Psicologia generale e dell’attività fisica (domande aperte)
1. Metodo dell’introspezione
Lo studio della Psicologia aveva come oggetto l’esperienza diretta o immediata secondo Wundt e il metodo dell’introspezione. L’introspezione come metodo scientifico richiedeva uno stimolo in grado di produrre l’evento mentale o oggetto di osservazione e l’elaborazione o la stesura di un resoconto subito dopo l’osservazione dell’evento. Wundt stabilì in più alcune linee guida per garantire la validità scientifica. La bontà dei risultati del metodo dipendeva dall'abilità e dall’esperienza dell’osservatore.
2. Scuola della Gestalt
È una corrente di pensiero psicologica incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza nata in Germania. Gli esponenti sono Max Wertheimer e Kohler. La Gestalt rifiuta l’elementarismo, ossia ogni analisi dal basso che parta o che si limita a sommare o a combinare le proprietà elementari per spiegare un evento; essa pone la sua attenzione sui processi “dall'alto”, centrando l'attenzione sui concetti di struttura e organizzazione.
3. Definizione di Psicologia
La psicologia è la scienza che studia gli stati mentali e i suoi processi emotivi, cognitivi, sociali e comportamentali nelle loro componenti consce e inconsce[1], mediante l'uso del metodo scientifico e/o appoggiandosi ad una prospettiva soggettiva intrapersonale.
Si occupa anche dello studio e del trattamento delle funzioni psichiche sia in condizioni di benessere che di sofferenza o disagio mentale, dovute a dinamiche soggettive, ambientali o relazionali. La nascita della psicologia come disciplina a sé stante si attribuisce tradizionalmente a Wilhelm Wundt, un medico tedesco che nel 1879 fondò il primo laboratorio di psicologia sperimentale.
All’interno del suo laboratorio venivano eseguiti esperimenti mediante il metodo della “introspezione”: alcuni soggetti addestrati valutavano minuziosamente le proprie sensazioni e i propri sentimenti rispetto agli stimoli che gli studiosi proponevano. Nella storia della psicologia sono individuabili un certo numero di “scuole di pensiero”, ciascuna delle quali rappresenta una determinata visione dell’essere umano.
Spesso queste scuole di pensiero, o correnti filosofiche, hanno dominato per un periodo di tempo limitato per poi cedere il passo ad un’altra scuola. Sono molti i settori disciplinari e gli ambiti della psicologia, alcuni oramai di consolidata tradizione, altri in varie fasi di crescita ed espansione.
4. Gli albori della psicologia in Europa
La psicologia scientifica è ufficialmente nata in Europa nella seconda metà dell’Ottocento grazie al contributo della neurofisiologia. Essa ha le sue radici nel pensiero classico dell’Occidente quando filosofi, uomini di scienza e di cultura si sono spesso occupati di tematiche riguardanti la mente umana.
Tra i filosofi dell’Antica Grecia spiccano Platone e il suo allievo Aristotele. Platone teorizzò la netta separazione tra psychè e soma, anima e corpo, dando inizio ad una concezione dualistica; Aristotele invece unione tra anima e corpo. Altre figure che diedero un contributo significativo allo sviluppo della scienza moderna furono Copernico, Keplero, Galileo Galilei e Newton.
5. Confronto tra Titchener e Wundt rispetto al metodo introspettivo
L’introspezione per Wundt richiedeva uno stimolo in grado di produrre l’evento mentale o oggetto di osservazione e l’elaborazione o stesura di un resoconto subito dopo l’osservazione dell’evento, facendo ricorso quindi ad un’esperienza diretta; secondo Titchener per comprendere la mente occorreva prima scoprirne la struttura scomponendola nei suoi elementi primari e poi capire come si combinavano tali elementi tra di loro.
6. Le principali correnti di pensiero nella storia della psicologia
- Strutturalismo è una corrente di pensiero psicologico inaugurata da Wundt, in Germania, e proseguita, negli Stati Uniti d'America, dal suo allievo Titchener. È il primo modello di psicologia sperimentale in quanto adotta le metodiche e le procedure della chimica e della fisica, quali il laboratorio e il metodo galileiano, al fine di dare un'impronta scientifica alla psicologia. I principi dello Strutturalismo sono l’elementarismo, successivamente criticato, e l’introspezione come metodo. Tra gli esponenti abbiamo Wundt, Titchener e Külpe.
- Funzionalismo è una corrente di pensiero psicologica inaugurata negli Stati Uniti da William James e John Demeny che interpreta i fenomeni psichici non come elementi disgiunti fra loro ma come funzioni mediante le quali l’organismo si adatta all’ambiente sociale e fisico. Tra gli esponenti abbiamo James, Demeny e Dewey.
- Gestalt è una corrente di pensiero psicologica incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza nata in Germania. Gli esponenti sono Max Wertheimer e Kohler.
- Comportamentismo è una corrente di pensiero psicologico sviluppata dallo psicologo Watson basata sullo studio del comportamento, ovvero l’unica unità di analisi scientificamente stabile della psicologia, avvalendosi del metodo stimolo e risposta in quanto direttamente osservabile dallo studioso. L’esponente principale è Watson.
- Neocomportamentismo è una corrente di pensiero che si riallaccia al comportamentismo poiché è basata sullo studio del comportamento. L’esponente di questa corrente è Skinner il quale studia il comportamento mediante tre elementi: rinforzo, punizione e modellamento.
- Cognitivismo è una corrente di pensiero psicologica applicata allo studio dei processi cognitivi ponendo l’attenzione al pensiero e ai processi di conoscenza, mettendo in luce la capacità umana di poter pensare in modi nuovi senza farsi condizionare dall’esperienza passata. Gli esponenti sono Piaget e Chomsky.
- Costruttivismo è la prospettiva psicologica oggi più diffusa; si basa sulla concezione che ogni uomo è il costruttore della propria coscienza attraverso la propria esperienza personale.
7. Il processo di cambiamento concettuale
Si basa su tre tappe:
- Identificare il modello spontaneo/ingenuo, quindi riflettere sulla propria attività mentale.
- Predisporre situazioni critiche per evidenziare le debolezze, quindi favorire la consapevolezza.
- Sostenere l’adeguamento/cambiamento del modello, quindi confrontarsi.
8. Il comportamentismo
È una corrente di pensiero sviluppata dallo psicologo Watson basata sullo studio del comportamento, ovvero l’unica unità di analisi scientificamente stabile della psicologia, avvalendosi del metodo stimolo e risposta in quanto direttamente osservabile dallo studio. Tra i principali esponenti di questa corrente troviamo: Watson, Pavlov, Skinner.
Durante la sua storia il comportamentismo ha attraversato tre fasi: la fase pre-paradigmatica con Watson, per il quale dato uno stimolo S si può prevedere la risposta (S—R) e viceversa; la fase paradigmatica con Robert Woodworth, il quale ammette l'esistenza di una variabilità individuale, ma non biologica, secondo questo schema: S—O—R; la fase post-paradigmatica con Raymond Bernard Cattell, per il quale le variabili organiche si trovano in S e R, ovvero sia nell'insorgenza dello stimolo sia nella risposta.
9. Il metodo osservativo
È il metodo che indaga le relazioni tra le persone. Questo metodo permette la massima aderenza al dato, l’interazione individuo-ambiente, studia situazioni non riproducibili in laboratorio. L’osservazione può essere naturalistica quando il ricercatore osserva ciò che accade in natura, senza cercare di cambiarlo o influenzarlo; oppure clinica quando l'osservatore interagisce con la persona osservata.
Questo allo scopo diagnostico e psicoterapeutico. Lo psicologo cerca di ottenere informazioni su ciò che può essere disturbante per il paziente con opportune domande.
10. La ricerca in psicologia
Nella fase iniziale della ricerca spesso osservazioni, credenze o conoscenze generali possono indurre a un nuovo modo di pensare rispetto a un dato fenomeno. La prima cosa che deve fare un ricercatore è formulare un’ipotesi provvisoria da validare o falsificare; il passaggio successivo è quello di scegliere un metodo di ricerca e di raccolta dati; dopo aver analizzato i dati il ricercatore mette a confronto i risultati con le ipotesi iniziali; infine se ritiene che i suoi risultati siano degni di attenzione, vengono divulgati alla comunità scientifica attraverso un articolo.
11. I dati in psicologia
Abbiamo tre tipi di dati in psicologia:
- Dati comportamentali: ottenuti attraverso l’osservazione dei comportamenti delle persone.
- Dati verbali: ottenuti mediante strumenti come questionari, interviste o colloqui.
- Dati psicometrici: registrazione di comportamenti per ricavare previsioni su comportamenti futuri.
12. La validità della ricerca
La validità si riferisce alla capacità effettiva di uno strumento di misurare la variabile che esso dichiara di esaminare. In riferimento ai metodi di ricerca, distinguiamo due tipi di validità: una “interna” ed una “esterna”.
- Validità interna quando il ricercatore cerca di stabilire se la relazione individuata è causale.
- Validità esterna quando i risultati possono essere generalizzati ad una più ampia gamma di situazioni rispetto a quella specifica indagata nella ricerca.
- Validità di costrutto, ovvero l’accuratezza con cui i risultati di una ricerca sono conformi alla teoria che ne è alla base.
- Validità statistica riferita alla probabilità che il risultato non sia stato attenuto per puro caso.
13. I questionari: caratteristiche e tipologie di domande
Gli strumenti più diffusi per le indagini qualitative sono l'intervista, il colloquio e il questionario. Il questionario deve possedere i seguenti requisiti: attrattività; chiarezza, precisione e ordine. Il linguaggio utilizzato non deve essere eccessivamente tecnico e soprattutto deve utilizzare termini semplici e comprensibili.
I questionari possono avere diverse modalità di somministrazione:
- Questionari etero-somministrati: l'intervistatore legge le domande e segna le risposte.
- Questionari auto-somministrati: il soggetto stesso legge e risponde autonomamente alle domande.
Le domande nei questionari possono essere aperte, il soggetto è libero di rispondere seguendo il filo logico dei propri pensieri e convinzioni; chiuse, il soggetto deve scegliere una tra le risposte già predisposte dal ricercatore; dicotomiche, si-no o vero-falso; scelta multipla, viene presentata una rosa di opzioni più o meno argomentate entro le quali scegliere una o più risposte; scala graduatoria, il soggetto deve esprimere un grado di accordo o disaccordo nei confronti di una serie di affermazioni.
14. Le scale di misurazione delle domande chiuse dei questionari
Possono essere di tre tipi:
- Scale verbali: ad esempio, completamente d'accordo, molto d'accordo, abbastanza d'accordo, completamente in disaccordo.
- Scale numeriche: il soggetto quantifica il proprio accordo indicando un numero tra due estremi in cui il numero 1 rappresenta in genere il valore minimo.
- Scale visive: si chiede ai soggetti di apporre una tacca su una linea a continuum che va da sinistra, minimo, verso destra, massimo.
15. Confronto tra approccio emico ed etico alla cultura
- Approccio emico considera la cultura dall'interno, cercando di porsi dal punto di vista dei suoi membri e di comprendere in che modo essi danno senso alla realtà, concentrandosi sugli elementi di unicità della cultura stessa; l’obiettivo dell’approccio emico è far emergere che ogni cultura è un mondo a sé.
- Approccio etico adotta un approccio dall'esterno e un metodo di analisi basato su griglie di osservazione che consentono di comparare diverse culture e operare delle generalizzazioni, privilegiando metodi quantitativi e ricerca di criteri universali. L’obiettivo è comprendere la natura umana.
16. Il concetto di cultura in psicologia: le definizioni, i significati e le prospettive sugli artefatti
La cultura è l’ambiente invisibile nel quale siamo immersi, la prospettiva dalla quale guardiamo il mondo. La cultura è un’elaborazione progressiva che unisce ambiente ed esigenze interne di sopravvivenza. Gli artefatti sono gli oggetti che utilizza l’uomo per coordinarsi con l’ambiente fisico e sociale.
Gli artefatti possono essere:
- Primari: strumenti usati direttamente come penna, parola ecc.
- Secondari: rappresentazione degli artefatti primari e dei modi di azione associati come norme d’uso e regole.
- Terziari: artefatti immaginari con funzione ludica o estetica come narrazioni.
17. La differenza tra “tecnica” e “tecnologia”
- Tecnica: le tecniche sono i procedimenti mediante cui tali invenzioni e scoperte sono state fatte.
- Tecnologia: la «scienza che studia la trasformazione delle risorse naturali in materie prime e poi in oggetti finiti». La tecnologia è nata nel preciso momento in cui l'uomo, avendo bisogno di un oggetto particolare, un'arma, un utensile ecc., che non trovava in natura, cominciò a pensare al modo come poterselo costruire.
Tecnica e tecnologia sono dunque diventate tematiche rilevanti per le scienze sociali quando hanno cominciato ad essere percepite come un problema.
18. L'identità culturale
Si definisce l’identità culturale come appartenenza e condivisione di credenze, modelli mentali, valori, pratiche, ecc. Questo tema è stato affrontato secondo tre diverse prospettive: prospettiva soggettiva, prospettiva oggettiva e prospettiva relazionale.
Quando parliamo di identità culturale di una persona indichiamo la sua identità globale, cioè una costellazione di svariate identificazioni particolari riferite ad altrettante appartenenze culturali distinte, in processo dinamico costante. L’identità culturale è luogo di formazione del legame sociale e politico.
19. Confronto tra la prospettiva della mente mono-/multiculturale
- Mente monoculturale: mente monoculturale è un dispositivo essenziale per acquisire la cultura di appartenenza e per definire la propria identità, ma è anche un limite poiché induce a valutare altre culture come inadeguate o persino come una minaccia.
- Mente multiculturale: è capace di acquisire e gestire una molteplicità di modelli culturali fra loro differenti in termini di credenze, valori, emozioni e pratiche.
20. Gli effetti della pratica sportiva nei bambini
- Stili di vita salutari.
- Prevenzione di numerose patologie e dell’obesità infantile.
- Correlazione tra la quantità di esercizio svolta dai bambini e la qualità della relazione con i genitori, qualità, intimità e contatto.
- Maggiori livelli di prestazione in compiti cognitivi e di supporto sociale.
- Minori livelli di depressione e di uso di droga.
- Benessere sociale generale, relazioni con i pari e funzionamento psicologico.
- Miglioramento dello status sociale per i maschi.
- Miglioramento della competenza fisica percepita e reale.
- Maggior autostima corporea e complessiva.
- Contenimento dei livelli di ansia degli adolescenti.
- Ruolo protettivo sul piano psicosociale per i bambini timidi e per quelli aggressivi.
- Maggiore assertività, autocontrollo, vissuti di benessere nei bambini.
- Migliora l’autostima sul piano fisico, dell’apparenza e rispetto ai pari.
21. Descrivere e commentare la testimonianza di Alessandra Tagliabue
Alessandra è una sportiva di 52 anni che pratica pattinaggio sul ghiaccio. Sin da piccolissima ha dedicato la sua vita allo sport grazie al sostegno dei suoi genitori, praticando così parecchi sport tra cui nuoto, atletica, tennis, sci, vela e infine pattinaggio sul ghiaccio.
Alessandra per tutte queste discipline ha sempre partecipato a gare o competizioni nonostante la sua scarsa autostima. Le gare Alessandra le considera come un completamento di qualsiasi sport, uno scopo per cui lavorare, migliorare la tecnica, uno stimolo in più per faticare così tanto.
Ciò che offre lo sport non è solo confrontarsi con altri, condividere emozioni, i problemi e le difficoltà, ma le gare sportive ci danno anche la possibilità di viaggiare, conoscere nuovi posti e stringere nuove amicizie. Lo sport è una lingua universale, capiscono tutti.
22. Descrivere le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alla pratica sportiva e motoria
Ha definito delle linee guida e raccomandazioni globali a cui attenersi che determinano l’intensità, la durata, la frequenza e il tipo di attività fisica per prevenire l’insorgenza di malattie. Per attività moderata s’intende un’attività fisica che viene condotta al 50-60% delle proprie potenzialità; per vigorosa s’intende un’attività motoria svolta a un 70-80% delle proprie potenzialità.
- 5-17 anni: qualsiasi attività si scelga, è essenziale che venga proposta con modalità divertenti e variegate. Si suggeriscono almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di tipo aerobico di intensità moderata e almeno intensità vigorosa tre volte alla sett
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