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Psicologia generale

Psicologia si suddivide in varie aree che si sono concentrate su diversi aspetti della mente umana (raggruppamenti scientifico disciplinari):

  • Psicologia generale (base: funzionamento mentale degli adulti sani nella media, macroarea, si basa su prove scientifiche, persone nella media);
  • Neuropsicologia (area di studio che si occupa in maniera specifica sia degli aspetti della psicologia generale, ma studia specialmente il supporto/substrato neuropsicologico necessario ai processi psichici, e.g. cosa accade quando si avvia la percezione tattile?);
  • Psicologia dello sviluppo (funzionamento mentale e attività cognitive dal punto di vista dello sviluppo, cioè del ciclo di vita);
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni (psicologia applicata, cioè trasferisce le conoscenze in ambito psicologico alle situazioni per esempio lavorative);
  • Psicologia sociale (relazioni fra individui, ma come il soggetto si rapporta all’interno di un gruppo ad esempio);
  • Psicologia clinica (invece del funzionamento normale, la psicologia studia la mente quando devia da una situazione di normalità e le possibili soluzioni; psicologia dinamica (psicoanalisi) è sottoarea di psicologia clinica: spiega i fenomeni di sofferenza).

Innumerevoli sfaccettature della mente umana che tuttavia sono interconnesse (per esempio il substrato anatomico delle neuroscienze è funzionale a capire le allucinazioni nelle persone schizofreniche e cosa in loro è alterato).

Nella psicologia vi sono tipologie di correnti di pensiero differenti, ma come discernere qua è quella migliore? Quella che spiega il maggior numero di fenomeni è una buona teoria.

Evidenza empirica e mente-corpo

Psicologia generale si basa su evidenza empirica. La filosofia da sempre si è interessata all’anima, ma anticamente non nel modo scientifico: l’ostacolo principale nel Medioevo fu la Chiesa.

Distinzione tra mente e corpo ha retaggio molto pesante che rimane > ciò è da far risalire a Cartesio perché scinde il corpo (res exstensa) e mente (res cogitans), favorisce cioè il progresso della medicina ma causa la scissione dello studio della mente da quella del suo substrato anatomico.

Ciò segna nella cultura un pesante retaggio: cioè che il corpo e la mente siano un qualcosa di separato. Nell’Ottocento si supera questa considerazione errata: si inizia a studiare la mente e il corpo insieme. Tuttavia permangono diverse correnti di pensiero.

La psicologia non è oggettiva, ma può essere studiata in modo oggettivo. La psicologia studia un qualcosa di non indirettamente osservabile, quindi per questo è svantaggiata, ma soprattutto l’oggetto di studio è la persona stessa che lo sta osservando (studio me); inoltre, tutte le aree studiano aspetti differenti (forse non si sono create tutte le relazioni di connessione).

Qualsiasi disciplina scientifica vede certe fasi:

  1. Scienza normale: cioè si va avanti per accumulo.
  2. Rivoluzione: si arriva a mettere in crisi il vecchio modello, prendono il sopravvento nuovi paradigmi.

Nella psicologia però si assiste alla coesistenza di correnti teoriche che riescono a spiegare meglio un fenomeno: è viva la pluralità dei punti di vista.

Wundt e lo strutturalismo

Il padre della psicologia viene considerato Wundt: ha cercato di trattare la psicologia come dottrina scientifica; padre della psicologia fisiologia (non intesa come oggi, ma inteso come il fatto che la psicologia sia una disciplina naturalista al pari ad esempio della medicina) > il metodo che trova Wundt è quello che ingloba l’esperienza soggettiva (esplorazione dei vissuti soggettivi): ma come posso farlo in maniera scientifica?

Non serve raccontarlo perché ognuno ha un suo modo di farlo. Wundt applica il metodo sperimentale allo studio della psiche: studia cioè in che modo vari la variabile dipendente al variare dell’indipendente.

Wundt chiese ai suoi pazienti di esercitarsi nei propri stati interiori e la loro variazione in relazione alla modifica di una variabile esterna. Chiese di concentrarsi su un particolare stato interiore (che poteva essere uno stato neutro) e poi li sottoponeva a una variabile esterna (ad esempio il metronomo, che dapprima veniva fatto muovere lentamente e poi più velocemente): egli registrava gli effetti della variabile indipendente sui pazienti.

Stato neutro (concentrarsi su una particolare situazione interna) + sottoposti a una variabile esterna (metronomo più o meno veloce): nella maggior parte dei casi, si notava che il cambio del ritmo del metronomo comportava un aumento del battito o dello stress > effetto riscontrabile in una grande percentuale di soggetti (variazione).

Tempi di reazione

È possibile stimare la complessità dei processi mentali. Se si complica il compito che il soggetto deve eseguire, la differenza tra i tempi di reazione semplici e quelli complessi darà una misura oggettiva dei processi mentali in gioco (quanto è complesso un processo mentale: e.g. scossa alla gamba destra o sinistra e premere pulsante solo con la mano destra). Ciò per dimostrare un qualcosa di oggettivo nella mente umana.

Lo strutturalismo negli USA

Scopo della psicologia strutturalista è studiare i vissuti soggettivi fino ad arrivare ad elementi atomici non ulteriormente scomponibili. Strutturalismo (lichene): la mente è la struttura risultante dalla somma di molteplici elementi, la psicologia strutturalista vuole studiare gli elementi di base che compongono la psiche.

Limiti: per quanto dettagliata e sistematizzata e la rigida codifica dei dati raccolti, il metodo utilizzato manca di criteri di scientificità perché troppo legata ad elementi soggettivi. Cioè non si è soggettivi se sono io che osservo me stesso, perché io stesso lo posso modificare con la mia stessa oggettività.

Wehrtheimer e la psicologia della Gestalt

Per studiare la mente umana è sbagliato analizzare a cercare gli elementi ultimi, perché la somma sarà diversa dalla totalità. Il motto: il tutto è qualcosa di differente dalla somma delle parti.

1912: studio sul movimento apparente (cinema), cioè percepiamo come stimoli in movimento stimoli che in realtà sono fermi. Per questo studiare il singolo movimento non dà possibilità di comprendere il filmato complessivo, cioè studiare gli “atomi” è improduttivo e sterile perché la somma, cioè il fenomeno complessivo sarà differente dalla somma.

La Gestalt sostiene che il tutto è qualcosa di differente dalla somma: bisogna studiare il fenomeno nella sua globalità. Studi interessanti sulla percezione visiva ci dimostrano la psicologia della Gestalt: ad esempio la legge della direzione (si tende a dare unità agli elementi (cfr. immagine delle tre colonne) > apparato cognitivo umano tende a dare unicità alle percezioni, (cioè a considerare il fenomeno sotto il punto di vista globale) invece che descriverle in una pluralità di elementi o coglierle come separate.

Oppure la legge della chiusura: sempre vedere le unità (teoria che viene anche detta innatista).

James e il funzionalismo

James e il funzionalismo: (America 1890) funzioni che hanno le attività cognitive, se si cerca di studiare gli elementi ultimi dell’attività psichica è poco interessante (diverso da Wundt). James si avvicina alla psicologia evoluzionistica.

Critica che sia inutile fotografare elementi statici come voleva lo strutturalismo. Nascita della psicologia applicata: si possono applicare le conoscenze psicologiche a tutti gli ambiti (psicologia dello sviluppo), utilizzo della psicologia non in maniera astratta (applicazione delle conoscenze).

Comportamentismo

Altra corrente teorica in opposizione rispetto alla psicologia strutturalista ma anche a Freud (psicoanalisi: elemento di base è inconscio per comprendere la realtà mentale). Col comportamentismo si ha una rivoluzione scientifica: prima l’oggetto di studio era l’anima e poi la psiche (entità non direttamente osservabile); ora l’oggetto di studio è il comportamento direttamente osservabile (Watson critica: l’osservatore si identifica con l’osservato: questo muta irrimediabilmente l’oggetto osservato, il metodo introspettivo non rispecchia criteri di oggettività).

Secondo Watson una disciplina scientifica non può essere introspettiva come metodo di indagine e non si può basare sull’inconscio, ma la mente per il comportamentismo è una scatola nera a cui non è possibile accedere direttamente, ma bisogna indagare il comportamento manifesto messo in atto dal soggetto.

Dal comportamento direttamente osservabile posso indagare la mente (e.g. annuncio che non c’è lezione e vedo le reazioni degli studenti, se sono felici è perché non interessa la materia, se invece sono tristi sarà perché sono interessati). L’opera di Watson fu ispirata dagli esperimenti di Pavlov: osservazione del comportamento è in grado di dare informazioni rispetto a quello che accade nella mente degli esseri viventi.

Condizionamento classico

  1. Condizionamento classico: il cane quando vede del cibo ha una risposta di salivazione (stimolo incondizionato > risposta incondizionata) (fisico si prepara a ciò che accade dopo). Si tratta di una risposta fisiologica.
  2. Stimolo neutro: non produce alcuna risposta condizionata (suono campanella non fa salivare il cane).
  3. Condizionamento: associò il suono della campanella alla vista del cibo, quindi il cane salivava. Questa fase viene detta fase di acquisizione: il cane acquisiva una conoscenza (apprendeva che la campanella era cibo > quindi il cane alla fine salivava solo col suono della campanella (stimolo condizionato). Lo stimolo neutro quindi produceva una risposta nel cane.

Il cane aveva appreso una risposta: perché accade questo? Accadeva al di fuori della sua volontà: l’utilità è che quindi noi riusciamo a prevedere meglio che cosa accadrà, ci consente di prevedere (è la prevedibilità). Il fatto di legare un certo stimolo a un certo comportamento rende prevedibile quello che accadrà dopo la presentazione dello stimolo (prevedo il comportamento futuro). Sono preparato a comportarmi in un determinato modo.

Però è una cosa che scompare gradualmente, proprio perché non è adattativo. Però, dopo una serie di mancate associazioni campanella-cibo il comportamento acquisito perderà l’associazione appresa. Se ci sarà un altro cane non condizionato, il fatto di avere appreso un qualcosa nel passato permetterà di diminuire i tempi di salivazione.

Il fatto di creare queste associazioni rende maggiormente prevedibile il mondo che ci circonda: ciò è importante anche nella regolazione delle emozioni. Cosa vuol dire? Se associo uno stimolo neutro ad un dolore (luce-dolore), l’individuo cerca di mettersi in salvo.

Se si ribalta lo schema (luce-dolore o luce-non dolore), si nota la presenza di un comportamento paragonabile ad una depressione, perché lo schema dei valori di riferimento è stato messo in crisi (non ci si mette più in salvo perché non ci sono più segnali coerenti). Ciò è stato usato da Watson per criticare Freud.

Nell’essere umano può causare una situazione di ansia (allarme) e poi porterà alla depressione (impotenza appresa > depressione), ma soprattutto le fobie.

Il caso del piccolo Albert

Esempio del caso del piccolo Albert: tutta l’attività mentale (degli esseri umani normali) può essere spiegata in termini di comportamento direttamente osservabile di comportamento. Il bimbo venne condizionato ad avere paura di un piccolo topino bianco (che prima non temeva): associò la presentazione del ratto a un rumore molto forte (stimolo che ha già valenza di minaccia della nostra sopravvivenza, già adattativo).

Il bimbo si spaventa. Il rumore molto forte quindi spaventava il bambino ed era preceduto dalla vista del topino. Il piccolo Albert era spaventato dunque dal topino bianco (fobia indotta). Questo tipo di fobia si estese dunque ad altri tipi di oggetti simili al topo (generalizzazione dello stimolo): per esempio un coniglio, una pelliccia bianca, un batuffolo di ovatta, i capelli bianchi di Watson che ricordavano ad Albert il topo.

Come rimuovere le risposte emozionali condizionate?

Come si può risolvere la fobia indotta?

  1. Ricondizionamento: associare uno stimolo positivo all’oggetto che prima causava paura oppure al posto del forte rumore una ninna nanna al topo. Forma è rilassamento progressivo quando si trova ad affrontare l’oggetto dell’ansia.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EmaBoo95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bosco Francesca.
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