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Termine e definizione

Con il termine “psicologia”, composto dalle parole “psyche” (psiche) e “logos” (discorso, studio), s'intende indicare lo studio della psiche, che ha due significati:

  • Principio vitale (anima): studio dei principi generali del funzionamento psichico (aspetto legato alla parte più elevata/spirituale dell'individuo)
  • Carattere personale (animus): studio delle differenze individuali (aspetto più legato al corpo)

La psicologia è lo studio scientifico dei processi mentali e del comportamento. Per alcuni psicologi, l'oggetto della psicologia dovrebbe essere la vita psichica (sensazione, percezione, ecc.). Per altri, il comportamento osservabile. Per altri ancora, considerare anche i concomitanti stati fisiologici (la ricerca fisiologica è sempre più sviluppata rispetto alle “comuni” analisi di attività psichica che si basano su strumenti che l'uomo possiede da quando esiste e può “prevenire” le azioni, ma non sempre affidabile). Per altri ancora, la dimensione inconscia è rilevante.

L'oggetto preferenziale dell'indagine psicologica può cambiare, ma la differenziazione può riguardare anche l'ampiezza dell'unità di analisi su cui lo psicologo vuole focalizzarsi: macro (interesse rivolto ad aspetti più globali) o micro (analisi più focalizzata sul dettaglio). Per esempio, uno stato psichico può essere descritto a livello macro (emozione di gioia) ma anche a livello micro (emozione di gioia che è possibile sezionare in una componente di piacere, in una di eccitazione, ecc.). Oppure per quanto riguarda un comportamento si può riportare l'elemento più significativo ma sezionare questo comportamento in altri elementi significativi. Anche a livello fisiologico è possibile analizzare in termini di macro (il pianto) e micro (particelle componenti le lacrime).

Ragionamento molare e molecolare

Ragionamento in termini molari (relativo all'unità e alla complessità del processo) e molecolari (relativo alla composizione di questo processo in processi più piccoli, che non arrivano alla coscienza, ma che possiamo scoprire attraverso tecniche sperimentali a carattere fisiologico o psicologico). Prendiamo, per esempio, in considerazione la figura 1.1 a pagina 17:

  • Livello molare: A livello coscienziale il lettore si rende conto che sta elaborando dei significati.
  • Livello molecolare: A livello di microprocessi è possibile individuare, attraverso tecniche di registrazione dei movimenti oculari, che l'occhio di un lettore “normale” (“riga A”, prima riga) si è fissato in questi cinque punti per un tot di tempo. Per essere consapevoli, infatti, bisognerebbe che le fissazioni durassero almeno mezzo secondo. La “riga B” (seconda riga) rappresenta la lettura di un bambino con dislessia: si registrano molte più fissazioni rispetto alla prima riga e il lettore si sofferma di più su ciascun punto (talvolta tornando anche indietro).

Perché uno stato psichico sia oggetto di analisi consapevole, esso deve durare almeno mezzo secondo. Vi sono stati psichici della durata inferiore a mezzo secondo (es. durante la lettura di una riga di un testo: riconoscere lettere, parole, attribuire significato alle parole, ecc.; vedi pag. 17 Cornoldi) ciò significa che l'analisi della mente non può accontentarsi dello studio dell'esperienza cosciente. Attività non consapevoli possono essere definite “precoscienti”, “non coscienti” o “inconsce”.

Vi sono stati che la coscienza fa fatica ad accettare: stati inconsci che influiscono sul nostro comportamento, es. signore autostrada figlio; comandi post-ipnotici (è un tipo di suggestione che viene data al soggetto nel corso della trance, ovvero il momento dell'ipnosi, ma che ha effetto dopo il risveglio da quella trance. Il soggetto tende a dare una spiegazione apparentemente logica al suo comportamento), es. ragazza sigaretta esame.

Struttura, unità e articolazione della psiche

Fino a che punto è possibile che sfere diverse della vita psichica operino indipendentemente tra loro e rimandino a ben differenziate strutture cerebrali? (es. linguaggio/percezione visiva)

Fattori che rendono una ricerca psicologica rilevante

  • Aiuta a capire come funziona la nostra psiche
  • Ha delle conseguenze per l'azione psicologica
  • È metodologicamente inappuntabile (ovvero privo di qualsiasi difetto)
  • Non dice cose note
  • Anche se porta un piccolo contributo di conoscenza, questo rappresenta una novità e può consentire ulteriori sviluppi

Le varie specializzazioni

  • Psicobiologia (o psicologia fisiologica): si occupa delle relazioni tra i processi biologici e il comportamento
  • Psicologia cognitiva: si occupa dei processi mentali (memoria, linguaggio, pensiero, problem solving)
  • Psicologia dello sviluppo: si occupa dello sviluppo dell'essere umano e di come i vari fattori (interni ed esterni) influenzino tale processo nell'arco della vita
  • Psicologia sociale e della personalità: la psicologia della personalità si occupa dei pensieri, delle emozioni e i comportamenti che vanno a definire un determinato stile di personalità individuale, ovvero il personale modo di agire con il mondo; la psicologia sociale si occupa del modo in cui le persone interagiscono con il mondo e indaga su come quest'ultimo influenzi i suoi comportamenti, il suo modo di pensare, ecc.
  • Psicologia clinica e counseling: applica i principi psicologici alla diagnosi e al trattamento di problemi di natura emozionale e comportamentale; il counseling affronta problemi meno “gravi”
  • Psicologia scolastica e psicopedagogia: la prima si occupa dei bambini, del loro apprendimento e dei loro problemi emotivi; la seconda si occupa di formare specialisti in apprendimento e insegnamento
  • Psicologia delle organizzazioni e ingegneristica: la prima si occupa di formare specialisti generalmente impiegati nelle aziende, che hanno il compito di selezionare personale adatto a un determinato impiego, ecc.; la seconda si occupa della relazione tra le persone e le macchine (e di come migliorare tale relazione)

Il passaggio dagli studi filosofici alla psicologia scientifica

Le origini storiche

Le radici della psicologia possono essere rintracciate fin dall'Antica Grecia in grandi filosofi come:

  • Socrate: nel “Menone” offre un esempio brillante e incisivo della cosiddetta “maieutica”, arte consistente nello sviluppare conoscenze e apprendimento a partire dagli elementi che il discente ha a disposizione (tale metodica può essere considerata anticipatrice di modalità significative di apprendimento/insegnamento)
  • Platone: nella “Repubblica” descrive la psiche come un cocchio sottoposto alla pressione di tre istanze: una cosciente e volontaria, il cocchiere, una dipendente dai valori etici e razionali, il cavallo bianco, e una dipendente dagli impulsi, il cavallo nero (paragone “ripreso” da Freud, in termini di Es, Io e Super-Io)
  • Cartesio (che si è occupato del rapporto mente-corpo)
  • Aristotele: scrive “Pery Psiches”, ovvero “Sulla psiche”, un excursus sul funzionamento della psiche; egli dà un contributo anche agli studi sulla memoria, parlando di immagini mentali e modalità di apprendimento per via associativa

Questi filosofi si interrogavano su questioni relative all'esistenza, alla vita interiore, ma anche al mondo che li circondava. Medici come Ippocrate e Galeno cercarono di mettere in relazione il funzionamento fisico con il carattere dell'individuo, distinguendo dunque quattro tipi di personalità: stabile esternalizzante (il sanguigno), instabile esternalizzante (il collerico), stabile internalizzante (il flemmatico), instabile internalizzante (il malinconico).

Una tappa fondamentale verso la nascita della psicologia scientifica è rappresentata dall'empirismo inglese. Esponenti principali: Thomas Hobbes (homo homini lupus), David Hume e John Locke; quest'ultimo è considerato il padre dell'empirismo.

Il termine empirismo deriva dal greco “empiria”, ovvero esperienza: si tratta infatti di una corrente filosofica che sosteneva che le conoscenze dell'individuo derivino dall'esperienza; la mente è una “tabula rasa” che si riempie con la maturazione dell'individuo, attraverso, dunque, l'esperienza. In netta contrapposizione con l'innatismo: innatismo vs empirismo, dibattito natura – ambiente: le capacità umane sono innate o acquisite con l'esperienza? Prospettiva naturalistica (secondo la quale gli esseri umani vengono al mondo con un patrimonio innato di conoscenza e comprensione della realtà) vs. prospettiva esperienziale.

La rappresentazione che si va a creare ha delle proprietà sue, non è qualcosa di oggettivo; tanto più si verbalizza la rappresentazione, tanto più è difficile vedere un altro elemento (in caso di immagine ambigua). L'empirismo si basa su principi associazionisti. Proprio per questo da tale corrente filosofica è nato l'associazionismo, una corrente di pensiero che ritiene che la conoscenza si basi su un principio di associazione tra idee, ovvero un'associazione tra due stati mentali; il principio fondamentale per la formazione di un'associazione è la contiguità temporale: due eventi sperimentati in prossimità temporale tendono ad essere associati; tale associazione è favorita anche da altri elementi, quali il rapporto di similarità, di causalità, ecc. tra di essi.

Oggigiorno non si discute più sul fatto che sia predominante il fattore biologico o quello esperienziale, bensì si sostiene che essi coesistano e si tenta di scoprire come queste due componenti possano “dialogare”.

Contributo rivoluzionario: l'evoluzionismo darwiniano

Tema dell'evoluzione: in che misura comprendere come funziona l'animale sia funzionale a comprendere come funziona l'uomo? Molti non sono d'accordo a paragonare l'essere umano e l'animale (soprattutto chi sostiene una posizione “spiritualistica”, filosofia secondo cui l'uomo è puro spirito, diverso dalla scimmia), oppure altri non sono d'accordo riguardo al paragone uomo/bambino.

La pubblicazione dell'opera “On the origin of species” (Sull'origine della specie) nel 1859 da parte di Charles Darwin rappresenta un evento fondamentale nella storia della biologia, della scienza in generale, ma anche della psicologia (influenza correnti come funzionalismo). In quest'opera, Darwin spiegava la sua teoria dell'evoluzione, riportandovi le osservazioni che egli stesso aveva compiuto durante una spedizione, secondo cui gruppi di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che venne reso noto per la prima volta a un pubblico non specialistico proprio grazie a questo libro.

Secondo la sua teoria, in netta contrapposizione con il creazionismo, che ritiene le specie come il frutto della creazione di Dio e quindi perfette e immutabili, gli individui di una popolazione sono in competizione fra loro per le risorse naturali; in questa lotta per la sopravvivenza, l'ambiente opera una selezione, detta selezione naturale. Con la selezione naturale vengono eliminati gli individui più deboli, cioè quelli che, per le loro caratteristiche, sono meno adatti a sopravvivere a determinate condizioni ambientali; solo i più adatti sopravvivono e trasmettono i loro caratteri ai figli.

I punti principali su cui è basata la teoria evoluzionistica di Darwin sono: variabilità dei caratteri, eredità dei caratteri innati, adattamento all'ambiente, lotta per la sopravvivenza, selezione naturale ed isolamento geografico.

Il successo della teoria evoluzionista di Darwin e in generale delle scienze naturali portò un atteggiamento ottimistico nei confronti del progresso e delle potenzialità della scienza, da qui, il “positivismo” (maggior esponente: August Comte, il quale, considerato il fondatore della sociologia, elabora la legge dei tre stadi, che rappresenta la linea obbligata di progresso che percorre la società umana).

La Germania prima di Wundt

Per quanto sviluppi importanti per la psicologia si fossero verificati anche in altre nazioni europee, fu in Germania e in Austria che si crearono le premesse per un'“esplosione” della riflessione psicologica. La cultura tedesca aveva manifestato interessi psicologici già dal '700, quando il filosofo tedesco Christian Wolff scrisse per la prima volta un'opera il cui titolo include il termine “psicologia”.

Più famosi di quest'ultimo furono certamente filosofi come Immanuel Kant e Johann Friedrich Herbart, ma anche medici e fisiologi come Helmholtz, che divenne famoso per gli studi sulla percezione del colore e sulla velocità di trasmissione dell'impulso nervoso, e Theodor Fechner, che è considerato il padre della moderna psicofisica (a lui viene fatta risalire la “legge sulla costanza della soglia differenziale”, conosciuta anche come “Legge di Weber-Fechner”; questa legge sostiene che per avvertire la differenza fra due quantità della stessa natura, occorre che fra le due ci sia una differenza minima che non si definisce in valore assoluto, ma in valore proporzionale alla quantità interessata. Questa legge ha un'importanza fondamentale in ambito psicologico, perché mette in luce la possibilità che si ritrovino regole chiare del funzionamento psichico e che queste possano essere scritte usando i numeri.

La nascita della psicologia scientifica

XIX secolo: quando nel 1879 Wilhelm Wundt fondò il primo laboratorio di psicologia presso l'Università di Lipsia in Germania (perché ritiene che mente e comportamento possano essere soggetti ad analisi scientifiche proprio come gli elementi e i fenomeni naturali). Oggetto di studio: percezione sensoriale (attenzione, memoria ed emozioni, ma in particolar modo alla vista).

Metodo di indagine: introspezione (=osservazione e registrazione dell'esperienza conscia di un individuo; egli conferisce una nuova dimensione al concetto, poiché ritiene che la sola autosservazione non basti; egli varia le dimensioni fisiche degli stimoli, es. aumenta intensità, per vedere come, in relazione alla modifica apportata, cambi l'esperienza conscia) presenta dei limiti (es. persone presentano risposte molto differenti in risposta a semplici esperienze sensoriali).

La psicologia scientifica in Italia

Nata inizialmente come riflessione filosofica, la psicologia trova poi applicazione in ambito accademico e, soltanto nel 1905, con il primo congresso internazionale di Psicologia tenutosi a Roma, acquisisce una rilevanza propria. In Italia già dalla fine dell'Ottocento avevano cominciato a essere create cattedre e piccoli istituti di psicologia.

Il primo laboratorio psicologico aperto in Italia fu quello aperto da Giuseppe Sergi a Roma nel 1889 (100 anni dopo quello di Lipsia fondato da Wundt!); altre sedi importanti furono quelle di Torino (con Federico Kiesow), di Padova (con Vittorio Benussi) e di Milano (con l'Università Cattolica fondata da padre Agostino Gemelli).

Nel 1910 nascono la Società italiana di Psicologia (1910), con un relativo congresso (1911), e la SPI (Società Psicoanalitica Italiana, fondata nel 1921 e rifondata nel 1932). Altre figure di rilievo furono poi Maria Montessori, che nel 1907 fondò un istituto a Roma denominato “La casa dei bambini”, che ospitava i piccoli dai 3 ai 6 anni, e Cesare Lombroso che riprese l'antica idea di associare caratteristiche somatiche a caratteristiche della personalità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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