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Cina

Fin da sempre la Cina aveva visto il commercio con gli europei come un fenomeno che poteva turbare l’ordine sociale e innestare processi di squilibrio.

Il commercio con gli europei

Nella seconda metà del ‘700 il rifiuto cinese di aprire i suoi mercati appariva inaccettabile agli inglesi.

Nel 1793 il governo di Londra inviò un’ambasciata guidata da Lord Macartney con il compito di concludere un trattato che aprisse la Cina al commercio britannico e stabilisse delle regolari relazioni diplomatiche tra i due paesi —> l’imperatore rifiutò tutte le richieste.

Viste respinte le loro richieste, gli inglesi escogitarono un mezzo che in pochi decenni capovolse l’equilibrio della bilancia commerciale a loro vantaggio —> introdussero il contrabbando di oppio (per pareggiare l’importazione di the) —> volevano essere pagati in oro.

I divieti imposti dalle autorità cinesi non ebbero alcun effetto e rivelarono l’incapacità delle autorità centrali di controllare la società.

Trattato di Nanchino

Nel 1842 il governo centrale decise di porre fine alla guerra accettando il Trattato di Nanchino imposto dagli inglesi —> la Cina era costretta a cedere Hong Kong, ad aprire 5 porti del sud al commercio inglese, a sopprimere il monopolio commerciale dei mercanti di Canton, a fissare tariffe doganali favorevoli agli inglesi e a pagare 21 milioni di dollari alla Gran Bretagna.

Negli ultimi anni dell’800 l’oppio è ancora la prima voce di esportazione inglese verso la Cina, insieme alle armi.

L’economia cinese

Fino agli anni ’20-’30 la Cina presentava un’economia molto solida —> basata su un sistema di manifatture sia statale che privato.

La Cina controllava gran parte dei traffici commerciali marittimi in Asia —> nella navigazione sottocosta le loro navi erano più efficienti rispetto a quelle occidentali (la navigazione a lunga distanza diventa un monopolio degli occidentali).

Adam Smith quando parla di uno Stato con un modello economico ideale si riferisce alla Cina e non all’Inghilterra (pubblica il suo libro nel 1776).

Successivamente verrà considerato uno Stato arretrato —> soprattutto dopo il 1818 quando l’Inghilterra afferma il gold standard e la sterlina diventa la moneta di riferimento.

La dinastia Manciù e il crollo economico

Un altro elemento di caduta in Cina era la dinastia Manciù —> questa aristocrazia viveva parallelamente all’amministrazione pubblica e aveva una base guerriera.

Per mantenere il potere offriva le terre alle famiglie aristocratiche, nonostante non ce ne fossero molte dato che le terre appartenevano allo Stato.

Stabilirono, inoltre, che i Manciù non dovevano pagare le tasse, ma doveva farlo solo il resto della popolazione —> aumentano i livelli di tassazione sulla popolazione cinese e sui contadini —> sul lungo andare i contadini cominciarono a odiare l’aristocrazia cinese.

Il crollo economico nasce, quindi, da una serie di problemi:

  • Fuoriuscita di metallo dal paese per pagare l’oppio.
  • Mancata riforma fiscale —> la Cina aumenta le sue attività come Stato e ha bisogno di una maggior spesa pubblica —> aumenta il livello di tasse sui ceti medi o inferiori, mentre l’aristocrazia Manciù non viene tassata. Nonostante questo, nessun imperatore cinese prende l’iniziativa per la riforma.
  • Una serie di guerre che la Cina intraprende negli ultimi 10 anni del ‘700 e i primi anni dell’800.

L’espansione dei Manciù

I Manciù agli inizi del ‘700 occuparono il Tibet —> dal 1718 entrò a far parte dell’Impero cinese.

Il Tibet venne invaso dagli Zungari (popolazione del Nord) e chiese l’aiuto dell’impero cinese dato che i Manciù erano di religione mahariana (buddismo tibetano) —> i Manciù ricacciano gli Zungari e integrano il Tibet nell’impero cinese.

Inoltre, la religione mahariana diventa una religione di Stato (fino ad ora non avevano una religione di Stato).

Fino a quel momento non c’era stato alcun interesse a una spinta espansiva —> le uniche due guerre erano quelle della dinastia mongola e dinastia Manciù (sono dinastie straniere a fare le guerre).

Non erano interessati per vari motivi: potevano perdere, costava, portava la componente militare a crescere all’interno della società, rendendola disarmonica.

Alla fine del ‘700 avvenne un cambiamento —> l’imperatore Chiendong intraprese una serie di guerre sui confini meridionali del paese e a Nord verso la Mongolia —> mire espansioniste anche per questioni di prestigio, voleva rimarcare la posizione cinese nel contesto asiatico (Birmania, Laos, Nord del Vietnam, spedizioni militari nell’Oceano per prendere il controllo delle isole).

I cinesi vincono queste guerre però costano e non hanno un ritorno immediato —> il mantenimento dei territori conquistati comprende delle spese —> il debito dello Stato aumenta in maniera rapidissima —> aumenta la tassazione sui contadini attraverso le requisizioni sui raccolti.

Rivolta del loto bianco

Rivolta del loto bianco —> scoppio della prima grande insurrezione contadina dell’800 —> nel 1810-1812 (anno in cui Napoleone invade la Russia e l’Impero cinese raggiunge la massima espansione coloniale). Questa rivolta contadina inizia a contestare la legittimazione di una dinastia straniera e rivendica l’ascesa di una dinastia propriamente cinese.

Le riforme di Kan yu wei

Alcuni giovani funzionari sostenevano che non ci fosse più tempo per la Cina —> se la Cina voleva sopravvivere doveva modernizzarsi in maniera accelerata.

Uno di questi funzionari, Kan yu wei, tra il 1897-98 arrivò nelle stanze del potere con il compito di gestire le riforme all’interno dell’Impero cinese.

Il suo programma era quello di trasformare in 100 giorni la Cina in un paese occidentale —> stabilì una serie di riforme tra cui l’imposizione delle posate e l’abolizione delle bacchette.

I suoi decreti vennero recepiti con una fortissima ostilità da parte dell’opinione pubblica.

Il comandante dell’esercito militare nel Nord inizialmente lo appoggiava ma, data la resistenza interna, nell’arco di 3 mesi l’imperatrice vedova organizzò un colpo di stato con l’appoggio dei militari che arrestarono Kan yu wei e i suoi collaboratori.

L’imperatrice vedova prese il potere e l’Imperatore in carica venne fatto considerare pazzo e rinchiudere —> era estremamente reazionaria —> voleva riportare la Cina ai suoi fasti imperiali e cacciare gli occidentali per ristabilire la tradizione cinese —> idea irrealistica.

I boxers e l’imperatrice Cixi

A seguito dell’invasione straniera nacquero delle schiere di ribelli —> i boxers.

Il movimento si era già sviluppato nel 1900 quando aveva preso di mira le ferrovie, gli stranieri, le loro chiese e i cinesi convertiti al cristianesimo.

Le potenze straniere reagirono inviando una spedizione congiunta —> questo intervento aggravò la tensione.

Il 20 giugno i ribelli uccisero l’ambasciatore germanico e il giorno dopo l’Imperatrice Cixi dichiarò guerra alle potenze.

In poco tempo la Cina trattò la resa con le potenze —> nel settembre 1901 si arrivò a un trattato di pace —> i protocolli dei boxer.

Le potenze imposero un’indennità di 450 milioni di tael (=17.000 tonnellate d’argento) da pagare in oro —> il debito fu scalato in rate per 39 anni con interessi che lo fecero ammontare oltre il doppio.

Nel 1901 l’Imperatrice Cixi iniziò la trasformazione:

  • Nel 1902 fu fondata l’Università di Pechino, Beida.
  • Nel 1905 gli esami imperiali furono aboliti.
  • Fu istituito un sistema scolastico di ogni ordine e grado.

L’obiettivo della trasformazione era quello di formare la nuova classe dirigente da sostituire alla tradizionale burocrazia confuciana, senza cambiarne origine e funzioni e senza modificare l’esclusione delle masse popolari dall’accesso all’educazione organizzata —> immise nella società cinese un fattore di destabilizzazione dell’ordine tradizionale.

Il principio di legittimazione

Un aspetto particolare della Cina è il principio di legittimazione del potere in Cina (in Italia è la Costituzione) —> il monarca non è un monarca di diritto divino, ma deve dimostrare di rispettare i termini di questa legittimazione.

Esiste, quindi, l’idea che l’imperatore sia un mediatore tra il cielo e la terra e dimostra di rispettare questo principio se garantisce 3 cose —> il benessere del popolo, se protegge dalle calamità naturali e garantisce l’unità nazionale —> garantire la difesa e l’integrità dello Stato.

Inoltre doveva garantire il momento della semina (simbolico).

La rivoluzione del 1911

La rivoluzione del 1911 fu il frutto allo stesso tempo di programmazione e casualità.

La popolazione concepiva i Mancesi come “l’altro, lo straniero” —> concepivano la loro cacciata come una premessa fondamentale per qualsiasi ipotesi di rinascita nazionale.

Lega Sun Yat Sen

La Lega Sun Yat Sen era guidata da Sun Yat Sen —> nato da una famiglia contadina arricchita dall’emigrazione alle Hawaii, aveva studiato all’estero continuando la sua formazione culturale studiando medicina occidentale a Hong Kong e nel corso degli anni si era circondato di numerosi e brillanti giovani intellettuali —> non era un membro a pieno diritto della classe dirigente cinese.

La rivoluzione ebbe avvio a Wuchang il 10 ottobre 1911.

Nel frattempo, agli inizi di novembre, la Corte aveva nominato Yuan Shikai Primo Ministro con il compito di formare un governo che ponesse le basi per la formazione di una monarchia costituzionale a guida mancese.

Per contrastare questo tentativo, Huang Xing (collaboratore di Sun Yat Sen) propose un accordo che prevedeva l’offerta della carica di Presidente della Repubblica a Yuan Shikai in cambio del suo sostegno alle forze rivoluzionarie.

Sun Yat Sen fece ritorno in Cina nel 1911 e fu proclamato “presidente provvisorio” della Repubblica di Cina —> assunse formalmente la carica il 1° gennaio 1912.

Alla fine, consapevole del potere di Yuan Shikai, rinunciò alla carica e la offrì a lui.

Successivamente Sun Yat Sen decise di trasformare la Lega in un vero partito politico —> nacque il Partito Nazionalista (Guomindang) —> il partito vinse le prime elezioni repubblicane con il 45% dei voti.

Nel marzo 1913, in viaggio verso Pechino dove si recava per formare il nuovo governo, Song Jiaoren fu assassinato —> Yuan Shikai risultò coinvolto nell’organizzazione.

Tra la fine del 1913 e il 1914 Yuan Shikai riuscì a far prolungare la durata della sua carica dall’Assemblea nazionale e poi dichiarò fuori legge il Partito Nazionalista e sciolse tutte le assemblee rappresentative —> nel 1916 tentò di proclamarsi Imperatore.

La morte per malattia di Yuan Shikai nel 1916 pose termine alla crisi.

Il periodo dei warlords

Dopo la morte di Yuan Shikai si sviluppa il “periodo dei warlords” (signori della guerra).

Il periodo durò convenzionalmente dalla morte di Yuan Shikai nel 1916 e si concluse nel 1928 con la vittoria della Spedizione del Nord.

Il fenomeno della militarizzazione della politica cinese rappresentò uno degli elementi più significativi del periodo repubblicano sino alla fine degli anni Venti.

Nel 1917 Sun Yat Sen fondò a Canton un governo dissidente da Pechino —> assunse il titolo di “grande maresciallo” e si mise a capo del “Movimento per la protezione della Costituzione” —> venne estromesso dal potere nel 1918.

Al fine della riuscita del “Piano” Sun fece appello alle capitali occidentali che però erano poco inclini ad ascoltare il suo messaggio —> consideravano la Cina come un mercato illimitato per il mondo intero.

I movimenti successivi alla Rivoluzione

Negli anni successivi alla Rivoluzione si svilupparono una serie di movimenti come:

  • “Movimento di Nuova Cultura” nel 1915 che proponeva una riforma della lingua —> a partire dal 1921 tutti i testi nella scuola primaria saranno pubblicati in lingua vernacolare.
  • “Movimento del Quattro Maggio” —> il movimento studentesco culturale e politico anti-imperialista iniziato a Pechino il 4 maggio 1919. Gli studenti protestavano contro la debole risposta del governo cinese nei confronti del Trattato di Versailles, soprattutto per quanto riguardava il Problema dello Shandong. Le manifestazioni di protesta si diffusero presto in tutto il paese e segnarono l'affermazione del nazionalismo cinese. Ciò che i manifestanti chiedevano, dopo aver vissuto il secolo dell'umiliazione ad opera delle potenze coloniali, era l'abbandono della via confuciana e l'adozione di modelli occidentali che andavano però adattati al contesto cinese.
  • “Nuova Gioventù”, la rivista fondata da Chen Duxiu —> mostrava la volontà di rompere con la tradizione confuciana quale rete di comportamenti incompatibili con la modernizzazione e di ricercare ogni stimolo al rinnovamento e al mutamento.

Il marxismo in quegli anni esercitò una forte attrazione teorica —> era in grado si spiegare “scientificamente” che la ragione principale dell’arretratezza della Cina e delle sue umiliazioni stava nel suo ruolo di subordinazione e di dipendenza all’interno del sistema capitalistico e imperialistico.

Sempre in quegli anni si svilupparono vari gruppi anarchici —> la violenza rivoluzionaria fu percepita come l’unica forma di “forza reattiva” realmente efficace contro l’oppressione e l’autocrazia.

Due furono i principali gruppi anarchici cinesi, formatisi entrambi all’estero:

  • Il gruppo di Parigi —> propugnava l’importanza dell’industrializzazione, della scienza, della tecnologia, della modernità e del progresso.
  • Il gruppo di Tokyo —> guardava criticamente a quelle che definiva le “pseudociviltà” occidentale e giapponese —> mirava all’edificazione di un mondo futuro e utopico fatto di piccole comunità agrarie e autarchiche.

L’economia durante la Repubblica

L’economia cinese durante la prima fase della Repubblica era prevalentemente agraria.

Tra la fine del XIX e il XX secolo la Cina si trasformò da economia chiusa a economia relativamente aperta —> nel 1895 era stata introdotta la tecnologia occidentale.

La prima guerra mondiale e il primo dopoguerra rappresentarono una fase particolarmente prospera per l’industria moderna cinese —> le importazioni dall’Occidente diminuirono drasticamente e le esportazioni cinesi conobbero una consistente crescita.

Shimonoseki, Portsmouth, Versailles

Shimonoseki, Portsmouth e Versailles rappresentano i 3 centri che segnano i momenti più rilevanti nel processo di umiliazione nazionale e di emarginazione e interazione della Cina.

Il Trattato di Shimonoseki del 1895 sancì la disfatta cinese contro il Giappone —> i Qing:

  • Dovettero cedere Taiwan al Giappone, rinunciare a ogni influenza in Corea, autorizzare il Giappone (con Russia, Germania e Francia) ad aprire fabbriche in territorio cinese e pagare un’ingente indennità di guerra a Tokyo —> nell’arco di 2 anni passa da essere uno Stato totalmente indipendente a essere uno stato totalmente dipendente da banche straniere.

Il Trattato di Portsmouth del 1905 pose fine alla guerra tra Giappone e Russia —> assicurò a:

  • Tokyo un saldo controllo sulla Manciuria meridionale e segnò l’affermazione del Giappone quale potenza mondiale.

Il Trattato di pace di Versailles assegnò la provincia dello Shandong al Giappone.

  • Le ambiguità giapponesi unite all’espansionismo britannico, francese e russo spinsero sempre più intellettuali cinesi a guardare agli Stati Uniti come fonte di un possibile aiuto e sostengo alla causa nazionale.

Quando Wilson vinse le elezioni ritirò la partecipazione statunitense al Consorzio finanziario internazionale che doveva garantire un sostanzioso prestito a Yuan Shikai.

Durante la 1°GM la Cina si dichiarò neutrale ma ciò non impedì al Giappone di invadere lo Shandong.

Le Ventun Domande

Nel 1915 il Giappone presentò a Yuan Shikai le “Ventun Domande” —> una serie di richieste per allargare i diritti giapponesi in vari territori cinesi:

  • Rendeva il Giappone l’unica potenza egemone in Cina.
  • Sottoponeva l’economia cinese al controllo nipponico.
  • Imponeva la presenza di funzionari giapponesi all’interno dell’amministrazione cinese.

A causa di un ultimatum, Yuan Shikai fu costretto ad accettare le richieste il 7 maggio —> questa data verrà ricordata come il Giorno dell’Umiliazione Nazionale.

Alla fine della guerra la delegazione cinese scoprì che il Giappone aveva firmato un patto segreto con le maggiori potenze (non gli USA) circa l’assegnazione a Tokyo dello Shandong al termine del conflitto —> Wilson si impegnò per garantire la restituzione indiretta dello Shandong —> avvenne nel 1922 durante la Conferenza di Washington.

Durante la conferenza l’URSS aveva deciso di rinunciare ai diritti di extraterritorialità e al pagamento delle quote dei Boxer —> diede avvio alla collaborazione tra Sun Yat Sen e i comunisti cinesi con l’URSS.

Fu su questi elementi che si sarebbero innestate le manifestazioni studentesche e popolari nel maggio e giugno del 1919.

Nel 1914 Sun Yat Sen forma il Partito rivoluzionario cinese —> segno della sua crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni parlamentari occidentali.

Nel 1919 Sun Yat Sen formò il Partito nazionalista cinese —> si rifaceva al Partito Nazionalista del

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Scienze politiche e sociali SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asia.rizzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Peruzzi Roberto.
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