Concetti Chiave
- Dopo il trattato di Cateau-Cambrésis, il Regno di Savoia viveva un periodo di crisi, con il controllo francese sulle fortezze e devastazioni causate da guerre.
- Emanuele Filiberto, nuovo duca, si attivò per rafforzare il regno, trasferendo la capitale a Torino e adottando l'italiano come lingua ufficiale.
- Il Regno di Savoia iniziò a interessarsi alle attività marittime, grazie all'annessione della contea di Tenda e all'acquisto del porto di Oneglia.
- Carlo Emanuele I, successore di Emanuele Filiberto, intraprese avventure militari che aumentarono l'influenza della dinastia, nonostante i risultati scarsi.
- La pace di Lione del 1601 confermò ai Savoia il possesso del marchesato di Saluzzo, ma comportò cessioni territoriali a favore della Francia.
La rinascita del regno di Savoia
Dopo il trattato di Cateau-Cambrésis del 1559, la situazione del Regno di Savoia non era certamente brillante. Il peso politico si era annullato sotto il regno di Carlo III. L’esercito francese controllava le fortezze più importanti e per contrappeso, le forze spagnole facevano la stessa cosa. Le campagne, testimoni per lungo tempo di guerre e saccheggi erano desolate. Il nuovo duca, Emanuele Filiberto, figlio di Carlo III, si mise subito all’opera con seri e concreti propositi. Approfittando della crisi interna che stava attraversando la Francia, egli riusci a far sgomberare le guarnigioni francesi e successivamente trasferì la capitale del regno da Chambéry a Torino, adottando contemporaneamente la lingua italiana come lingua ufficiale al posto del francese. Come segno tangibile di questa apertura verso la cultura italiana fondò anche un’università a Torino. Inoltre, l’amministrazione fu riordinata tenendo presente un modello burocratico-assolutistico.
Espansione marittima e culturale
Per la prima volta, con il nuovo sovrano, il Regno di Savoia cominciò ad interessarsi alle attività marittime. Infatti, l’annessione della contea di Tenda permise l’accesso diretto al porto di Nizza, mentre l’acquisto del porto di Oneglia, in Liguria offriva uno sbocco al mare.
Su modello toscano, il re istituì l’ordine cavalleresco di S. Maurizio per lottare contro i pirati barbareschi e galere di Emanuele Filiberto presero parte alla grande vittoria di Lepanto contro i i Turchi.
Politica di Carlo Emanuele I
Alla morte di Emanuele Filiberto successe al trono suo figlio Carlo Emanuele I il quale, invece di continuare la politica di pace del padre, inizio a gettare il paese in tutta una serie di avventure politico-militari, con scarsi risultati concreti. Nonostante questo, si ebbe la sensazione che, nella penisola Italiama, la dinastia dei Savoia cominciasse ad avere un qualche peso. Nel 1588, approfittando delle guerre di religione che infiammavano la Francia, si impadronì del marchesato di Saluzzo e successivamente tentò anche di invadere la Provenza dichiarando apertamente guerra a Enrico IV. La guerra terminò con la pace di Lione, nel 1601 con la quale ai Savoia era confermato il possesso di Saluzzo, ma essi cedevano alla Francia la Bresse, il Burgey e Gex, tre territori compresi fra Lione e Ginevra.
Lo scambio era certamente a favore del re di Francia, tuttavia il marchesato di Saluzzo aveva un notevole valore strategico e dimostrava l’orientamento sempre più deciso dei Savoia verso la pianura Padana e l’Italia in generale.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali riforme attuate da Emanuele Filiberto per il Regno di Savoia?
- Come si sviluppò l'interesse marittimo del Regno di Savoia sotto Emanuele Filiberto?
- Quali furono le conseguenze della politica di Carlo Emanuele I rispetto a quella del padre?
Emanuele Filiberto, dopo aver liberato il regno dalle guarnigioni francesi, trasferì la capitale da Chambéry a Torino e adottò l'italiano come lingua ufficiale, fondando anche un'università a Torino per promuovere la cultura italiana.
Sotto Emanuele Filiberto, il Regno di Savoia iniziò a interessarsi alle attività marittime grazie all'annessione della contea di Tenda e all'acquisto del porto di Oneglia, istituendo anche l'ordine cavalleresco di S. Maurizio per combattere i pirati barbareschi.
Carlo Emanuele I abbandonò la politica di pace del padre, intraprendendo avventure militari che portarono a una certa espansione territoriale, come l'acquisizione del marchesato di Saluzzo, ma con scarsi risultati concreti e una pace svantaggiosa con la Francia nel 1601.