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Concetti Chiave

  • L'evoluzione della prospettiva in pittura inizia con Giotto e si sviluppa nel Rinascimento attraverso le regole brunelleschiane, rendendo lo spazio un'entità misurabile.
  • Nel Rinascimento, artisti come Paolo Uccello sperimentarono nuove concezioni dello spazio, creando composizioni con punti di fuga multipli e una geometria astratta.
  • Il Seicento vide una radicale trasformazione della concezione dello spazio, con l'arte barocca che generava effetti di stupore attraverso decorazioni prospettiche monumentali e illusorie aperture.
  • L'impressionismo, nell'Ottocento, portò a una rappresentazione dello spazio più istintiva e personale, abbandonando le rigide griglie geometriche in favore di una visione sentimentale.
  • Il cubismo, all'inizio del XX secolo, scompose lo spazio e i soggetti, rappresentando oggetti da più punti di vista, introducendo una visione mentale non realistica dello spazio.

L'evoluzione della prospettiva

In pittura, dopo i secoli dell’astrazione medievale, la resa realistica dello spazio suscitò l’interesse di Giotto, che per primo vi si cimentò con criteri empirici; ma è a partire dal Rinascimento che essa venne perseguita in modo scientifico in base alle precise regole della prospettiva brunelleschiana, che dominò a partire dall’opera di Masaccio sino a trovare il suo interprete migliore in Piero della Francesca. Lo spazio venne inteso come un’entità misurabile, proporzionale all’uomo e da esso dominata.

Sperimentazioni prospettiche nel Rinascimento?

Ma se per tutto il Rinascimento fu quindi la prospettiva di tipo centrale a dominare, nel XV e nel XVI secolo presero forma anche altre concezioni dello spazio. Per esempio Paolo Uccello appassionato di prospettiva, sperimentò soluzioni estreme, al limite del reale, creando composizioni in cui si sovrappongono diversi punti di fuga e scenari dalla purezza geometrica quasi astratta, che si perdono all’infinito. Lontana dalle rigide regole della prospettiva fiorentina fu la coeva pittura fiamminga, che impostò la resa spaziale in modo empirico, in base alla luce e alla trasformazione atmosferica dei colori nella distanza.

La rivoluzione spaziale del Seicento

La concezione dello spazio cambiò radicalmente nel Seicento. L’arte barocca, finalizzata al coinvolgimento emotivo dello spettatore, a generare stupore, costruì spazi che si aprono all’infinito. Tra il Seicento e il Settecento si affinò la pratica della quadratura, la decorazione prospettica in scala monumentale e di impianto scenografico che crea illusorie aperture spaziali. Attraverso scorci architettonici che si affacciano sul cielo si ottennero effetti di sfondamento verso l’alto che disorientano lo spettatore.

L'impressionismo e la nuova visione dello spazio

A partire dall’esperienza impressionista, nell’Ottocento, iniziarono a vacillare le regole della resa spaziale, intesa come una composizione costruita in base a una griglia geometrica. La spontaneità della pittura impressionista, fondata su luce e colore steso in pennellate rapide e vibranti, portò a rappresentare lo spazio in modo istintivo, così come esso viene colto da una rapida occhiata: non si tratta più quindi di uno spazio universale, codificato in modo da essere oggettivo, bensì di un’interpretazione personale, di uno spazio sentimentale e psicologico che rispecchia lo stato d’animo del momento.

Il cubismo e la scomposizione dello spazio

All’inizio del XX secolo la pittura cubista scompose lo spazio e le forme, ritornando a una visione mentale dello spazio, non realistica ma fondata su una precisa idea della conoscenza: rappresentando un oggetto Picasso e Braque scelsero di mostrarne anche le facce che sono sottratte alla normale visione, il dietro e i fianchi. Perciò nelle opere dei cubisti gli oggetti vengono rappresentati come se fossero osservati contemporaneamente da più punti di vista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'importanza della prospettiva brunelleschiana nel Rinascimento?
  2. La prospettiva brunelleschiana ha rappresentato un approccio scientifico alla resa realistica dello spazio, dominando l'arte a partire da Masaccio e raggiungendo il suo apice con Piero della Francesca, concependo lo spazio come un'entità misurabile e dominata dall'uomo.

  3. Come si differenziava la pittura fiamminga dalla prospettiva centrale del Rinascimento?
  4. La pittura fiamminga si distaccava dalle rigide regole della prospettiva fiorentina, adottando un approccio empirico che si basava sulla luce e sulla trasformazione atmosferica dei colori nella distanza, creando una resa spaziale più libera e naturale.

  5. Quali innovazioni spaziali caratterizzarono l'arte barocca del Seicento?
  6. L'arte barocca del Seicento rivoluzionò la concezione dello spazio, creando ambienti che si aprono all'infinito e utilizzando la quadratura per generare illusorie aperture spaziali, disorientando lo spettatore attraverso scorci architettonici che si affacciano sul cielo.

  7. In che modo il cubismo ha cambiato la rappresentazione dello spazio rispetto alle correnti precedenti?
  8. Il cubismo ha scomposto lo spazio e le forme, presentando oggetti da più punti di vista contemporaneamente, e ritornando a una visione mentale dello spazio, non realistica, ma basata su una precisa idea della conoscenza, come evidenziato nelle opere di Picasso e Braque.

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