Riassunto prospettive per la scuola dell’infanzia
Esame obiettivi formativi infanzia, prof. Martellucci.
Medioevo e tra ‘600 e ‘700
Medioevo: bambini considerati adulti già dai 7 anni e inseriti nella vita lavorativa, prima considerati poco visto che spesso morivano in età precoce.
Tra ‘600 e ‘700: più attenzione all’infanzia che durava di più per l’educazione scolastica, nelle classi sociali più agiate, nelle classi popolari infanzia ancora corta.
Rousseau: a lui si deve visione puerocentrica, bambino al centro.
Rivoluzione industriale e asili
Rivoluzione industriale:
- Grande bisogno di manodopera infantile.
- Entrambi i genitori lavorano, nascono prima sale di custodia, fine e non educative → in Italia diciottesimo secolo, esclusivamente assistenziali.
Superati con asili di Aporti, 1° nel 1828 a Cremona, che volevano educare, anche attraverso religione.
- Aperti a tutti i bambini.
- Grande diffusione nel centro nord soprattutto classi agiate.
- Clero era contro: non bisogna istruire il popolo, volevano solo servizi assistenziali, ostacolano in tutti i modi, con unità d’Italia asili consegnati al clero e ritorno all’assistenzialismo.
→ Giardini d’infanzia di Froebel, inizio diciannovesimo secolo, in Germania e poi in Europa: prime istituzioni educative per infanzia, dovuto all’emergere delle classi sociali subalterne.
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Per Froebel l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio e il gioco è manifestazione della realtà spirituale del bambino, svolta, prima considerato negativamente puerile.
Fine ‘800 - inizio ‘900: asili in mani ecclesiastiche, assistenzialismo ed educazione come un mix tra Froebelismo e Aportismo.
Sorelle Agazzi e Montessori
Sorelle Agazzi: primo asilo Mompiano, Brescia, con guida del loro maestro Pasquali, grande successo primo decennio ‘900.
- Attenzione mondo affettivo bambino e continuità ambiente domestico froebeliani, sfera, cubo… → sostituiti doni/materiali “cianfrusaglie” della vita quotidiana, formano il museo didattico: raccolta di oggetti con cui bambino può svolgere varie attività, attività pratiche e manuali, educazione sensoriale, canti e disegni.
- Congresso pedagogico Torino del 1898 Pasquali parte della commissione che formulò i programmi del 1914, ministro Credaro.
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Stesso convegno parla Montessori, laureata in medicina.
- 1) Educazione deboli mentali è 1 questione pedagogica e non medica.
- 2) Educazione speciale x questi bambini può essere usata con tutti, lo prova nel 1907 Casa dei bambini, S. Lorenzo, quartiere popolare, genitori lavorano serve qualcuno che tenga bambini.
- Metodo Agazzi riformato perché troppe influenze del socialista Pasquali: rafforzate competenze religiose, fondamento e coronamento dell’educazione.
Metodo Montessori e scuola materna statale
Montessori:
- Ambiente a misura di bambino.
- Educazione: domestica, riprende Agazzi, e sviluppo sensoriale-intellettuale.
- Libero lavoro individuale.
- Case si diffondono sempre di più.
- Problema politico: sia chiesa che fascismo preferivano metodo Agazzi perché Montessori troppo positivista e modernista.
→ Fine anni ‘50: più dei ⅔ delle scuole materne gestite da chiesa con personale religioso come docente, quasi tutte nel centro-nord.
→ 1969: il ministro Aldo Moro, cattolico, fa diventare la scuola materna statale.
Cap. 1.2: Ciari
Ciari: anni ‘60, direttore scuole bolognesi nel periodo del boom economico, + emancipazione e lavoro x donne, + attenzione a processo educativo bambini.
- Critica Montessori:
- Si è concentrata solo su formare intelligenza, ma il bambino ha emozioni, si fa influenzare da lei, apprezza l’importanza data intelligenza.
- Rielabora materiale montessoriano ma rispettando lo spirito dell’ideatrice, perché è tutto strutturato.
- Non ha contatto con la società la sua proposta ma quest’ultima la influenza lo stesso, l’educazione invece riguarda l'intera collettività, scuola aperta, e bisogna coordinarsi.
- Influenzato anche dalle Agazzi per aspetto emozionale e sensoriale, ma le critica perché non è d'accordo continuità scuola-famiglia, la scuola deve essere autonoma e alternativa alla famiglia.
Posizioni di Ciari sulla scuola dell’infanzia
- Vuole programmi precisi per fascia 3-6 anni, relativi alla crescita mentale, e non vaghi Orientamenti come quelli del 58 che lasciano spazio all’improvvisazione.
- Interessi dei bambini sono influenzati dal loro contesto socio-culturale, influenzato da Gramsci → spontaneità del bambino va accettata solo inizialmente per capire quali sono le influenze familiari su di lui.
Poi bisogna dominare il processo educativo che altrimenti sarebbe casuale, imprigionerebbe i bambini nelle loro condizioni sociali e verrebbero meno le possibilità di sviluppare al meglio l'intelligenza di tutti.
- Necessità di momenti con sezioni omogenee per età e di momenti di intersezione eterogenea.
- Scuola forma i futuri cittadini, quindi deve essere luogo di dibattito e incontro, scuola aperta.
- Una scuola per tutti con le stesse opportunità, senza considerare famiglia d’origine.
Cap. 1.3: Frabboni e modello a nuovo indirizzo
Ciari muore precocemente, lasciando pochissime teorie e molte sperimentazioni delle sue idee, e deve portare avanti il suo progetto Frabboni.
→ Modello a nuovo indirizzo di Frabboni = sperimentazioni sul campo di Ciari + apparato teorico del problematicismo di Bertin.
→ Frabboni è d'accordo con Ciari principalmente in 2 punti: dimensione intellettuale domina la vita educativa, Montessori, e l'anti spontaneità dell'educazione dell'infanzia [dirigere l’esperienza educativa non è 1 contraddizione della necessità di libertà del bambino di cui parla Montessori].
→ In questo modello Frabboni prevede delle linee di programmazione come voleva Ciari, 3 aree d’esperienza didattica: linguaggi della corporeità, Froebel, linguaggi dell’ambiente, Agazzi, e linguaggi simbolici, Montessori.
Scuola aperta e scuola sperimentale, basata su:
- Curricolo: organizzazione dei saperi per dare precisa direzione a crescita intellettuale bambino.
- Programmazione: anti spontaneismo di Ciari, progettazione razionale di ambienti e processi educativi secondo il curricolo.
→ 1991: nuovi orientamenti dell'attività educativa, documento + avanzato ancora oggi relativo alla scuola dell’infanzia italiana, diventa scuola a tutti gli effetti, dove si trova una parte intitolata al curricolo e alla programmazione, riconoscibile il modello Frabboni.
Cap. 2: Montessori e modello a nuovo indirizzo
Cap 2: cercare di capire se la Montessori è alla base del modello a nuovo indirizzo.
→ Impostazione montessoriana in tre componenti: un nucleo, pratica educativa: metodo montessoriano anche se lei non voleva definirlo “metodo”, e due espansioni, teoriche che giustificano il nucleo pratico: pedagogico [direzione filosofico-educativa] e scientifico [giustifica pratica educativa in virtù di fondamenti biologici e psicologici].
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Quindi: Montessori ha prima ideato il nucleo pratico del suo metodo e poi ha cercato delle giustif
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