Estratto del documento

Relazione di tirocinio

Università degli studi di Torino

Scienze dell'educazione - Indirizzo nidi e comunità infantile
Asilo nido Papa Cervi - Settimo Torinese
Periodo: Dal 4 febbraio 2020 al 22 dicembre 2020
Tutor aziendale: Cristina Buzzichelli
Tutor accademico: Germana Pareti
Renzi Rebecca - Matricola 829527
Anno 2020/2021

Indice

  • Introduzione pag. 3
  • Punti salienti della carta del servizio del progetto formativo pag. 3
  • Descrizione della struttura pag. 5
    • Prima del COVID pag. 5
      • Descrizione della struttura pag. 5
      • Descrizione della sezione pag. 6
      • Progetto Natura Bambini pag. 8
    • Dopo il COVID pag. 9
  • Descrizione della giornata tipo pag. 10
    • Prima del COVID pag. 10
      • 12 febbraio 2020 pag. 10
      • Gli studi sull'attaccamento di Bowlby e della Ainsworth pag. 10
      • Educazione pag. 11
    • Dopo del COVID pag. 11
      • 9 dicembre 2020 pag. 11
      • Maria Montessori pag. 12
      • Momento di cura pag. 13
      • Osservazione pag. 13
  • Impressioni/considerazioni dell'inserimento del tirocinante e tutte le sue esperienze pag. 14
  • Conclusione pag. 14
  • Bibliografia pag. 16
  • Sitografia pag. 16

Introduzione

L'oggetto di questa relazione è il gruppo misto al nido d'infanzia cioè un particolare metodo pedagogico che viene utilizzato all'interno delle strutture per la prima infanzia. La mia attenzione si è rivolta sia al metodo del gruppo misto per età ma anche a tutti quei momenti di routine. La mia curiosità relativa a questo argomento è nata nel corso del tirocinio che ho svolto all'interno di una struttura che utilizzava questo metodo pedagogico. Fin dai primi giorni ne sono rimasta colpita vedendo i vantaggi che le relazioni tra i bambini di età eterogenea comportano.

Gli obiettivi di questa relazione sono:

  • Mettere in luce il metodo del gruppo misto cioè per gruppo misto intendiamo i bambini di età compresa dai 12 mesi ai 36 mesi;
  • Comprendere e conoscere il ruolo delle educatrici in un gruppo misto;
  • Conoscere il ruolo che si instaura tra educatrice, genitore e bambino sia nel momento quando il bambino entra nel nido ma anche quando c'è il ritrovo tra genitore e bambino di routine all'interno del nido;
  • Conoscere tutte le attività.

Il testo è suddiviso in tre parti, nella prima parte vengono spiegati quali sono i punti salienti della carta del servizio per il progetto formativo e la descrizione della struttura in cui si è svolto il tirocinio; nella seconda parte riguarda la descrizione della giornata tipo e toccando come punti la relazione tra i bambini, il ruolo dell'educatrice, l'intervento con le famiglie e i momenti di routine facendo riferimento ai grandi autori e alla teoria ed infine nella terza ed ultima parte riguarda le impressioni e le considerazioni dell'inserimento del tirocinante.

Punti salienti della carta di servizio del progetto formativo

L'asilo nido Papa Cervi ospita circa 90 bambini organizzati su 3 sezioni in base all'età del bambino. Ogni sezione ha un numero di educatrici in rapporto numerico in media 1 a 6 bambini. Il progetto educativo prevede una continuità nei passaggi annuali privilegiando il mantenimento della stessa figura di riferimento per ogni bambino. Un progetto ponte prevede azioni finalizzate a consentire un passaggio sereno alla scuola dell'infanzia. Il nido ha il compito di favorire lo sviluppo armonico ed unitario dal punto di vista fisico, affettivo, intellettuale e sociale; inoltre, insieme alla famiglia, concorre alla formazione del bambino.

Progetto formativo: è un documento di lavoro per i bambini dai 6 mesi ai 3 anni riconoscendo l'asilo nido come un luogo di vita e di apprendimento. L'asilo nido è un luogo dove fare esperienze cognitive, fisiche, emotive ed infine sociali ma è anche un luogo in cui si svolgono le relazioni tra i bambini, gli altri e l'ambiente. L'io è la struttura che percepisce complessese stessa ed entra in relazione con le altre persone e quindi il bambino potrà gestire le attività, interpretare i dati e gli stimoli esterni che rivolge verso se stesso e verso l'ambiente che gli garantisce lo sviluppo dell'identità.

La psicologia ci invita ad una riflessione sull'io competente, ossia sulla necessità di riconoscersi e riconoscere gli altri in una dimensione collettiva in quanto il noi è sacrificato e confinato a favore di una continua affermazione di sé, di competitività e mancanza di empatia. Il modo in cui i bambini interagiscono è importante per aumentare e raffinare il loro bagaglio di competenze affinché sia un trampolino di lancio verso l'autonomia. La percezione degli altri è uno dei compiti più importanti e complessi che dobbiamo risolvere nella vita quotidiana.

Come finalità fondamentali dell'asilo nido è quello di mantenere alla luce di tutto ciò l'identità, la competenza e l'autonomia e di creare una proposta didattico-educativa completa e coerente su: l'IO, il TU, il NOI, ... il mondo.

L'equipe degli educatori riconosce lo spazio e la sua organizzazione come un fondamentale veicolo educativo. Con la parola spazio indichiamo anche il giardino che può diventare laboratorio, palestra per sperimentare un'infinità di esperienze. L'organizzazione degli spazi e dei materiali a disposizione sarà intesa come un sistema aperto e modificabile sia dagli adulti che dai bambini.

All'interno del nido è importante trovare uno spazio fisico per i genitori ma altrettanto è importante trovare/riconoscere un loro spazio "invisibile". Alle educatrici deve essere garantito uno spazio adeguato in cui poter preservare il momento dell'incontro con i genitori per poter realizzare una proficua collaborazione con loro. Gli obiettivi sono processi che facilitano lo sviluppo del bambino in ordine alle proprie aree di sviluppo. Gli obiettivi generali che seguono saranno una guida per la verifica, la valutazione e un riferimento per lo sviluppo globale dei bambini e un sostegno alla genitorialità:

  • Sostenere e sviluppare il processo di separazione del bambino dagli adulti familiari;
  • Cogliere nel bambino le sue capacità e affinarle affinché il nido sia un laboratorio esperienziale in cui egli possa realizzare di essere un individuo capace di riconoscersi in un "TU";
  • Far sì che il gruppo dei coetanei diventi per il bambino, un laboratorio di esperienze cognitive ed affettive attraverso imitazioni, condivisioni, prestiti di idee e conflitti;
  • Accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita affinché possa valorizzare le proprie competenze offrendo basi sicure per lo sviluppo dell'autostima e della fiducia in se stesso;
  • Favorire l'idea che il nido è dei bambini, delle famiglie, delle educatrici;
  • Rivedere e rivalutare le aree del nido affinché l'architettura dello spazio educativo non diventi puro assemblaggio di spazi e materiali;
  • Accogliere un bambino al nido significa accogliere la sua famiglia;
  • Valorizzare il riconoscimento delle reciproche qualità e originalità offrendo pari opportunità nell'accogliere diverse culture.

Il punto di partenza e di arrivo dell'accoglienza e dello stare al nido per i bambini e le famiglie è la relazione affettiva e un percorso educativo condiviso. I bambini al nido devono poter crescere con serenità, fare esperienza nel rispetto della loro unicità dei loro tempi di sviluppo. Gli spazi del nido devono essere pensati e strutturati per favorire il loro percorso di crescita. Gli spazi diventano gli strumenti di realizzazione degli obiettivi che ci siamo posti. È stato necessario ripensarli e riorganizzarli. Gli allestimenti sono previsti per attività di intersezione per condividere attività ed esperienze insieme ai bimbi delle altre sezioni.

Uno spazio per l'incontro, il dialogo, la conoscenza, la condivisione, fra genitori ed educatrici: la riunione è il primo momento di incontro tra le famiglie e il servizio. Quest'anno si è svolto prestando particolare attenzione ai contenuti più affettivo-relazionali. Le educatrici hanno privilegiato momenti di scambio e di riflessione, con il contributo di famiglie che già frequentano il nido, utilizzando letture, pensieri e video. Le immagini e i bambini hanno raccontato il servizio in tutte le varie fasi della giornata, scandendo tempi, modalità ed esperienze. Ogni momento viene documentato con materiale fotografico. Il primo colloquio con la famiglia è un momento di conoscenza individuale dove tutti iniziano a raccontarsi. Nella seconda settimana di ambientamento, i genitori si ritrovano in gruppo, dopo aver salutato i loro bambini, in una fase delicata. Il supporto delle educatrici facilita il dialogo, rassicura e coglie la diversità delle emozioni. È un momento di conoscenza che...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 96REBECCA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tirocinio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pareti Germana.
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