Estratto del documento

Stalin e il patriarca

1547: primo Zar russo: Ivan IV il Terribile, succeduto da Fedro (artefice dell’istituzione del Patriarcato in Russia).

1589: intronizzazione del primo patriarca Iov.

1721: fine del patriarcato a causa di Pietro I il Grande (sancisce la fine dello zarismo) e sottomissione della Chiesa allo Stato.

1917 (rivoluzione di febbraio): elezione del patriarca Tichon (senza Zar) fino alla sua morte nel 1925.

Dal 1925: persecuzione della Chiesa ortodossa.

1943: elezione del nuovo patriarca Sergej grazie a Stalin.

Il patriarcato e la rivoluzione

Russia zarista > sinfonia tra Stato e Chiesa (ispirato dalla dottrina bizantina di eredità Costantina).

1721: Pietro I il Grande abolisce il patriarcato.

Il governo della Chiesa viene affidato a un sinodo di vescovi, presieduto da un alto funzionario dello Stato di nomina imperiale. Chiesa sottomessa all’imperatore.

1905: impulsi riformatori in ambito ortodosso.

Richieste:

  • Cambiamenti sulle forme di governo della Chiesa.
  • Cambiamento delle relazioni tra Stato e Chiesa.

Agosto 1917: Concilio locale della Chiesa ortodossa russa (permesso dal governo provvisorio).

Erano presenti posizioni contrastanti.

Ristabilimento del patriarcato: punto più importante dell’assemblea, ma che comportò confronti accesi tra le diverse correnti dell’assemblea conciliare.

  • Contrari: l’idea del patriarcato appariva troppo simile a quella del potere monarchico ed era quindi in contrasto con le tendenze democratiche sviluppatesi all’interno della Chiesa durante la Rivoluzione.
  • A favore: lo sconvolgimento della vita sociale e dello Stato a seguito della Rivoluzione fu determinante ad orientare i membri del concilio verso la reintroduzione dell’istituzione patriarcale. Il patriarcato era l’unico organo in grado di rappresentare l’unità della Chiesa russa ortodossa.

18 ottobre 1917: elezione di Tichon come nuovo patriarca + istituiti il Santo Sinodo (costituito da vescovi) e il Consiglio ecclesiastico supremo.

Novembre 1917: Tichon viene intronizzato nella Cattedrale della Dormizione al Cremlino.

Tichon dovette condurre la Chiesa nella sua epoca più difficile.

Dovette infatti scontrarsi con la guerra civile e con una politica antireligiosa promossa dal regime bolscevico – dal Politbjuro = organo direttivo supremo del partito Comunista dell’Urss (fondato da Lenin nel 1919):

  • Chiesa privata del diritto di proprietà e della personalità giuridica.
  • Uccisi vescovi, preti, monaci e laici.
  • Chiusi i monasteri (a partire dal 1918).
  • Campagna contro le reliquie (devozione molto sentita dal popolo russo) + iconoclastia.
  • Creazione commissione antireligiosa presso il Comitato centrale.
  • Confisca dei beni.

Dicembre 1917: il Concilio approva un documento dove dichiara la Chiesa ortodossa russa in unione con lo Stato, ma con una propria autonomia.

Il documento rivendica inoltre la condizione di primus inter pares della Chiesa russa.

Gennaio 1918: scissione dello Stato e della scuola dalla Chiesa.

Tichon condanna apertamente le violenze e attacca il governo bolscevico e invita i vescovi a sottomettersi al governo sovietico finché questo non contraddicesse la fede e la devozione.

Obiettivo del governo: persecuzione religiosa + isolare i vertici della Chiesa + favorire divisioni interne alla Chiesa.

Appoggiato da Troskij, Lenin, Stalin e Molotov.

Troskij: nuova politica religiosa > appoggiare il “clero del nuovo orientamento” = rinnovatori perché appoggiavano a loro volta il governo bolscevico (vs. parte controrivoluzionaria capeggiata da Tichon).

1923: Politbjuro crea una Commissione antireligiosa guidata da Tuckov.

Tichon viene messo agli arresti domiciliari e il Tribunale apre un processo penale a suo carico (obiettivo finale: eliminazione del Patriarca, vertice della Chiesa, per smembrare la Chiesa in più fazioni).

1923: processo fissato per la condanna a morte di Tichon per aver preparato un complotto antirivoluzionario.

Pressioni internazionali per la liberazione del patriarca.

1923: Tichon viene rilasciato.

Riconosce atteggiamento controrivoluzionario e antisovietico: compromesso con lo Stato per ottenere una legalizzazione del patriarcato > il governo non lo accetta e prosegue la persecuzione.

La Chiesa rappresentava il nemico più grande dello Stato Sovietico (influenza troppo forte + realtà indistruttibile).

Realtà religiosa (= realtà sociale) incompatibile con l’ideologia marxista-leninista > educazione dell’“uomo nuovo” dove l’ateismo era fondamentale contro l’alienazione religiosa.

Il governo voleva appropriarsi del sacro rimpiazzando la Chiesa.

1925: fondazione Unione dei Senzadio = truppe d’assalto della propaganda anti-religiosa.

Aprile 1925: morte di Tichon > viene pubblicato un testamento segreto.

  • Designa un locum tenens: Pëtr.
  • Invita i componenti della Chiesa a sottomettersi con coscienza al governo (compromesso).
  • Cerca di ristabilire i rapporti Chiesa – Stato per legalizzare le strutture ecclesiastiche.

1925-1937: Pëtr condannato alla fucilazione ( ).

Sergej: diventa il sostituto temporaneo del locum tenens.

Scisma dei “Gregoriani”: appoggiati dagli organi del potere per favorire una divisione interno della Chiesa.

Guidati da Grigorij che non voleva sottomettersi a Sergej > fu sospeso, ma continuò la sua influenza su poche comunità.

Sergej attaccato dai Gregoriani e dai Rinnovatori + coloro che non condividevano le azioni di Sergej.

Sergej, influenzato dalla Chiesa zarista, preferiva trovare un compromesso, piuttosto che il confronto e la denuncia, per un’esistenza legale della Chiesa.

Obiettivi Sergej

  • Denuncia delle condizioni della Chiesa.
  • Legalizzazione del governo centrale della Chiesa (per evitare scissioni).
  • Normalizzazione rapporto Stato-Chiesa.

1926: richiesta di legalizzazione > non accettata.

L’anno della grande svolta

1927-28: 1927: crisi degli ammassi di cereali: infiacchimento della lotta antireligiosa.

1929: inizio dei piani quinquennali.

1929: Comitato esecutivo centrale >

  • Industrializzazione accelerata.
  • Collettivizzazione delle campagne.

Chiesa sotto il dominio dello Stato:

  • Influenza sulla scelta del parroco.
  • Pressione amministrativa e fiscale sugli ecclesiastici.
  • Aumento delle spese > per chiudere Chiese e sciogliere associazioni.

Si vietavano le attività:

  • Caritative.
  • Educative.
  • Formative.
  • Assistenziali.

Potevano essere soddisfatti solo i bisogni religiosi.

Inasprimento lotta sociale < > inasprimento lotta religiosa.

Kulaki ed ecclesiastici visti come nemici di classe del progetto comunista.

Unica propaganda ammessa > antireligiosa.

1929: Unione dei Senzadio > inasprimento lotta anti-religiosa.

Piano quinquennale dell’ateismo:

  • Propaganda (soprattutto sui giovani): opere teatrali, filmati, articoli di giornale per screditare e mettere in ridicolo la religione.
  • Eliminazione della Domenica come giorno festivo.
  • Rimozione delle giornate festive religiose.

Agosto 1929: il Politbjuro dichiara che tutte le organizzazioni religiose sono ritenute forze controrivoluzionarie.

La Chiesa costituiva un punto di riferimento per gran parte dei contadini come resistenza alla collettivizzazione.

Cultura delle campagne: religiosa.

Bisognava eliminare la realtà rurale e religiosa.

Resistenza contadina per le azioni anti-religiose:

  • Difesa dei preti arrestati.
  • Contro la chiusura delle Chiese.

1930:

  • Liquidazione + deportazione dei kulaki controrivoluzionari.
  • Annientamento di ogni resistenza.
  • Confisca dei beni ai kulaki più ricchi del Nord della Russia.

Dal 1928: chiusura edifici religiosi per diversi pretesti + distruzione icone e libri liturgici (lotta di simboli).

1931: distruzione Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore > grande valore simbolico.

Costruita come simbolo della vittoria contro le truppe napoleoniche della Russia zarista e raffigurava

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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