10 - Emozioni e processi cognitivi
Aspetti critici di un evento emozionale significativo
- Diverse emozioni possono caratterizzare lo stesso episodio contemporaneamente o in rapida successione.
- Un evento emozionale significativo scatena i processi delle fasi dell'elaborazione e produce cambiamenti a livello fisiologico, espressivo-comportamentale ed esperienziale-soggettivo.
- L'attenzione e la memoria sono influenzati dalle emozioni: uno stimolo emozionale può interrompere i processi cognitivi in corso e catturare l’attenzione.
- Comprende manifestazioni: esperienza soggettiva accompagnata da modificazioni viscerali e somatiche o da veri e propri comportamenti; i vissuti che caratterizzano le varie emozioni si differenziano tra loro.
Emozioni: perturbazioni fisiche di breve durata, pochi secondi, ma ad elevata intensità, causate da antecedenti chiari.
- Disturbi emozionali hanno una durata estesa che varia da pochi mesi a diversi anni, ansia.
Stato d’animo/umore, mood: fenomeno di maggior durata, minuti-ore, caratterizzato da una bassa intensità causato da situazioni generiche e poco definite.
Es: in una condizione di stress, allostatic state, si è esposti a eventi negativi sostenuti nel tempo, tonici/frequenti, che determinano modificazioni intense a livello soggettivo, vegetativo e neuroendocrino.
Tratti affettivi, affettività positiva o negativa: fenomeni stabili che possono accompagnare l'individuo per l'intera esistenza.
Tre approcci di indagine
- 1. Focus sull'esperienza emozionale soggettiva, cioè come i vissuti che caratterizzano le emozioni si differenziano tra loro in termini di processi di valutazione = risposta a uno stimolo emozionale misurata in termini di esperienza soggettiva.
- 2. Focus sull'espressione e riconoscimento di emozioni stabilendo se e quali emozioni sono regolate da specifici circuiti neurali innati, quindi indipendenti dall'apprendimento e da cultura = risposta a uno stimolo emozionale misurata in termini di risposte espressivo-comportamentale.
- 3. Focus sui meccanismi che regolano la risposta fisiologica a stimoli emozionali per comprendere il ruolo dei sistemi motivazionali/circuiti della sopravvivenza e dei processi cognitivi = risposta a uno stimolo emozionale misurata in termini di risposta fisiologica, //SNP o SNC?
I processi di valutazione
I processi di valutazione, obbligatori, determinano la risposta emozionale.
La valutazione avviene in 2 fasi:
- 1. In una prima fase vengono avviati processi di valutazione sulla novità e sulla rilevanza motivazionale dell'evento emozionale che innescano modificazioni fisiologiche ed espressivo-comportamentali, //risposta di orientamento e reattività del viso.
- Processi di valutazione nella prima fase rapidissimi, 100 200 ms, infatti solo alcuni indici fisiologici, potenziali corticali evento-relati, vedi sotto, possono offrire dati su fase così precoce dell'elaborazione dello stimolo, Codisposti e Ferrari, 2008.
- Processi di valutazione nella prima fase impliciti e automatici.
Es: il ricercatore svedese Ulf Dimberg, anni ’80, dimostra che i processi di valutazione innescano rapidamente, 400-500 ms, la contrazione involontaria dei muscoli corrugatore e zigomatico in base alla valenza dello stimolo; il muscolo corrugatore risponde di più per lo stimolo spiacevole rispetto allo stimolo piacevole e viceversa per il muscolo zigomatico.
= Reattività involontaria dei muscoli del volto interferisce con il controllo volontario e non può essere inibita completamente; si verifica anche quando ai partecipanti viene chiesto di non muovere i muscoli del viso.
- Processi di valutazione che interessano ricerca psicofisiologica e ricerca sull’evaluative priming.
- 2. In una seconda fase vengono avviati altri processi di valutazione più complessi che determinano l'esperienza soggettiva emozionale.
- Processi di valutazione che interessano studiosi che si occupano del ruolo dei processi cognitivi nell'esperienza soggettiva emozionale: teorie dell’appraisal, valutazione.
La valutazione, rapida e obbligatoria, investe 2 parametri fondamentali:
- A. Novità: si tratta di uno stimolo nuovo?
- B. Rilevanza emozionale: si tratta di uno stimolo piacevole o spiacevole?
- Negli ultimi trent'anni trovati indici a livello elettrocorticale che riflettono la novità, Novelty N3 e N2, e la rilevanza motivazionale, Late Positive Potential e P3b.
Es: valutazione attiva circuiti motivazionali cortico-limbici anche se uno stimolo viene ripetuto decine di volte e il partecipante deve eseguire contemporaneamente un compito cognitivo.
- Ogni qualvolta che l'organismo rileva uno stimolo nuovo e rilevante: si innescano una serie di processi e modificazioni che caratterizzano la risposta di orientamento e si interrompono le altre attività o processi in corso per facilitare una risposta rapida ed efficace.
Es: Herbert Simon, anni ’60, psicologo americano, considera le emozioni come segnali di controllo in grado di interrompere l'attività in corso riordinando le priorità, interrupt system.
La ricerca attraverso i paradigmi delle scienze cognitive: evaluative/affective priming, fase 1
Russel Fazio, anni ’80.
Occorre meno tempo per categorizzare una parola bersaglio, target, come negativa o positiva quando questa è preceduta da uno stimolo, prime, di valenza, quindi piacevole o spiacevole, congruente, gelato-fiore, rispetto a quando il prime è di valenza opposta, vomito-fiore.
- Effetti simili osservati anche con altri stimoli come immagini, suoni e stimoli olfattivi.
- Valutazione del tono edonico, piacevole-spiacevole: processo che si innesca immediatamente.
- = Evaluative priming fenomeno automatico, infatti fa parte di fase 1.
- Gli effetti sono più evidenti quando si utilizza un compito che prevede la valutazione emozionale degli stimoli, vs Late potential, mentre gli effetti si attenuano in compiti non emozionali, //compiti di DL.
- Altre tecniche indirette di elaborazione emozionale utilizzate: Implicit Association Test.
I modelli dell’appraisal-valutazione, fase 2
I modelli dell’appraisal-valutazione, fase 2: descrivere processi cognitivi che determinano e accompagnano l’esperienza emozionale - Magda Arnold, anni ’70: che cosa dà inizio alla risposta emozionale?
Appraisal: processo automatico, immediato e inconsapevole, ma le ricerche dei teorici si sono focalizzate sui dati raccolti attraverso strumenti di autovalutazione.
= Compromessa la possibilità di studiare adeguatamente i processi impliciti e automatici, infatti no accesso consapevole alla maggior parte dei processi di elaborazione delle informazioni implicate nella valutazione di uno stimolo o evento.
Soluzione: scienze cognitive, che usano metodi di indagine che permettono di derivare i processi di elaborazione delle informazioni, non disponibili alla nostra consapevolezza.
= Teorie dell’appraisal si occupano prevalentemente di ragionamenti a posteriori, non dei meccanismi che determinano le emozioni; chiedendo alla persona di dire alcune sue valutazioni sull'evento e che cosa ha provato, la persona ricostruisce quanto accaduto.
Soluzione: usare paradigmi sperimentali che prevedono la manipolazione dei processi di valutazione attraverso la misurazione dell'esperienza soggettiva, espressivo-comportamentale e fisiologica.
- 1. Secondo lo psicologo americano Richard Lazzarus le emozioni compaiono in base a come percepiamo e valutiamo le condizioni ambientali rispetto al nostro benessere a raggiungimento dei nostri interessi, scopi e motivazione, emozioni non casuali improvvise = emozioni corrispondono a diverse combinazioni dei processi di valutazione.
- 2. M. Arnold distingue tra: valutazione immediata, diretta e automatica; valutazione riflessiva e consapevole che interviene successivamente.
- 3. Lo psicologo olandese Nico Frijda distingue l'elaborazione cognitiva in: A. Elaborazione cognitiva determinante dell'esperienza emozionale soggettiva: dà origine a processi che causano la risposta emozionale attraverso una valutazione inconsapevole del significato dell’evento. B. Elaborazione cognitiva costituente dell'esperienza emozionale soggettiva: interviene nuovamente quando la risposta emozionale è già presente accompagnando l'esperienza soggettiva consapevole come ulteriore valutazione delle sensazioni.
- The Law of Concern: le emozioni sono causate da eventi che vengono valutati in base agli interessi, a motivazione e a scopi dell’individuo, //Lazzarus.
- Sottolinea il limite metodologico sopraccitato, ragionamenti a posteriori.
- 4. Lo psicologo Klaus Scherer con il Component Process Model afferma che esistono 5 dimensioni: valutazione della novità dell’evento; piacevolezza intrinseca, valenza edonica delle esperienze; rilevanza dell'evento per i propri scopi; capacità di far fronte all’evento, coping; compatibilità con le norme e con l'immagine di sé.
- 5. Lo psicologo americano Ira Roseman con l’Emotion System Model individua 7 dimensioni valutative: imprevedibilità dell’evento, l'evento è atteso o inatteso?; stato della situazione, l'evento è funzionale o non funzionale agli obiettivi o alle motivazioni?; stato motivazionale, l'evento implica una ricompensa o una punizione?; probabilità, l'evento è probabile poco probabile?; agente, l'evento è causato dal soggetto da altri?; potenziale di controllo, l'evento è sotto il controllo del soggetto incontrollabile?; tipo di problema, l'evento implica un problema strumentale, quindi bisogni non vengono soddisfatti, un problema intrinseco, quindi i bisogni non possono essere soddisfatti?
La risposta esperienziale soggettiva: il vissuto cosciente
La risposta esperienziale soggettiva: il vissuto cosciente, descrivere cosa si prova quando si è emozionati.
Lo psicologo statunitense William James osserva che la psicologia è noiosa quando cerca di descrivere l'esperienza soggettiva delle emozioni: ci riescono meglio i romanzi.
Non esiste una definizione condivisa di emozione, ma molti ritengono che l'elemento che deve esserci è l'esperienza di piacere o dispiacere/dolore mentale.
Prospettiva che considera le emozioni come irriducibili e distinte:
- 1. Lo psicologo Silvan Tomkins sostiene che le emozioni sono stati discreti e irriducibili, come le sensazioni dei colori.
- Le emozioni esistono e sono “categorie naturali” con una serie di qualità, qualia mentali, cioè sensazioni e vissuti inconfondibili associati a comportamenti espressivi, modificazioni fisiologiche periferiche e circuiti neurali distintivi e specifici per ogni emozione.
- Le persone individuano esperienze soggettive caratteristiche per ciascun emozione?
La ricerca sulle emozioni cerca di dare una risposta attraverso strumenti di autovalutazione, self-report:
- Se esistono esperienze soggettive specifiche per ogni emozione, la struttura/organizzazione dell'esperienza emozionale dovrebbe essere rappresentata da un elemento primitivo, fattore, per ogni emozione, uno per la rabbia, uno per la paura…
- Ricerche condotte negli anni ’70 e ’80 dimostrano che non è possibile individuare i vissuti specifici o elementi primitivi che permettono di caratterizzare ogni emozione come stato discreto per 2 motivi: A. Le persone hanno difficoltà a descrivere le proprie esperienze emozionali. B. Gli stati emozionali sono spesso caratterizzati da varie emozioni presenti contemporaneamente, persone associano un’emozione di valenza edonica x a un’altra emozione con la stessa valenza, positivo con positivo, negativo con negativo.
= Bisogna descrivere l'esperienza soggettiva emozionale senza ricorrere a categorie a priori, qualia mentali e stati discreti, ma attraverso dimensioni che descrivono l'organizzazione dell'esperienza emozionale.
Con una prospettiva diversa, si è cercato di descrivere le principali dimensioni che caratterizzano la struttura dell'esperienza emozionale:
- 2. Wundt afferma che l'esperienza soggettiva emozionale è riconducibile a 3 dimensioni di base: piacere-dispiacere, lust-Unlust, eccitazione-calma, Erregung-Beruhigung, e tensione-rilassamento, Spannung-Lösung.
- Negli anni ’50, ricerche empiriche sul differenziale semantico attraverso l'analisi fattoriale confermano che l'esperienza soggettiva è riconducibile ad alcuni fattori/dimensioni.
- 3. I ricercatori statunitensi James Russel e David Watson: in alcune ricerche vengono presentati stimoli di varia natura, suoni, volti…, e i partecipanti devono descrivere la propria esperienza soggettiva attraverso una vasta lista di termini emozionali = molti termini vengono utilizzati nello stesso modo, presentano correlazioni tra loro, cioè esistono alcune dimensioni, insieme di termini, o fattori sottostanti che spiegano il variare delle risposte dei partecipanti.
In particolare, secondo Russell, 2003:
- Le dimensioni sono 2: A. Valenza edonica, riferita al grado di piacevolezza o spiacevolezza. B. Arousal, riferito al grado di eccitazione o rilassamento.
- Alla base dell'esperienza emozionale c'è uno stato accessibile, Core Affect, alla coscienza come esperienza semplice, non riflessiva e immediata risultato di una miscela di tono edonico e grado di attivazione.
- Core Affect componente necessaria ma non sufficiente per caratterizzare appieno l'esperienza emotiva; per farlo deve venire integrato con altri processi di informazioni attraverso un processo costruttivo per trovare una corrispondenza con il prototipo, rappresentazione in memoria di una specifica emozione.
- 4. Watson propone le dimensioni di attivazione positiva e negativa.
Il modello di Joseph LeDoux
5. Il ricercatore americano Joseph LeDoux, 2017, propone un nuovo modello sui processi di elaborazione emozionale che considera l'esperienza emozionale soggettiva:
- Esperienza soggettiva delle emozioni di base, //paura, non è prodotto di circuiti neurali sottocorticali specifici, affect program, o entità e irriducibili, ma emerge a livello di circuiti corticali, soprattutto la corteccia prefrontale, come risultato di un'integrazione, che avviene grazie la memoria di lavoro, di informazioni relative a: A. Rappresentazioni sensoriali e di memoria, episodica e semantica, inclusi schemi emozionali e relativi al sé. B. Informazioni che provengono dai circuiti neurali della sopravvivenza e dell’arousal. C. Eventuale feedback delle risposte periferiche.
- Meccanismi simili a quelli alla base dell'esperienza percettiva consapevole: coinvolgono rappresentazioni di ordine superiore che si formano a partire da altre informazioni di ordine inferiore attraverso reti e sistemi cognitivi.
= Non sono i circuiti sottocorticali a dare luogo all'esperienza emozionale, vs Panksepp, ma essi forniscono solo informazioni non consapevoli che contribuiscono all'elaborazione da parte dei circuiti corticali stessi.
= Esperienza emozionale soggettiva diversa da quella non emozionale a causa del tipo di input che viene elaborato a livello corticale, non a causa del fatto che una origina livello sottocorticale e l’altra a livello corticale.
- I sistemi neurali che regolano l'esperienza emozionale soggettiva sono diversi da quelli coinvolti nella risposta comportamentale fisiologica a stimoli appetitivi ed avversivi.
- Proposta di non utilizzare più l’espressione circuiti della paura quando si studia la risposta comportamentale fisiologica di difesa a stimoli di minaccia di animali, //ratto, macaco, perché il termine paura è legato all'esperienza soggettiva mentre in queste ricerche si misura il comportamento difensivo e il processo di elaborazione delle informazioni di minaccia, variabile interveniente psicologica, ma non soggettiva, trattandosi di animali in cui non è possibile studiare l'esperienza soggettiva.
- Voler spiegare i meccanismi neurobiologici della paura è sbagliato.
- Proposta di utilizzare l'espressione circuiti della sopravvivenza per riferirsi al circuito neurale che elabora informazioni e alla risposta difensiva.
= Possibilità di comprendere meglio i fenomeni e di spiegare i risultati in cui si osserva una dissociazione tra i due livelli, //quando emerge scarsa correlazione, scarsi effetti sull'ansia di farmaci nati la ricerca sulle risposte difensive, pazienti con lesioni non mostrano risposte fisiologiche periferiche di difesa ma continuano a provare paura.
La risposta espressivo-comportamentale
Il comportamento emozionale comprende:
- A. Risposte motorie espressive, mimica facciale, gesti, vocalizzazioni, che rientrano all'interno del linguaggio non verbale, efficace per esprimere e riconoscere in modo immediato le emozioni, mentre il dominio del linguaggio verbale e la comunicazione simbolica, cose del mondo e idee, e che include: canale visivo-cinesico, espressioni del viso, sguardi, postura, prossemica e gesti; canale uditivo-vocale, sistema prosodico che comunica le nostre emozioni anche involontariamente attraverso intonazione, ritmo del parlato, forza vocale o enfasi e sistema paralinguistico che include suoni non verbali e interruzioni dell'eloquio; canale motorio-tattile, aiuta a entrare in contatto con gli altri; canale chimico-olfattivo, gli odori sono fonte di informazioni sullo stato emozionale degli altri o scatenano emozioni e ricordi emozionali.
- B. Risposte motorie e strumentali che accompagnano gli stati emozionali, comportamenti manifesti come mordere, colpire, scappare e stati di prontezza ad attuare azioni complesse.
L'ipotesi dell'universalità dell'espressione delle emozioni
Nel libro L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali, 1872, Darwin si propone di esaminare il significato del comportamento espressivo da un punto di vista evoluzionistico e riflette sull'universalità dell'espressione delle emozioni, non è il primo, con l'obiettivo di dimostrare la validità della spiegazione evoluzionistica e non creazionistica dell'origine dell'espressività facciale:
- I comportamenti espressivi dell'uomo adulto sono simili a quelli presenti negli animali, primati, continuità.
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