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Gianni Rodari “La grammatica della fantasia”

Gianni Rodari “La grammatica della fantasia”–Pag. totali: 201 21/201Pag. Opera Riassuntiva: 05Gianni Rodari “La grammatica della fantasia”

Vuole comunicare le tecniche dell’immaginazione.

Gianni Rodari comincia a scrivere per i bambini nel 1848.ai bambini nelle scuole, investendo sulle sue tecniche d’invenzione di una storia. Rodari racconta senza il minimo riferimento alla realtà. Una storia può essere raccontata da un singolo narratore, da un gruppo, può addirittura diventare un film o un’opera teatrale.

Rodari paragona il lancio di un sasso, ad una parola detta a caso, che provoca una serie infinita di reazioni nel suo pronunciatore: una parola qualunque, scelta a caso, può essere utile per disseppellire campi di memoria che giacevano nella memoria da tempo.

Da qui nasce il concetto di “tema fantastico”. Esso nasce quando si accostano parole strane, differenti, che talvolta non hanno senso.

Nelle scuole dell’Infanzia si gioca al “gioco del cantastorie”: bambino racconta ai compagni una storia di sua invenzione. Esiste però un metodo, la maestra suggerisce la parola (es. “Ciao”) e il bambino deve inventare la storia, utilizzando la parola dettata dall’Insegnante. Quella proposta è una ricerca delle parole vicine lungo la catena del significato, che il bambino deve selezionare (Asse della selezione). Queste parole servono a chiarire e determinare con maggiore precisione lo svolgimento della storia stessa. Questo asse della selezione dà luogo a vari gruppi di parole: buone e brutte, lunghe e corte.

Ne consegue direttamente che il bambino definisce brutte le parole quelle che gli è proibito di pronunciare (parolacce, insulti e tutto ciò che non gli permette di fare amicizie), mentre sono definite parole buone (giuste e gentili) quelle del contesto scolastico, come ad esempio “Ciao”.

L’immaginazione si costruisce di alcuni elementi fondamentali, Rodari parla anche di immaginazione: parola singola, scoperta di nuovi significati; questo binomio, è noto anche come “binomio fantastico”.

Secondo Klee, non esistono concetti a sé stanti, ma solo binomi di concetti, i binomi di concetti costituiscono il “binomio fantastico”.

Ernest parlò poi di “Spaesamento sistematico”, si tratta di parole che sono messe fuori dalle rispettive categorie verbali.

La storia

A questo punto si può generare una STORIA: la storia si genera seguendo questi passaggi:

  • Immaginazione;
  • Binomio fantastico;
  • Spaesamento sistematico.

In alcuni casi, come ad esempio in quello della storia “Luce e Scarpe”, la storia stessa ci appare come un sogno ad occhi aperti. Novalis dice che l’ipotesi è una rete: la si butta, prima o poi qualcosa si raccoglie. All’interno dell’ipotesi tutto diventa logico umano e può essere interpretato.

“Il mondo può essere guardato da diverse angolazioni (ad altezza d’uomo o da una nuvola), nella realtà si può entrare dalla porta principale o da un finestrino”.

Un procedimento alternativo al “binomio fantastico” è l’“ipotesi fantastica”: si uniscono un nome e un verbo, od un soggetto e un attributo. I bambini giocano a deformare le parole, ciò stimola la loro libertà di parola, il loro dominio sulla parola stessa (temperino stemperino).

Prefisso fantastico” Esiste anche il prefisso che serve a rendere una parola apparentemente insignificante, genera nuove immagini.

Da un lapsus può nascere una storia, molti errori dei bambini sono creazioni autonome che servono per assimilare una realtà sconosciuta. In ogni errore giace la possibilità di una storia, “Sbagliando s’inventa”.

Si possono persino inventare storie con un giornale e un paio di forbici, questo gioco dà luogo a catene di “binomi fantastici”. Si può giocare anche con dei bigliettini a domande e risposte, in quel caso si tratta di “trama fantastica”, poiché si sceglie una sintassi a caso. Anche le figure possono contenere una storia in quanto sono “forme dell’epressione”.

Vi è anche un’altra tecnica: quella del “Trattamento” di un verso; ciò costituisce un allenamento dell’immaginazione ad uscire fuori degli schemi, anche grazie ad un insignificante stimolo. Si possono Gianni Rodari “La grammatica della fantasia” costruire grazie ai versi delle bellissime filastrocche o una storia. Da questo punto di vista risulta utilissima la figura di Carducci.

“Limerick”, altra possibilità ancora è quella di utilizzare il genere organizzato e codificato di non senso (in–versi) che hanno sempre la stessa struttura – le rime sono spesso assurde, ma non bisogna limitare l’assurdo:

  • 1°: Protagonista;
  • 2°: Qualità;;
  • 3°-4°: Realizzazione del predicato;
  • 5°: Apparizione di un epiteto finale.

Altro genere descritto è quello dell’indovinello: L’indovinello è la forma emblematica della conquista, da parte dei bambini, della realtà. L’indovinello è esercizio di logica ed immaginazione.

Alla base dell’indovinello c’è uno straniamento, un oggetto viene separato dal suo significato o contesto abituale. Alcune volte l’indovinello può riguardare ad esempio una singola caratteristica dell’oggetto in questione, possono essere arricchiti con metafore, fino a nascondere l’oggetto stesso. L’indovinello si crea attraverso q

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher StefanoManz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Filograsso Ilaria.
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