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Psicologia generale

Psicologia evoluzionistica

Il suo ruolo ed obiettivo è quello di comprendere (in modo evoluzionistico) i meccanismi del cervello e della mente. Per far ciò essa mette insieme i risultati ottenuti in diversi settori: apprendimento, memoria, attenzione, emozioni, percezioni, conflitti, cooperazione, etica moralità, impegno nelle relazioni, cultura e coscienza.

La mente

Essa ha a che fare con la soggettività (motivo per cui si pensava che la psicologia non fosse una scienza pura), ma per studiarla in maniera scientifica ci si basa su ciò che è ritenuto oggettivo (ovvero ciò che posso misurare, controllare e riprodurre).

Comportamentismo

Mi baso sul comportamento e lo studio attraverso:

  • Livello epistemologico: il quale rende lo studio scientifico attraverso uno studio approfondito delle modalità utilizzate per ottenere informazioni sull’oggetto studiato.
  • Livello ontologico: è l’oggetto di studio in sé, la natura delle cose che studierò.

La percezione

Essa è legata ai diversi organi di senso (vista, udito, gusto, tatto, olfatto), i quali informano i sistemi neurali per l’elaborazione dell’informazione (es. arrosto naso olfatto cervello → buono).

Percezione visiva

Realtà fisica: si crea quando un oggetto stimola i nostri organi di senso, è quindi qualcosa che può essere stimolato (es. radiazioni elettromagnetiche).

Realtà fenomenica: sono eventi mentali che nascono dalla nostra soggettività.

"Realismo ingenuo": Che rapporto c’è tra le due? Secondo il realismo ingenuo esiste una realtà dove realtà fisica e fenomenica coincidono. Secondo tale tesi, l’osservazione più ovvia è quella secondo la quale le illusioni ottico-geometriche costituiscono una prova della falsità di tali credenze (es. Illusione di Munsterberg e Illusione Hering: ci fanno capire che la percezione visiva non è un ingenuo rispecchiamento della realtà fisica).

Finestra sensoriale

In natura vi sono diverse lunghezze d’onda, ma l’uomo può percepire solamente quelle che vanno dai 400 ai 700 nanometri (nm), infatti noi non siamo in grado di percepire l’intera gamma di onde contenute all’interno dello spettro visivo.

La nicchia ecologica dipende dall’essere vivente che si sta osservando, infatti i sistemi sensoriali si sono evoluti allo scopo di guidare il comportamento (non si è però sviluppata una conoscenza oggettiva, ma un insieme di informazioni specifiche utili all’organismo per sopravvivere).

Studi sulla percezione visiva

Top Down

Studio dei processi dall’alto verso il basso, dove il Top rappresenta noi e il Down l’ambiente circostante. Ciò che conta siamo infatti noi che, guidati da nostri desideri e aspettative o credenze, abbiamo un percetto dell’ambiente. Il Top sottolinea quindi la soggettività (e si focalizza su ciò che io so di una persona: cattivo, buono, maleducato), mentre il Down è semplicemente la base oggettiva.

Questa strategia parte dall’obiettivo di analizzare, creando così una strategia adatta al raggiungimento dell’obiettivo stesso: in questo modo essa valorizza il perché, scaturendo il come (ovvero come perché analizzo, e come devo fare per analizzare in maniera corretta).

Percetto: visione fenomenica dell’ambiente o di un oggetto (es. ragazzo brutto con gli occhiali, ma simpatico e gentile di cui sono innamorata: non lo vedo come brutto, ma come un principe).

Bottom Up

Analisi dei processi dal basso verso l’alto, dove ciò che conta è la configurazione (ovvero l’organizzazione interna degli stimoli sensoriali). In base a come l’ambiente si manifesta io costruisco un determinato percetto, quindi la natura dello stimolo oggettivo in ingresso guiderà la costruzione del percetto soggettivo.

Questo sistema si può rappresentare attraverso l’immagine di una freccia, dove la coda è il Bottom (ovvero la parte bassa, la situazione iniziale), mentre la punta è l'Up (ovvero la parte alta, raggiunta attraverso un percorso sequenziale suddiviso in passaggi successivi).

Top Down: un sistema viene suddiviso in tanti piccoli problemi risolvibili.

Bottom Up: percorso unico e sequenziale per il raggiungimento dell’obiettivo.

Il Top Down è un sistema soggettivo?

In questo metodo di studio apparentemente vi è un approccio soggettivo, ma in realtà non è così, in quanto tutti analizzando la realtà vanno incontro a delle illusioni ottiche, e ciò è dovuto alla presenza di alcune leggi universali che ci guidano alla costruzione del percetto (legge della vicinanza, legge della chiusura...)

  • Legge della vicinanza: le parti di un insieme percettivo vengono raccolte in unità conformi alla minima distanza, a parità di altre condizioni. Quindi tendiamo a vedere elementi di uno stimolo tra loro vicini, come parti dello stesso oggetto e quelli distanti come parti di oggetti differenti.
  • Legge della chiusura: tendiamo a vedere le forme come delimitate da un contorno continuo ed ad ignorare le eventuali interruzioni di continuità.
  • Legge della continuità: tendiamo a riunire i segmenti di due linee che si intersecano, in modo da formare linee il più possibile continue, col minimo cambiamento di direzione. In questa maniera il mio percetto è dato dal totale, che vale più delle singole parti.

Teoria della Gestalt

Teoria secondo la quale la percezione è un processo primario, cioè non mediato, quindi è tutto nello stimolo in quanto la percezione è diretta.

Legge del destino comune o somiglianza del comportamento: elementi visivi che sembrano spostarsi insieme vengono raggruppati insieme.

Cosa significa passare ad una prospettiva Top Down?

Esempio: stiamo aspettando un’amica fuori dal cinema, il film è già iniziato e lei è in ritardo. Noi siamo in ansia nell’aspettare e quindi compiamo un errore percettivo, ovvero scambiamo tutte le persone per lei. Ciò capita a causa dei nostri stimoli e desideri (in questo caso vi è la voglia di vedere il film): costruiamo un percetto della realtà, partendo dai nostri stimoli, quindi creiamo una percezione costruttiva.

Questa teoria è però stata molto criticata in quanto tiene molto conto della soggettività (dovuta alla forte influenza delle emozioni).

Psicologia della Gestalt (della forma)

Studio delle leggi relative all’organizzazione percettiva che non dipende dall’elaborazione delle singole componenti, bensì dall’insieme percettivo. In questo modo il percetto appare organizzato ed ordinato.

  • Importanza dell’articolazione figura/sfondo: l’uomo tende a dare maggiore importanza ad alcuni elementi di una figura, piuttosto che ad altri. In questo modo una parte viene identificata come figura, mentre l’altra di minore interesse diviene lo sfondo. Il problema è che l’uomo non è in grado di vederle contemporaneamente.

La teoria della Gestalt è la più significativa teoria nata dal paradigma di ricerca del Bottom Up: essa evidenzia l’idea che il mondo, in cui l’uomo è in grado di vedere diverse parti, non è una somma arbitrale di elementi, bensì un processo in cui la configurazione globale esercita un ruolo determinante.

Semplificando: è una "legge di buona forma", ovvero una legge che ci permette di dare forma ai singoli elementi che caratterizzano la nostra configurazione del mondo.

È inoltre importante ricordare che il percetto ricevuto dal nostro cervello non rappresenta semplicemente la forma delle cose, perché l’uomo è sempre sottoposto ad uno stato emozionale più o meno evidente (non vi è mai neutralità che rappresenti semplicemente la forma).

La percezione e come avviene

Percezione consapevole - (percezione visiva)

Percezione inconsapevole - legata al Priming (ovvero una forma di riconoscimento mnemonico involontario).

Effetto Priming: deriva dalla psicologia cognitiva e consiste in una situazione in cui l’uomo è sottoposto ad uno stimolo sensoriale a cui si è già stati esposti in passato. In sostanza si ha l’attivazione di determinate rappresentazioni mentali prima di compiere un’attività.

Il Priming quindi si avvale dell’euristica del riconoscimento, secondo la quale ogni notizia è memorizzata all’interno dello schema mentale costruito nel tempo, collegando ad essa altre informazioni ricevute.

Sistemi celebrali visivi

  • L’occhio: sistema ottico che forma e proietta le immagini su una superficie sensibile.
  • La retina: è la superficie sensibile che riceve il messaggio, fa una prima elaborazione ed invia le informazioni ai centri superiori. Essa è costituita da due fotorecettori: i coni (più sensibili, permettono di vedere i dettagli e sono usati per guardare la luce diurna e quella artificiale) e i bastoncelli (consentono di vedere anche di notte), i quali sono complementari, ma non permettono di distinguere i colori.
  • Il cervello: elaboratore dei dati, che forma l’immagine definitiva.

Remote sensing: consente di percepire le informazioni a grande distanza, senza trovarsi a contatto immediato con uno stimolo per poterlo elaborare.

Elaborazione controlaterale: ci permette di elaborare con il mondo: ad esempio se alzo il braccio destro, in realtà a comandare quell’azione vi è un’area motoria dell’emisfero sinistro. È come se quando io percepisco una sensazione nell’emisfero sinistro, ma l’immagine viene proiettata in quello destro. La stessa cosa accade nella visione del mondo.

L’uomo ha un campo visivo sinistro ed uno destro, ognuno dei quali è diviso in due parti: la zona nasale (dividendo l’occhio a metà, è la parte interna che va verso il naso) e la zona temporale (è la parte esterna dell’occhio, che va verso l’orecchio).

Le informazioni (ovvero gli stimoli) della parte nasale (quindi la parte interna) subiscono un’inversione controlaterale in una struttura neutrale chiamata “Chiasmo ottico”. Quella della parte temporale invece sono dette ipsilaterali, in quanto rimangono nello stesso lato dell’elaborazione.

  • Tutte le informazioni del campo visivo di sinistra, vengono elaborate dall’emisfero destro attraverso l’incrocio dei nervi ottici.
  • Le informazioni passano nel nucleo genicolato laterale, per essere proiettate a livello della corteccia visiva primaria o delle strutture sottocorticali (strutture responsabili della forma di percezione Blindsight).

Per ricapitolare: la corteccia visiva primaria (V1) è localizzata intorno e nella scissura calcarina del lobo occipitale; ogni area V1 dell’emisfero di ogni lato riceve informazioni direttamente dal proprio corpo genicolato laterale ipsilaterale.

I problemi visivi

Ci sono persone che non hanno nessun tipo di problema alla retina e hanno integre tutte le strutture periferiche, ma hanno un problema a livello della corteccia visiva, per cui possono succedere una serie di cose:

  • Lesione locale, in cui c’è un’area cieca (tutti abbiamo due aree cieche, ma il cervello compensa).
  • Lesione di metà campo.
  • Lesione di un quarto del campo.

Una persona con questi problemi, di conseguenza non ha più un forte campo visivo e non è più in grado di costruirsi un percetto.

Prosopoagnosia (tipica dei cani): incapacità di riconoscere correttamente i volti, ma di vedere tutto il resto (colori, forme).

Teoria di specializzazione funzionale

I sistemi celebrali visivi sono sistemi altamente specializzati, all’interno dei quali singoli neuroni sono organizzati in “assemblee neurali” che hanno un’alta specificità (cioè ognuna tratta specifiche informazioni visive, ma non altre).

Nella corteccia celebrale si parla dunque di “specialità di dominio”: colori, forme e movimento vengono elaborate in aree distinte.

Funzionamento mente/cervello

(1982, Ungerleider e Mishkin ipotizzano l’esistenza di vie visive anatomicamente diverse)

Via dorsale (Via del Where)

È una via che si dice “occipitoparietale”, che parte dai lobi parietali e proietta le informazioni a livello della corteccia parietale. È la parte più alta, parte dalla V1 (parte della corteccia primaria) ed arriva al lobo parietale. È per lo più implicata nell’elaborazione della posizione spaziale: localizza dove si trova un oggetto nello spazio.

Via centrale (Via del What)

È una via che si definisce “occipotemporale”, che coinvolge le aree visive e le aree temporali. È l’area più bassa che va verso il ventre: parte da V1 ed arriva al lobo temporale. È responsabile dell’analisi degli attributi “non spaziali” degli oggetti e permette di riconoscere un oggetto in quanto tale. Quest’area è strettamente legata con la memoria a lungo termine (magazzino delle conoscenze del mondo).

Queste due vie lavorano in parallelo, ad esempio “io riconosco una bottiglia” (What is it?) e “la afferro” (Where is it?).

1992, Goodale e Milner presentano una nuova prospettiva

Essi concordano sull’esistenza di queste due vie parallele ed indipendenti tra loro, ma specificano che queste due vie analizzano lo stesso materiale visivo per scopi differenti: in questo modo “where” e “what” scompaiono.

  • Via dorsale (non consapevole e legata al Bottom Up): è la via che prende il nome di “percezione per l’azione” e che permette di programmare la mia azione in relazione al mio costrutto percettivo (se una bottiglia è troppo distante, non mi avvicino per afferrarla perché non arrivo). Quest’azione è anche detta egocentrica, in quanto l’uomo è soggetto e protagonista.
  • Via ventrale (consapevole, in quanto legata alla memoria ed al riconoscimento, Top Down): è la via della “percezione per il riconoscimento”.

Doppia dissociazione: descrive due sistemi indispensabili, ma indipendenti l’uno dall’altro, che interagiscono tra loro pur essendo funzioni specialistiche differenti (in mancanza di una l’altra può avvenire ugualmente). Si ha un quadro neuropsicologico, cioè un quadro di persone che hanno problemi specifici a certe aree del cervello.

Si chiama in questo modo, in quanto dati due gruppi di persone (gruppo 1 e gruppo 2) si nota ciò:

  • Compito A: riconosco una bottiglietta (via ventrale)
  • Compito B: afferro la bottiglietta (via dorsale)

Atassia ottica

  • Gruppo 1: Compito A permesso, ma Compito B impossibile, a causa dell’atassia ottica (disturbo neuropsicologico: lesione alla via dorsale che porta ad avere grandi difficoltà ad interagire con i nostri giudizi percettivi, come l’orientamento). [Io so cosa è una bottiglia e la riconosco, ma non riesco ad afferrarla]

Agnosia visiva

  • Gruppo 2: Compito A impossibile, ma Compito B permesso, a causa dell’agnosia visiva (disturbo neuropsicologico: lesione alla via ventrale che porta a grandi deficit nei giudizi percettivi, per la quale non si è in grado di riconoscere le caratteristiche di un oggetto, pur conoscendolo). [Io so cosa è una bottiglia, ma non riesco a riconoscerla]

L’illusione dei cerchi

Due dischi uguali vengono giudicati di dimensioni diverse, tuttavia solo attraverso il gesto di prensione (afferro l’oggetto con pollice ed indice) è possibile comprendere la loro vera grandezza. L’illusione è dunque causata dalla via ventrale, la quale ingannata, mal interpreta gli attributi degli oggetti.

Blindsight (visione cieca parziale o totale)

Ne soffre chi ha un danno celebrale alla corteccia primaria V1. Il suo apparato periferico è dunque intatto, ma a causa dei problemi alle strutture occipitali non possono vedere il mondo.

La memoria

La nostra conoscenza è dovuta alla nostra memoria a lungo termine, mentre la nostra psicologia è legata alla memoria a breve termine.

  • Effetto frequenza: manifestazione della memoria a lungo termine (Essa dona la capacità di acquisire informazioni e recuperarle nel corso del tempo).
  • Effetto recenza: manifestazione empirica della memoria a breve termine.
  • Effetto Plateaux: vi è un problema di interferenza, ci sono parole inutili che interferiscono nei nostri pensieri.

Modello multimagazzino di Atkinson e Shiffrin (1968)

Ci sono dei processi trasversali sia della memoria a breve che a lungo termine:

Codifica: processo attraverso il quale transformi...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Adenzato Mauro.
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