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La ricerca-formazione, Asquini

Fare ricerca educativa per promuovere la professionalità docente

Il "qui ed ora" del centro CRESPI (Vannini) professionalità dell’insegnante è l’elemento chiave per una ricerca educativa che voglia puntare al miglioramento dei sistemi scolastici, alla loro riqualificazione in vista del raggiungimento di risultati di apprendimento sempre più equi e di qualità. Esiste l’esigenza di rinnovare il corpo docente e di restituire ad esso professionalità educativa e didattica.

L’indagine Talis del 2013 ha dimostrato una forte criticità dei programmi di sviluppo professionale degli insegnanti nel nostro paese, con tassi di partecipazione alle iniziative di formazione tra i più bassi in assoluto. In particolare, è basso il dato di partecipazione ad iniziative di sviluppo professionale non convenzionali, come visite di osservazione ad altre scuole, stage formativi, mentoring e osservazione tra pari, ecc.

Essendo la competenza nell’insegnamento un elemento cardine per la qualificazione dei sistemi scolastici, è necessaria una cura formativa, sociale e politica di tale competenza, che deve essere accompagnata da adeguati processi di ricerca in ambito pedagogico.

Altre ricerche hanno evidenziato uno dei più importanti problemi dei sistemi scolastici occidentali, ovvero la scarsa incidenza dei risultati della ricerca educativa sui contesti istituzionali: i risultati fanno fatica a trovare applicazione all’interno dei sistemi scolastici.

Pontecorvo sottolinea la necessità di un diretto coinvolgimento dei docenti nelle scelte curricolari più ampie, al di là e oltre le specifiche scelte della didattica nella propria classe; il curricolo stesso dovrebbe essere school based, cioè basato sulle esigenze e sulle condizioni di una specifica scuola.

A distanza di 50 anni, il discorso in Italia è ancora aperto e denso di ben più complesse criticità. Serve creare una professionalità in ricerca, che sperimenti entro veri e propri percorsi di ricerca sul campo.

La teacher research: quali risposte e quali interrogativi aperti per i contesti scolastici italiani?

In Italia i filoni di ricerca empirica rivolti allo studio della professionalità docente sono molteplici, molti pedagogisti si interrogano su come far interagire i risultati delle ricerche con la costruzione e lo sviluppo della professionalità degli insegnanti. Allo stesso tempo, emerge la richiesta di come la ricerca possa essere contaminata "dal di dentro" dalla cultura docente. Nel dibattito internazionale, risposte a questi interrogativi le dà la Teacher Research che vede l’insegnante come ricercatore.

Esistono molti disegni d’indagine che chiamano direttamente in campo l’insegnante come ricercatore (ricerca-azione, studio di caso). Queste ricerche sono gestite con competenza metodologica: solitamente si introducono metodologie qualitative perché fortemente rilevanti, ma non manca l’attenzione anche a quelle quantitative. Inoltre, tali ricerche sono contestuali, tendenzialmente rivolte ai processi e alle pratiche didattiche in classe, meno ai processi di innovazione istituzionale.

La risposta che propongono questi percorsi è l’opportunità di studiarli all’interno dell’unicità dei contesti scolastici, a partire da ipotesi che risultano valide proprio perché ancorate a problemi reali. La Teacher Research costituisce quasi una modalità di "riscatto professionale": fare ricerca partendo dalla pratica. Ma la costruzione di una prospettiva di Teacher Research all’interno del nostro sistema scolastico è questione ancora di tempi lunghi: l’investimento sulla scuola e l’istruzione raggiunge al massimo il 4% del Pil del paese. In nessun caso è possibile pensare ad una ricerca dentro le scuole che sia vissuta come un’indicazione calata dall’alto.

L'hic et nunc di un centro di ricerca italiano sulla professionalità docente

Da questa esigenza è nato il centro CRESPI (Centro di Ricerca Educativa Sulla Professionalità dell’Insegnante) a partire dalle esperienze di ricerca dentro le scuole di un gruppo di ricercatori. È nato soprattutto per la necessità della professionalità docente di supporto, accompagnamento e di aiuto in termini formativi: infatti, ciò di cui si sente maggiormente la mancanza nelle scuole è proprio la componente spaziale per un pensiero progettuale comune.

Il dibattito al suo interno si sviluppa per mettere in crisi le modalità classiche delle indagini sulla professionalità del docente. Più forte diviene la richiesta della scuola di intervenire per la trasformazione dei contesti, più le scelte metodologiche del ricercatore devono trovare spazio per il confronto, la negoziazione, la revisione condivisa: si tratta di dare spazio ad una ricerca-formazione.

Il CRESPI e la prospettiva della ricerca-formazione (RF)

Il termine Ricerca-Formazione rimanda ad un concetto non precisamente definito all'interno del dibattito scientifico in educazione. Può essere fatta risalire a diverse tradizioni di ricerca:

  • Ricerca partecipante e, più precisamente, nella sua forma di ricerca-azione, dove la compartecipazione di ricercatori e attori e il loro impegno al cambiamento e azione sociale costituiscono l’elemento fondamentale;
  • Formative educational evaluation research, che vede la valutazione come occasione di auto-valutazione degli attori coinvolti attivamente nei processi e di una loro crescita professionale.

Dal CRESPI, la R-F è considerata come una vera e propria ricerca empirica che si realizza nel campo della professionalità docente, al fine di promuoverne lo sviluppo. È una ricerca che si svolge all’interno delle istituzioni scolastiche, fortemente ancorata al contesto, dove ricercatori e insegnanti condividono itinerari di ricerca e scopi di cambiamento istituzionale, è un modo di porsi del gruppo di ricercatori nei confronti dei contesti scolastici individuati e degli insegnanti che in esso agiscono.

Il primo obiettivo della R-F è di poter incidere efficacemente sullo sviluppo professionale degli insegnanti coinvolti e del contesto scolastico, esplicitando i quadri politico-valoriali che orientano il cambiamento. L’azione di ricerca si svolge in seguito a decisioni deliberate nel gruppo, mentre la responsabilità metodologica e della ricaduta formativa è soprattutto dei ricercatori, il coinvolgimento dei docenti costituisce un orientamento continuo delle azioni del ricercatore.

Fare R-F è fare ricerca empirica avvalendosi di metodologie di ricerca differenziate e proponendosi di promuovere la professionalità degli insegnanti attraverso la costruzione di percorsi comuni di ricerca, in un quadro di collaborazione interistituzionale. È una scelta politico-metodologica per fare ricerca in collaborazione con gli insegnanti, per lo sviluppo professionale degli insegnanti e per una effettiva ricaduta dei risultati nella realtà scolastica e formativa.

I 5 punti costitutivi della R-F

  • Una esplicitazione chiara delle finalità della ricerca in termini di crescita e sviluppo della professionalità degli insegnanti;
  • Nel gruppo di R-F devono entrare sia insegnanti che ricercatori, esplicitando i diversi ruoli;
  • Tutto è centrato sulla specificità dei contesti;
  • Confronto continuo e sistematico tra i partecipanti;
  • Attenzione all’effettiva ricaduta degli esiti nella scuola.

L’evoluzione della ricerca pedagogico-didattica

Fra teoria e pratica: quali ruoli e quali compiti di ricercatori e insegnanti nella RF? (Nigris) Le diverse tipologie di ricerca partecipativa nascono da un doppio bisogno:

  • Esigenza di colmare il gap presente fra teoria e pratica, fra pensiero pedagogico e azione educativa, fra i luoghi della ricerca e il mondo di chi opera in campo;
  • La ricerca partecipativa ha valenza formativa e possibilità di adottare gli strumenti della ricerca empirica come mezzo per la formazione degli insegnanti.

Saperi teorici e saperi degli insegnanti: una collaborazione...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher donatellateatro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca empirica e valutativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Vannini Ira.
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