Disciplina scientifica e storia della psicologia
Comportamento degli esseri viventi e processi cognitivi
Disciplina scientifica che studia il comportamento degli esseri viventi ed i loro processi cognitivi/mentali (memoria, ragionamento, linguaggio…). Cognizione: processo di elaborazione e acquisizione di informazione da parte di un sistema biologico (cervello), ma anche non (intelligenza artificiale). La coscienza delle macchine è sempre più all’avanguardia, con capacità di mimare emozioni ed empatia ≠ autocognizione/metacognizione.
Concetti fondamentali e storia etimologica
Livello minimo di coscienza/cognizione → dolore fisico. Etimologia: “discorso dell’anima” (concetto che non c’entra, non ci sono evidenze scientifiche sull’anima), ma fino al XVII secolo la psicologia veniva definita come lo studio dell’anima. Con il De Anima di Aristotele, viene poi modificato come “scienza della mente” ed usato con l’accezione attuale nel secolo successivo, ovvero come scienza che studia i processi psichici.
Aristotele e il De Anima
Aristotele scrive quello che si può considerare il primo trattato di psicologia: “De Anima”, nel quale distingue tre facoltà dell’anima: vegetativa, sensitiva e intellettiva (possessore solo l’uomo, tranne alcuni casi). Cuore centro della nutrizione, movimento, sensazione e psiche.
Ippocrate e la medicina razionale
Ippocrate dai suoi principi deriva la medicina moderna, empirica e razionale, e la semeiotica. Lui, infatti, crede che le malattie non derivino da interventi magici nei processi naturali, ma da un insieme di sintomi che devono essere osservati nel tempo, provocati da influenze ambientali maligne ed umori alterati. Ippocrate ha il merito di credere che l’intelletto abbia sede nel cervello e non nel cuore, individuandolo come organo cruciale per la psiche, nonostante continui a credere nell’influenza degli umori.
- Sangue (sanguigno) → allegro, goloso, sessualità giocosa
- Bile gialla (collerico) → magro, asciutto, irascibile, permaloso, furbo, superbo e generoso
- Bile nera (melanconico) → magro, debole, pallido, avaro e triste
- Flegma (flemmatico) → grasso, lento, pigro e sciocco
Alcmeone di Crotone e la comprensione umana
Alcmeone di Crotone crede che solo l’uomo comprenda, mentre gli altri esseri viventi (animali) sentono, percepiscono ma non comprendono, distinguendo in questo modo i due soggetti e ponendo una differenza tra capire e percepire. Pare inoltre che sia stato il primo studioso a considerare il cervello sede del pensiero, e sostenere infatti che le percezioni giungono al cervello e lì si accordano.
Democrito e l'atomismo
Democrito è co-fondatore dell’atomismo, secondo cui tutte le cose sono formate da piccole parti indivisibili, gli atomi. Sostiene che le percezioni e le sensazioni avvengono quando gli atomi emanati dalla superficie degli oggetti entrano in contatto con uno dei cinque sistemi sensoriali e poi trasmessi al cervello. Sottolinea inoltre che gli atomi emanati non sono l’oggetto stesso, e possono quindi esserci differenze tra esso e la sua percezione. Democrito crede che i processi mentali derivino dal cervello, anche se non si abbandona il concetto di anima che determina alcuni comportamenti, infatti secondo lui le passioni si sviluppano in cuore e fegato (derivano ancora moltissimi modi di dire).
Contributi di Plinio e Galeno
Plinio il Vecchio e Galeno scrivono testi importanti sulla fisiologia. Secondo Galeno i fluidi nei ventricoli facevano da mediatori tra l’anima e il cervello. Necessità di trovare un sito di interazione tra materiale e immateriale, cercare di spiegarsi dove concretamente l’anima lavori.
Pensiero cristiano e Medioevo
Durante il medioevo il pensiero cristiano secondo cui l’anima e il corpo (contenuto dell’anima) sono sacri (anima era dono di Dio) non aiuta lo sviluppo della psicologia, perché il suo studio rimane materia del clero. Dissezionare i cadaveri era reato (Inghilterra con murder act si poteva solo sui condannati).
Evoluzione storica della psicologia
Percorso storico-culturale della psicologia è stato influenzato chiaramente dalle correnti scientifiche di maggior rilievo nel corso dei secoli, come la rivoluzione copernicana, il metodo scientifico di Galilei, Newton (terra non al centro dell’universo) e Darwin (evoluzione della specie). Uomo visto in maniera sempre meno magica e mistica, si va verso una visione sempre più scientifica del corpo e della mente.
Cartesio e il dualismo mente-corpo
Cartesio ha svolto un ruolo fondamentale introducendo il concetto di dualismo mente-corpo, ha superato il divieto imposto dall’istituzione sullo studio dell’uomo. Esso pone una differenza tra res cogitans – elemento pensante, quindi la mente (anima al tempo) e res extensa - elemento materiale, quindi il corpo. In questo modo il corpo viene considerato un oggetto fisico come un altro, quindi studiabile perché era il solo involucro dell’anima, che al contrario era l’entità spirituale che opera secondo libero arbitrio e non può essere studiata dalla scienza.
- Proprietà fisiche sono comuni a uomini ed animali
- L’attività mentale è tipica dell’essere umano
- L’anima è unica, immateriale ed immortale (concetto non ancora abbandonato)
Animali ancora considerati come macchine, che non provano emozioni, dolore, piacere, non hanno coscienza. Gravi conseguenze sociali: non era un problema maltrattarli, ucciderli… Secondo Cartesio la sede dell’anima (mente) stava nella ghiandola pineale (epifisi), da cui partivano i comandi verso i muscoli per il movimento volontario. In essa vi erano sia idee apprese che innate (idea di dio e assiomi di matematica). Quindi se comportamento dipende dall’anima, e la mente è solo un mediatore, allora bisogna studiare l’anima. Idea di tabula rasa, la mente non contiene alcuna idea innata, ma tutto ciò che conosciamo dipende dall’esperienza osservazione del mondo circostante. Secondo questo ragionamento non contiene quindi nemmeno l’idea di dio, perciò non è più sacra e quindi può essere studiata attraverso il metodo sperimentale. Diventa così una scienza e non più un argomento esclusivo del clero.
Galilei e il metodo scientifico
Galilei introduce il pilastro fondamentale della scienza: metodo scientifico, basato sull’esperienza e misurazione di ciò che si è osservato.
Nascita della psicologia come scienza
1800 → nasce la psicologia come scienza, due fattori determinanti:
- Sviluppo delle neuroscienze e localizzazione → si inizia ad individuare la corrispondenza tra la funzionalità di alcune aree cerebrali e certe proprietà mentali (Frenologia)
- Applicazione del metodo scientifico allo studio della mente umana (Psicofisica e Donders)
Gall non ha base scientifica, ma alcune idee sono giuste e diventeranno centrali nelle neuroscienze. Individua corrispondenze tra funzioni mentali ed area centrale: il cervello non è una macchina indistinta che genera i nostri pensieri in maniera indistinta, ma ha zone specifiche che controllano attività mentali specifiche, quindi ogni facoltà mentale ha una sua sede cerebrale specifica. Secondo Gall più viene usata una facoltà mentale, e quindi un’area del cervello, più si ingrandiva come un muscolo, modificando la forma del cranio. Secondo questo ragionamento, toccando la testa delle persone si capiva attraverso le protuberanze quali aree erano più sviluppate, individuando le inclinazioni psicologiche della persona. Non è sbagliata l’idea che l’allenamento provochi un aumento di neuroni, quindi cervello si modifica a seguito dell’esperienza, ma non aumenta di volume andando a modificare la scatola cranica. Correlazione non individua mai un rapporto di causa-effetto, ma solo che due cose vanno assieme.
Broca e Wernicke
Broca individua l’area cerebrale della produzione del linguaggio attraverso lo studio delle afasie. Esso infatti scopre come una particolare lesione cerebrale determina una specifica afasia magari nell’articolare il linguaggio, ma non nel comprenderlo. Wernicke individua l’area per la comprensione del linguaggio, in caso di lesione l’articolazione del linguaggio rimane intatta.
Misurazione dei processi mentali
Misurazione dei processi mentali: posso misurare i processi mentali? Un fenomeno è scientifico solo se può essere misurato. Frenologia non corretta, ma diventa un fenomeno scientifico perché può essere misurato. Schiff e Mosso iniziano a misurare gli effetti dei processi mentali sui parametri fisici: se si impegna il soggetto in un compito mentale importante, il cervello lavora di più e si verifica un aumento di calore. Mosso dimostra un maggior afflusso di sangue alla testa durante le operazioni mentali.
Se attività mentale esiste, ed ha una controparte fisica, penso che attivandolo, questo motore si scaldi rispetto a quando il soggetto non fa nulla. (non è giusto, ma il ragionamento di voler misurare l’attività mentale va bene, è sulla giusta strada).
Von Helmholtz e la misurazione del tempo della mente
Von Helmholtz misura la velocità di conduzione degli impulsi nervosi, e scopre che nei nervi passa corrente, e non lo spirito vitale come si credeva, quindi corpo non è mosso da questo spirito, ma dalla corrente, che si può effettivamente misurare. Processi mentali hanno una durata, in funzione della complessità. Sto misurando gli effetti della manipolazione, posso misurare quindi esiste.
Exner e il tempo di reazione
Exner introduce il termine TR.
- Tempo necessario per trasformare la forza di eccitazione in forza nervosa
- Tempo di trasmissione lungo nervo efferente fino ad un centro nervoso
- Tempo necessario all’attraversamento del midollo spinale
- Tempo necessario alla trasformazione dell’impulso sensoriale in motorio
- Tempo necessario all’impulso motorio per attraversare il midollo
- Tempo di percorrenza nel nervo motorio
- Tempi di contrazione muscolare
Donders e la cronometria mentale
Donders sostiene che la psicologia non avrebbe potuto diventare scienza se non fosse riuscita a individuare parametri fisici, oggettivi per misurare i processi mentali. Quindi, se si fosse riusciti a dimostrare che le funzioni mentali hanno bisogno di un tempo specifico per essere eseguite, si sarebbe indirettamente dimostrata la realtà dei processi mentali in quanto funzionino secondo leggi fisiche. Cronometria mentale → misurare la durata dei processi mentali attraverso:
- Tempi di reazione → tempi in cui le persone rispondono
- Metodo sottrattivo
Importante perché i processi mentali sono misurati oggettivamente per la prima volta.
Altri fisiologi importanti
- Cajal e Golgi → reazione nera, con cui riuscì ad osservare i neuroni e le varie connessioni, scoprendo che non si toccano ma sono separati da piccoli spazi, le sinapsi.
- Sherrington: sulla base di questa scoperta, dimostra che la velocità di trasmissione neurale diminuisce in corrispondenza della sinapsi, aiutando i ricercatori successivi a capire che in questa giunzione i neuroni comunicano.
Relazione tra eventi fisici ed esperienze mentali
Particolare attenzione allo studio dei sistemi sensoriali, che permettono agli esseri viventi di percepire il mondo e quindi viverci. Disciplina che mette in relazione gli eventi fisici con le relative esperienze mentali, in particolare circa gli organi di senso. Si interessa di cercare la relazione tra fatto fisico e fatto psichico, quindi quale legge regola il modo in cui si sente la sensazione che si prova (approccio scientifico alla misura delle sensazioni).
Ciò che sentiamo è una ricostruzione della realtà (ha una corrispondenza con essa, al contrario dall’allucinazione) non è il mondo reale, ma una percezione di esso. Non c’è un accesso diretto alla realtà. Percezione alle volte ingannevole (arto fantasma).
Fechner e la misurazione delle sensazioni
Fechner si chiede se sia possibile misurare la sensazione visiva, uditiva, tattile…, inoltre sviluppa la teoria del doppio aspetto, secondo cui tra corpo e anima, materia e spirito c’è una semplice differenza di punto di vista: come l’osservatore della natura non può leggere nella coscienza, la coscienza non può vedere direttamente la natura.
Costante di Weber
Costante di Weber è un'equazione che mostra come al variare del parametro fisico varia la percezione. Ci dice l’aumento minimo di intensità che uno stimolo deve avere affinché sia percepito come diverso dal precedente. Chiaramente dipende dall’intensità dello stimolo iniziale e dal tipo di stimolo.
N.b.: Ognuno reagisce agli stimoli in maniera simile ma non uguale, ogni equazione è diversa (aumento di luce percepito da tutti, ma non in maniera uguale).
Soglie percettive
- Soglia assoluta: minima intensità necessaria ad uno stimolo per dare luogo ad una sensazione.
- Soglia differenziale: minima intensità necessaria per poter apprezzare una differenza tra due stimoli.
Nonostante sia utilizzato ancora oggi, questo concetto è discutibile → signal detection theory.
Psicofisica e psicologia come disciplina scientifica
1800 → a seguito della psicofisica che permise di misurare i fatti psichici, nasce psicologia come disciplina scientifica, che quindi studia i processi mentali secondo il metodo scientifico, con:
- Avvento cronometria mentale (Donders)
- Nascita psicofisica (Weber e Fechner)
- Istituzione del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia da parte di Wundt
Nascono moltissime correnti e scuole diverse:
- Associazionismo → ogni fenomeno psichico complesso deriva dall’associazione di elementi più semplici
- Funzionalismo → aspetto funzionale dei fenomeni psichici, attraverso cui gli organismi si adattano all’ambiente
- Strutturalismo → mente è la struttura risultante dalla somma di molteplici elementi
XIX secolo e processi mentali
XIX sec → psicologia inizia ad affermarsi come scienza dei processi mentali:
- Memoria (Ebbinghaus)
- Coscienza ed inconscio (Peirce & Jastrow, James)
- Attenzione (von Helmholtz, James)
Interessato a misurare la durata della traccia mnestica (quanto dura un ricordo), fu il primo a fare esperimenti scientifici sulla memoria e ad individuare la curva dell’apprendimento e dell’oblio, anche se utilizzò sé stesso come soggetto sperimentale.
Sitazione controllata: liste di sillabe senza senso, quindi stimoli privi di valenza linguistica, che vanno a sollecitare il meccanismo di memorizzazione più elementare. Misurazione oggettiva del ricordo: percentuale di sillabe ricordate in funzione del tempo trascorso tra il momento dell’apprendimento e della rievocazione.
Curva dell’oblio → una volta memorizzata una serie di stimoli, la rievocazione presenta un numero di errori che cresce rapidamente le prime ore dopo l’apprendimento, e dopo un giorno se ne ricorda solo il 30%. Nei giorni successivi il calo continua, ma rallenta → forma asintotica.
Curva dell’apprendimento → speculare, infatti al primo paio di ripetizioni la memorizzazione non supera il 30%, poi aumenta in modo sempre più lento con le successive ripetizioni. Più sono numerose le ripetizioni, minore è il tempo necessario a riapprendere la lista dopo 24h, anche se sembra esistere un limite di saturazione nell’acquisizione, oltre il quale non si verificano vantaggi apprezzabili di tempo nel riapprendimento.
Percezione inconscia e attenzione
Pierce e Jastrow studiano la percezione inconscia, in particolare la capacità inconscia di percepire gli stimoli. Fanno un esperimento in cui scoprono che i soggetti sanno riconoscere una differenza di peso anche quando dicono di non saperlo fare. Sidis si occupa della percezione inconscia visiva tramite un esperimento della carta, scoprendo che i soggetti sanno riconoscere una carta da un'altra anche se dicono di non saperlo fare. Questo accade quando lo stimolo c’è, ma non è abbastanza forte da diventare consapevole. Lo studio dell’inconscio ancora oggi è uno dei temi centrali delle Neuroscienze.
Primo esperimento con cui si capisce che l’attenzione può essere controllata e che ha delle conseguenze: focalizzando l’attenzione su un punto ben preciso è possibile riportare ciò che si è visto molto più velocemente rispetto a quando non si pone l’attenzione precisamente su quel punto. Vuole misurare i processi mentali associati alla percezione cosciente degli stimoli, variando in modo sistematico gli stimoli presentati. L’interesse di Wundt era quindi lo studio dell’esperienza diretta/immediata e di stabilire criteri oggettivi riguardo al comportamento. Utilizzò il metodo di introspezione analitica, una tecnica di auto-osservazione che aveva però dei problemi metodologici, infatti poteva alterare i contenuti della coscienza, e quindi l’esperimento.
James e il funzionalismo
James nasce in opposizione allo strutturalismo, ed è lo studio di come funziona la mente per consentire all’organismo di adattarsi all’ambiente (Darwin). Secondo James la psicologia non deve occuparsi dell’esatto contenuto di pensiero, ma delle sue funzioni, infatti i processi mentali sono così come sono perché rispondono alle leggi dell’evoluzione e dell’adattamento all’ambiente, quindi vanno studiati in rapporto alla loro funzione e non spezzettati in elementi privi di significato. James crede che analizzare gli elementi della coscienza sia meno importante che capirne la funzione.
Parla poi del flusso di coscienza → dice che è inutile studiare la coscienza come se fosse qualcosa di statico, perché è un flusso dinamico e continuo, che dipende dall’ambiente circostante. Lo studio viene fatto in termini prettamente soggettivistici, infatti James credeva che la coscienza coincidesse con il senso di identità personale, cioè la capacità di distinguere ciò che fa parte di sé dall’ambiente esterno. Secondo questa teoria allora, la coscienza non si dovrebbe perdere in stati di alterazione della realtà, come l’alcol o il sonno, dove si mantiene comunque una certa percezione di sé.
Movimenti psicologici del XIX e XX secolo (contenuto interrotto).
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