Prospettive per la scuola d’infanzia: dalla Montessori al XXI secolo
Massimo Baldacci
Primo capitolo: la parabola della scuola dell’infanzia italiana
- La scuola d’infanzia fino agli anni settanta
- Ciari e l’esigenza di un nuovo indirizzo
- Il modello della scuola d’infanzia a nuovo indirizzo
In questo paragrafo vi è la necessità di esporre le vicende della scuola dell’infanzia dagli anni ’60 fino agli anni di Bruno Ciari.
Inizi anni ’60 —> anni di Bruno Ciari.
Aries —> sentimento dell’infanzia nell’era moderna.
‘600-‘700 —> alcuni pensatori moralisti (La Salle): il bambino è un soggetto da educare.
Le istituzioni scolastiche conobbero un significativo sviluppo proprio nel ’600; tuttavia vi era una diversità tra i figli delle famiglie borghesi e i figli delle famiglie popolari; infatti solo i bambini nati in famiglie benestanti potevano usufruire dell’educazione scolastica.
Tutto questo è indispensabile per capire quanto il decollo delle istituzioni sia stato estremamente lento per l’età infantile 3-6 anni, sia dal punto di vista ideologico che dal punto di vista delle condizioni materiali.
Dal punto di vista ideologico il sentimento differenziale dell’infanzia trova espressione nel pensiero di Rousseau con la sua visione puerocentrica, ovvero visione che vede il bambino come centro dell’educazione. Queste idee influenzano la pedagogia fino a Pestalozzi e dunque Froebel (Giardini d’infanzia).
Dal punto di vista delle condizioni materiali: con la Rivoluzione industriale entrambi i genitori iniziano a lavorare e vi è la necessità di dedicare del tempo al piccolo.
- 18 secolo —> Sale di custodia (limitata sorveglianza)
- 19 secolo —> Giardini d’infanzia (vera pedagogia dell’infanzia)
Giardini d’infanzia
I Giardini d’infanzia si diffusero soprattutto in Germania, poi anche in Italia.
Froebel credeva che tutte le cose sono manifestazioni di un’unica essenza divina; l’educazione ha il compito spirituale di portare l’uomo a realizzare la sua specifica essenza: l’uomo è dunque fatto a somiglianza di Dio e la sua essenza risiede nell’agire creativo, dunque attività ludica poi lavorativa. Gioco formativo nella personalità e realtà spirituale.
Per lo sviluppo spirituale del bambino?
Egli concepisce opposti materiali (cubo, sfera) capaci di far intuire la natura profonda delle cose.
Italia e le case di custodia
Con le case di custodia facciamo riferimento agli asili di Don Ferrante Aporti con ideali di cattolicesimo liberale e vicino a Lambruschini, che è il primo sostenitore di asili.
Don Ferrante Aporti apre l’asilo a Cremona nel 1828, dove l’educazione è di tipo morale e intellettuale; vi è un fondamento nella religione.
Vi erano però dei limiti nozionistici; infatti vi era un formalismo prescolastico (ci si concentrava troppo sulle basi aritmetiche e alfabetiche).
Gli asili si diffusero anche al centro nord, dove i ceti borghesi si avvicinavano a diventare una classe dirigente; venivano sostenuti economicamente poiché venivano visti come uno sviluppo civile del popolo, a differenza delle forze clericali che vedevano gli asili come una destabilizzazione.
1937 —> Suprema Inquisizione proibì gli asili e la loro diffusione.
Reazione post quarantottina —> la situazione mutò: le forze clericali alla conquista dell’educazione infantile ritenendo un errore quello della non-istruzione popolare.
Unità Nazione (1860) —> la classe dirigente liberale accentua le proprie posizioni e nel 1859 (legge Casati) abbandona quasi del tutto la scuola d’infanzia al monopolio ecclesiastico:
- Sia perché l’educazione a sfondo religioso risponde alla logica di una socializzazione del popolo
- Sia per una sorta di risarcimento nei confronti della chiesa privata dei suoi possedimenti
Tutto questo portò e creò un carattere custodialistico.
Congresso Pedagogico di Napoli 1871 —> grazie a Adolf Pick il metodo Froebel diventa di riferimento per la scuola d’infanzia, ma vi è una carenza della preparazione degli insegnanti, dove il metodo diventa meccanico.
Ultima parte ’800: istituzioni educative nelle forze ecclesiastiche, dunque la realtà educativa è caratterizzata da un “custodialismo” e l’orientamento pedagogico è caratterizzato da:
- Metodo di Froebel
- Metodo aportiano
- Metodo misto che si diffuse
Ultima parte ’900
Prendono forma due modelli della moderna scuola d’infanzia italiana.
Metodo agazziano: sorelle Agazzi si ispirano a Froebel in modo originale: continuità tra ambiente educativo e atteggiamento materno.
Metodo montessoriano: educazione sensoriale prima di quella intellettuale.
Roma, quartiere San Lorenzo: la Casa dei Bambini
- Qui fu chiamata a dirigere gli spazi educativi
- Ambiente pensato in funzione
- Qui fondò la prima casa dei bambini e inizia lo sviluppo dei bambini a elaborare il suo metodo
- Attività di gestione domestica della casa (simile al metodo Agazzi)
- Attività per lo sviluppo sensoriale
- Libero lavoro individuale volto allo sviluppo socio-affettivo
Il metodo Montessoriano ebbe tanto successo che Mussolini assume la presidenza onoraria dell’opera, ma Gentile disapprova il metodo e la Montessori, dopo diverse accuse, si dimette dall’opera e lascia l’Italia.
Si consolida così il predominio del metodo Agazziano.
Emancipazione del lavoro femminile
Boom economico
Nuova questione per l’infanzia
Con il boom economico le cose stanno cambiando, si modificano costumi ed atteggiamenti.
Seconda parte anni ’70: l’esperienza di Bruno Ciari è una svolta alla pedagogia e alla pratica della scuola dell’infanzia.
Ciari e l’esigenza di un nuovo indirizzo
L’esperienza di Ciari come dirigente delle scuole comunali di Bologna è un momento di svolta.
Rivista Riforma: partecipa alla redazione schierata con i Marxisti, ma battendosi per un dialogo costruttivo della scuola; infatti riconosce il potenziale progressista di Dewey e cerca una forma di integrazione con il pensiero critico di Gramsci.
Ciari sviluppa idee pedagogiche innovative che porterà con sé nell’esperienza bolognese, collegate ad una visione Freinetiana.
1965 e l’esperienza bolognese
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