Filologia romanza
- Nell’area romanza orientale: romeno.
Denominazione dell’insegnamento: due termini: nome e aggettivo qualificativo romanza.
Si tratta di un termine dotto, scientifico e di un aggettivo di non immediata identificazione, insolito.
Definizione di filologia
Filologia: tra le molte definizioni è da evidenziare quella con cui Erich Auerbach, studioso tedesco di filologia e letteratura, inizia il suo volume intitolato Introduzione alla Filologia romanza, scritto nel 1948 quand’era esule in Turchia.
Definizione: “la filologia è l’insieme delle attività che si occupano metodicamente del linguaggio dell’uomo e delle opere d’arte composte in questo linguaggio”.
Etimologia del termine filologia deriva dal greco philos / philèin (amare) + lògos (parola, discorso) significa quindi amore del discorso, dello studio del linguaggio, della dottrina del linguaggio.
La filologia e la linguistica romanza abbracciano tutte le lingue derivate dal latino. L’aggettivo romanzo indica ciò che è una continuazione del latino, la lingua parlata anticamente a Roma che successivamente si diffuse in tutto l’Impero Romano.
Gli idiomi derivati dal latino venivano chiamati volgari, lingue parlate dal popolo, contrapposte al latino perché lingua delle persone colte.
Da alcuni idiomi si sono formate delle lingue letterarie, a molte di esse poi è stato riconosciuto in età moderna lo status ufficiale di lingua nei relativi paesi.
Oggi sono:
- Nell’area ibero-romanza: galego, portoghese, spagnolo o castigliano, catalano.
- Nell’area gallo-romanza: francese.
- Nell’area italo-romanza: italiano, romancio.
Anche i dialetti sono oggetto di studio della filologia romanza; la differenza tra lingua e dialetto è di ordine sociale e non linguistico, significa che nessuna lingua è superiore o inferiore all’altra patois, termine francese che designa delle parlate prive di prestigio sociale, limitate in genere alla sola campagna, di uso familiare ed escluse da altri ambiti sociali.
Il catalano ad esempio che durante il Medioevo godette di prestigio e diffusione, era diventato un dialetto dal XVI sec ma poi grazie agli sforzi degli studiosi, dei letterati e dei politici locali, ha conosciuto un movimento di rinascita nell’800 fino a tornare ad essere una lingua: nel 1979 il catalano ha ottenuto lo status di lingua ufficiale nella comunità della Catalogna accanto allo spagnolo [la Catalogna ha sancito per legge il bilinguismo].
Romanza
Romanza: l’aggettivo è di origine medievale, dal latino romanice loqui (sott. = parlare) > romanz, romanzo.
Il romanz è una lingua derivata dal latino, può essere il portoghese, il castigliano, il francese, l’italiano ecc, è un termine che si applica a tutte le lingue derivate dal latino.
Indica:
- Linguaggio diverso dal latino, ma derivato dal latino.
- Genere letterario narrativo scritto in romanzo (i romanzi della Tavola rotonda).
Pregiudizi
Esistono tre pregiudizi:
- 1. Aspetto antropologico: non c’è mai stata identità tra popoli e lingue, un popolo può identificarsi per un periodo più o meno lungo con una lingua, ma quella determinata lingua rimane difficilmente un bene esclusivo di quel popolo.
Per particolari fatti storici, degli individui o dei gruppi passano da una lingua all’altra ad esempio in età storica consistenti gruppi di popolazioni che parlavano delle lingue romanze sono passate al germanico e viceversa.
Questo fatto si è ripetuto soprattutto con i fenomeni di immigrazione dell’800 e 900.
- 2. Aspetto culturale: l’idea che i paesi che parlano lingue romanze abbiano un patrimonio culturale comune è sbagliata. L’eredità latina e cristiana è diversa dai popoli vicini a quelli romanzi, soprattutto germanici e alcuni popoli slavi. I popoli di lingua romanza sono stati e sono in grande prevalenza cattolici ma sarebbe assurdo ritenere meno romanzi i gruppi protestanti o ebrei.
- 3. Mentalità comune: nei popoli latini esisterebbe una mentalità comune che li renderebbe simili (carattere aperto, generoso e allegro ma anche superficiale, poco rigoroso) è un semplice stereotipo, l’idea di una mentalità comune latina è una generalizzazione.
Linguistica
Linguistica è la disciplina che studia il linguaggio umano, l’oggetto primario della linguistica è la lingua parlata.
Esistono anche manifestazioni linguistiche “secondarie”, la principale è quella mediata dalla scrittura.
La disciplina che si occupa di tutti i sistemi di comunicazione umana, e delle differenze che ci sono tra i vari tipi, è la semiotica.
La semiotica è la disciplina quadro di tutte le scienze della comunicazione.
L’oggetto di studio invece della linguistica romanza è il complesso degli idiomi romanzi, non si occupa però solo delle lingue vive così come si parlano e scrivono oggi ma anche del loro sviluppo storico.
Filologia
Il termine viene dal greco e significa “amore della parola”, ma il significato attualmente indica:
- La somma di due discipline, la linguistica e la letteratura.
- Lo studio linguistico dei documenti letterari e non.
- Studio della storia e dei processi di trasmissione dei testi antichi, al fine di fornire edizioni per il lettore moderno.
Es. placito capuano: “sao ko kelle terre, per kelle finie que ki contene, trenta anni le possedette parte Sancti Benedicti” è una breve frase in volgare contenuta all’interno di un documento latino che mira a risolvere una controversia sul possesso di alcune terre vicine a Capua.
I testimoni di volta in volta ripetono davanti al giudice questa formula per attestare che l’appezzamento in discussione era stato per 30 anni di proprietà dell’Abbazia di Montecassino e che quindi le apparteneva per usucapione.
Che lingua è questa? Dialetto campano antico; perché questa parte è in volgare romanzo e il resto del documento in latino? Il notaio elabora una formula di deposizione per persone illetterate, cioè ignare di latino.
Perché le ultime due parole sembrano in latino e non in romanzo? Siamo in presenza di un’espressione irrigidita del linguaggio giuridico latino.
Che valore hanno le due grafie qu e k in que e kelle? Le grafie hanno lo stesso valore, ossia quello della velare /k/.
Questo genere di questioni è di competenza della filologia.
Non si potrebbe emettere nessun giudizio di carattere filologico se non basandosi su conoscenze di linguistica; non c’è filologia senza linguistica.
La competenza però della scripta (=complesso degli usi scrittori diffusi in un determinato contesto storico e geografico) è di competenza della filologia.
Per studiare filologicamente dei testi medievali è necessario conoscere i tipi di scrittura in uso tra il VI e il XV secolo, le tipologie dei materiali scrittori in uso (pergamena, carta, calamo, penna di volatile ecc), le caratteristiche dell’oggetto libro (consistenza, fascicolazione, legatura, decorazione ecc), i caratteri (compreso il linguaggio formale) e le norme che ne regolano la trascrizione.
Nell’inglese, all’influenza particolarmente forte del latino medievale, si aggiunge quella del francese antico = tale influenza è il risultato della conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066 e del perdurare del dominio dell’aristocrazia di origine francese sulla società inglese per almeno due secoli.
Prologo dei Lais di Maria di Francia
Prologo dei Lais di Maria di Francia: si nota la consuetudine degli antichi scrittori di scrivere e parlare oscuramente perché i posteri potessero glossare il testo e aggiungere il sovrappiù di scienza acquisita, per lasciare quindi la possibilità ai moderni di annotare, di studiare, il testo che loro avevano scritto, spiegarli e aggiungere il surplus di scienza che la modernità acquisisce.
Bernardo di Chartres, citato da Giovanni di Salisbury: questo autore vive nel XII secolo, Giovanni era un ecclesiastico, ci ha lasciato varie opere che riguardano l’insegnamento di uno dei suoi maestri, in questo caso di Bernardo.
Bernardo diceva che siamo come nani sulle spalle dei giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti. = noi beneficiamo della cultura che ci è stata tramandata e, grazie all’altezza in cui ci troviamo, possiamo vedere meglio e capire quello che gli stessi antichi ci hanno detto.
Paradigma
Esempi di applicazione del concetto di paradigma:
- In letteratura: Hans Robert Jauss, Cambio di paradigma nella scienza letteraria del 1969 articolo pubblicato in una rivista.
- Alla filologia e alla linguistica: Lorenzo Renzi manuale.
Definizione di paradigma nel manuale di Renzi: secondo lo storico della scienza Kuhn la scienza procede fissando di tempo in tempo dei complessi di principi e di risultati acquisiti, detti appunto paradigmi, in base ai quali è possibile agli scienziati portare avanti la ricerca.
La ricerca scientifica non è costituita dalla continua messa in discussione dei principi generali, ma dalla loro adozione in vista del raggiungimento di nuovi risultati.
Ma di tanto in tanto la messa in discussione dei principi acquisti avviene e, se viene condotta a termine con successo, abbiamo quella che si chiama una rivoluzione scientifica.
Le rivoluzioni scientifiche sono molto rare.
Normalmente la ricerca scientifica ha luogo all’interno di una tradizione, cioè di quello che abbiamo chiamato paradigma.
Scegliendo un dominio particolare, per esempio quello dell’ottica, si nota come a partire da Isaac Newton ci sono tre paradigmi scientifici: la teoria della natura corpuscolare della luce e la coeva, ma meno fortunata, teoria ondulatoria sostenuta da Huygens, a queste è succeduta, dopo Planck e Einstein, l’idea della duplice natura della luce, ondulatoria e corpuscolare. Vedi pag 27 importante per esame.
Tre paradigmi:
- 1. Classico.
- 2. Storico-comparativo.
- 3. Strutturale.
Per indagare questioni relative alla linguistica e alla filologia romanza ci rifacciamo all’Antichità greca, periodo in cui le lingue romanze non esistevano ancora perché è necessario riportare gli studi romanzi realizzati in età medievale e rinascimentale a dei principi classici che si studiano meglio alla loro origine, cioè nel pensiero greco e alessandrino.
Solo agli inizi dell’800 sono nate la linguistica e la filologia romanza.
Quando vengono messi in discussione principi ormai acquisti abbiamo una rivoluzione scientifica.
Il concetto di paradigma (principi o risultati che si ottengono in ambito scientifico) può essere utile anche nel nostro caso, anche se la filologia appartiene all’ambito umanistico e non a quello scientifico.
La linguistica si situa invece a cavallo tra il dominio scientifico e quello umanistico. Nel rappresentare l’evoluzione degli studi filologici e linguistici romanzi, vengono adottati tre paradigmi:
- 1. Paradigma classico: nato nella cultura greco-romana e portatore di una visione statica della cultura e della lingua, concepite in funzione di un modello assoluto.
- 2. Paradigma del metodo storico-comparativo: nasce dall’ambiente culturale romantico, che ha segnato la scoperta della dimensione storica della cultura, della letteratura e anche della lingua.
- 3. Paradigma strutturale: si sviluppa dalle teorie di De Saussure. Lo strutturalismo studia i caratteri generali della lingua, concepita come una struttura (un sistema complesso) che da allora non viene più studiata limitatamente al suo sviluppo storico, ma anche nella sua dimensione interna e contemporanea.
Dominio romanzo – Romània
Dominio romanzo – Romània = territorio in cui si parlano le lingue romanze, ma non solo, anche dialetti.
Si tratta di un’area continua che va dal Portogallo all’Italia, e comprende le grandi isole del Mediterraneo occidentale (Baleari) e centrale (Corsica, Sardegna e Sicilia).
Gli studiosi hanno individuato una divisione di tipologia che sono identificabili all’interno del dominio romanzo, sono osservazioni di carattere geografico, linguistico o storico.
- Romània continua: la continuità storica (=storicamente in determinati luoghi come Italia, Francia, Spagna e Portogallo si è sempre parlato quella determinata lingua, dal latino in questi luoghi si sono sviluppate le lingue continuità genetica) e geografica (si può registrare la presenza di lingue neolatine che sono confinanti una dopo l’altra): gruppo balcanoromanzo comprende il romeno e il dalmatico; gruppo italo-romanzo comprende l’italiano e il sardo; gruppo retoromanzo (ladino, friulano ecc); gruppo galloromanzo comprende il francese, l’occitano e il francoprovenzale; gruppo ibero-romanzo comprende il catalano, il castigliano e il portoghese.
- Romània isolata: es Romania e Moldavia; interessa una parte più lontana e staccata territorialmente dalla romània continua come il sardo, friulano, ladino, catalano e francese.
- Romània perduta: dove il latino non ha avuto continuazione come nell’Africa nord-occidentale, territori a settentrione delle Alpi, poi germanizzati o slavizzati, Inghilterra un territorio romanizzato che non ha prodotto lo sviluppo di una lingua romanza però in secoli precedenti è stata imposta una lingua romanza come il francese, ma quella determinata lingua non è il frutto di uno sviluppo continuativo ma di una imposizione fatta - include quei territori dell’Impero romano in cui il processo di latinizzazione non fu tale da originare delle lingue romanze (es Africa settentrionale, Isole Britanniche), nello stesso modo include anche i territori in cui queste si svilupparono ma in seguito furono soppiantate da altre lingue.
- Romània nuova: territori in cui si parlano lingue romanze che non continuano in loco in latino ma sono state importate più tardi, nel Medioevo o in età moderna - comprende tutti i territori guadagnati con la scoperta e la colonizzazione del Nuovo Mondo ad opera principalmente di spagnoli e portoghesi. Con il trattato di Tordesillas, spagnoli e portoghesi si spartirono i territori.
Es oggi si parla in Brasile portoghese, in tutti gli stati del centro e sud America e in Messico si parla spagnolo.
Es in Europa: Grecia e Bulgaria; e fuori dall’Europa: Marocco, Turchia dello spagnolo portato dagli ebrei detti sefarditi.
Tutela delle minoranze: in Italia la legge n482 del 15 dicembre 1999, intitolata Norme in tutela delle minoranze linguistiche storiche, prevede interventi di tutela per alcuni varietà non romanze (albanese, greco, sloveno, croato e tedesco) e romanze del nostro paese come il sardo, friulano, ladino, catalano e francese.
Lingue romanze
Le lingue romanze sono le lingue derivate dal latino, sono l’evoluzione diretta non già del latino classico bensì di quello volgare ossia popolare, costituito dalle varietà linguistiche sviluppatesi a seguito dell’espansione dell’Impero romano.
Originariamente le lingue romanze nacquero e si svilupparono nell’Europa meridionale, un tempo conquistata e colonizzata dagli antichi romani.
Grazie alle scoperte geografiche, al conseguente colonialismo dei secoli XVI-XVIII e in seguito all’espansione imperialista delle grandi potenze europee nel corso dell’Ottocento le lingue romanze si diffusero anche in America, Africa, Asia, Oceania, diventando una delle famiglie linguistiche più parlate al mondo.
Classificazione delle lingue romanze
- Classificazione delle lingue romanze: Dante Alighieri, De vulgari eloquentia. In questo trattato, scritto in latino, propone una sua prima distinzione delle lingue romanze che conosceva.
Ne individua 3 sulla base di come in un certo luogo si diceva il “sì”, distinguendo la lingua d’OC, d’OIL, Sì.
Oc < HOC.
Oil < Oui < HOC ILLUM.
Sì < SIC.
- Nell’Ottocento, studi di Diez: prima classificazione scientifica delle lingue romanze.
- Classificazione geografia: elencare le lingue romanze tenendo conto di dove sono parlate.
- Classificazione storica.
- Classificazione linguistica basata sull’innovazione e la conversione rispetto al latino, quindi fa una classificazione tra lingue romanze più conservative e lingue romanze più innovative – si potrebbe analizzare il lessico per esempio, o anche la morfologia oppure la sintassi.
- Classificazione che si basa sulla ufficialità, classificazione di carattere amministrativo-politico.
Le lingue romanze ufficiali in area ibero-romanza sono il galego, il portoghese, lo spagnolo o castigliano e il catalano; in area gallo-romanza sono il francese; in area italo-romanza sono l’italiano e il romancio; in area romanza occidentale c’è il romeno.
- 2. Storia: cenni sulle principali vicende.
- 3. Principali tratti linguistici.
Occitano/provenzale prima lingua romanza a svilupparsi, che acquisisce anche un valore letterario.
L’aspetto più importante riguarda la poesia lirica, soprattutto quella d’amore [trovatori].
Francese e provenzale sono due lingue diverse.
Lingue romanze e area iberica
Il basco, forse di origine caucasica, rappresenta la continuazione di una delle lingue parlate nella penisola iberica prima della conquista romana.
Il punto di partenza per capire lo sviluppo delle lingue ibero-romanze è la conquista della penisola da parte degli Arabi tra il 711 e il 718. In questi anni il latino si era già trasformato in romanzo e nella penisola iberica si parlavano diverse varietà. Conseguentemente all’invasione araba la penisola si divise politicamente in un piccolo residuo nord cristiano e un grande centro-sud musulmano.
Per quanto riguarda la lingua: sia il nord che il centro-sud restarono romanzi a parte la presenza araba al sud.
Punto di vista politico: si formarono a sud degli Stati arabi famosi per il loro splendore e il loro progresso, mentre in una stretta striscia nel nord si formarono alcuni piccoli Stati cristiani.
Questi organizzarono prima la resistenza e poi il lungo processo di riconquista d
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