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Riassunti di letteratura inglese 4 - Prof. Continisio

Il teatro inglese tra 800 e 900 (Lezione 2)

Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento il teatro inglese oscillava tra l'autoesaltazione del mondo borghese e le nuove esigenze sceniche. La letteratura teatrale era espressione della società borghese, in cui la borghesia, che con i suoi fasti occupava un ruolo predominante, era riprodotta fedelmente sulle scene. I drammaturghi tendevano a ricreare sul palco quegli stessi salotti e quelle stesse conversazioni che gli spettatori avevano abbandonato nei propri palazzi un attimo prima di andare a teatro. Sulla scena venivano riprodotti valori del mondo borghese ritenuti unici e indiscutibili.

I drammaturghi crearono così dei generi predefiniti, come le farse, i well-made-plays, i melodramas, i music-hall, e accanto a questi si affiancavano le tecniche di produzione delle operette e delle commedie musicali che con Sullivan e Gilbert raggiunsero livelli eccellenti. Il sistema culturale e teatrale vittoriano era destinato a crollare a causa delle ipocrisie che si facevano strada in Europa fino ad arrivare anche in Inghilterra. Il propulsore di questa rivoluzione fu Ibsen che analizzò a fondo le contraddizioni e problematiche dei fasti borghesi.

In Francia, Zola auspicava un ritorno del teatro all'analisi umana. A questa esigenza di rinnovamento risposero alcuni autori e teorici del teatro: leggermente in ritardo rispetto all’Europa, Andre Antoine, Jean Julienne, Konstantin Stanislavskij. L’Inghilterra partecipò alla rivoluzione naturalista con l’istituzione dell’Independent Theatre Society nel 1891, fondata da Jack Grein. Un merito rilevante fu far conoscere al pubblico il principale interprete della scuola naturalista in Gran Bretagna: George Bernard Shaw.

Egli era convinto che la volontà individuale sarebbe stata sufficiente per determinare un continuo progresso della collettività. Shaw si propose di utilizzare il testo teatrale come mezzo per ottenere un simile progresso, ponendo continuamente in discussione i valori della società vittoriana, capovolgendoli e smascherando le ipocrisie che nutrivano quell'idea di ordine sociale che dominava le scelte teatrali tradizionali. Nello spettatore borghese che assisteva a un dramma formalmente simile a quelli a cui era abituato, ma che criticava aspramente i cliché in cui si riconosceva. L'intento dell'autore era provocare il pubblico, ma ebbe comunque il limite di restare ancorato alla società borghese.

La Prima Guerra Mondiale costituì una grande delusione: la borghesia si era dimostrata inadeguata a raccogliere le esigenze riformiste delle classi più deboli. Di fronte a un cambiamento di questo tipo, i drammaturghi inglesi non seppero creare dei testi adatti e ritornarono al passato, facendo del teatro l'unico mezzo di intrattenimento. Di Shaw ricordiamo Pygmalion (1912).

Negli anni '50 si assistette a una vera e propria rinascita del teatro inglese: la rottura definitiva con il teatro borghese. Ad esse si opponevano le teorie di Beckett e quelle di Brecht. Beckett operò una rivoluzione del linguaggio e delle forme sceniche e si ispira al "dramma conversazione", metodo usato in En attendant Godot. Il dialogo fra i due protagonisti ha solo lo scopo di far trascorrere il tempo della rappresentazione: la parola non produce azione, ma è solo uno scorrere di frasi. È l'attesa che racchiude il senso della vita dei protagonisti e dell'umanità.

La reazione della critica puntò sul totale imbarazzo in quanto Beckett da un lato riproduceva i vecchi drammi inglesi, dall'altro li svuotava del contenuto e dimostrava la vacuità dei dialoghi. Quindi, il teatro dell'assurdo rappresentava il mondo in cui gli uomini non avevano più mezzi per comunicare e comprendersi. Al teatro di Beckett si opponevano le teorie di Brecht ed il suo teatro aveva il compito di dimostrare la via del cambiamento: la necessità del teatro epico, dove lo spettatore poteva prendere posizione e criticare la scena. Per raggiungere questo scopo l'autore doveva evitare il coinvolgimento emotivo del pubblico e prendere così le distanze dalla drammatica aristotelica.

Alle nuove esigenze teoriche si andava sommando la spinta di giovani autori che rivendicavano un proprio spazio teatrale. Molti di questi appartenevano alla working-class e tra loro ricordiamo John Osborne, Arnold Wesker, John Arden, Edward Bond. Essi hanno tutti una cosa in comune, ovvero sono nati all'interno del Royal Court Theatre. La English Stage Society incoraggiò i giovani artisti che ebbero la possibilità di mostrare le proprie opere al Royal Court, che aveva anche una funzione politica. Gli artisti infatti, avrebbero potuto avere una mobilità nella piramide sociale.

Il dopoguerra (Lezione 3)

La Seconda Guerra Mondiale aveva segnato la fine dell'Impero britannico. Molte città vennero distrutte dai bombardamenti e così ci fu la necessità di ricostruire il paese. Le donne ebbero un ruolo fondamentale all'interno dell'esercito, della Marina e dell'Aeronautica. Le alleanze di governo aiutarono i civili per sostenere e l’Inghilterra le spese di guerra, si vide costretta a richiedere prestiti agli Stati Uniti. Man mano che la guerra avanzava, il partito conservatore guidato da Churchill non sapeva gestire le politiche interne e nel 1942 la popolazione iniziò a interrogarsi sul suo futuro e il comitato Beveridge pubblicò una serie di proposte per sconfiggere i mali sociali quali la pigrizia, la malattia, la miseria, l'ignoranza, e il bisogno. I conservatori non riuscirono a rispondere alle esigenze del popolo e cedettero la vittoria ai laburisti.

Il governo di Clement Attlee creò il Welfare State e furono approvate leggi importanti come il National Insurance Act che favorì un aiuto di disoccupazione, malattia, vecchiaia di eguale livello. Nel 1948 si cercò di garantire la cura della Salute attraverso le figure del National Health Service e la British Medical Association. Il programma internazionale della banca d'Inghilterra (carbone, gas, ferrovie, elettricità e acciaio). In campo internazionale, l'Inghilterra concesse l'autogoverno all'India e così si susseguirono altri fattori negativi.

Il teatro del dopoguerra aveva cercato di rimuovere il presente, gli autori promuovevano forme passate. La scuola e l'università diventarono il terreno fertile del teatro inglese, il cui scopo principale fu il distacco dal passato e la speranza di dar voce ai valori della giustizia sociale. Il teatro come mezzo di riflessione sulla realtà.

Il Theatre Workshop, nell’East End, fondato da Joan Littlewood ed Ewan McCall, era impegnato a sviluppare una forma teatrale capace di portare le masse al teatro e il teatro alle masse. L’English Stage Company iniziò la sua attività al Royal Court Theatre. Scopo della compagnia era di rappresentare da un lato i più interessanti drammi contemporanei di autori stranieri per sprovincializzare la scena inglese e di proporre testi nuovi e di metterli in scena in base al valore drammatico e non in base ai criteri di cassetta che erano legge nel West End. Tra gli autori ritroviamo John Osborne, Brendan Behan, Shelagh Delaney.

Essi rappresentavano il dramma nel salotto. Look Back in Anger divenne espressione del rinascimento teatrale. La storia riguarda un triangolo amoroso tra Jimmy Porter, la sua borghese moglie Alison, e la sua migliore amica Helena. Cliff, un'amichevole pensionante gallese tenta di mantenere la pace. L'autore colloca la scena in una mansarda della casa di Jimmy, Alison e l'amico Cliff.

Look Back in Anger e The Entertainer (Lezione 4)

Lo schema è quello del well-made-play:

  • Presentazione personaggi.
  • Scoperta gravidanza di Alison che non dice nulla al marito e sceglie di andare via. Helena seduce Jimmy.
  • Ritorno di Alison in seguito all'aborto, ricongiungimento con il marito. Fantasia sentimentale sessuale di scoiattoli e orsacchiotti.

Il protagonista è Jimmy, eletto simbolo di una generazione smarrita e insoddisfatta. La rabbia di quella rivolta poteva essere interpretata dal pubblico in modo personale. Lo stesso atteggiamento è ripresentato da Osborne con il personaggio di Billy Nice in Entertainer, che intervalla le vicende della famiglia di Archie Rice, attore di varietà, a scene del music-hall che rappresentano l'Inghilterra degli anni '50, lo squallore e l'impoverimento.

  • In Luther, Osborne decide di convogliare il suo senso di ribellione in un uomo solo contro la società negativa dell'epoca.
  • Nel 1958 Chicken Soup with Barley è in scena in due teatri. L'autore è un ragazzo ebreo di nome Arnold Wesker. Nel 1959 esce Roots e nel 1960 I’m Talking About Jerusalem, e con queste formerà la famosa trilogia di Wesker. Con essa l'autore porta in scena le speranze e i fallimenti della sinistra britannica per arrivare a concludere che è indispensabile condurre una battaglia per aiutare i lavoratori ad acquisire una coscienza di classe. I protagonisti di quest'opera sono ebrei comunisti la cui esistenza è resa sempre più mesta dal decadere degli ideali per i quali non smettono mai di battersi. A Sarah, donna energica e socialista, si contrappone la figura del marito Harry, un uomo pigro e debole. Accanto a loro troviamo Ada e Ronnie, due giovani caparbi e risoluti nel perseguire i propri ideali.

L'innovazione del testo si deve alla creazione di personaggi comunisti che per la prima volta affrontano temi di politica. La lingua è la chiave di volta in quanto Wesker riporta le sgrammaticature e le distorsioni sintattiche della parlata popolare. Per tutti gli anni '60 egli organizza il Centro 42, un organismo con lo scopo di dar vita allo sviluppo culturale attraverso concerti, mostre e iniziative varie. Le difficoltà e le incertezze ideologiche decretarono però la sua chiusura nel 1970.

Alla base di questa esperienza troviamo Their Very Own and Golden City: il flashback, che descrive la visione utopica di questa città, si affianca all’uso innovativo della tecnica cinematografica del flashforward che fortemente contrasta con la retorica con la quale si vuole descrivere il fascino del progetto. Chiusa quella prima fase, egli si rese conto di dover trovare forme diverse per comunicare la difficoltà dei sentimenti. Il nuovo teatro non fu nuovo nella forma. Tra gli autori furono John Arden ed Edward Bond a proporre una forma che andasse oltre il naturalismo.

  • Il dramma di Arden fa appello all'intelligenza dello spettatore e non ai sentimenti, quindi prendendo un fatto contemporaneo ma collocandolo lontano nel tempo usando come mediazione elementi grotteschi. Con The Waters of Babylon del 1957 si mischiano elementi di pantomima e musical hall, si assiste ai cambi d'abito del protagonista Krank, che si rivolge al pubblico fino alla fine senza svelare il mistero che avvolge la sua storia. Ebbero molta fortuna anche altre opere successive ad esempio The Work-house Donkey del 1963 che si propone di celebrare le virtù dionisiache (rumore, disordine, ubriachezza) per rappresentare un teatro vitale. Il verso si colloca nel testo per dare sviluppo alla vicenda alternandosi alla prosa di Shakespeare, Johnson, Hardy e Joyce che invece interrompe l'azione per porre l'accento sulla poetica descrivendo l'emozione dei personaggi. Con Serjeant Musgrave's Dance del 1959, Arden si pone il problema della violenza e attraverso il verso fa appello alla ragione degli uomini.

Oltre ai drammi destinati al teatro professionistico, aveva scritto diversi lavori messi insieme da attori non professionisti sia per sperimentare che per elaborare collettivamente a partire dalle improvvisazioni fino alla discussione tra autori e attori.

Edward Bond (Lezione 5)

I testi che nacquero rivisitano molti generi e criticano il potere e le autorità. Due lavori emergono su tutti:

  • The Business of Good Government del 1960, un nativity play che dalla fuga in Egitto ricava una metafora sulla contrapposizione tra le due superpotenze.
  • The Royal Pardon del 1966, un apologo sulla legittimità della ribellione all'autorità che mescola i toni della favola per bambini alla riflessione sul rapporto tra illusione e realtà nella finzione teatrale.

In entrambi i casi è accentuata la tendenza di Arden a disfarsi delle convenzioni naturalistiche a partire dalle scene, dai costumi per arrivare alla concezione dello spazio scenico. Edward Bond riscontra nella scuola la prima forma di violenza e così all'inizio della sua carriera entra a far parte del Writer's Group, riunito presso il Royal Court Theatre.

Nei suoi primi drammi l’interesse è rivolto all’alienazione e alla violenza della società contemporanea; in seguito, la sua attenzione si sposta dagli effetti alla causa.

  • Bond s’interroga sulla natura del potere, su come opera e come si conserva. La sua indagine si rivolge a un potere crudele ed ingiusto cui dovrebbe opporsi e sul controllo esercitato dalla classe dominante. Per Bond l'arte deve essere guida all'azione ed il teatro deve rappresentare un sostegno per coloro che vogliono cambiare la società. Egli debutta con The Pope's Wedding del 1962 e spiega che il palcoscenico deve essere vuoto se non per i pochi oggetti descritti nel testo ed aggiunge che non si deve creare l'illusione di una scena reale. Questo principio deve eliminare l'illusione naturalistica quindi il suo punto di vista si avvicina a quello di Brecht (evitare l'empatia). Un altro punto in comune è la divisione dei drammi in scene e non in atti. I primi due drammi di Bond, The Pope's Wedding e Saved (1965) sono legati sia da un punto di vista scenografico che sostanziale. Infatti, le vicende sono ambientate ai nostri giorni ma hanno protagonisti proletari. Nel linguaggio egli cerca di riprodurre la loro estrazione sociale. I personaggi di Saved riflettono lo squallore del destino assegnato loro da una soffocante struttura di classe. Le loro conversazioni si concentrano sulla mancanza di denaro e la loro rabbia si scarica nell'entusiasmo per la vittoria a cricket della loro squadra contro quella del Boss locale, il diverso.

Attraverso l'opera Bond si afferma impressionando il pubblico, quando un gruppo di operai londinesi arrivano a compiere l'uccisione di un bambino nella sua culla in un parco. Questo evento è il ritratto della civiltà industriale. Ostilità, violenza sui deboli e sui diversi è la normalità di una società. Bond parla della violenza come un political device ovvero un trucco usato dalla borghesia per affermare la necessità di un controllo da parte dell'autorità. È innegabile che gli uomini a volte ricorrono alla violenza come mezzo di difesa della propria dignità o della propria sopravvivenza.

La riscrittura del King Lear (Lezione 6)

L'unica forma di violenza ammessa per Bond è la violenza rivoluzionaria capace di costruire una società razionale fatta di eguali. Saved termina con un atto d'amore e di speranza: Len, il ragazzo di Pam, aggiusta una sedia rotta durante un precedente litigio. È possibile riparare una sedia ma non è possibile fare lo stesso con una caricatura di famiglia in cui non esistono rapporti e i cui comportamenti sono tenuti insieme dal comune fallimento. L'atteggiamento del ragazzo testimonia la volontà di fare qualcosa di trovare una soluzione per te per gli altri quindi la possibilità di una speranza. La necessità di rinnovamento spinge Bond ad ambientare i suoi drammi nel passato.

  • Un esempio è Lear, rivisitazione del King Lear di Shakespeare, una parabola sulla struttura del potere nella società borghese. Lear è responsabile non solo della sua tirannia, ma anche di quella delle figlie e di Cordelia. Le violenze e le ingiustizie del suo regno si ripresentano nelle forme di governo che gli succedono. Si assiste alla crescita interiore del protagonista che quando è privato dal potere inizia a interrogarsi sul mondo che lo circonda e a rendersi conto del dolore della sofferenza degli altri. Alla fine del dramma gli viene ucciso mentre spala della terra e questo gesto rappresenta la speranza di ristabilire la dignità umana.
  • Uno dei drammi storici più famosi è The Woman del 1978 che offre una rilettura della guerra di Troia in cui è possibile rintracciare l'eco delle posizioni femministe. Bond pone l'accento sul linguaggio teatrale che conferisce alle parole l'intensità della profezia. La più spaventosa delle guerre e l'incubo dell'olocausto nucleare sono i soggetti della trilogia che Bond ha diretto per la Royal Shakespeare Company nel 1985, The War Plays.

Fringe e teatro politico

Il termine "fringe" letteralmente frangia, margine, nacque agli inizi degli anni '50 per indicare gli spettacoli spontanei allestiti da piccoli gruppi. Malgrado la maggior parte delle formazioni alternative oggi lo respinga, preferendo quello di teatro politico, entrambi sono sinonimi. Il fenomeno del teatro al di fuori delle strutture tradizionali ha assunto proporzioni ragguardevoli nei primi anni '60 per poi espandersi.

Le riscritture (Lezione 7)

Nel Novecento il fenomeno della riscrittura mostra chiaramente la consapevolezza dello scrittore che la sua realizzazione è sempre in relazione con il passato. La riscrittura parte da un'analisi approfondita della tradizione e diviene fonte autonoma. Già nel teatro elisabettiano troviamo numerosi esempi di rielaborazioni testuali, anche l'Amleto di Shakespeare si presenta come una riscrittura. Così, la rappresentazione teatrale del Murder of Gonzago, offre al protagonista la possibilità di smascherare il re Claudio. Quella della riscrittura è un'usanza molto antica. Il teatro greco e latino ripropongono miti e leggende di divinità e anche in epoca rinascimentale si rielaborano le commedie di Plauto, Terenzio e di Seneca.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mart96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Continisio Tommaso.
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