Concetti Chiave
- Se entrambi gli agenti scelgono guerra, non ottengono guadagni; la guerra risulta svantaggiosa per entrambi.
- La teoria dei giochi offre criteri razionali per affrontare problemi di interazione sociale, come il ragionamento per dominanza e l'equilibrio di Nash.
- Il ragionamento per dominanza consente di escludere strategie meno efficaci, ma non è sempre applicabile a tutti i giochi.
- L'equilibrio di Nash si verifica quando nessun agente ha incentivo a cambiare strategia, garantendo stabilità nel gioco.
- Il "dilemma del prigioniero" evidenzia come la scelta razionale individuale possa portare a una mancanza di cooperazione, risultando in un'esperienza parassitaria.
Interazione tra agenti
Se l’agente A gioca guerra e l’agente B gioca guerra nessuno guadagna nulla (0 e 0); se, invece, un agente gioca pace e il secondo gioca guerra, il primo guadagna -1 e il secondo prende 2 (dunque guadagna chi fa la guerra).
Se entrambi gli agenti fanno la pace, entrambi otterranno una buona utilità.
Teoria dei giochi
La teoria dei giochi si serve di alcuni criteri tramite cui gli agenti possono decidere in modo razionale differenti tipi di problemi di interazione sociale. Tali problemi possono essere risolti servendosi del ragionamento per dominanza e dell’equilibrio di Nash. Una strategia è dominata se lo stesso agente può servirsi di un’altra strategia più efficace (dominante) rispetto a quella considerata. Il ragionamento per dominanza impone dunque agli agenti di individuare le strategie dominate al fine di escluderle. Esistono tuttavia alcuni giochi in cui non vi sono strategie dominate da cui partire, e, quindi, non si può procedere ad alcuna eliminazione per determinare un profilo accettabile.
In generale, dunque, il ragionamento per dominanza non è sufficiente per determinare una soluzione per ogni gioco.
Equilibrio di Nash
Un gioco ha un equilibrio di Nash se esiste una condizione, vale a dire, un profilo di strategie, che è ritenuto stabile (stazionario) poiché nessun agente ha interesse ad adottare una strategia diversa.
Il matematico John Nash si è chiesto se in un gioco sia più utile fare la pace o la guerra. Questo dubbio è stato definito «dilemma del prigioniero», così chiamato perché la scelta razionale (cioè quella che massimizza l’utilità riducendo al minimo il rischio) determina il venir meno della cooperazione, decidendo per una vita parassitaria (si pensi, ad esempio, a chi non paga le tasse contando sul fatto che qualcun altro le pagherà).
Domande da interrogazione
- Qual è il risultato dell'interazione tra due agenti che scelgono la guerra?
- Come si definisce un equilibrio di Nash in un gioco?
- Qual è il dilemma del prigioniero secondo John Nash?
Se entrambi gli agenti scelgono guerra, nessuno guadagna nulla, ottenendo entrambi 0 (come indicato nel testo).
Un gioco ha un equilibrio di Nash quando esiste un profilo di strategie stabile, in cui nessun agente ha interesse a cambiare strategia, come spiegato nel testo.
Il dilemma del prigioniero evidenzia come la scelta razionale di massimizzare l'utilità possa portare alla mancanza di cooperazione, portando a comportamenti parassitari, come nel caso di chi non paga le tasse contando su altri (come descritto nel testo).