L’enigma democrazia
Capitolo primo
Ideologia forma di fede appassionata e a volte anche fanatica di idee e programmi di miglioramento sociale. “Religioni senza Dio”: forma di redenzione salvifica.
Gli europei a partire dal 1917, anno della Rivoluzione Russa, furono travolti da una febbre ideologica che terminò nel 1991 con il crollo dell’impero sovietico e il trionfo delle democrazie liberali prima sul fascismo e poi sul comunismo.
XX secolo: epoca delle democrazie, ma alcune erano molto forzate come il fascismo o il socialismo reale che si definivano regimi democratici solo perché ricercavano l’uguaglianza, il concetto di nazione purificata e l’inserimento delle masse nella comunità politica, ma non lo erano effettivamente.
Weber afferma che la legittimazione di un governo si stabilisce su tre elementi fondamentali:
- Tradizione
- Procedure giuridiche formali
- Carisma => nato in ambito religioso e si riferiva ai profeti
Conferenza famosa di realismo politico per eliminare Eisner.
La formazione di Weber era avvenuta attorno al liberalismo ottocentesco in quella che viene chiamata “età d’oro della sicurezza” che si basava su tre idee centrali:
- 1. Sicurezza = assenza di conflitti e di violenza
- 2. Sicurezza = pace internazionale che andava crescendo grazie alle connessioni d’interdipendenza tra stati
- 3. Sicurezza = libero mercato e cooperazione; libertà di movimento e di flussi migratori
- 4. Fede in una definitiva europeizzazione
Età della sicurezza età del parlamentarismo, anche se la libertà di espressione apparteneva solo a chi aveva il diritto al voto che non era concesso a tutti e proprio per questo motivo l’Europa conobbe una serie di lotte a riguardo (es. Italia dove si concedeva il voto ma comunque non si creavano conflitti tra le classi attraverso il trasformismo ovvero includendo nel sistema sempre più gruppi politici a cui erano concessi poteri; così venne concesso il voto ai contadini eliminando la clausola di limitazione per gli analfabeti che potevano essere controllati maggiormente).
All’inizio del Novecento imperavano gli imperi e successivamente le due forme politiche destinate a scontrarsi furono due tipi di impero: da una parte i vecchi stati-nazione che avevano intrapreso imprese coloniali, dall’altra gli imperi continentali (panslavismo, panturchismo, pangermanismo religione) che si estendevano su territori sconfinati.
A partire dal 1911 si aggiunse un altro elemento comune in Europa che era la legittimazione della monarchia dove non erano i sovrani a governare, bensì gli apparati burocratici. L’Europa era ricca di monarchie e allo stesso tempo alle entità statali emergenti veniva attribuita automaticamente la forma di governo monarchica. Esistevano due tipi di monarchie:
- Monarchie parlamentari prendevano le distanze dal dogma del diritto divino come la Regina Vittoria e il potere trovava legittimazione nell’utilità della monarchia nel mantenere coesa la nazione
- Monarchie costituzionali: sovrani che credevano nel diritto divino, che la costituzione fosse un pezzo di carta e che la nazione fosse una proprietà personale come lo zar Nicola 2
La guerra spazzò via la visione ottimistica del futuro e anche i quattro grandi imperi: Germania, Russia, gli Asburgo e l’impero Ottomano. La funzione dei pochi regnanti rimasti era sempre meno potente come in Germania dove le decisioni erano prese dal generale Ludendorff e non dal Re, il quale se non agiva veniva giudicato inetto e se agiva incompetente. Il potere dei monarchi perse la sua legittimità e allo stesso modo anche quello dell’aristocrazia. Gli unici stati che sorsero nell’Europa centrale che adottarono la monarchia furono Iugoslavia e Albania.
- Nascono le prime Repubbliche necessaria la stesura delle Costituzioni => maggiore statalizzazione che aumenta la sensazione di nuove possibilità sociali e politiche
- Aumento dell’estensione del diritto di voto anche alle donne (Norvegia, Finlandia e Gran Bretagna [1918])
I liberali persero la loro scommessa su una troppo rapida estensione del diritto di voto denigrando la “massa” affermando che l’“uomo di massa” era privo di razionalità e autocontrollo e che era omogeneo al resto della popolazione. In molti luoghi nascevano nuovi gruppi e classi sociali, tra queste quella dei contadini che erano diventati per la prima volta soggetti politici attivi, ma nessun paese a parte la Cecoslovacchia fu in grado di integrare il ceto contadino in una democrazia funzionante.
Successivamente alla prima guerra mondiale si vide trionfare il principio di autodeterminazione dei popoli proposta nei 10 punti di Wilson. L’Europa fu organizzata in una serie di apparenti stati-nazione con ordinamento repubblicano e consistenti minoranze etniche al loro interno. Queste minoranze avrebbero dovuto godere della tutela dei diritti collettivi ma questi non erano stati inseriti nelle Trattative di Parigi e i vincitori gli negarono qualsiasi status di personalità giuridica. Gli scambi o le deportazioni erano un modo per implementare i principi di autodeterminazione dei popoli, ma solo un paese lo fece veramente: la Turchia Atatürk pensava che la forza dell’Europa si determinasse dal distacco tra Stato e Chiesa così avviò una rivoluzione culturale sopprimendo le manifestazioni popolari della fede islamica, la sharia islamica fu sostituita con il codice penale italiano e il codice civile svizzero e proclamò come principi dello stato turco il nazionalismo, il laicismo, l’enfasi repubblicana, il populismo, lo spirito rivoluzionario e lo statalismo.
1931 => diventa uno stato monopartitico e attorno alla figura di Atatürk viene costituito un culto (carisma) e ad un apparato amministrativo funzionante, ma prima di tutto all’affermazione della sovranità dello stato-nazione Stati uniti diventano a partire dal 1917 guida politica e morale del mondo.
Weber “lo Stato è una comunità umana che ascrive a sé il monopolio dell’uso della forza legittima” basato sulla forza e sulla legittimità che è data dalla legalità.
Distingue la legge da un fondamento puramente morale e considerando la perdita del valore del diritto naturale credeva che una legge fosse meritevole di considerazione solo se applicata secondo quello che era scritto nella Costituzione.
- Autonomia alle masse
Aveva paura di due crisi: da una parte quella dello stato liberale e della democrazia di massa e dall’altra quella dell’io individuale che erano strettamente collegate. Nel suo scritto afferma che la condizione favorevole alla nascita dello “spirito” capitalista era stato il calvinismo che aveva diffuso la concezione radicata per cui l’attività lucrativa non fosse più strumento dell’uomo per soddisfare i propri bisogni, ma che fosse diventato lo scopo della vita dell’uomo. Inoltre in Occidente erano emerse una serie di sfere di valori sempre più specifiche e “razionalizzate”.
- “Cultura del soggettivismo” causata dal dominio della tecnologia portò l’uomo a coltivare in primis la propria vita interiore e a vivere esperienze
In Russia si voleva portare avanti la creazione dell’“uomo nuovo”, ma Weber era scettico sia nelle capacità di Kerenskij sia nei confronti dei bolscevichi che presero il potere nel 1917 presi di mira dai tedeschi con la firma del Patto umiliante di Brest-Litovsk. Lenin per creare il suo partito di “uomini nuovi” non voleva ricadere nel socialismo e preferiva ad una massa di iscritti un manipolo di rivoluzionari. L’uomo nuovo era colui che aveva forte volontà, razionalità e pieno controllo della mente e corpo. Ma questo non era sufficiente poiché i membri del partito dovevano essere guidati da una corretta teoria rivoluzionaria e gestiti come “una grande azienda” su modello di quella tedesca. Molti erano innamorati del carisma di Lenin, ma lui stesso manifestava scontento nel momento in cui si manifestava il culto nei suoi confronti. A contribuire al consolidamento bolscevico erano:
- Decisione di redistribuire le terre
- Intenzione di perseguire subito la pace con la Germania
Lenin intenzione di una democrazia (stato che riconosce la subordinazione della minoranza alla maggioranza) intenzione dei bolscevichi.
Trockij sciolse i soviet dei soldati, proibì l’elezione diretta degli ufficiali, diede agli esperti militari le loro cariche rafforzamento dello stato con stagione del “terrore di massa” e “comunismo di guerra”.
- Difetti del capitalismo di stampo tedesco: eccessiva burocraticizzazione e il capo carismatico non era richiesto frattura dove da un lato ci stava uno stato in continua espansione con specialisti, dall’altro un partito di rivoluzionari di professione
La forma di stato migliore scelta da Weber era la monarchia anche se quella moderna aveva bisogno di un apparato burocratico stabile nel caso in cui il capo fosse stato immaturo e privo di talento. Aveva in favore l’ampliamento del diritto di voto poiché era importante che i cittadini avessero uno status identico. Mentre per lui la democrazia diretta era possibile solo in spazi molto stretti dove tutti si conoscevano e dove esisteva una forte burocratizzazione.
- Legittimità del potere = razionalizzazione delle procedure legali + presunto eroismo personale del leader
Ogni politico secondo Weber deve possedere tre qualità:
- Passione devozione verso una causa con la capacità di mantenere le distanze dai propri sentimenti individuali
- Senso della responsabilità
- Senso delle proporzioni etica della convinzione etica della responsabilità
Dare la colpa a sé di determinate conseguenze e della violenza.
- Liberalismo ha svalutato i suoi ideali e valori tra cui il progresso e i diritti individuali e avrebbe dato maggiore importanza alla cultura attraverso la politica
Capitolo secondo
Europa del XX secolo pluralismo, non era esclusivamente un fenomeno della sinistra e che secondo lo storico Figgis era l’unico strumento per salvare le aspirazioni liberali. I pluralisti guardavano con ammirazione al Kulturkampf poiché avevano capito che gli stati potevano funzionare anche in assenza di un’omogeneità culturale.
I pluralisti inglesi erano convinti che la loro patria fosse quella ideale per disaggregare lo stato e contrastare le idee di una sovranità unitaria poiché non aveva mai aderito alla tradizione tipica dell’Europa continentale. Barker affermava che la società inglese era stata molto affabile verso i gruppi sociali permeabili e che aderivano a più raggruppamenti contemporaneamente, inoltre perseguivano la decentralizzazione e la democrazia in quanti più gruppi era possibile.
Cole proposta più radicale di un pluralismo non solo teorico, ma anche incapace di realizzare l’autentica democrazia. Auspicava la nascita di un “socialismo corporativo” in cui i lavoratori dovevano organizzarsi in corporazioni e assumere il controllo dell’industria e anche alla molteplicità di voto. Il
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