Coggi, Ricchiardi – Progettare la ricerca empirica in educazione
Progettare la ricerca empirica in educazione - Coggi, Ricchiardi
Premessa
Saper fare ricerca vuol dire risolvere in modo attivo i problemi che si presentano di volta in volta in ambito educativo per costruire conoscenze affidabili e trasferibili in altri contesti.
1. La ricerca in educazione
La ricerca in educazione è una forma di costruzione del sapere, realizzata attraverso un metodo scientifico attraverso la trasparenza delle procedure attivate, la possibilità di controllo e una pianificazione razionale e rigorosa permette di arrivare a risultati validi e affidabili con processi replicabili.
Metodi diversi di fare ricerca:
- Ricerca teorico-argomentativa (di tipo filosofico): sviluppa teorie e modelli educativi; studia l’evoluzione.
- Ricerca storica: nel tempo dei modelli e delle pratiche pedagogiche.
- Ricerca empirica (descrittivo-procedurale o interpretativa): fonda la costruzione delle conoscenze attraverso la rilevazione sistematica di dati in un contesto concreto; può avere obiettivi diversi: descrivere fenomeni educativi, verificare l'efficacia di nuovi interventi, identificare le cause di un fenomeno, risolvere problemi in un contesto e strutturare azioni di cambiamento, etc.; può essere confusa con attuazione di innovazioni o buone esperienze, ma la ricerca si distingue per il rigore con cui vengono svolti i passaggi di costruzione delle conoscenze (attenta pianificazione, formulazione di ipotesi appropriate, elaborazione piano di verifica, rilevazione e analisi dei dati, socializzazione dei dati), mentre innovazioni o buone esperienze sono soluzioni di problemi educativi che vengono verificate sul campo, basate su documentazioni raccolte in modo poco sistematico e con dati organizzati senza riferimento controllato a scopi ben individuati.
Due criteri di classificazione per la ricerca empirica: osservativa/con intervento vs qualitativa/quantitativa → nella prima categorizzazione la distinzione riguarda l’approccio che il ricercatore ha con la realtà studiata, finalizzato a osservarla senza trasformazioni o a studiare gli effetti dell’introduzione di un intervento, mentre la seconda riguarda le attese e le scelte di fondo del ricercatore rispetto alla conoscenza o meno della realtà, utilizzo di strategie o strumenti da adottare, etc.
Ricerca osservativa
Quando si usa: Esempi:
Se si vogliono studiare le condotte e le condizioni che le suscitano, senza cambiare lo svolgimento naturale. - Abitudini e motivazioni di lettura in una classe.
Se si intendono indagare fenomeni che sarebbe impossibile riprodurre. - Condotte aggressive di bambini nella scuola dell’infanzia.
Se si possono osservare sistematicamente fenomeni già esistenti. - Esiti della violenza nello sviluppo della personalità di bambini.
Possono riguardare gruppi più o meno ampi con dati più o meno approfonditi.
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Tipologie Spiegazione
Inchiesta Definizione: misura sistematica di una serie di fattori per effettuare comparazioni e individuare probabili agenti differenzianti. Inoltre, affrontano il problema dell’esistenza di un legame tra due o più variabili che, nel caso sia presente, si dicono correlate. Fa riferimento a grandi campioni che consentono comparazioni su larga scala, mentre si definisce indagine quando il campione è più circoscritto.
Esempio: inchiesta sulla preferenza di giocattoli che hanno i bambini in una certa regione, attraverso un questionario per i genitori per distinguere i risultati in base alla differenza di età e di genere.
Osservazione sistematica Definizione: prevede la rilevazione diretta delle condotte dei soggetti, attraverso l’utilizzo di strumenti strutturati di annotazione dei comportamenti.
Non viene indagata la relazione di causalità, bensì quella di correlazione, quindi il ricercatore studia ipotesi correlazionali.
Esempi: studi sulla comunicazione non verbale madre-bambino nei primi mesi.
Ricerca valutativa Definizione: è orientata ad osservare e giudicare l’oggetto della ricerca per poi intervenire e migliorarlo, mettendo in atto un insieme eterogeneo di tecniche, procedure e metodi che valutano prodotti singoli o complessi. È un approccio della ricerca empirica. Ottiene dati che servono a qualcuno per prendere decisioni. Non è una ricerca neutra.
Esempi: studio di organizzazioni scolastiche, programmi di intervento sociale…
Ricerca etnografica Definizione: ha lo scopo di delineare le caratteristiche di una cultura, di comprendere le credenze, le abitudini comunicative e i significati ad esse attribuiti, partendo dal punto di vista dei soggetti osservati. Tuttavia, questo tipo di ricerca richiede un periodo di tempo relativamente lungo nel contesto con i soggetti osservati.
Esempi: studio etnografico su un gruppo di studenti cinesi inseriti in una classe italiana.
Studio di caso Definizione: è un’indagine empirica che viene condotta su un singolo soggetto, istituzione o evento all’interno di un contesto di vita reale dove i confini tra fenomeno e contesto non sono nettamente evidenti e in cui si usano molteplici forme di informazione.
Esempi: studio dell’integrazione di un bambino certificato in un contesto di classe.
Ricerca con intervento
Sono ricerche in cui, una volta identificato un problema, vi è l’introduzione di un cambiamento per costruire nuova conoscenza (esperimento) o per risolvere la situazione problematica (ricerca-azione).
Tipologie Spiegazione
Esperimento nelle scienze naturali è una riproduzione artificiale di un fenomeno in cui si controllano tutti i parametri; in ambito educativo, l’esperimento prevede l’introduzione di variazioni sistematiche di almeno un fattore per studiarne gli effetti. Il ricercatore manipola la variabile indipendente (il fattore di cui si vuole studiare gli effetti) per rilevare l’esito che ottiene su una variabile dipendente, quindi dovrà disporre di 2 situazioni equivalenti.
Esempio: per studiare l’efficacia di due metodi sulla rapidità di calcolo dei bambini, si potrebbero scegliere due gruppi equivalenti a cui vengono sottoposti i due metodi differenti (innovativo e tradizionale). Si propone poi l’ipotesi nulla: se i due gruppi sono equivalenti all’inizio, allora anche le differenze finali non dovrebbero sussistere. Se si usano dei metodi adeguati, questa ipotesi nulla verrà confutata e verrà accolta l’ipotesi alternativa che
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→ suppone la differenza significativa tra l’esito dei due interventi. Non si asserisce che quanto detto nell’ipotesi sia vero, ma si evidenzia che l’ipotesi nulla è improbabile. Per avere conclusioni valide, però, devono essere adottate tecniche per avere l’equivalenza iniziale dei due gruppi.
Bisogna:
- Disporre di un adeguato numero di soggetti in relazione alla numerosità della popolazione a cui si vogliono estendere i dati.
- Precisare che i dati osservati non consentono di concludere con asserti certi; c’è sempre.
- Prevedere che, se anche si seguono i passaggi precisi, anche se limitata, la possibilità di errore oppure ci sono altre variabili possibili che incidono (imprecisioni nell’applicazione, carenze nella rilevazione dei dati, complessità dell’intervento da mettere in atto…).
- Capire se, alla luce di una differenza sistematica nei risultati, questo dipende dal cambiamento dei metodi oppure no.
Il ricercatore crea ipotesi causali.
Quasi esperimento – Definizione: si mette in atto quando il ricercatore vuol sottoporre a verifica sperimentale l’introduzione di un fattore, ma non riesce a tenere sotto controllo tutte le variabili che intervengono. A differenza del disegno sperimentale, manca la randomizzazione, quindi i 2 gruppi non sono equivalenti.
Esempi: quando un insegnante vuole introdurre un nuovo metodo nella sua classe, può richiedere ad un collega che non lo applica la disponibilità della sua classe per introdurre un piano a due gruppi, ma i risultati ottenuti non possono essere generalizzati per la difficoltà a definire l’uguaglianza di partenza.
Esperimento su casi singoli Definizione: prevede che il ricercatore lavori su un caso di un singolo soggetto che si dimostra una situazione problematica per cui è utile compiere una diagnosi iniziale, un’azione di intervento e un’osservazione in itinere.
Ricerca azione – Definizione: nasce da un problema concreto che si presenta in un contesto educativo e prevede l’attivazione di un gruppo formato dagli operatori che riconoscono le criticità e da esperti che collaborano alla messa a punto di un’azione. Deve essere pianificata, definita, attuata e verificata per promuovere la sua efficacia in un processo controllato in cui si conosce il grado del problema e le caratteristiche da ridefinire.
Potrebbe, ad esempio, essere un cambiamento organizzativo per rimuovere il problema individuato.
Un’altra distinzione riguarda la scelta, da parte del ricercatore, di focalizzarsi su dati quantitativi o qualitativi → attualmente si tende ad utilizzare forme integrate dei 2 tipi di ricerca.
Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa
Tipologia Ricerca quantitativa Ricerca qualitativa
Definizione Ha l’obiettivo di spiegare/descrivere/prevedere eventi osservabili, isolando i fattori da un contesto e studiando le loro relazioni, in base alle attese/ipotesi formulate sulle teorie e ricerche precedenti che devono essere corroborate. Il ricercatore riterrà di essere giunto a conclusioni valide se il piano di ricerca gli avrà permesso di individuare le variabili nel contesto, controllare i fattori di disturbo e attuare misure e interventi.
Ha l’obiettivo di comprendere la realtà educativa indagata e approfondire la sua specificità coinvolgendo il ricercatore. Lo scopo è quindi ideografico: ha per oggetto lo studio di un particolare, invece che una legge generale, studiato in modo induttivo (dal reale al generale).
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Caratteristiche
- Gli strumenti di rilevazione sono di solito strutturati e permettono di classificare i dati in categorie prefissate di cui si misurano frequenze e intensità delle variabili.
- Vi è una conduzione sistematica delle misurazioni che danno origine a risultati numerici → tecniche di analisi dei dati di tipo logico e statistico.
- Consente di ottenere un grado di generalizzabilità dei risultati determinabile con verifiche mirate e stringenti.
- È una forma di ricerca detta nomotetica (permette di formulare leggi) perché mira a formulare modelli e teorie generali validi su tutti i gruppi (non solo quelli dello studio).
- I soggetti sono scelti in modo indifferenziato per rappresentare l’intera società e ottenere risultati generalizzabili.
- Secondo alcuni bisognerebbe partire da un solido impianto teorico, mentre secondo altri non si deve partire da ipotesi precostituite, ma studiare i fenomeni come sono nella realtà.
- I piani di rilevazione devono essere flessibili e aperti al cambiamento.
- Studia i fatti umani nella loro globalità e complessità, mediante tecniche basate sull’empatia e rifiutando l’astrazione dal contesto (ricerca quantitativa), anzi preferendo la strategia olistica secondo cui il tutto non è uguale alla somma delle parti e studiando gli esseri umani nel loro contesto naturale.
- Adotta studi in profondità su gruppi ristretti o su un unico caso.
- I soggetti sono scelti per le loro peculiarità e per i legami con gli altri soggetti e il contesto, riferito ad una specifica realtà.
- L’obiettivo non è la generalizzazione dei risultati perché i soggetti studiati sono unici; quindi, neanche alla stessa popolazione a distanza di tempo potrebbero essere estesi gli stessi risultati.
- La validità, soprattutto relativa alla rilevazione dei dati, è garantita dalla triangolazione dei punti di vista degli osservatori, attraverso la trasparenza dei dati raccolti.
- Si adottano strumenti in grado di andare in profondità e cogliere anche gli aspetti più profondi che sono legati ai processi di costruzione dei significati e alle condotte.
Ricerche
- Esperimento.
- Quasi esperimento.
- Esperimento su casi singoli.
- Inchiesta.
- Ricerca con oss. sistematica.
- Ricerca valutativa (alcune forme).
- Ricerca etnografica.
- Studio di caso.
- Ricerca-azione.
- Ricerca valutativa (alcune forme).
- Ricerca esplorativa con cui si avvia uno studio sul campo, che assume connotazioni differenti a seconda degli scopi.
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Le classificazioni portano a distinguere le forme in una tabella a doppia entrata, che valuta sia l’approccio del ricercatore alla realtà (in orizzontale), sia le scelte paradigmatiche che il ricercatore opera prima di avviare lo studio ovvero gli strumenti che sceglie di usare (in verticale).
R. osservativa R. con intervento
- R. quantitativa: inchiesta.
- R. quantitativa: esperimento.
- Ric. con oss. sistematica.
- Quasi esperimento.
- E. su casi singoli.
- Ricerca valutativa.
- R. qualitativa: ricerca etnografica.
- R. qualitativa: ricerca azione.
- Studio di caso.
- Ricerca valutativa.
2. Le fasi della ricerca quantitativa
La ricerca quantitativa si rifà di passaggi logici che consentono di confrontare validamente le attese che il ricercatore ha della realtà con l’evidenza empirica per trarre delle conclusioni affidabili.
Le fasi sono 12 in totale e sono presentate in un ordine non rigido:
- 1. Individuare il tema della ricerca.
- 2. Identificare lo scopo dello studio.
- 3. Definire il problema.
- 4. Costruire il quadro teorico e condurre un esame storico-critico della letteratura esistente.
- 5. Formulare le ipotesi e definire le variabili contenute nelle ipotesi.
- 6. Pianificare la ricerca (scelta piano sperimentale o osservativo).
- 7. Individuare il campione.
- 8. Scegliere gli strumenti di rilevazione.
- 9. Effettuare l’intervento.
- 10. Individuare le tecniche di elaborazione dati.
- 11. Trarre conclusioni e socializzarle.
- 12. Valutare l’intero processo di ricerca.
1. Il tema
Deve essere:
- Interessante per il ricercatore e rilevante per la società.
- Originale.
- Fattibile in termini di costi, tempi e risorse umane.
- Sufficientemente delimitato, ma non eccessivamente circoscritto perché non renderebbe rilevanti le conclusioni.
È necessario condurre un’analisi accurata dei livelli di generalizzabilità a cui si vuole pervenire e chiarire e approfondire i concetti di cui ci si vuole occupare, oltre a puntualizzare le caratteristiche socio-culturali e la collocazione geografica del campione.
Esempio: nella formulazione “la creatività e la riuscita scolastica” andrebbe specificato:
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- Età a cui è rivolta la ricerca.
- Concetto di creatività focalizzandosi su un solo aspetto che concerne il termine.
Potrebbe quindi diventare: “la creatività (nello specifico l’originalità) e le competenze linguistiche maturate nella seconda classe della scuola primaria”. Successivamente, si possono applicare ulteriori riduzioni.
2. Gli scopi della ricerca
Sono gli scopi che si intendono perseguire; si può scegliere di:
- Descrivere un fenomeno (quindi realizzare un’inchiesta).
- Valutare un programma, un sistema, un curricolo, un intervento didattico (ricerca valutativa).
- Spiegare un evento identificando i fattori causali (quasi esperimento).
- Verificare l’efficacia di un trattamento o di un intervento (quasi esperimento).
- Mettere in relazione più fattori.
A seconda dello scopo, varierà anche la strategia di pianificazione e occorre non confondere lo scopo con gli obiettivi (specie nell’esperimento).
3. Il problema
Definire il problema vuol dire sintetizzare la domanda che ci si pone; è un’operazione complessa che è correlata alla sensibilità, preparazione ed esperienza del ricercatore; la ricerca di solito ha origine da un bisogno conoscitivo creato da:
- Una situazione anomala o imprevista.
- Un conflitto cognitivo.
- Una difficoltà personale o sociale.
- Una perplessità o un dubbio.
Oppure ancora un interesse del ricercatore, dei fatti paradossali o un’osservazione casuale, delle teorie o dei risultati di altre ricerche.
In generale, comunque, di fronte ad un problema, ci si chiede sempre quale misura abbia una variabile in un dato contesto o che correlazione ci sia tra due o più variabili.
Formulazione della domanda:
- Deve essere chiara e senza ambiguità.
- Deve assumere la caratteristica di domanda diretta/indiretta.
- Deve essere tale da poter trovare una risposta con dati empirici rilevati in un contesto educativo.
- Il problema non deve essere troppo vago.
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- La ricerca conseguente al tema deve essere fattibile e deve trovare una risposta suscettibile di essere sottoposta a verifica positivo-sperimentale, precisando luoghi, caratteristiche dei soggetti e tempi per lo svolgimento.
- Il problema deve essere compatibile con i vincoli metodologici e pratici.
- Il problema deve essere rilevante dal punto di vista sociale, originale e motivante.
4. La chiarificazione concettuale, il panorama teorico, l’esame storico-critico della letteratura
Prima di dare avvio ad una ricerca empirica,
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