Cap. 1 Teoria della misura della diseguaglianza
(Distribuz. del reddito) Fenomeno complesso che dipende da molti fattori. Si distingue una distribuzione primaria dei fattori produttivi (terra, capitale e lavoro che danno luogo a Sa, St. I, profitti, rendite - teoria neoclassica) e successivamente: problemi della domanda, offerta, scarsità delle risorse e massimizzazione dell’utile (teoria moderna).
Una distribuzione secondaria o personale che riguarda la ripartiz. del reddito (flusso) e della ricchezza (stock) con riferimento ai soggetti che fanno parte di una società (individui o famiglie). Differenze fra le due distribuzioni:
- Differenze fra i diversi tipi di reddito e anche in una stessa categoria.
- Ogni individuo riceve diversi tipi di reddito.
- Stato e istituzioni che influiscono con imposte, fondi pensione….
- Trasferimenti tra vivi ed eredità.
- Differenze negli ambienti familiari e sociali.
Questioni di metodo
- Il benessere di un soggetto può essere rappresentato dal reddito, consumo, altre grandezze.
- Quale unità di tempo?: settimana, anno, ciclo vitale.
- Quale unità di riferimento?: individuo o famiglia.
- Come rendere omogeneo il confronto tra nuclei familiari con diverse caratteristiche?
Reddito = flusso che deriva da uno stock di ricchezza in un certo intervallo di tempo.
Ricchezza: capitale reale (case, terreni, beni durevoli che producono reddito sotto forma monetaria e non monetaria), capitale finanziario (azioni, obbl., c/c. che producono reddito monetario), capitale umano (conoscenze) che producono reddito monetario e non (benessere da tempo libero…).
Reddito entrata (Simons): ammontare che un individuo potrebbe consumare in un dato periodo senza modificare la ricchezza posseduta. Esso comprende guadagni e perdite in conto capitale, fringe benefits, rendite imputate (casa di abitazione..), lavoro non pagato (autoproduzione, lavoro casalingo..), trasferimenti pubblici in natura: sanità, scuole.
Consumo riferito a tutta la vita - Friedman: teoria del reddito permanente: una persona sceglie il profilo del consumo tenendo conto dei redditi di tutta la vita. Il consumo è indice del benessere medio di un individuo.
Patrimonio fornisce benessere attraverso il flusso di reddito monetario e non, ma anche attraverso il maggior senso di sicurezza e il prestigio sociale che fornisce (l’ISE = indicatore della situazione economica, è una combinazione di reddito e patrimonio) ISE = (reddito + 0,2 patrimonio) / scala di equivalenza ISE (scala ISE: S = N0,65).
Functionings e capabilities (Sen-1980).
Functionings = vettore dei funzionamenti è l’insieme delle azioni e condizioni che caratterizzano la sua vita: essere in buona salute, saper leggere…
Capabilities = insieme dei vettori di funzionamenti alternativi che un individuo ha a disposizione tra i quali può scegliere (un malato ha capacità limitate..).
Unità di tempo
Unità di tempo (settimana, mese, anno, vita).
Analisi statica (cross-section) rileva redditi sino ad un anno.
Analisi “life-cycle” rileva redditi nel corso dell’intera vita.
Unità di riferimento
Unità di riferimento: è preferibile la famiglia perché: la famiglia è essenziale nelle fasi iniziale e finale del ciclo vitale; l’organizzazione in una famiglia consente economie di scala (abitaz…); il riferimento al solo individuo escluderebbe bambini e casalinghe con reddito nullo.
La famiglia può essere anagrafica o in senso esteso (comprendente tutti i conviventi).
Scale di equivalenza: coefficienti che correggono le diversità tra i membri nella famiglia e tra le diverse famiglie (rendono cioè comparabili i redditi di famiglie con struttura diversa).
Il reddito familiare diviso il coefficiente determina il reddito equivalente.
Scala di equivalenza = rapporto fra il costo sostenuto da una famiglia con certe caratteristiche demografiche per raggiungere un certo tenore di vita e il costo sostenuto da una famiglia di riferimento per raggiungere lo stesso livello di benessere.
Scale di equivalenza econometriche stimate su dati campionari e basate sul consumo.
Scala di Engel: famiglie di diversa composizione hanno lo stesso tenore di vita se spendono un’uguale quota di spesa totale nell’acquisto di generi alimentari. Tale % di spesa decresce all’aumentare del reddito, aumenta all’aumentare del numero dei componenti. È quindi un indicatore indiretto del tenore di vita.
Scala Carbonaro usata dall’ISTAT (famiglia di 1 componente coeff. 1 – 2 comp.: 1,669; 3 comp: 2,229 – 4 comp: 2,725 – 5 comp: 3,180 – 6 comp.: 3,589 – 7 comp.: 4,008).
Scala di Rothbarth: due famiglie diverse godono dello stesso livello di benessere se spendono un ugual importo per più beni consumati solo dagli adulti (tabacco, alcolici, teatro…).
Scale costruite sul comportamento complessivo di spesa (sulla base di famiglie che raggiungono un uguale livello di utilità).
Scale di equivalenza soggettive. Ad es. si richiede alla famiglia se considera il suo reddito mensile insuff., insuff., suff., buono, cattivo.
Scale di equivalenza desunte da minimi nutrizionali. Per ogni tipo di famiglia si costruisce un paniere di beni e servizi che danno lo stesso benessere.
Scale di equivalenza pragmatiche. Sono molto semplici. Scala OCSE (capofamiglia = 1 – coniuge e familiari > 14 anni = 0,70 – figli con meno di 14 anni = 0,50). Scala OCSE modificata: (1 – 0,50 – 0,30). θS = N.
Altro metodo: convertire il reddito monetario in reddito equivalente sulla base della funzione: N = numero componenti della famiglia; θ = fattore di correzione del reddito, compreso tra 0 e 1.
Il reddito equivalente si ottiene dividendo il reddito monetario per S (scala ISE - scala Buhmann..).
Quanto θ è maggiore, tanto minori sono le economie di scala familiari (occorre un forte incremento di reddito per mantenere invariato il benessere all’aumento delle numerosità della famiglia); le famiglie tendono a concentrarsi nella parte bassa della distribuzione.
Se θ è basso (più elevate le economie di scala), le famiglie numerose tendono a ricadere nella parte alta, quelle poco numerose nella parte bassa.
Se θ = 0 nessuna correzione perché si vive bene sia in pochi che in molti. N0 = 1, max economie di scala.
Se θ = 1 non si tiene conto delle economie di scala e il reddito viene espresso pro-capite.
Scale di equivalenza implicite nei programmi di assistenza sociale: le usano gli enti locali o centrali per l’accesso ai servizi sociali delle famiglie (asili nido -…. Scala 0,65 è l’elasticità della scala rispetto al numero dei componenti. ISE S = N0,65.
Altra scala pragmatica usata in altri Paesi: S = (Na + 0.70 Nb)θ. Na = numero adulti; Nb = num. bambini.
Rappresentazioni grafiche della distribuzione del reddito e della disuguaglianza
LIS = centro ricerca indagini sui bilanci famiglie nel mondo, specie ad economia avanzata. Studiano la distribuzione del reddito disponibile familiare equivalente (si sommano tutti i redditi al netto imposte e trasferim. dello stato (detrazioni) e dividendo la somma per la radice quadrata dei componenti. Unità di analisi è l’individuo.
Funzione di densità di frequenza del reddito (1.4) f(y) = percent. di individui che ricade in ciascuna classe di reddito.
Funzione di densità cumulata F(Y) indica la quota di persone aventi reddito inferiore o uguale ad ogni possibile valore, (fig. 1.5 - in ascissa il reddito y raggruppato in classi di ampiezza = 5000 $ - su ordinata la quota F(y) di individui che lo percepiscono. Più bassa la curva e più ricca la popolazione.
Sfilata di Pen (1.6) (le persone sono ordinate dalla più povera alla più ricca).
Curva di Lorenz rappresenta la distribuzione del reddito familiare disponibile equivalente (sull’ascissa la F(y), dalla più povera alla più ricca e sull’ordinata le corrispondenti quote cumulate del reddito totale. La curva sta sotto la bisettrice ed è tanto più vicina quanto minore è la disuguaglianza.
Cap. 2 Misura della disuguaglianza
Indice sintetico della disuguaglianza: è una funzione I che associa ad ogni possibile distribuzione dei redditi un numero che ne misura il grado di concentrazione (?) il suo valore assoluto varia da 0 a 1.
Se I(y) = 0, tutti i redditi sono uguali; se I(y) = 1 c’è massima disuguaglianza.
Un indice di disuguaglianza si può costruire in tre modi: misure statistiche (od oggettive): varianza e coefficiente di variazione; misure di benessere sociale (o normative); misure assiomatiche (o proprietà).
Un indice di diseg. dovrebbe avere le seguenti proprietà:
- Anonimità (o simmetria), cioè essere insensibile a permutazioni.
- Indipendenza dalla media (o indip. di scala). Se tutti i redditi vengono moltiplicati per una costante, l’indice non cambia.
- Indipendenza dalla popolazione: se ogni reddito viene replicato, la diseg. non cambia.
- Principio del trasferimento (Pigou-Dalton). Un trasferimento di reddito da ricco a povero, che non modifica l’ordinamento dei soggetti, diminuisce la I.
- Scomponibilità per gruppi. Iw indica la diseg. all’interno dei gruppi (within) e dipende dalla dispersione delle risorse all’interno di ciascun gruppo. Ib indica la diseg. fra gruppi (between) e riflette le distanze fra i redditi medi dei gruppi. I = Iw + Ib.
Principali indici
Varianza: misura la media degli scarti dalla media, elevati al quadrato. Soddisfa le proprietà 1, 3, 4, 5, escluso 2.
Coeff. di variazione: è il rapporto fra lo scarto quadratico medio (cioè radice quadrata della varianza) e la media. È un numero puro. Soddisfa 1, 3, 4, 5.
Varianza dei logaritmi: è il rapporto fra lo scarto quadratico medio dei logaritmi, diviso N. Soddisfa 1, 2, 3, ma non 4. redd.
Curva di Lorenz non è indice sintetico, ma una misura relativa della diseg. La curva è la relazione che lega ciascuna quota cumulata della popolazione con la corrispondente quota del reddito totale posseduta da queste persone. Se i redditi sono distribuiti in parti uguali, la curva coincide con la diagonale (retta di equiripartizione).
Se un solo individuo possiede tutti i redditi, la curva diviene ad angolo retto A (ascissa e lato destro). In realtà la curva starà sotto la diagonale, con inclinazione positiva e crescente. La curva rispetta 1, 2, 3, 4 B fam.
Indice di Gini è il rapporto fra l’area A e l’area del triangolo A+B: G = A / A+B e poiché A+B = ½, sarà G = 2 A = 2 (½ - B) = 1 – 2 B (cioè il doppio dell’area compresa fra la bisettrice del quadrato e la curva di Lorenz).
L’indice soddisfa 1, 2, 3, 4. L’indice varia da 0 (perfetta eguag.) a 1 (totale diseg.). Di norma il valore massimo è uguale a: G = (N – 1) / N in cui N è la numerosità della popolazione. (Es.: per 2 persone G = (2 – 1) / 2 = ½. Per 100 persone G = (100 – 1) / 100 = 99 / 100 (la curva di Lorenz quasi una L rovesciata).
Esistono molte formule per calcolare l’indice di Gini (es.: è sufficiente conoscere la media del reddito e la covarianza fra il reddito e la sua funzione di densità cumulata oppure: l’indice è la metà della media delle differenze fra tutte le coppie dei redditi, divisa per il reddito medio. L’indice soddisfa 1, 2, 3, 4 (si riduce se il trasfer. di reddito viene da ricco a povero e questo va bene, ma non quello del trasfer. decrescente.
Infine non soddisfa la proprietà di scomponibilità esatta fra gruppi della popolazione.
Indici di entropia generalizzata.
Rapporto interdecilico esprime il rapporto fra redditi detenuti da individui che si trovano in diversi quantili della popolazione (ad es. il 10° più ricco e il 1° più povero) (interquartilico = rapporto fra il 25% più ricco e 25% più povero).
Diseguaglianza e benessere sociale considera il punto di vista etico.
Funzione del benessere sociale Fbs W = Σ Ui(yi) in cui U(y) esprime l’utilità dell’individuo anche come valutazione sociale che una collettività attribuisce all’individuo stesso.
Teorema di Atkinson. Importante perché costituisce legame fra la curva di Lorenz e la valutaz. sociale del benessere. Date due distribuz. con uguale media, quella che presenta un maggior benessere sociale, ha anche un indice di Gini (o coeff. di variazione, o deviaz. logaritmica media …?) inferiore.
Teorema di Shorrocks. Date due curve di Lorenz generalizzate, quella che domina interamente l’altra è socialmente preferibile.
Indice di Atkinson (è il più importante indice normativo) è = alla differenza proporzionale tra il reddito medio e il reddito equivalente equamente distribuito ed esprime la quota di reddito totale a cui la società sarebbe disposta a rinunciare pur di eliminare la diseg.
Indice di Gini esteso in termini di covarianza.
In cui F(y) è la funzione di densità cumulata degli individui ordinati per livelli non decrescenti di reddito; μ la media della distribuzione, ν ≥ 1 un parametro che assume valore a 1 (più alto è il suo valore, maggiore è l’avversione alla diseguaglianza).
Cap. 3 La povertà
Livello molto elevato di disuguaglianza, ma a differenza del secondo la povertà presuppone l’identificazione dei soggetti da considerare poveri. Linea della povertà = soglia tra chi è povero e chi non lo è.
Povertà assoluta viene determinata in base a un paniere di beni e servizi primari (alimenti, vestiario, abitazione) traducibile in moneta (budget standard approach) (metodo dei minimi calorici usato da ONU, Banca Mondiale.. per economie sottosviluppate). La povertà assoluta tende a ridursi nel tempo per l’aumento del reddito reale. Deve quindi essere rivalutata annualmente in base al costo della vita. La povertà dipende però non solo dalle condizioni materiali del singolo, ma anche dal livello generale della collettività nella quale vive. È comunque usata perché anche nei Paesi più sviluppati rimane una quota di persone che vive al di sotto degli standard di vita minimale.
ISTAT 2004: paniere minimale costituito da generi alimentari, abitaz., ammortamento di beni durevoli (elettrodom.) e quota residuale per vestiario, trasporto e altro; esclusi sanità e istruzione perché gratuite. Nel 2002 per famiglia di due persone € 574 mensili. Valore ogni anno rivalutato in base agli indici di variaz. dei prezzi al consumo.
In Canada una famiglia è povera se destina al paniere standard almeno il 58,5% del reddito familiare lordo.
Negli Stati Uniti la linea di povertà è uguale ad un paniere di soli alimenti moltiplicato per 3.
Povertà relativa: è povero colui che possiede risorse inferiori a quelle possedute in media dagli altri membri della società in cui vive. La soglia è quindi il reddito medio o mediano (OCSE-Unione Europea); ma ci sono punti deboli: la povertà non cambia se i redditi di tutti si muovono nella stessa percentuale. Secondo motivo: la povertà segue il ciclo economico: può aumentare in fase espansiva e diminuire in fase di recessione. Terzo motivo: il concetto di povertà relativa tende a confondersi con quello di disuguaglianza (si è poveri quando si è in basso nella distribuz. del reddito anche se il reddito non è scarso).
Si può usare un criterio intermedio: linea ibrida, soglia di povertà z = zrp za1-p, in cui zr e za e 0 ≤ p ≤ 1 (elasticità al reddito della linea della povertà). Se p = 0 elastic. nulla e soglia di povertà assoluta (z = za), se p = 1 elas. max e soglia relativa (z = zr).
Criterio adottato dall’Italia (ISTAT): international standard of poverty line: viene considerata povera ogni famiglia di due persone il cui consumo è infer. al consumo medio pro capite (nel 2002 € 823 mensili). Per famiglie più numerose si usano scale di equivalenza. La variab. econ. usata è il consumo (anche il reddito) – l’unità è la famiglia – l’indice è la media – la scala di equiv.: Scala Carbonaro: 1 persona 1, - 2 p 1,669, - 3 p. 2,229, - 4 p 3,18, - 5 p 2,725).
L’EUROSTAT usa altro criterio: variab. economica = reddito, unità = individuo, indice = mediana, scala OCSE modificata (capofam. = 1, adulti > 14 anni = 0,50, < 14 = 0,30). Dividendo il reddito famigliare per la scala di equivalenza si ottiene il reddito equivalente. Si distribuiscono i risultati scegliendo il reddito mediano.
La soglia di povertà è uguale al 60% del reddito mediano.
Povertà soggettiva (consuensual poverty lines). La linea di povertà viene fissata al livello di reddito ritenuto necessario a garantire uno standard minimo di benessere. (È povero chi si sente tale).
Misura della povertà
Proprietà minimali poste dal metodo assiomatico:
- Identificazione (focus action) o indipendenza dai redditi dei ricchi.
- Monotonicità: il livello di povertà di una distribuz. deve aumentare se diminuisce il reddito di uno qualunque dei soggetti poveri.
- Simmetria: il valore assunto dall’indice deve essere invariante rispetto a qualsiasi permutazione.
- Indipendenza dalla popolazione se la distribuz. viene replicata.
- Principio del trasferimento: la povertà aumenta a seguito del trasf. di reddito da un povero ad uno con reddito super.
Poverty gap individuale = distanza in moneta che separa il reddito di un soggetto povero, dalla linea della povertà.
Indice di diffusione (headcount ratio) o indice di incidenza = quota della popolaz. con reddito inferiore o uguale alla soglia della povertà H = q / N (non dice quanto siano poveri i poveri).
L’indice rispetta gli assiomi 1, 3, 4, non il 2, 5, quindi poco adatto da solo.
Indice di intensità (income gap ratio) è uguale al valore medio dei poverty gap in proporzione della lin
-
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Caponio Tiziana, libro consigliato Le politiche pubbliche pubbliche in Ital…
-
Riassunto esame Politica economica, Prof. Venturini Francesco, libro consigliato Politica economica , Benassy
-
Riassunto esame Politica sociale, prof. Bruni, libro consigliato Politiche Sociali, Sullivan
-
Riassunto esame Politiche pubbliche internazionali e della cooperazione, prof. Sicurelli, libro consigliato Divisi …