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Osservazioni complessive

Eco “critica” indirettamente Weaver > anche a causa del sistema editoriale inglese.

  • Riprodurre stesso effetto è in stretto contatto con il concetto di compensare rifacendo.
  • Una traduzione è considerata tale se rispetta la condizione di reversibilità, che va negoziata, ovvero a volte è possibile il rifacimento che compensa in punti critici, ma l’importante è la reversibilità dell’effetto del senso generale e oltre l’aspetto linguistico.
  • È bene andare verso la cultura.
  • Idea di Eco su Schleiermacher e la sua posizione > non si possono intraprendere entrambe le vie contemporaneamente: scelta una, la si percorre fino alla fine. Sennò si rischia di perdere sia lo scrittore che il lettore.
  • Testo fonte (TP) testo foce (TA); testo foce > delta VS estuario.
  • Estuario > traduzione si allarga a imbuto.
  • Delta > testi che si ramificano in molte traduzioni.
  • Eco, nella prima parte, prende per fare i suoi esempi Altavista, sistema di traduzione automatica, per parlare di equivalenza/sinonimia e dell’importanza del contesto, brano Bibbia.
  • Le traduzioni di uno stesso TP contribuiscono a vedere quest’ultimo sotto punti di vista diversi.
  • Il primo autore moderno a porsi il problema dell’effetto da provocare = Edgar Allan Poe.
  • Per definizione > la poesia è intraducibile, ma ciò è un esempio per ogni traduzione in prosa: mantenere sì il contenuto, ma anche dare importanza alla manifestazione lineare.
  • Tutto all’insegna della negoziazione:
    • Con scelte traduttive.
    • Con editore.
    • Con autore, spesso ormai morto.

Introduzione

> Non tanto all’autore, quanto fedeltà al testo.

Un’apparente infedeltà è una fedeltà ➔ → fedele al senso, non alle parole.

Capitolo 1 Altavista

Equivalenza referenziale non coincide con equivalenza connotativa = modo in cui le parole/espressioni stimolano nella mente dei lettori/ascoltatori stesse associazioni/reazioni emotive ➔ diverso effetto usando parole diverse che consideriamo sinonimi.

Sinonimia > 2 parole con stesso significato.

Omonimia > 1 parola che ha 2 significati diversi ➔ scelta sinonimo rispetto a un altro varia a seconda del contesto > no sinonimia “secca” (= perfetta).

Capitolo 2 Dal sistema al testo

→ Ogni lingua ha una propria visione del mondo: la traduzione non avviene tra sistemi, bensì tra testi.

Indeterminatezza della traduzione > basata su ipotesi/teorie analitiche di una realtà che non si conosce.

La traduzione riguarda mondi possibili > a volte bisogna fare delle ipotesi per capire il significato di una parola in un determinato contesto ➔ dipende da come quella lingua categorizza il proprio mondo, es. rapporti di parentela.

Pertanto, i sistemi linguistici sono comparabili e le ambiguità si possono risolvere quando si traducono testi.

La semiotica di Hjelmslev

La semiotica di Hjelmslev > continuum/materia = 2 piani.

  • Dell’espressione:
    • Forma = fonologia, lessico, morfologia, sintassi.
    • Sostanza = cosa concreta che si realizza, espressioni materiali, es. righe che si scrivono; diversi tipi, anche per linguaggi non verbali, modo in cui si dicono le frasi, es. dialetto, comicità, rabbia…
  • Del contenuto:
    • Forma = es. pecora vs. capra; cavallo vs. cavalla.
    • Sostanza = ciò di cui parla un’espressione/sostanza dell’espressione, o senso della forma di contenuto; disambigua la forma del contenuto.

In poesia è l’espressione che detta legge al contenuto, in prosa viceversa.

La lingua dà ordine alla materia “primordiale”.

Sistema vs. testo

  • Sistema = langue = ideale; strutture della lingua, linguista solo forma.
  • Testo = parole = nel concreto; emissioni foniche/grafiche = sostanza attuata.

Manifestazione lineare vs. senso del testo = sentire vs. ascoltare = senso letterale vs. senso più profondo.

  • Manifestazione lineare:
    • Sul piano dell’espressione.
    • Anche la punteggiatura può influire > sostanze non linguistiche, es. virgolette per dialoghi, quando si aprono/chiudono.
    • Può influenzare il senso, contenuto del testo, es. topo vs. sorcio.
  • Senso del testo > ciò che capisco dalla manifestazione lineare + conoscenze enciclopediche.

Dall’intreccio capiamo la fabula.

Diamo per scontate le azioni (= ordine cronologico di azioni/eventi).

  1. Ricostruzione piccoli riassunti di quanto appreso, proposizioni.
  2. Più avanti con la lettura iperproposizione (= insieme, riassunto delle proposizioni) – capisco cos’è il superfluo e cosa il profondo.
  3. Alla fine individuo:
    • Caratteristiche personaggi.
    • Opponente, antagonista.
    • Adiuvante, buono che aiuta protagonista.

Scommessa interpretativa sul senso e il significato che abbia un testo = fondamentale per decisioni traduttive.

Capitolo 3 Reversibilità ed effetto

Traduzione ideale = TP è traduzione TA se ritraducendo il TA in TP il senso del testo rimane in qualche modo invariato.

➔ Così non accade con intersemiotica > per questo Eco non usa per quella la parola “traduzione” = se converto poesia in musica e poi tento di riconvertire la musica in poesia, si otterrà il nulla.

Reversibilità = se riconverto il testo, la reversibilità perfetta dovrebbe far sì che il TP, ritradotto da TA, risulti simile a TP originale, in:

  • Contenuto.
  • Stile.
  • Livello grafico, es. punteggiatura.

Il TA dev’essere in questo fedele al TP.

➔ La reversibilità non è una misura binaria, o c’è o non c’è, → gradazioni (= continuum).

  • Reversibilità massima > fedeltà.
  • Reversibilità minima → reversibilità = continuum dipende dal tipo di testo.
  • Se semplice o più specifico > + ottimale = + semplice la reversibilità.
  • Se romanzo o poesia > facile ottenere reversibilità ottimale.

Attenzione ai modi di dire = reversibilità ottimale se tradotti per il senso e non alla lettera.

Importante > riprodurre lo stesso effetto = equivalenza funzionale o skopostheory = uguaglianza del valore di scambio > entità negoziabile.

  • Perdita/guadagno > a volte bisogna scegliere cosa è importante tenere e cosa si può tralasciare se ci sono problemi di cultura = es. chaumière (= trovare caratteristiche più importanti per il contesto); → produrre l’effetto.

Capitolo 4 Significato, interpretazione e negoziazione

→ Peirce interpretante ➔ altra rappresentazione dello stesso oggetto.

➔ → Es. anche una risata = energetic interpretant, interpretazione di una battuta spiritosa.

Per capire e stabilire il significato di un segno bisogna sostituirlo con un altro segno, anche non verbale es. disegno, a sua volta interpretabile da un altro segno. E così via all’infinito.

L’interpretazione diventa segno > il segno diventa interpretante.

Interpretante finale = effetto finale e senso profondo di un testo.

Massima pragmatica = un oggetto può avere più effetti (= la nostra concezione di quegli effetti e modi per essere espresso! nostra concezione totale dell’oggetto).

Una traduzione è un’interpretazione → ma non sempre viceversa, es. risata conseguente allo scherzo: se non traduco la battuta e dico solo che ha fatto ridere, non esplicito il contenuto della stessa.

L’interpretazione dà informazioni sulla parola, fa sapere qualcosa in più, ma non basta interpretare per saper tradurre.

Interpretare = fare una scommessa sul senso del testo.

Tipi cognitivi vs. contenuto nucleare

  • Tipi cognitivi = non fisici; schemi mentali in base ai quali capiamo la realtà, es. capisco che un oggetto è un gatto e non un cane. Non possiamo conoscere gli schemi degli altri, se essi non interpretano la parola “topo” con spiegazione, disegno, indicazione fisica dell’oggetto…
  • Contenuto nucleare = fisico, concreto: conosciamo gli interpretanti usati da qualcuno per spiegare un oggetto. Cosa fornisce? Nozioni minime per capire il significato dell’oggetto e la sua espressione linguistica.

Negoziare contenuto nucleare di un termine = decidere quali proprietà debbano essere considerate contestualmente accidentali e si possano narcotizzare.

Contenuto molare = conoscenza più allargata dell’oggetto > amplificazione nozionistica del termine contenuto nucleare.

Contenuto nucleare vs. contenuto molare

  • Contenuto nucleare = conoscenza base comune a tutti.
  • Contenuto molare = conoscenze specifiche professionali, più o meno enciclopedia.

Quando traduco non dico mai la stessa cosa = escludo sempre qualche conseguenza del termine originale, es. chaumière.

Capitolo 5 Perdite e compensazioni

Perdite

  • Assolute = impossibile tradurre, es. giochi di parole → note a piè pagina = sconfitta traduttore; possono essere accordate tra autore e traduttore.
  • Parziali = usare interventi di compensazione.

Non arricchire troppo i testi (TA): se arricchisci troppo = bel testo di per sé, ma non buona traduzione.

Tendenza in traduzione > chiarificare ciò che non è chiaro nel TP; più superficiale.

TA migliorano TP? Casi:

  1. Miglioramenti che derivano da scelta letterale obbligatoria.
  2. Traduzione femminista > arricchimento più o meno lecito o rifacimento parziale? Translation by accretion = resa complessiva di tutti i significati di un termine, esplicitamente e ambigua → rifacimento o nuova opera.
    • Se gioco è scoperto = il lettore sa che si trova davanti a un rifacimento → traduzione apprezzata più dell’originale.
    • Se gioco è coperto = arbitrio, in termini legali, nei confronti del lettore.
  3. Traduttore perde qualcosa per svista = guadagna qualcos’altro.

Ma in generale = un traduttore non deve cercare di migliorare il TP!

Rifacimenti parziali (o locali) = compensare rifacendo, vs. rifacimento radicale.

Es. in italiano un personaggio ha l’accento inglese → come fa traduttore inglese a riprodurre lo stesso effetto? Se ci sono riferimenti culturali che dicono che il personaggio non può cambiare nazionalità.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dariavianello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teoria della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Perego Elisa.
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