Concetti Chiave
- La Destra storica ha affrontato la crisi economica, limitando il libero scambio che ha danneggiato l'economia meridionale e messo in difficoltà l'industria settentrionale.
- Il governo De Pretis, a partire dal 1876, ha introdotto riforme come la Legge Coppino e ha praticato il trasformismo, creando una maggioranza di centro e favorendo la corruzione politica.
- Negli anni '80, l'adozione del protezionismo ha portato benefici al nord, ma ha aggravato la crisi nel sud, causando aumento dei prezzi e migrazioni di massa.
- Francesco Crispi, successore di De Pretis, ha attuato una politica autoritaria e repressiva, ampliando il diritto di voto ma limitando la libertà sindacale e intensificando l'impegno coloniale.
- La Triplice Alleanza con Germania e Austria ha portato vantaggi economici, ma ha suscitato proteste irredentiste in Italia per la rinuncia a territori ancora sotto controllo austriaco.
La destra storica e la crisi economica
Se la Destra storica aveva scongiurato il fallimento economico, e data una certa credibilità alla politica italiana, aveva avuto dei grossi limiti: il libero scambio aveva messo in crisi soprattutto l'economia meridionale ed esposto la nascente industria italiana (nel nord) alla concorrenza straniera.
Il governo De Pretis e il trasformismo
Nel 1876 la maggioranza dei politici di destra si dividono, e le nuove elezioni vengono vinte dalla sinistra e va al governo Agostino De Pretis, che avrebbe governato fino al 1887.
- La Legge Coppino nel 1877 che sancì l'obbligo scolastico fino ai nove anni per combattere l'analfabetismo; con il governo De Pretis poi si cercò di effettuare una politica fiscale meno oppressiva, ma questo aumentò il deficit del bilancio.
- Nel 1882 con la Riforma elettorale si allarga la partecipazione della votazione al diritto al voto. La sinistra vince effettivamente le elezioni del 1882, ma la destra storica ebbe comunque un buon risultato elettorale, così De Pretis chiese ai deputati di destra di entrare nella maggioranza; questo fenomeno fu detto trasformismo con il quale si creò una forte maggioranza di centro e vennero isolate la destra conservatrice e l'estrema sinistra. Inoltre questo favorì una forte corruzione in seno al Governo, in quanto a seconda della legge da approvare, si costituivano maggioranze diverse con scambi di favore tra Governo e parlamentari.
Crisi economica e protezionismo
Negli anni '80 l'agricoltura e l'industria in Italia entrarono in crisi; nel 1887 il governo abbandonò la politica libero-scambista e adottò tariffe doganali (protezionismo) per proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza. Gli effetti di questo protezionismo furono positivi per il nord, ma negativi per il sud, in quanto quest'ultimo fu colpito dalla ritorsione degli altri Paesi; si verificò contemporaneamente l'aumento dei prezzi, che causarono il peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari: avvenne così il fenomeno delle emigrazioni.
La triplice alleanza e le proteste
L'Italia nel 1882 si trovò in un pericoloso isolamento dal quale cercherà di farla uscire De Pretis, il quale provò una politica di accostamento con la Germania di Bismarck e con l'Austria dando vita alla Triplice Alleanza che era un accordo difensivo. Questa però iniziò a suscitare nel Paese le proteste degli irredentisti, in quanto significava per l'Italia rinunciare alle terre irredente che erano ancora in mano austriaca (Trentino e Friuli Venezia Giulia), d'altronde l'alleanza fu economicamente vantaggiosa: infatti, l'afflusso dei capitali tedeschi iniziavano a finanziare le industrie italiane. La sinistra in questo periodo iniziò anche una politica coloniale; uno dei primi tentativi di conquistare un territorio fu quello dell'Etiopia che finì a Dogali nel 1887 con una grave sconfitta degli italiani.
La politica autoritaria di Crispi
Il successore di De Pretis fu Francesco Crispi, Capo del Governo italiano dal 1887 al 1896 (ad eccezione del biennio '91-'93 con Giolitti). La politica di Crispi si rivelò autoritaria e repressiva, dando al suo Governo un'impronta bismarckiana. Nel 1888 approvò una legge comunale e provinciale che allargava ancora di più il diritto di voto a tutti i cittadini maschi maggiorenni che sapessero leggere e scrivere e che dovevano pagare un'imposta di 5 lire all'anno. Inoltre nel 1889 fu emanato il nuovo codice penale noto come Codice Zanardelli che aboliva la pena di morte in Italia e reinserì il diritto allo sciopero.
Contemporaneamente però veniva emanata una nuova legge sulla pubblica sicurezza che poneva dei gravi limiti alla libertà sindacale e lasciava ampi poteri alla polizia; di tali poteri il governo Crispi si valse con molta frequenza, intervenendo molto duramente contro i movimenti operai. La politica estera di Crispi aveva come progetto l'affermazione del ruolo dell'Italia come grande potenza anche nel settore coloniale (si era nel periodo di affermazione dell'imperialismo e del colonialismo di fine 1800 e inizio 1900). Crispi, per realizzare il suo programma, puntò fin dall'inizio al rafforzamento della Triplice Alleanza e al consolidamento del legame con l'Impero tedesco. Conseguenza di tale politica fu un inasprimento dei rapporti con la Francia (con la quale l'Italia si scontrerà successivamente in una guerra doganale). Inoltre la sua politica portò maggiore impegno per la colonizzazione in Africa orientale, cercando di ampliare le aree dei possedimenti italiani; tali possedimenti nel 1890 presero il nome di Colonia eritrea. Nel Gennaio del 1892 cadde il governo Crispi a causa dell'opposizione degli agrari meridionali ai maggiori carichi fiscali per finanziare la politica coloniale.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali limiti della Destra storica in Italia?
- Che cos'è il trasformismo e come influenzò il governo De Pretis?
- Quali furono le conseguenze della crisi economica degli anni '80 in Italia?
- Quali furono le principali caratteristiche della politica di Francesco Crispi?
- Come si manifestarono le tensioni tra Italia e Francia durante il governo di Crispi?
La Destra storica, pur avendo evitato il fallimento economico e conferito credibilità alla politica italiana, presentava limiti significativi, come il libero scambio che danneggiò l'economia meridionale e mise in crisi la nascente industria del nord, esponendola alla concorrenza straniera.
Il trasformismo è il fenomeno per cui De Pretis chiese ai deputati di destra di unirsi alla maggioranza, creando una forte coalizione di centro e isolando la destra conservatrice e l'estrema sinistra, il che portò a una crescente corruzione nel governo.
Negli anni '80, la crisi economica portò all'abbandono della politica libero-scambista e all'adozione del protezionismo, che, sebbene avvantaggiasse il nord, danneggiò il sud e contribuì all'emigrazione delle masse popolari a causa dell'aumento dei prezzi e del peggioramento delle condizioni di vita.
La politica di Crispi, che governò dal 1887 al 1896, si distinse per un'impronta autoritaria e repressiva, con l'approvazione di leggi che ampliavano il diritto di voto ma limitavano la libertà sindacale, e un forte impegno nella politica coloniale e nel rafforzamento della Triplice Alleanza.
Le tensioni tra Italia e Francia aumentarono a causa della politica estera di Crispi, che cercò di affermare l'Italia come grande potenza coloniale, portando a un inasprimento dei rapporti culminato in una guerra doganale tra i due Paesi.