Ironia
Cap. I (Definizione)
Il linguaggio necessita sempre di una contestualizzazione (Bisogna stare attenti alle allusioni).
Il significato è congiunturale.
Es. "Basta che": due contadini siedono in una stanza e uno dice all’altro "Bene!" → Senza contesto, il significato è indecifrabile.
La situazione entra a far parte dell’enunciazione in quanto parte necessaria del suo contenuto sostantivo ("Bene" vuol dire che "Non va bene" → ironia).
Frege: la definisce "rappresentazione mediante il contrario", poi De Finis "non vi insistono nel rimarcare e annunciare tra le supposizioni della quotidianità".
Pratica di comunicare mantenendo in dubbio quanto effettivamente si sta argomentando a una persona.
E. Fonseca: ci sono tre attanti nella sequenza verbale ironica:
- Soggetto agente di comicità
- Interprete
- Oggetto di comicità
Satira (ragogodé: sevco kroppen).
Deleuze: riporta su ironia (x edro: senso riportato di enucleazione e quot piuario).
Schlegel: introduce lo svolgimento della politica comica tra 1800 e 1900:
- Doppio senso esplicito (Ierocumi)
- Doppio senso problematico (humor-reflexum)
- Doppio senso implicito (Ironica-satirico-sophia)
Cap. II (Storia)
Origine greca: eironeín (=dissimulare) vs alazon (=traffica la parte finora che con magniloquenza e superbia).
Ironia socratica: la nascita dell'opposizione.
Socrates (non boceto scalfi): riportano il suo operare a testimoniare con Platon, Senofonte e Aristofane.
Platone: attraverso domande mirate, segue il ragionamento dell’interlocutore avversario fino all’estremo, in modo da portare all’auto contraddizione, disunisce alzo burla.
Seguendo Schlegel, Kierkegaard definisce:
"L’ironia ha un’asporto di rispetto elevato: nel momento in cui l’antiperico statuisce l’intermezzo che si chiude in un momento storico è essa superiore".
"Ironia socratica": un metodo dialettico di indagare basato nel dialogo, con la finalità di critica e revisione.
L’ironia mostra sin dal principio un carattere critico.
Ernsto fa sapere questo aspetto di Nietzsche, che lo riporta in protesto e contro le molte appzioni.
Ironia
Cap. I (Definizione)
Il linguaggio necessito sempre di una contestualizzazione (Bisogna stare attenti alle allusioni).
Il significato è congiunturale.
Es. Banca: "due contadini videro un uomo e uno di all'altro 'Banca!!'" → senza contesto, il significato è indecifrabile.
La situazione entra a far parte dell'enunciato in quanto parte necessaria del suo contenuto.
Estinzione di "Bene" → vaga idea che "Non va bene" → ironia.
Definizione: "rappresentazione mediante il contrario"; poi da Frege "Viene usato per marcare e annotare tra le supposizioni della quotidianità".
Posizione alla semantica mettendo in dubbio questa marcatura, fungendo a una correzione.
Per Sperber → ci sono tre attori nella sequenza verbale ironica:
- Soggetto agente di comunicato
- Interprete
- Oggetto di comunicato
Delegese: riportata a ironia (x altre seconda rapporti di analogia e equivoco).
Umorismo (e l'arte del negoangep compasso fra arte e beffa).
Critico: analizza la disinformazione della politica cammica tra 1800 e 1900.
- Doppio senso esplicito (scritto di poeti)
- Culturo tradizione vs Cultura moderna: dopo senso problematico (humour - nessum)
- Dopo senso implicito (ironia - sofnio - pauma)
Cap. II (Storia)
Origine greca: eironeion (dissimulatore) vs alazon (teatizza la farsa tenuta che con magnaiaugnanza e superbia).
Ironia socratica: nascent dentro un'opposizione.
Socratici (con scuola scalfil): riportano il filo opposto e la testimonianza di Platone, Senofonte e Aristofane.
Maieutica: attraverso domande mandate, filargille l'argumentato dialettico alandasof attraveravo fino all'examea, in modo da portare all'autocantadoia, dirnique alla vera idea.
L'ironia socratica è un metodo dialettico di indago basato nel dialogo, con lo scopo di svelare la verità attraverso la confutazione.
Note: L'ironia muscrica in da principio un carrettere critico.
Spegando S. Kierkegaard designare l'ironia un unkbarda, e befte a moyenne nel suo penstare (soggettivo) attarmente di paralisi 'nell'impaziente del fursa vertià, ma nel dentro idee af un mondo differente a essere sesura).
Riferimento a Atticism
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