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Concetti Chiave

  • La restaurazione post-napoleonica segna il ripristino degli antichi poteri in Europa, con la Santa Alleanza di Austria, Russia e Prussia che garantisce l'ordine e la tradizione.
  • Il pensiero controrivoluzionario è influenzato da Edmund Burke, che critica la rivoluzione per aver cercato di fondare un ordine su valori astratti come l'uguaglianza, sostenendo il rispetto delle gerarchie naturali.
  • Joseph de Maistre interpreta la storia come creazione divina, sostenendo che la monarchia assoluta e l'autorità morale del Papa siano necessari per mantenere l'ordine e prevenire il caos.
  • Con la fine della rivoluzione, il clero avvia un programma di ricristianizzazione, mentre l'intolleranza religiosa cresce, con la ricostituzione dell'Inquisizione in Spagna e discriminazioni contro gli ebrei.
  • Il rientro dei nobili emigrati in Francia porta al ripristino di privilegi e titoli nobiliari, con un aumento della nobiltà attraverso l'acquisto di titoli da parte dell'alta borghesia.

La restaurazione post-napoleonica

Con la caduta di Napoleone, il vento rivoluzionario sembra ormai completamente esaurito e il Congresso di Vienna che segue la sua sconfitta ripristina in Europa gli antichi poteri.

Nasce nel 1815 la Santa Alleanza tra Austria, Russia e Prussia, le quali si propongono di rappresentare un organismo sovranazionale che si faccia garante dell’ordine in Europa.

Essa è sorretta, nella sua ideologia, dagli scritti che esaltano il ritorno alla tradizione e combattono gli ideali della rivoluzione francese.

Idee di Burke e De Maistre

Ma più che altro il pensiero controrivoluzionario è ispirato dal testo Riflessioni sulla rivoluzione in Francia, dell’inglese Edmund Burke, scritto addirittura nel 1790.

In realtà, da inglese, Burke non appoggia certo il potere assoluto, ma uno moderato in cui i poteri del re siano controbilanciati da una rappresentanza dei ceti più ricchi. Tuttavia la sua opera è utile per celebrare la restaurazione dopo la paura rivoluzionaria.

Burke sostiene che l’errore della rivoluzione sia stato il voler fondare un ordine sul nulla, su valori astratti, specie quello dell’uguaglianza.

Gli uomini, per Burke, sono infatti naturalmente e storicamente diversi, e non possono perciò volere un governo che cancelli le gerarchie, le quali conferiscono valore. Inoltre, approvando l’uguaglianza, si apre la strada alla plebaglia.

Le sue idee, dunque, sono decisamente conservatrici.

Queste idee influenzano anche lo scrittore, ambasciatore e ministro dei Savoia, De Maistre, che vede la storia come integrale creazione di Dio. In essa ciò che all’uomo pare ingiusto è dunque una punizione di Dio per i peccati dell’umanità.

La rivoluzione pretendeva, per De Maistre, di sostituire la volontà umana a quella di Dio, il quale si era allora vendicato col terrore, e poi con la guerra.

Per evitare che tutto questo si ripeta ci vogliono dunque volontà generali che si impongano su quelle individuali, come la monarchia assoluta.

La monarchia deve essere poi sottomessa al Papa, la cui autorità deve essere principalmente di carattere morale: guai a coloro che rinnegano l’autorità ecclesiastica (come i rivoluzionari o gli illuministi).

Nel mondo germanico la società è definita come un organismo che funziona solo se ognuno rispetta il ruolo che gli spetta: occorre ci sia chi comanda e chi ubbidisce, per cui la monarchia assicura anche l’individualismo.

Molti intellettuali cominciano a vedere la storia come una lotta tra bene e male (passato e lotta al passato). Secondo quest’ottica la rivoluzione francese appare come un complotto delle forze del male su un popolo ignorante.

Di questo vengono accusati gli illuministi ed i massoni.

Di tutto questa nuova ideologia è artefice il gesuita Barruel, che vede nei giacobini i continuatori della massoneria illuminista.

Influenza della Chiesa e intolleranza

La fine della rivoluzione comporta un programma, da parte del clero, di ricristianizzazione, ruotante soprattutto intorno al tema dell’educazione scolastica.

La scuola, compromessa dai piani rivoluzionari che l’avevano resa pubblica, resta dunque al clero, tranne le superiori, che sono gestite e amministrate dallo stato, anche se sono presenti forti tendenze religiose.

Nasce inoltre la convinzione che l’altare sia sostegno del trono.

Anche nel ramo penale vengono condannati l’ateismo, il vilipendio alla religione e il sacrilegio.

Ritorna così anche l’intolleranza religiosa, circoscritta più che altro nell’area di influenza cattolica. In Spagna viene così ricostituito il tribunale dell’Inquisizione e in Italia e in Spagna riprendono le discriminazioni verso gli ebrei.

Nei paesi generici c’è invece tolleranza, poiché abituati da tempo alla convivenza fra diverse confessioni religiose.

Ritorno dei nobili e nuovi titoli

Con la fine della rivoluzione, avviene anche il rientro in Francia dei nobili emigrati, che riacquistano parte dei privilegi, cariche pubbliche, territori persi o ammende di denaro.

Viene ripristinato anche il maggiorasco soppresso invece dalle leggi napoleoniche, tramite il quale i grandi patrimoni non posso più essere frazionati con l’eredità.

Anche se la nobiltà non riacquista interamente ciò che ha perso, tuttavia essa riacquista in tutta Europa prestigio e autorità.

Degno di interesse è il fenomeno dell’aumento della nobiltà: sono i nobili di denaro, che, appartenenti alla alta borghesia, comprano i titoli dai monarchi che hanno bisogno del loro appoggio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della Santa Alleanza nella restaurazione post-napoleonica?
  2. La Santa Alleanza, formata da Austria, Russia e Prussia nel 1815, si propone di garantire l'ordine in Europa, sostenendo ideali controrivoluzionari e il ritorno alla tradizione, come evidenziato nel testo.

  3. Come influenzano le idee di Burke e De Maistre la restaurazione?
  4. Burke critica la rivoluzione per aver cercato di fondare un ordine su valori astratti, mentre De Maistre vede la storia come una creazione divina, sostenendo la necessità di una monarchia assoluta sottomessa all'autorità morale del Papa, come descritto nel testo.

  5. Qual è l'approccio del clero alla ricristianizzazione dopo la rivoluzione?
  6. Il clero promuove un programma di ricristianizzazione, focalizzandosi sull'educazione scolastica, mantenendo il controllo sulla scuola, mentre si ripristinano anche forme di intolleranza religiosa, come indicato nel testo.

  7. In che modo la nobiltà riacquista prestigio dopo la restaurazione?
  8. Con la fine della rivoluzione, i nobili emigrati tornano in Francia e riacquistano privilegi e cariche pubbliche, mentre la nobiltà di denaro emerge, acquistando titoli dai monarchi, come riportato nel testo.

  9. Qual è la visione della storia secondo gli intellettuali dell'epoca?
  10. Molti intellettuali vedono la storia come una lotta tra bene e male, accusando la rivoluzione francese di essere un complotto delle forze del male, un'idea sostenuta da figure come il gesuita Barruel, come menzionato nel testo.

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