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1. Le radici profonde d’Europa

La fine del mondo antico

476 d.C., fine dell’età antica → inizio dell’età medievale: l’imperatore Flavio Romolo Augusto, detto l’Augustolo, viene deposto dal generale “barbaro” (cioè di origini germaniche) Odoacre.

Definitivo tramonto dell’Impero romano d’occidente.

La parte orientale dell’Impero durerà per quasi altri 1000 anni (1453).

Da più di un secolo il centro operativo (militare, politico, economico) dell’Impero si era andato spostando decisamente verso est: fu la svolta voluta da Costantino, il primo imperatore cristiano, che nel IV sec. aveva provveduto ad articolare il comando dell’Impero in due grandi aree (occidente e oriente), e aveva anche avviato la costruzione di una nuova capitale in oriente, ribattezzata Costantinopoli.

Giustiniano

L’imperatore voleva ricomporre l’unità dell’Impero romano. Tra il 535 e il 553 vi fu la guerra gotica contro gli ostrogoti, da tempo stabilizzati in Italia.

La vittoria delle truppe del generale Belisario riunì per qualche tempo l’area occidentale (in particolare l’Italia) a quella orientale. Giustiniano governò con particolare cura.

Il territorio della penisola italiana venne diviso in aree amministrative che facevano capo alla capitale Ravenna, direttamente collegata con Costantinopoli. A Ravenna risiedeva il rappresentante diretto dell’imperatore, denominato esarca. Seppure l’Italia aveva ricevuto un’organizzazione complessa e ben articolata, restava comunque una realtà fragile.

La compilazione giustinianea

L’impero di Giustiniano non fu sostenuto solamente dalle armi: diede vita, tra il 529 e il 534, a un vasto e ambizioso progetto legislativo, una delle raccolte normative più importanti ed influenti della storia dell’umanità.

{Altre raccolte importanti precedenti al progetto di Giustiniano erano state il Codice teodosiano, il Codice gregoriano, il Codice ermogeniano}.

I lavori vennero guidati dal giurista Triboniano.

Componenti dell’imponente raccolta passata alla storia come Corpus iuris civilis:

  • Codex: prima edizione nel 529, seconda edizione nel 534, raccolta di costituzioni imperiali, 12 libri, disciplinanti un’ampia varietà di materie (dir. ecclesiastico, privato, penale, pubblico, amministrativo e fiscale);
  • Digesta o Pandectae: 533, 50 libri in cui si selezionano quasi 10000 frammenti di giuristi romani, tra cui Gaio e Ulpiano;
  • Institutiones: 533, 4 libri, strumento agile e completo per la formazione dei giovani giuristi nelle scuole dell’Impero;
  • Novellae constitutiones: 534, costituzioni emanate da Giustiniano dopo il Codex fino alla sua morte.

Nel 554, Giustiniano, su richiesta di Virgilio, vescovo di Roma del tempo, dispose con un provvedimento detto pragmatica sanctio, l’estensione dell’ambito di vigenza del Corpus anche alla parte occidentale dell’Impero (la penisola italiana).

I diritti germanici

Nel VI sec. diversi popoli germanici si andavano stanziando in ampie aree di quello che un tempo, in Europa, era stato l’Impero romano.

Pur nelle loro identità distintive, questi popoli manifestavano tutti alcuni tratti comuni:

  • Il nomadismo;
  • La propensione militare e alla conquista;
  • La rilevanza data al gruppo (clan) piuttosto che al singolo;
  • La sfera penale incentrata sullo strumento della vendetta;
  • Un patrimonio di consuetudini orali regolanti la dimensione giuridica.

A poco a poco i popoli di matrice germanica giunsero a dotarsi di un testo giuridico scritto nel quale raccogliere il contenuto delle proprie consuetudini.

Tre esempi di legislazione scritta adottata da sovrani germanici tra il VI e il VII secolo.

  • Lex Romana Wisigothorum: promulgata nel 506 dal re Alarico II, segue a una raccolta di norme visigotiche adottata dal padre Eurico. Obiettivo di dotarsi di norme più vicine alla sensibilità latina con cui si era entrati definitivamente in contatto.
  • Pactus Legis Salicae: primo decennio del VI sec. con il re dei Franchi Salii Clodoveo.
  • Longobardi: a partire dal 568 avevano invaso la penisola italiana capeggiati dal re Alboino, inizialmente penetrando da nord-est, dal Friuli, poi spingendosi fino a sud con Clefi (successore di Alboino). Si ebbe una fase di grave incertezza politica e il pericolo di una disgregazione, che venne sventato con l’incoronazione di Autari (figlio di Clefi). Una svolta si ebbe con il regno di Rotari. Egli provvide a migliorare l’articolazione dell’amministrazione regia, e operò la messa per iscritto delle tradizionali consuetudini popolari.

Editto di Rotari: promulgato nel 643, composto da 388 capitoli e scritto in un latino “barbarico”. Obiettivo di rinnovare e correggere le consuetudini longobarde (cawarfidae), eventualmente aggiungendo quanto potesse mancare o sottraendo quanto di superfluo dovesse risultare.

Nell’Editto appaiono gli istituti consuetudinari tipici della tradizione longobarda, es.:

  • Mundium: potestà maschile sulla donna, del padre prima, del marito dopo il matrimonio;
  • Launegild: corrispettivo simbolico offerto dal beneficiario in occasione di una donazione (i longobardi non conoscevano le concessioni a titolo gratuito);
  • Wadia: garanzia in forma di pegno offerta dal debitore sui propri beni;
  • Guidrigildo: risarcimento pecuniario, preferito alla pur prevista faida.

Dopo quello di Rotari, l’intervento legislativo più significativo è rappresentato dalle 153 norme promulgate dal re Liutprando. Con egli si ebbe una svolta politico-religiosa che portò ad abbandonare l’arianesimo e ad abbracciare la fede cattolica.

Si ebbe una fase di integrazione delle tradizioni giuridiche insistenti nel medesimo territorio, la latina e la longobarda.

Chiesa e impero: la Chiesa come istituzione giuridica

Dopo una lunga fase di persecuzioni, il cristianesimo ottiene dalle autorità imperiali romane un primo riconoscimento a metà del III sec. sino a giungere a divenire la religione ufficiale dell’Impero.

Nel 313 Costantino emanava l’editto di Milano, con cui si concedeva ai cristiani la libertà di culto.

Nel 380 Teodosio I emanava l’editto di Tessalonica che elevava il cristianesimo a religione ufficiale dell’Impero.

Era l’avvio di una stagione di alleanza e perfino compenetrazione tra potere politico e religione.

I vescovi cominciarono ad emergere come autorità territoriali.

Determinati valori tipici della cristianità potevano risultare elementi conflittuali con la cultura giuridica romana, o con consuetudini popolari millenarie. La legislazione imperiale finì col recepire progressivamente una parte rilevante di quei valori.

La rinascita dell’Impero

Nel 774 il re dei Franchi Carlo Magno sconfisse il re dei longobardi Desiderio. Carlo Magno era stato incoraggiato ad intraprendere l’invasione dell’Italia dalla Chiesa, che nei Franchi vedeva dei difensori capaci di porsi al servizio della sua autorità.

Notte di Natale dell’800, incoronazione di Carlo Magno a Roma da parte del pontefice Leone III → nascita del Sacro Romano Impero (Impero: insieme di territori posti sotto un’unica autorità; Francia, Olanda, parte della Germania e della Spagna, Italia centro-settentrionale; Sacro: fondato sull’alleanza tra il Papa e i Franchi; Romano: si ispira al modello dell’Impero romano).

Pace di Aquisgrana dell’812: Impero Carolingio e Impero Bizantino si riconoscono a vicenda e si dividono l’eredità dell’Impero Romano d’occidente e d’oriente.

Organizzazione politica del territorio dell’Impero Carolingio:

  • Contee (guidate da conti): nelle zone interne;
  • Marche (guidate da marchesi): nelle zone di confine, organizzate militarmente in modo diverso dalle contee.

Conti e marchesi avevano potere diretto sui sudditi, che si concretizzava nella riscossione delle tasse e nell’amminist

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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