Concetti Chiave
- I plebei si opposero al potere patrizio attraverso l'elezione di tribuni che esercitavano il diritto di veto, bloccando l'attività politica e amministrativa.
- Le tensioni portarono a disordini e all'assegnazione ai tribuni della plebe di una prerogativa di inviolabilità, punendo severamente chi li disturbava.
- La guerra con Vejo si concluse con un armistizio di 40 anni, lasciando Roma divisa e costretta a occupare solo il territorio degli Ernici.
- Nel 452 a.C., una commissione di decemviri redasse le Leggi delle XII tavole, che inizialmente favorivano i patrizi e includevano divieti significativi per la plebe.
- Solo nel 446 a.C. la legge Canuleia abolì il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, segnando un passo verso una maggiore integrazione sociale.
Qual è il conflitto tra plebei e patrizi?
I plebei ostacolarono fieramente il potere patrizio: i tribuni della plebe presentavano continuamente proposte di legge in favore dei plebei, esercitavano senza posa il diritto di veto. Ciò finì per bloccare tutta l’attività politica ed amministrativa. I patrizi allora tentarono di corrompere i tribuni perché non esercitassero più il diritto di veto e, in qualche caso, fecero assassinare i tribuni più animosi. Ciò provocò disordini ed ai tribuni venne concessa una prerogativa che spettava solo ai consoli e ai senatori: l'Inviolabilità.
Chiunque avesse disturbato un tribuno nell’esercizio delle sue funzioni sarebbe stato condannato a morte.
Guerra con Vejo e tregua
Tuttavia i disordini continuarono; quando Roma affrontò la guerra con Vejo, potente città-stato etrusca, era divisa internamente, male organizzata. La guerra così si concluse con un armistizio di 40 anni, senza vincitori né vinti.
Roma dovette contentarsi di occupare solo il territorio degli Ernici. La lunga tregua con Vejo fu necessaria, poiché la plebe appariva decisa a non collaborare se non avesse ottenuto quello che voleva.
Leggi delle XII tavole
Nel 452 a.C. venne creata una commissione di decemviri (10 uomini) per elaborare delle leggi scritte; questa commissione, presieduta da Appio Claudio, mise insieme dieci tavole di leggi che furono approvate dai comizi centuriati e affisse nel Foro. In realtà si trattava di leggi che, sostanzialmente, favorivano i patrizi; la plebe si oppose e vennero aggiunte altre due tavole, le quali però non modificavano gran che le precedenti. Restava sancito dalle XII tavole, ad esempio, il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.
Solo nel 446 a.C., con la legge Canuleia il divieto fu abolito. Nel 445 vennero creati nuovi magistrati, i censori, per controllare in che modo i cittadini più autorevoli avevano creato la loro ricchezza, ed ai tribuni della plebe venne concesso di sostituire i consoli, laddove il senato lo ritenesse necessario.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze del conflitto tra plebei e patrizi?
- Come si concluse la guerra con Vejo?
- Qual è l'importanza delle Leggi delle XII tavole nella storia romana?
Il conflitto portò a un blocco dell'attività politica e amministrativa, con i tribuni della plebe che esercitavano il diritto di veto e ottennero l'Inviolabilità, una prerogativa precedentemente riservata ai consoli e senatori.
La guerra con Vejo si concluse con un armistizio di 40 anni, senza vincitori né vinti, e Roma si accontentò di occupare solo il territorio degli Ernici, poiché la plebe rifiutava di collaborare senza ottenere le proprie richieste.
Le Leggi delle XII tavole, create nel 452 a.C., rappresentarono un tentativo di codificare le leggi, ma inizialmente favorirono i patrizi. Solo con la legge Canuleia nel 446 a.C. fu abolito il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, segnando un passo verso una maggiore equità.