguere le organizzazioni che partecipano al processo di sviluppo delle aree deboli secondo due caratteristiche fondamentali:

  • La natura giuridica divisa in: pubblica, privata o mista;
  • L’area di azione divisa in: globale, regionale o locale.

Tra gli attori pubblici distinguiamo:

  • Gli attori inter-governativi globali e regionali, che corrispondono a quelle strutture che sono fondate da più governi contemporaneamente. Tali strutture possono includere governi compresi in più continenti o in un singolo continente o ancora in una specifica area geografica, religiosa o culturale.
  • Gli attori governativi sono, invece, quelle organizzazioni fondate da un unico governo, come le commissioni governative, le università pubbliche, le imprese pubbliche, ecc. In questo caso esistono solo attori nazionali o subnazionali.
  • Gli attori privati, anche detti non governativi, sono tutti coloro che agiscono per lo sviluppo in modo distaccato da qualsiasi governo, ossia le ONG, le imprese, i movimenti sociali, le università private, le fondazioni private, come Save the Children. Questi attori possono corrispondere a organizzazioni globali, regionali o locali.
  • Infine abbiamo gli attori pubblico privati, ossia tutte quelle fondazioni, associazioni, commissioni, imprese, azioni fondate su partnership che vedono coesistere attori pubblici ed attori privati, come ad esempio il Fondo Globale per la Lotta all’Aids.

Tutti questi attori possono poi svolgere ruoli differenti e anche multipli.

Gli attori pubblici dello sviluppo

Gli attori internazionali

Tra gli attori pubblici sono comprese tutte quelle organizzazioni che hanno una natura legale esclusivamente pubblica. Questi attori possono essere divisi per area geografica di azione, in internazionali, regionali e locali, e ulteriormente attraverso la tipologia di attività svolta per lo sviluppo umano delle aree deboli del mondo.

Gli attori intergovernativi e globali

All’interno di questa tipologia di attori internazionali sono comprese tutte le organizzazioni per lo sviluppo create da accordi, formalmente riconosciuti, tra stati differenti. Queste organizzazioni possono ricoprire ruoli diversi ed essere, infatti, regolatori di azioni, fonti economiche e controller. Spesso, però, la stessa organizzazione svolge più ruoli contemporaneamente, come accade all’ONU con l’UNDP che è regolatore di processi, fonte economico finanziaria e attore propositivo e attuativo.

Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)

Le Nazioni Unite sono state fondate con una conferenza internazionale il 25 aprile 1945, prima della fine della seconda guerra mondiale, a San Francisco, e si è conclusa il 26 giugno con la firma di 51 paesi dello Statuto delle Nazioni Unite, che si impegnavano a preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie a programmi di cooperazione internazionale. Nel 1946 l’Assemblea della Società delle Nazioni tenne la sua ultima sessione prima della nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Qui, 51 nazioni, molte delle quali di matrice europea, firmarono la dichiarazione dell’ONU. Oggi fanno parte dell’ONU 193 paesi, quasi tutti gli stati indipendenti del pianeta escluso lo Stato del Vaticano. Gli Stati Membri dell’Organizzazione accettano gli obblighi dello statuto dell’ONU, trattato internazionale che fissa i principi fondamentali delle relazioni tra paesi.

Nel primario ruolo di regolatore del sistema mondiale, l’ONU svolge 5 funzioni principali:

  • Mantenere la pace e la sicurezza internazionali;
  • Proteggere i diritti umani in tutti i paesi;
  • Fornire aiuti umanitari;
  • Promuovere uno sviluppo sostenibile;
  • Stabilire le condizioni in base alle quali si possa mantenere la giustizia e il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e da altre fonti di diritto internazionale.

Una delle principali funzioni dell’ONU è quindi creare sviluppo.

ECOSOC (Economic and Social Council - Consiglio economico e sociale)

È stato fondato nel 1946 ed è formato da 54 Stati membri, che vengono eletti ogni 3 anni dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la quale condivide parte delle sue azioni. Insieme all’Italia e ad altri paesi occidentali, ne fanno parte alcuni Stati africani, dell’Asia e del Pacifico, dell’Europa Orientale e in più alcuni Paesi dell’America Latina e Caraibi e si compone di 7 strutture sussidiarie.

In particolare, tramite le commissioni regionali, specializzate nelle diverse aree geografiche, il consiglio promuove lo sviluppo economico e l’assistenza ai paesi meno sviluppati e propone studi o relazioni su questioni economiche, sociali e sanitarie che di volta in volta emergono nelle diverse parti del mondo. Attraverso le “functional commissions”, invece, l’ECOSOC concentra la propria azione su aree specifiche di intervento, come la criminalità, la lotta contro le droghe, la parità di genere e soprattutto lo sviluppo sostenibile e lo sviluppo sociale.

Il Consiglio Economico e Sociale ha poi un importante ruolo nel coordinamento dei rapporti tra l’ONU e gli istituti specializzati delle Nazioni Unite; il Fondo Monetario Internazionale, il Gruppo Banca Mondiale e altre 14 organizzazioni indipendenti conosciute come “agenzie specializzate” sono collegate all’ONU attraverso accordi di collaborazione. Esiste, inoltre, all’interno del consiglio una pluralità di uffici, programmi e fondi dell’ONU, che lavorano per migliorare le condizioni economiche e sociali delle persone in tutto il mondo, come ad esempio l’UNICEF.

Altre organizzazioni e programmi dell'ONU

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) è la principale organizzazione ONU che lavora a lungo termine per la sopravvivenza, la protezione e lo sviluppo dei bambini. In circa 160 Paesi i programmi dell’UNICEF concentrano la propria attenzione sulle vaccinazioni, l’assistenza sanitaria di base, la nutrizione e l’istruzione elementare. Il Fondo delle Nazioni Unite per le Popolazioni (UNFPA) è invece il principale fornitore internazionale di assistenza alla popolazione. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) lavora per favorire su tutto il pianeta l’utilizzo di pratiche rispettose dell’ambiente. Il Centro delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani (HABITAT) aiuta le persone che vivono in condizioni abitative che mettono a rischio la salute.

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha il compito di promuovere il commercio internazionale per aumentare il grado di partecipazione dei Paesi in via di sviluppo all’economia globale. Tale conferenza lavora inoltre con l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), un’entità separata, ed entrambe assistono le esportazioni dei paesi in via di sviluppo. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) è il più importante fornitore mondiale di aiuti per lo sviluppo umano sostenibile. Lavora in oltre 170 paesi e territori, contribuendo alla formazione di politiche, capacità di leadership, capacità di partenariato, capacità istituzionali e capacità di recupero per sostenere i risultati dello sviluppo.

L’UNDP collega e coordina gli sforzi globali e nazionali per raggiungere gli obiettivi globali e per consolidare e rafforzare i risultati raggiunti fino al 2015. Si concentra sull’aiutare i paesi a costruire e condividere soluzioni in 3 aree principali: lo sviluppo sostenibile, la governance democratica e la costruzione della pace, la resistenza ai disastri ed ai cambiamenti climatici. Commissiona inoltre il rapporto annuale sullo sviluppo umano, focalizza il dibattito globale su questioni chiave di sviluppo fornendo nuovi strumenti di misurazione e proposte politiche. Gestisce anche il Fondo di sviluppo del capitale delle Nazioni Unite, che aiuta i paesi in via di sviluppo a far crescere le proprie economie attraverso sovvenzioni e prestiti e ONUVolunteers, che mette in campo oltre 6000 volontari di 160 paesi a sostegno della pace e dello sviluppo.

L’UNDP è stato attivamente coinvolto nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). In occasione del Vertice del Millennio tenutosi nel settembre del 2000, i leader mondiali hanno adottato infatti i cosiddetti Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che hanno avuto il principale scopo di raggiungere un equilibrato e adeguato sviluppo umano globale. I Millennium Goals sono 8 e avrebbero dovuto realizzarsi a livello globale entro il 2015; costituiscono un progetto concordato con tutti i paesi e con tutte le principali istituzioni di sviluppo mondiali.

In linea generale gli obiettivi principali erano: dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame, assicurare che i bambini di ogni luogo fossero in grado di completare un intero corso di istruzione primaria, eliminare la disparità di genere in tutti i livelli di istruzione, ridurre il tasso di mortalità infantile, ridurre il tasso di mortalità materna, arrestare la diffusione di importanti malattie come l’AIDS, promuovere uno sviluppo sostenibile nei programmi nazionali e dimezzare la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile e a strutture igienico-sanitarie di base, sviluppare un sistema commerciale e finanziario non discriminatorio.

Nel 2015 si sono delineati i 17 obiettivi mondiali di sviluppo per il 2030 che includono la fine della povertà, la lotta alle differenze e alle ingiustizie e il controllo del cambiamento climatico. Gli SDGs, anche conosciuti come Global Goals, si sostituiscono ai Millennium Development Goals (MDGs) decisi nel 2000 ed in gran parte non raggiunti. Lo scopo è stato quello di produrre un set di obiettivi universalmente applicabili in grado di bilanciare le 3 dimensioni principali di sviluppo umano, ossia ambientale, economica e sociale.

Agenzie specializzate

Come già affermato, l’ONU ha anche l’importante compito di coordinamento delle Agenzie Specializzate, ovvero delle organizzazioni autonome collegate alle Nazioni Unite tramite accordi speciali. Forniscono assistenza tecnica e altre forme di aiuto pratico alle nazioni di tutto il mondo e lavorando in collaborazione con le Nazioni Unite, esse aiutano a formulare politiche, fissare standard e linee guida e mobilitano fondi. Gli istituti specializzati ricoprono vari ruoli. Ci sono le agenzie che hanno il principale compito di regolatori del sistema mondiale come:

  • La IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), un’organizzazione intergovernativa autonoma che opera sotto difesa dell’ONU per un impiego sicuro e pacifico dell’energia atomica;
  • La ICAO (Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile), che stabilisce gli standard internazionali necessari per la protezione, la sicurezza e l’efficienza del trasporto aereo, e opera in qualità di coordinatore per la cooperazione internazionale in tutti i settori dell’aviazione civile;
  • La UPU (Unione Postale Universale) che istituisce i regolamenti internazionali per i servizi postali, fornisce l’assistenza tecnica e promuove la cooperazione nelle questioni postali;
  • La ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) che formula politiche e programmi per migliorare le condizioni lavorative e le opportunità di impiego e stabilisce gli standard di lavoro adottati dai paesi di tutto il mondo.

Ci sono poi agenzie che si pongono anche l’obiettivo di migliorare procedure, competenze, la gestione di ambiti specifici anche attraverso la cooperazione a livello globale come:

  • La IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) che lavora per migliorare le procedure di spedizione internazionali, innalzare gli standard della sicurezza marittima e diminuire l’inquinamento marino causato dalle imbarcazioni;
  • La ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) che incoraggia la cooperazione internazionale per migliorare le telecomunicazioni di qualsiasi genere, coordina l’impiego delle frequenze radiofoniche e televisive, promuove misure di sicurezza e conduce ricerche;
  • La OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) che funge da forum globale per le questioni turistiche.
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 41
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 1 Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l’esame di Diritto del commercio internazionale, prof Ceccon, libro consigliato Il macro-management per le aree deboli del mondo. Economia e politiche di gestione dello sviluppo, Sciarelli Pag. 41
1 su 41
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaryUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del commercio internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Ceccon Roberto.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community