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Economia aziendale

Introduzione e orientamento allo studio delle aziende

Economia aziendale è una disciplina scientifica che studia le scelte operate dagli uomini per adattare mezzi scarsi ai bisogni umani e si divide in due tipologie:

  • Economia aziendale che studia i fenomeni economici di singole aziende e si interessa degli scarsi mezzi che l'azienda ha per i fini aziendali.
  • Economia politica che studia i fenomeni economici dei grandi aggregati aziendali a livello regionale, nazionale e internazionale (macro) e dei singoli produttori e consumatori (micro).

Quindi, l'economia aziendale studia il comportamento economico delle aziende e si è affermata da poco come disciplina economica autonoma. In passato, veniva identificata come la ragioneria, che si occupava esclusivamente delle rilevazioni quantitative d'aziende attraverso tre fasi:

  • Rilevazione dei fatti amministrativi
  • Determinazione dei risultati
  • Interpretazione dei risultati

Oggi queste fasi prendono il nome di "contabilità" e sono comprese nell'economia aziendale. La capacità di gestire e controllare un'azienda è fondamentale per un imprenditore. Nel 1926, Zappa ha posto l'attenzione sul raggruppamento in un'unica dottrina della parte contabile, gestionale, e organizzativa.

Con il progresso tecnologico produttivo, si è verificato anche un progresso delle conoscenze economico-aziendali, creando due nuove esigenze:

  • Prendere decisioni razionali di processi di programmazione e controllo
  • Sviluppare sistemi informativi per la scelta di decisioni efficaci

Il comportamento economico delle aziende

Il comportamento economico è formato da alcuni processi fondamentali quali:

  1. Decisione: Il processo di decisione è il momento principale e iniziale di ogni azienda. Consiste nel riflettere sulle scelte da fare, optare per una scelta o per un'altra, reperire le informazioni contabili ed extracontabili interne ed esterne. Gli elementi principali includono:
    • L'organizzazione
    • Il tipo di prodotto
    • Il marchio
    • Il nome del prodotto
    • La confezione
    • La pubblicità
    • Il prezzo
    • I canali distributivi

    In questa fase si decide anche l'obiettivo da raggiungere (Programmazione Aziendale), l'utilizzo delle risorse per il raggiungimento degli obiettivi (Strategia) e la formalizzazione degli obiettivi (Pianificazione Strategica). La programmazione aziendale si divide in:

    • Programmazione strategica: traduce in obiettivi a lungo termine la "Mission" aziendale.
    • Programmazione tattica: traduce gli obiettivi strategici in obiettivi di medio periodo (dai 3 ai 5 anni).
    • Programmazione operativa: traduce gli obiettivi tattici in obiettivi gestionali a breve termine (annuali).

    Questi programmi sono i "Budget annuali" che serviranno nella fase di controllo a verificare eventuali scostamenti (confronto tra obiettivi e risultati aziendali).

  2. Esecuzione: In questa fase si mette in pratica quanto stabilito nella fase decisionale, sufficiente al conseguimento degli obiettivi definiti in fase di programmazione.
  3. Controllo: Qui si verifica se l'azienda procede verso il conseguimento degli obiettivi prefissati. Il controllo avviene secondo due fasi logiche:
    • Confronto tra risultato preventivato ed effettivo
    • Analisi degli scostamenti e individuazione delle cause

    In caso di scostamenti, possono essere modificati i programmi operativi e i programmi strategici.

  4. Feed-back: Dopo il controllo, si eliminano gli scostamenti riscontrati e si rimette in moto tutto il sistema aziendale. Il mancato raggiungimento degli obiettivi aziendali può essere imputato a due tipi di errore:
    • Di programmazione
    • Di esecuzione

    Quando si ha certezza del tipo di problema, si effettuano due risoluzioni:

    • In caso di errori di attuazione, bisogna eliminare le inefficienze presenti e controllare annualmente.
    • Nel caso di un errore di programmazione, occorrerà revisionare gli obiettivi e i programmi.

    Le fasi di controllo e feed-back devono avvenire con qualsiasi risultato ottenuto. Il sistema informativo aziendale (S.I.) è l'insieme del personale che raccoglie il flusso di informazioni aziendali in maniera precisa, tempestiva e chiara.

Il processo decisionale

Lo studio delle soluzioni risolutive di un problema è composto da informazioni sulla natura e sulle cause che lo hanno generato. La decisione sarà "completa" quando il manager effettuerà la scelta della risoluzione che supererà il problema. Questo processo viene studiato secondo due approcci:

  1. Razionalità obiettiva: Protagonista delle decisioni è l'uomo economico che riesce sempre a trovare la soluzione migliore, è obiettivamente razionale e onnisciente. Opera in questo modo:
    • Individua il problema
    • Raccoglie le informazioni per comprendere meglio il problema
    • Individua le alternative della soluzione
    • Individua le conseguenze relative a ogni soluzione
    • Sceglie la migliore
  2. Razionalità limitata: Protagonista delle decisioni è l'uomo amministrativo che ha conoscenze limitate, è limitatamente razionale e sceglie le alternative soddisfacenti. L'uomo amministrativo non conosce tutti i problemi, non li definisce perfettamente, le alternative che propone sono poche e non conosce le conseguenze delle varie alternative. Questo è un modello più realistico, e il processo decisionale si svolge in questo modo:
    • Individua il problema
    • Lo definisce
    • Sviluppa soluzioni
    • Individua le conseguenze delle varie soluzioni
    • Sceglie l'alternativa

    Il manager non sceglierà l'alternativa ottima ma quella "soddisfacente" e lo farà basandosi sui risultati passati e le proprie aspirazioni (status, prestigio). La soluzione soddisfacente sarà quella che garantisce un livello di redditività pari o superiore a quella dell'anno precedente.

L'azienda

L'azienda è un istituto economico duraturo che produce beni e servizi:

  • È un istituto in quanto composto da sistemi coordinati di persone, beni e operazioni.
  • È economico perché vengono prese decisioni per adattare mezzi scarsi a fini molteplici.
  • È duraturo perché la sua vita è maggiore di quella delle persone e dei beni.
  • Produce beni e servizi perché crea nuova utilità per la soddisfazione dei bisogni umani.

La soddisfazione dei bisogni umani non è solo quella di consumo o utilizzo del bene, ma altri bisogni sociali, di stima, di sicurezza, ecc., vengono soddisfatti quando i soggetti sono resi partecipi della produzione. Un'azienda deve sempre tenere conto dei bisogni del personale e della clientela.

La soddisfazione del personale avviene sempre mediante la modifica delle retribuzioni e dei ruoli organizzativi. La mancata soddisfazione provoca uno stato di frustrazione, insieme ad aggressività, compensazione (raggiungere un obiettivo più semplice al posto dell'obiettivo primario) e razionalizzazione (giustificare una situazione fallimentare con scuse irrilevanti).

Schema di Abram Maslow

Abram Maslow ha proposto uno schema dei bisogni umani messi in ordine di importanza. Dice che involontariamente si passa alla soddisfazione del bisogno superiore quando il suo inferiore è stato soddisfatto. Inoltre, afferma che questi bisogni sono comuni a tutti e, quando soddisfatti, procurano un miglioramento della vita.

Schema di Maslow:

  1. Bisogni ragionevolmente soddisfatti:
    • Fisiologici
    • Sicurezza
    • Sociali
  2. Bisogni in tensione:
    • Stima di sé
    • Stima degli altri
    • Autorealizzazione

Le imprese per motivi pubblicitari, di vendita e di produzione fanno affidamento e studiano con questo criterio i soggetti che compongono il mercato di sbocco.

Il sistema aziendale

Gran parte dell'attività economica si svolge all'interno di istituti, ovvero organismi composti da più sistemi coordinati tra loro al cui interno gli elementi agiscono secondo linee di "fatti" reciproci. All'interno di un'impresa ci sono tre sottoinsiemi:

  • Organizzazione (sistema di persone): Sistema coordinato di persone con un impiego relazionato agli obiettivi gestionali da raggiungere. Il processo organizzativo avviene in questo modo:
    • Determinare gli obiettivi da realizzare
    • Determinazione delle funzioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
    • Assegnare le funzioni alle varie persone (distinzioni dei ruoli/mansioni)
    • Job Description (specificare ruoli e responsabilità delle mansioni)
    • Determinare il tipo di influenza (autoritaria e non)
    • Determinare come dovranno agire le varie funzioni (mansioni)
    • Definire il passaggio informativo del comportamento aziendale

    Gli organi organizzativi di un'azienda sono:

    • Organo volitivo (prende le decisioni aziendali)
    • Organo direttivo (traduce le decisioni prese dall'organo volitivo in disposizioni operative)
    • Organo esecutivo (eseguono materialmente tutto ciò che viene stabilito dall'organo direttivo)

    Ogni componente ha un ruolo (schema definito di comportamenti) e un compito (singole o più azioni organizzate nel tempo). Il tipo di direzione può essere di tipo autoritario (potere decisionale attuato mediante il comando) o di tipo partecipativo (fondato da un potere decisionale). I ruoli e le funzioni, quindi le responsabilità, possono essere rappresentate secondo degli schemi chiamati organigrammi e possiamo individuare diverse strutture organizzative quali:

    • Struttura gerarchica: struttura piramidale con il "potere" nelle mani di un solo soggetto/organo.
    • Struttura funzionale: funzioni ripartite fra più organi di pari grado specializzati nella funzione assegnata.
    • Struttura gerarchico-funzionale (line e staff): sono presenti due tipologie di organi, i LINE hanno il potere decisionale, mentre gli organi di STAFF sono di assistenza ai LINE.
    • Struttura a matrice: adatta a quelle aziende che lavorano su commessa o su progetto, formata da due tipologie di manager, ovvero quelli di funzione e quelli di progetto. I primi risolvono i problemi a loro inerenti, i secondi coordinano le attività di un progetto cui sono responsabili.
  • Patrimonio/Capitale (sistema di beni): Il sistema di beni è l'insieme dei mezzi produttivi. Il capitale dell'impresa è la somma dei beni materiali e immateriali per la produzione. Il patrimonio viene analizzato secondo due aspetti:
    • Aspetto qualitativo: Si analizza la natura degli elementi che compongono il patrimonio ed avviene mediante un prospetto chiamato inventario.
    • Aspetto quantitativo: Qui i componenti non sono sommabili fra loro in quanto di natura eterogenea. Bisogna in primis omogeneizzare il tutto mediante la valutazione monetaria così da poterli sommare e avere una misura sintetica del capitale. I valori che abbiamo come risultato vengono chiamati Stato Patrimoniale (SP) con il quale è possibile effettuare un'analisi sia patrimoniale sia finanziaria, o, Stato dei Capitali.

    Il capitale proprio o capitale netto (CP) rappresenta il capitale messo a disposizione dal soggetto aziendale al momento della costituzione ed aumentato o diminuito in base all'andamento aziendale. Il capitale di credito (CC) rappresenta i debiti che l'azienda ha nei confronti dei creditori. Il totale attività è il capitale investito (CI) ed il totale passività e netto equivale al totale delle fonti di finanziamento (CC+CP).

  • Gestione (sistema di operazioni): La gestione è l'insieme di tutte le operazioni (comprese la costituzione e la cessazione) svolte durante tutto il ciclo di vita dell'azienda per il raggiungimento degli obiettivi. Generalmente la programmazione ed il controllo della gestione si svolgono durante lassi di tempo brevi chiamati "periodi amministrativi" e, l'insieme delle operazioni svolte in questo periodo amministrativo viene chiamato "esercizio" (concetto economico).

Nel campo strategico si possono individuare tre modelli gestionali:

  • Il modello "Ripetitivo" (le azioni rappresentano una conseguenza alle variazioni ambientali)
  • Il modello "Difensivo" (le azioni rappresentano una risposta anticipata ai mutamenti ambientali)
  • Il modello di "Sviluppo" (si pensa all'innovazione con sforzo autonomo)

L'obiettivo ultimo di ogni strategia è identificabile con lo sviluppo dimensionale dell'impresa e per operare a livello strategico la gestione si avvale di funzioni di tipo direzionale (questo accade con riferimento a lunghi periodi), ovvero:

  • Organizzazione
  • Programmazione
  • Controllo
  • Leadership

Nel campo delle sub-strategie, rispetto all'area a cui si riferiscono, si possono individuare:

  • La gestione commerciale e di marketing (acquisti e vendite)
  • La gestione della produzione (trasformazione degli acquisti chiamati "input" in prodotti chiamati "output")
  • La gestione della finanza (gestione dei mezzi finanziari)

D'ausilio a queste prime tre troviamo:

  • La gestione contabile (reperire informazioni utili per la parte decisionale)
  • La gestione del personale (acquisizione e formazione personale)
  • La gestione della ricerca e sviluppo (produzione di nuove conoscenze tecnologiche)

Le funzioni utilizzate in questo campo sono funzioni di tipo operativo, ovvero:

  • Tecnologiche
  • Commerciali
  • Finanziarie
  • Contabilità
  • Sicurezza

Classificazione delle aziende

Le aziende si dividono in:

  • Aziende di produzione: realizzano il profitto attraverso il soddisfacimento dei bisogni umani.
  • Aziende di erogazione: soddisfano i bisogni umani attraverso il reperimento e l'impiego delle risorse necessarie e non hanno scopo di lucro.
  • Aziende composte: hanno sia l'obiettivo di soddisfare i bisogni umani sia quello di conseguire un utile.
  • Enti non profit: hanno uno scopo sociale e non la massimizzazione del profitto.

Le aziende di erogazione

Le aziende di erogazione svolgono un consumo di servizi, un'azienda di erogazione per antonomasia è la famiglia. Si divide in azienda di consumo ed azienda di erogazione in senso stretto. Essa risponde a un sistema socio-economico per soddisfare bisogni di:

  • Persone all'interno dell'azienda stessa, ad esempio associazioni culturali e sportive (azienda di consumo).
  • Persone esterne (beneficiari) nell'interesse dell'azienda (azienda di erogazione in senso stretto), ad esempio enti di beneficenza ed enti che finanziano la ricerca medica.

Quindi, il fine delle aziende di erogazione (di consumo) non è quello di soddisfare un lato "esterno", ma soddisfare i bisogni dei membri dell'azienda. Invece, per quelle in senso stretto, il fine è quello di soddisfare l'azienda stessa, quindi, verso l'esterno. Tutto questo ovviamente in condizioni di EQUILIBRIO (proventi=oneri + costi) ed EFFICIENZA (bassi oneri, costi unitari ed alti rendimenti).

Le attività di produzione delle aziende di erogazione sono composte da tre cicli fondamentali:

  • Ciclo operativo: composto dalla produzione e dal consumo/erogazione.
  • Ciclo finanziario: con due tipi di movimenti, ovvero:
    • Entrate derivanti da persone interne, persone esterne (donatori), dal patrimonio (eredità) oppure da una combinazione dei precedenti punti.
    • Uscite che attivano il processo produttivo. Se le E=U pareggio finanziario, se E>U avanzo finanziario e se E<U disavanzo finanziario.
  • Ciclo economico: che è un movimento di:
    • Rendite/Proventi/Ricavi, ovvero delle componenti economiche positive.
    • Spese/Oneri, ovvero delle componenti economiche negative.

    Se PR=SP abbiamo un equilibrio economico, se PR>SP abbiamo un avanzo economico e se PR<SP abbiamo un disavanzo economico.

Le aziende di produzione (imprese)

Le aziende di produzione perseguono uno scopo di lucro. L'impresa è un sistema socio-economico che produce per il mercato beni e servizi destinati a soddisfare i bisogni dei consumatori e degli utilizzatori mediante lo scambio (vendita) sul mercato.

Il ciclo operativo ha origine con il reperimento dei fattori produttivi chiamati "input" e termina con la loro trasformazione diretta e/o indiretta per poi essere venduti o immessi nel mercato, e prende il nome di "output".

  • Gli input sono caratterizzati da fattori quali:
    • Terra
    • Lavoro
    • Capitale
    • Imprenditorialità
  • Gli output sono caratterizzati da beni o servizi quali:
    • Prodotti finiti
    • Merci
    • Servizi

Dallo scambio (vendita) derivano i ricavi, i quali devono remunerare i fattori produttivi utilizzati, che possono essere di due tipologie:

  • Fattori produttivi in posizione contrattuale: Qui la remunerazione è:
    • Certa: qui esiste un impegno contrattuale
    • Fissa: prestabilita nella stessa sede
    • Prioritaria: qui la remunerazione deve precedere eventuali altre decisioni di impiego
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antonio.orlando.967 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Demartini Paola.
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