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Economia politica

Si tratta di problemi di Economia politica, ottimizzazione vincolata.

Il consumatore dovrà massimizzare la sua utilità subordinatamente al vincolo di bilancio, perché non può spendere più del suo reddito.

Le imprese massimizzeranno i profitti subordinatamente al vincolo della tecnologia.

Studia i problemi di scelta e di coordinamento, entrambi studiati dalla microeconomia e dalla macroeconomia.

Economia politica = studio del comportamento umano in condizioni di scarsità o inteso come relazione tra obiettivi e mezzi scarsi suscettibili di essere impiegati in modo alternativo → Lionel Robbins 1933.

Microeconomia = come reagiscono le imprese e le famiglie nel mercato.

Macroeconomia = studia il funzionamento del sistema economico nel suo complesso.

Scarsità: un bene è scarso quando qualcuno lo vuole, cioè è utile, e quando non ce n’è abbastanza per tutti.

La scarsità dei beni economici è soggetta ad implicazioni:

  • Proprietà privata.
  • Prezzo.
  • Produzione.

Queste implicazioni rappresentano la dotazione di risorse di un soggetto, in base alle quali dovrà risolvere i problemi di scelta e di coordinamento.

Analizza i comportamenti dei singoli soggetti economici in un’ottica di equilibrio parziale. Si studia un soggetto tenendo alcune condizioni costanti, che influenzano l’economia ma vengono considerate esterne.

Ci sono 4 condizioni:

  • Obiettivi dell’azione = obiettivi molteplici e classificabili per importanza.
  • Risorse disponibili = risorse limitate e che abbiano usi alternativi.

Nascita dell’economia politica

L’economia politica nasce innanzitutto nel 1700 con la rivoluzione industriale che ha portato al capitalismo e ai mercati ma, purtroppo, ha portato anche delle problematiche:

  • Nuova povertà.
  • Disoccupazione di massa.
  • Disuguaglianze.

Nel 1776 Smith, che era filosofo morale, e a quell’epoca l’ambiente filosofico era dominato da:

  • Hobbes: motivava il comportamento degli uomini = guerra tutti contro tutti per spirito di sopravvivenza. Non può esserci una società senza lo Stato, il quale è necessario alla convivenza sociale, ma limita la libertà degli uomini.
  • Locke: riteneva che gli uomini fossero buoni nello stato di natura e che la loro malvagità fosse data dall’avarizia e in questa situazione di sopraffazione lo Stato agiva come garante della libertà.
  • Hume: riteneva che l’uomo avesse 2 tendenze: egoismo e sentimento per l’umanità.

Smith invece riteneva che l’economia si basasse sui comportamenti buoni, cioè approvati dalla morale, e cattivi, cioè disapprovati, e riteneva inoltre che ci fossero anche altri comportamenti mentali, cioè quelli economici.

In Inghilterra ci fu una trasformazione sociale che ha portato ad un passaggio dalla società medievale al capitalismo e con ciò vennero introdotti nuovi modi di produzione basati sul lavoro salariale e sulle manifatture e si avviarono i mercati.

Ma si crearono anche alcuni problemi: povertà e disoccupazione → questo poiché gli uomini entrarono in rapporto attraverso lo scambio mercantile: chiunque poteva diventare ricco ma, i poveri venivano abbandonati a sé stessi.

Secondo Smith questi problemi erano destinati a risolversi da soli, perché il mercato è un complesso di meccanismi, di istituzioni, di regole che consentono l’esercizio effettivo degli scambi tra i soggetti economici. Lo scambio è volontario per cui avviene solo se i contraenti se ne avvantaggiano. Per cui in virtù di ciò il mercato è in grado di coordinare le azioni economiche in modo ottimale → teoria della mano invisibile: il mercato, se messo in condizioni di funzionare, dà luogo a risultati ordinati dal punto di vista del benessere sociale, i quali vengono ottenuti senza che alcun soggetto se li ponga come obiettivi e inoltre sono migliori di quelli che potrebbero essere ottenuti da un intervento politico che miri a promuovere l’interesse della società.

Questa teoria ha diviso diversi economisti tra chi la sostiene sottolineando che non c’è bisogno dello Stato e chi, invece, ritiene che la mano è invisibile perché non esiste e perciò ha bisogno dello Stato quale mano visibile. Secondo quest’ultima teoria lo Stato deve attuare le politiche di stampo Keynesiano improntate su: deficit spending, riduzione delle tasse ed aumento della spesa pubblica, queste politiche servono a massimizzare la produzione e minimizzare la disoccupazione.

Metodo dell’economia politica

→ Il metodo dell’economia politica si basa su 3 pilastri:

  • Ipotesi di razionalità: i soggetti economici sono in grado di valutare tutte le alternative possibili, cioè classificarle in termini di preferenza, e scegliere la preferita.
  • Utilizzo dei modelli: rappresentazioni semplificate della realtà e cioè dei sistemi di equazioni che servono per vedere possibili risultati contro-intuitivi che il ragionamento da solo non è in grado di cogliere.
  • Ipotesi di equilibrio del mercato, domanda = offerta: quando i soggetti non hanno incentivo a cambiare le loro scelte poiché soddisfatti.

Modello domanda e offerta

Modello domanda e offerta:

  • La quantità domandata di un bene dipenderà da:

a. Prezzo del bene; Y.

b. Prezzo del bene rappresentativo di tutti gli altri beni da acquistare; = f(P1, P2, M).

c. Reddito monetario (M).

d. Altre variabili esterne al nostro modello.

Una funzione di domanda può essere:

d = 20 – 2yP.

I punti che si trovano sulla retta di domanda rappresentano il prezzo massimo che i consumatori sono disposti a pagare per 1 unità.

P = prezzo.

y = quantità.

D = domanda.

  • La quantità offerta di un bene dipenderà da:

Se Yd1 = Ys1 siamo in un momento di equilibrio del mercato.

a. Prezzo; yD = f(P1, P2, M).

b. Prezzo degli input.

c. Tecnologia.

È una relazione diretta dove la domanda dipende dal prezzo.

yD = f(P1, Pinput, tecnologia).

Una funzione di offerta può essere:

sP = 2y.

  • Equilibrio D = O.

P = prezzo.

Y = quantità.

S = offerta.

D = domanda.

Surplus consumatore = è la differenza tra quanto i consumatori sono disposti a pagare e quanto pagano.

Surplus produttore = quanto costa il prodotto.

Digitare l'equazione qui.

Elasticità domanda

Elasticità domanda = è una misura di sensibilità della domanda al variare del prezzo.

E Δ%yD/P = E = elasticità.

Δ%P.

  • Eccesso di offerta: i prezzi diminuiscono e si tenta di tornare alla condizione di equilibrio.

€.

Presumendo che il prezzo sia 12.

Y domandata = 4.

Y offerta = 6.

Eccesso di domanda: i prezzi aumentano.

  • Variazione del prezzo → variazione y lungo le curve S e D.

Variazioni di “altri fattori” → spostamento sul piano delle curve S e D.

Determinanti della domanda

Determinanti della domanda:

  • Popolazione: più consumatori → spostamento verso DX; meno consumatori → spostamento verso SX.
  • Reddito: bene normale = più domanda → spostamento verso DX; bene inferiore = meno domanda → spostamento verso SX.
  • Prezzo beni sostituiti → all’aumento di prezzo aumenta la quantità domandata, spostamento verso DX.
  • Prezzo beni complementari → all’aumento di prezzo diminuisce la domanda di y1 e y2, spostamento verso SX.
  • Gusti → se le preferenze di un bene aumentano → ne consegue + domanda e quindi c’è uno spostamento verso DX.
  • Prezzi attesi, aspettative: idea di aumento del reddito futuro = + acquisto da subito si sposta verso DX.
  • Idea di diminuzione del reddito futuro = - acquisto da subito si sposta verso SX.

Determinanti dell’offerta

Determinanti dell’offerta:

  • Input prezzo → aumenta il prezzo della materia prima = meno produzione y → verso SX.
  • Tecnologia → introduzione del processo per risparmiare = meno input → verso DX.
  • Numero venditori: + imprese = + quantità (y) → verso DX.
  • Aspettative → possibilità di crisi di un bene: meno y oggi + y in futuro → verso SX.

y1 (mandarini) e y2 (arance).

Capitolo 4 – Scelta del consumatore

Capitolo 4 – scelta del consumatore: y1 (mandarini) e y2 (arance) sono variabili di scelta.

Modello di scelta del consumatore: → rappresentativo del mercato economico: coppia di quantità di due beni A e B dalle variabili endogene (paniere della scelta).

→ Deve scegliere la quantità di quali beni.

La scelta deve avvenire sulla base del reddito (M) disponibile del consumatore.

Variabili esogene = prezzo P1 e P2 dei beni y1 e y2 che il consumatore conosce.

Quale sarà la scelta ottimale?

  • Vincolo = insieme delle alternative possibili.
  • Obiettivi = sintetizzare dall’ordinamento delle preferenze. L’obiettivo è quello di rendere massima l’utilità del consumatore subordinatamente al vincolo di bilancio → equazione sul vincolo di bilancio è un’uguaglianza: P1 • y1 + P2 • y2 = M.

P1 • y1 è la spesa nell’acquisto del bene 1.

P2 • y2 è la spesa nell’acquisto del bene 2.

y2 = M/P2 – P1/P2 y1.

→ M/P2 sono le variabili esogene ed è l’intercetta della retta.

→ – P1/P2 è il coefficiente angolare e cioè il rapporto di scambio imposto dai prezzi del mercato = prezzo relativo.

Insieme delle possibilità di scelta.

I panieri sulla retta sono caratterizzati dal fatto che il consumatore spende integralmente il suo reddito.

I panieri sugli assi indicano che il consumatore acquista solo 1 bene.

I panieri sotto la retta indicano che il consumatore non spende tutto il reddito.

Curva di indifferenza

Curva di indifferenza = insieme dei punti in cui il consumatore è indifferente su quale paniere consumare poiché ottiene lo stesso livello di utilità.

B = l’utilità del benessere è maggiore, panieri preferiti.

C = utilità del benessere inferiore ad A e B, panieri inferiori.

A1, A2, A3 e A4 = il consumatore è indifferente e la curva che passa in questi punti è chiamata curva di indifferenza.

Inclinazione della curva di indifferenza = inclinazione della retta tangente alla curva.

L’inclinazione misura il rapporto incrementale e cioè a quante unità del bene 2 il consumatore è disposto a rinunciare per avere una quantità in più del bene 1 = saggio marginale di sostituzione, SMS = P1/P2.

SMS si riduce al crescere del bene 1 e al decrescere del bene 2.

Nel punto B il consumatore è disposto a cedere meno quantità del bene 2 poiché è sazio del bene 1.

Ciò è visibile dall’inclinazione della retta tangente alla curva B ed infatti l’angolo che la tangente ha in quel punto è più piccolo rispetto all’angolo della tangente A.

= Il consumatore è meno disposto a sostituire il bene 2 con il bene 1, SMS in B è minore di SMS in A.

B è il punto preferito perché si trova su una curva di indifferenza più alta ma, sta fuori dal “triangolo” limitato dalla retta di bilancio e perciò il consumatore non può permetterselo.

Grafico della scelta del consumatore

Grafico della scelta del consumatore è quello in cui c’è il vincolo di bilancio e la mappa delle curve di indifferenza.

Un paniere come A fa parte dell’insieme delle possibilità poiché il consumatore spende tutto il suo reddito e può acquistarlo ma, la sua scelta non sarebbe razionale perché spendendo la stessa somma di denaro è in grado di raggiungere una curva più alta.

La scelta razionale è l’acquisto del paniere S, il quale si trova sulla curva di indifferenza più alta tra tutte quelle che toccano, almeno in un punto, il vincolo di bilancio.

A = il consumatore non è soddisfatto pur spendendo tutto il reddito.

B = spesa superiore al reddito.

S = è il punto di maggiore utilità e cioè il punto ottimale poiché tangente alla retta (SMS = P1/P2), il punto S è preferito rispetto ad A e B.

La soluzione al problema di scelta viene trovata identificando il punto di tangenza tra la retta del bilancio e la curva di indifferenza.

A sinistra del punto S lungo la retta del bilancio il SMS è maggiore del prezzo relativo, al consumatore conviene cedere Y2 per Y1; a destra del punto S il SMS è minore del prezzo relativo, al consumatore conviene cedere Y1 per Y2.

Capitolo 5

Impresa: qualsiasi soggetto che produce beni e li vende allo scopo di ottenere un profitto da tale vendita. La produzione consiste nell’impiego e nell’acquisto di determinate quantità INPUT data la tecnologia disponibile per ottenere gli OUTPUT.

Profitto: differenza tra il ricavo che l’impresa ottiene dalla vendita degli output e il costo degli input.

→ Problema di Robinson Crusoè: soggetto isolato che deve decidere quanto consumare e quanto produrre, si trova su un’isola e deve provvedere al suo sostentamento e deve dividere il suo tempo in 2 attività: la caccia e la coltivazione della terra.

  • Vincoli sono 2:

Il tempo: A = distribuzione possibile tra le due attività.

x1 (= caccia).

x2 (= coltivazione della terra).

N = tempo di lavoro = 16h.

N è la variabile esogena, x1 e x2 sono le variabili di scelta.

N = x1 + x2 → è il problema di scelta su quante ore lavorare nell’attività 1 e quante ore lavorare nell’attività 2.

x1 = N – x2 → N è l’intercetta e – x2 è il coefficiente angolare = 45°.

La funzione di produzione = è la relazione fra l’OUTPUT (y1) finale e gli INPUT (x1) impiegati nell’attività produttiva.

y1 è la quantità prodotta del bene 1 = f1(x1).

y2 è la quantità prodotta del bene 2 = f2(x2).

La funzione è crescente ma concava e a tassi crescenti = + lavoro con la caccia + carne ottengo.

Produttività marginale = si verifica con l’inclinazione della funzione di produzione: c’è il rapporto incrementale derivante da 1h in più di lavoro nella caccia che dà 1 unità in più di carne.

Curva di trasformazione

I due vincoli, tempo e produzione, possono essere uniti in un vincolo unico: curva di trasformazione, o frontiera delle possibilità produttive, che è l’insieme del vincolo del tempo e il vincolo tecnologico = rappresenta l’insieme delle possibilità di un soggetto economico con i dati del tempo di lavoro e la forza di produzione.

La curva di trasformazione mostra come il consumatore debba rinunciare ad una certa quantità di un bene per avere una determinata quantità in più dell’altro bene, la misura della rinuncia è indicata dalla curva stessa.

Saggio marginale di trasformazione, SMT = è l’inclinazione della curva di trasformazione: più si produce del bene 1, più si rinuncia al bene 2 per ottenere una quantità in più del bene 1.

La curva si ottiene mettendo in relazione 4 grafici (a, b, c, d):

  • Nel grafico a è disegnata la funzione di produzione del bene 2.
  • Nel grafico b vengono descritte le quantità producibili dei 2 beni in corrispondenza di ogni distribuzione tra le due attività del tempo di lavoro disponibile (N).
  • Nel grafico c è disegnato il vincolo del tempo di lavoro.
  • Nel grafico d è disegnata la funzione di produzione del bene 1.
  • Preferenze: quale bene sceglierà il soggetto? Sceglierà il punto della curva di trasformazione massimo della curva di indifferenza e cioè il punto ottimale in cui S → SMT = SMS e cioè la curva di trasformazione e di indifferenza hanno la stessa inclinazione.

A sinistra di S abbiamo SMS > SMT e cioè un sacrificio maggiore.

A destra di S abbiamo SMS < SMT.

Robinson imprenditore

Ora ipotizziamo che Robinson sia diventato un imprenditore:

  • Deve scegliere quanto produrre dei due beni che vengono venduti al prezzo di mercato.
  • E dopo aver massimizzato il ricavo totale, dovrà capire quanto dovrà consumare.

La massimizzazione del ricavo totale dovrà effettuarla in relazione al vincolo di bilancio.

Si tratta comunque di due scelte disgiunte.

Il primo obiettivo dell’imprenditore è il ricavo totale → R = P1 • y1 + P2 • y2.

y2 = R/P2 – P1/P2 • y2 → è una relazione negativa fra le quantità del bene 1 e quelle del bene 2.

È la retta dell’isoricavo = luogo dei punti (y1 e y2) che danno all’imprenditore lo stesso ricavo (R).

e1 e e2 sono le dotazioni iniziali.

e1 = indica le quantità prodotte e vendute nel mercato del bene 1.

e2 = indica le quantità prodotte e vendute nel mercato del bene 2.

A = scelta inefficiente perché si spreca lavoro.

B = è il paniere efficiente ma configura una scelta che non rende max il ricavo.

RMAX = posizione della retta che dà il ricavo totale ed il vincolo di bilancio del consumatore Robinson.

Nel grafico è stata tracciata la curva di trasformazione. Sono state tracciate 2 rette di isoricavo, R1 e RMAX.

RMAX = P1 • e1 + P2 • e2 → M (= reddito ricavato dall’attività produttiva).

Y = è il ricavo max = è la soluzione al primo problema di scelta.

RMAX è tangente nel punto y ed è la retta più alta tra quelle compatibili con il vincolo della curva di trasformazione.

L’inclinazione della retta dipende da R: più è alto il ricavo e più la retta si sposta a destra in alto.

Il punto più alto della retta risolve il primo problema di Robinson e cioè il problema produttivo = quando l’imprenditore massimizza il rapporto dei prezzi = alla pendenza della curva di trasformazione. La pendenza è data dal rapporto dei prezzi, i quali sono variabili esogene perché dati dal mercato.

Adesso analizziamo il secondo problema di Robinson, il quale si risolve così: se Robinso

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rachelecosta_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Piergallini Alessandro.
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