Psicologia generale
Primo modulo: storia della psicologia scientifica
Definizione del termine psicologia: cos’è la psicologia?
Il termine psicologia deriva dal greco psyché = spirito, anima; e da logos = discorso, studio.
Letteralmente la psicologia è quindi lo studio dello spirito o dell’anima.
Attualmente è una disciplina che si propone di fornire un’interpretazione empiricamente fondata sulle funzioni mentali (misurare le funzioni mentali).
La psicologia moderna nasce intorno alla metà dell’Ottocento quando si crearono quelle premesse culturali e metodologiche che portarono alla creazione dei primi laboratori di Psicologia.
La psicologia è la scienza che studia:
- Il comportamento degli individui
- Le loro dinamiche interne
- I loro processi mentali ossia quelli che interagiscono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte
- I rapporti tra l’individuo e l’ambiente
Ambiti applicativi della psicologia
Sperimentale - Lavoro - Giuridico - Pedagogico - Sport - Evolutivo - Clinico - Patologico
Nascita della psicologia scientifica
“Una spiegazione scientifica è una teoria ipotetica che è controllata in modo empirico e che assai spesso porta a risultati che non sono intuitivi, spiegazioni che non sono intuibili attraverso l’apparenza del fenomeno”. Renzo Canestrari e Antonio Godino
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Per questa ragione le antiche discipline umane non erano considerate realmente scientifiche poiché non producevano dimostrazioni valide e una conoscenza autentica.
Fu tra il 1850 e il 1870 che vari scienziati, tra cui fisici e medici, iniziarono ad occuparsi dello studio della psiche analizzando le funzioni mentali relative alla psicologia fisiologica quali: sensazioni, le emozioni e le attività intellettive.
Lo scopo era quello di applicare allo studio della mente le metodologie già applicate alle scienze naturali, dando così vita ad una nuova disciplina: la psicologia scientifica.
Storia della psicologia scientifica
Nel 1873 ci fu la pubblicazione dell’opera considerata il primo vero trattato psicologia-scientifico dal titolo “Fondamenti di psicologia filosofica”.
Wilhelm Wundt può essere considerato il padre fondatore della psicologia, che nel 1879 diede origine a Lipsia al primo laboratorio di ricerca psicologica.
Wundt fu uno dei primi scienziati a tentare di stabilire dei criteri oggettivi per lo studio del comportamento umano e a pensare che la psicologia potesse diventare una scienza autonoma.
Wilhelm Wundt e i suoi collaboratori compirono ricerche e studi su:
- Tempi di reazione;
- Attenzione;
- Associazioni mentali;
- Psicofisiologia dei sensi (in particolare la vista e l’udito).
Wundt collegò strettamente i processi psichici a quelli cerebrali, sostenendo la loro reciproca influenza.
Serve per gli studi sulla visione. Sui bracci dello strumento sono posizionate immagini che sono fatte ruotare.
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Apparato per la produzione e la stima di eventi temporali.
Apparato per dimostrare il modo dell’occhio.
Espansione della psicologia scientifica
Nei primi laboratori di Psicologia si cercò per la prima volta di studiare sistematicamente, secondo le modalità che caratterizzano l’approccio scientifico ed empirico, le funzioni mentali ed il comportamento umano.
Il compito della psicologia era particolarmente arduo:
- Cercare di poter misurare le funzioni umane che traggono origine da un’entità non materiale come l’anima.
Fino ad allora il compito dello studio delle funzioni mentali era a carico della fisiologia.
Fra i principali autori che contribuiscono alla nascita della moderna psicologia è importante ricordare: Charles Darwin, che propose anche la teoria sulle emozioni.
Charles Darwin propose la teoria dell’evoluzione delle specie secondo cui la selezione naturale agisce sulla variabilità dei caratteri.
Secondo Darwin tra la specie umana e le altre specie animali esiste una continuità evolutiva, che si evidenzia nei comportamenti individuali e in quelli sociali per cui le specie animali e vegetali vengono selezionate in base al maggiore o minore grado di adattamento all’ambiente.
Gustav Theodor Fechner diede vita alla psicologica, studiando il rapporto tra stimoli fisici e sensazioni mentali.
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Fechner autore del libro “Elementi di psicologia”, nel 1860, fu il primo ad utilizzare metodologie di tipo oggettivo per misurare e per confrontare le funzioni della mente tramite i loro correlati psicologici.
Egli forniva, inoltre, una formula per la misura della relazione tra stimolo e sensazione e dei metodi di misura delle attività mentali e degli atteggiamenti sociali.
Fechner riuscì a dimostrare che gli eventi mentali possono essere misurati nei termini delle loro relazioni con gli eventi fisici.
Ernst Weber elaborò con Fechner la principale legge della psicofisica, in cui si dimostra che ad un aumento di intensità dello stimolo fisico non corrisponde un uguale aumento di intensità della corrispondente risposta mentale.
La legge di Weber-Fechner sottolinea che: se l’intensità fisica di uno stimolo aumenta gradualmente, la nostra sensazione non aumenta allo stesso modo, ma aumenta prima rapidamente e poi più lentamente.
Hermann Ebbinghaus allievo di Wundt fu tra i primi ad applicare il metodo sperimentale allo studio della memoria.
Nel 1885 pubblicò il libro “Sulla memoria”.
Nel 1890 fondò la “Rivista di psicologia e fisiologia degli organi di senso”.
Nel 1885 postula, sulla base di numerose ricerche sperimentali, la legge di Ebbinghaus secondo la quale: tra l’ampiezza del materiale da memorizzare e il tempo di apprendimento vi è un rapporto costante.
L’approccio di Ebbinghaus alla memoria viene definito associazionismo.
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Negli Stati Uniti fu William James a fondare alla fine Ottocento il primo laboratorio di psicologia ad Harvard.
Nel 1890 pubblicò il libro “Principi di psicologia” in cui sostenne che il comportamento andava considerato come una forma di adattamento all’ambiente.
I comportamenti dei processi mentali variano perché la mente del soggetto deve adattarsi a condizioni di vita sempre diverse; quindi i processi psicologici devono essere studiati nel tempo (prospettiva evolutiva).
James fu il fondatore del Pragmatismo per cui ciò che conta è il risultato pratico.
Principali correnti teoriche della psicologia
Per quello che concerne la psicologia in quanto disciplina scientifica non esiste un approccio unitario o universalmente accetto.
Nel xx secolo si è andati incontro ad un fiorire di prospettive e visioni della psicologia assai diversificate fra loro, sia sul piano metodologico sia sul piano speculativo:
- Funzionamento e Introspezionismo
- Psicologia della Gestalt
- Psicologia Dinamica
- Comportamentismo
- Cognitivismo
- Epistemologia Genetica
- Psicologia Comparata-Evoluzionismo
- Neuroscienze
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Strutturalismo e introspezionismo
Le teorie di Wundt costituiscono la matrice concettuale da cui nacque lo strutturalismo.
Anche se il padre dello strutturalismo può essere considerato l’allievo di Wundt, l’americano Edward Titchener.
Wundt sosteneva che i contenuti psichici sono realtà complesse che possono essere scomposti nelle unità più semplici che li costituiscono. Tale convinzione prende il nome di elementarismo.
La posizione strutturalista di Wundt si interessava della interrelazione delle varie parti del sistema nervoso e di come esse operano congiuntamente nella sensazione e nella esperienza conscia.
I processi di eccitazione dalla stimolazione degli organi di senso attraverso i neuroni sensoriali arrivano fino alle più basse e più alte aree cerebrali per poi ritornare ai muscoli.
In parallelo con tali processi si manifestano gli stati soggettivi di coscienza analizzati con la tecnica dell’introspezione.
I soggetti venivano precedentemente addestrati all’introspezione, poi gli veniva effettuata la stimolazione con la presentazione di uno stimolo controllabile e misurabile e, successivamente invitati a fare dei resoconti dettagliati delle sensazioni provate (metodo introspettivo).
L’introspezione sistematizzata si fondava sull’auto-osservazione e della descrizione minuziosa e sistematica del vissuto del soggetto.
In tal modo si volevano studiare i meccanismi della mente divisa nei suoi elementi costitutivi.
Un presupposto di tale metodo era che esso costituisse l’unico modo di esplorare direttamente il funzionamento mentale dell’uomo, e la sua sistemazione e l’addestramento accurato lo rendessero uno strumento attendibile ed intersoggettivamente valido.
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Lo psicologo americano era convinto che la mente è il risultato della somma di molteplici elementi coscienti semplici. Da questa concezione di struttura mentale deriva il termine “strutturalismo”.
Con la morte di Titchener morì anche lo strutturalismo.
Il metodo si presta sia a distorsioni intenzionali che a distorsioni involontarie, per cui i dati relativi all’esperienza e al vissuto del soggetto sono attendibili solo attraverso una tecnica di tipo introspettivo (difficilmente replicabili).
Psicologia della Gestalt
Psicologia della forma o Gestalt = dal tedesco forma o configurazione.
Secondo Wolfgang Kohler la parola “Gestalt” designa una entità concreta e individuale che esiste come qualcosa di staccato e che ha come uno dei suoi attributi la forma o la configurazione.
Una Gestalt è un prodotto della organizzazione e l’organizzazione è il processo che produce la Gestalt.
Nel processo di organizzazione secondo Max Wertheimer “ciò che concerne una parte della totalità è determinato da leggi intrinseche, inerenti la totalità”.
Punto focale degli studi corrente della Gestalt è la globalità di un’esperienza.
Questi studi puntano alla comprensione delle leggi dell’organizzazione della struttura nel suo insieme a partire dall’esame del fenomeno.
La psicologia della Gestalt non studiò singolarmente il comportamento o la mente divisa in tante funzioni, ma cerca di cogliere i principi dell’organizzazione.
La globalità dei processi psichici (percezioni, memoria, pensieri..) si avrebbe in virtù di leggi interiori presenti in tali processi e non sotto l’influenza di cause esterne.
Esempio: la canzone che non viene vista solo come un insieme di note ma timbro, espressività, armonia, significatività e risonanza soggettiva.
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La scuola della Gestalt tende a sottolineare non solo l’organizzazione sintetica, dinamica e globale del campo percettivo, ma anche il fatto che tale campo viene determinato da tensioni interne prodotte da bisogni che determinano delle reazioni.
Esempio del mare per pescatore e pittore.
Le ricerche sugli effetti ottici, hanno evidenziato come le sensazioni o percezioni complesse sono qualcosa di più della semplice somma di unità più semplici.
Max Wertheimer e il fenomeno phi
Il “fenomeno phi” consiste nella rapida successione di accensione e spegnimento di “molti punti luminosi statici” che produce un complessivo effetto di “un unico punto luminoso in movimento”.
L’organizzazione del risultato percettivo segue delle leggi peculiari ed è indipendente dalla conoscenza dello stimolo che ha generato la percezione.
Secondo Max Wertheimer il movimento apparente è determinato dall’organizzazione degli elementi costitutivi, in tal modo si vuole mostrare che nel processo percettivo l’organizzazione precede gli elementi in quanto è legata a fattori innati.
I due cilindri hanno la stessa grandezza, ma il cilindro A viene percepito più grande del cilindro B, soprattutto a causa del contesto prospettico ove sono inseriti.
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Secondo i principi di unificazione formale elaborati da Wertheimer le parti di un campo percettivo tendono a costituire delle Gestalt (forme o configurazioni), che saranno tanto più coerenti, solite e unite, quanto più gli elementi avranno le seguenti caratteristiche:
- Vicinanza;
- Somiglianza;
- Tendenza a forme chiuse;
- Disposizione lungo la stessa linea;
- Movimento concorde;
- Destino comune;
- Pregnanza (con questo termine i gestaltisti intendevano una serie di caratteristiche che tendono una forma particolarmente armonica, simmetrica, semplice).
Legge della pregnanza o della buona forma, dove per buona forma si intende una serie di caratteristiche che rendono la forma particolarmente armonica, simmetrica e semplice. La legge della pregnanza afferma che gli elementi del campo percettivo tendono a costituire Gestalt quanto più pregnanti possibile (denso di significati).
La legge dell’esperienza passata sostiene che il nostro sistema nervoso è predisposto per la percezione delle buone forme da cui deriva il principio dell’isomorfismo, secondo cui se il nostro mondo fenomenico possiede una forma, una struttura e una dinamica dobbiamo trovare a livello del Sistema Nervoso Centrale una forma, una struttura e una dinamica che la rispecchino.
Le tre linee sono interpretate, grazie all’esperienza passata, come le ombreggiature di una E illuminata dall’alto in basso e da sinistra a destra.
Una volta “vista” la figura, non sarà più possibile non vederla.
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A Wolfgang Kohler si deve la definizione di Gestalt che per molti anni è stata considerata di fatti la definizione “ufficiale”:
<<Con Gestalt si intendono quelle situazioni e processi psichici le cui specifiche caratteristiche e impressioni non possono essere derivate dalle caratteristiche e impressioni delle parti che sommandosi le compongono>>
Christian Von Ehrenfels
La qualità propria del tutto è data delle relazioni che intercorrono tra i singoli elementi e dalla loro struttura e non dalla semplice addizione dei singoli elementi.
- Il tutto è più della somma delle parti
- Il tutto ha priorità che non esistono nelle parti
- Le stesse parti diversamente collegate producono un “tutto” differente
- Parti differenti possono produrre lo stesso “tutto”
Costruttivismo
Nel Costruttivismo un aspetto importante riguarda il modo in cui si ricostruisce a livello fenomenico/soggettivo l’unità dell’oggetto fisico (problema del costituirsi dell’oggetto).
Costanza di forma: il fenomeno del trapezio rotante per cui se una figura a forma di trapezio isoscele viene fatta ruotare attorno a un asse verticale parallelo alle basi ed è osservata a una distanza di alcuni metri, la percezione che ne risulta non è di rotazione ma di oscillazione a destra e a sinistra come se fosse una finestra che sbatte per il vento.
Il trapezio rotante che viene percepito come una finestra che oscilla (finestra di Ames), è spiegato con il fatto che, essendo l’esperienza passata che struttura l’apprendimento, è più facile vedere una finestra che oscilla che un trapezio che ruota.
La finestra che oscilla si configura come una “figura buona”, una figura presente fin dalle prime fasi della vita quindi il soggetto in base alla sua esperienza passata crede di trovarsi di fronte a una finestra rettangolare e non trapezoidale.
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Tutte le volte che facciamo ruotare una configurazione contenente un indizio di profondità (luce/ombra, convergenze di linee, sovrapposizione, gradiente di densità di punti ecc.) non percepiamo una rotazione ma un’oscillazione.
Il comportamentismo
Il comportamentismo è un indirizzo psicologico fortemente influenzato dal spirito pragmatista della cultura americana degli inizi del ‘900.
Il fondatore della psicologia comportamentista è John Watson.
L’oggetto specifico della psicologia diventa il comportamento visto attraverso le sue manifestazioni osservabili.
Renzo Canestrari e Antonio Godino definiscono comportamentismo: quella prospettiva di ricerca psicologica che esclude a priori ed intenzionalmente dal campo di studi tutti gli elementi o i fattori che non sono direttamente osservabili e quantificabili.
Non vengono esaminati i processi elaborativi mentali e non viene considerato nessun processo intermedio tra stimolo e la risposta, escludendo i contenuti correlati alla soggettività.
Il comportamentismo è la psicologia del paradigma Stimolo-Risposta.
Le differenze interindividuali non sono innate, ereditarie o strutturali, dipendono dall’apprendimento o dal condizionamento (ambiente di vita).
La psicologia comportamentista è una branca oggettiva e sperimentale delle scienze naturali che si propone lo studio dei contenuti psicologici (emozione, abitudine, apprendimento, personalità ecc.) attraverso la manifestazione osservabile nei termini di comportamenti:
- Emotivi,
- Abitudinari;
- D’apprendimento;
- Costitutivi della personalità.
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I processi mentali nella metafora comportamentista vengono rappresentati come una sorta di “black box”, una scatola nera di cui non è importante comprendere il funzionamento interno, e di cui ci dovrebbero interessare solo gli Input come Stimoli e gli Output intesi come Risposta, non riconoscendo, in tal modo importanza ai metodi basati sull’introspezione.
L’influenza della teoria dell’evoluzione di Darwin sul comportamentismo è fondamentale.
Dal momento in cui è stato chiarito che tra l’uomo e le altre specie animali non vi era una differenza dicotomica per la presenza o meno di un’anima era possibile riprodurre la ricerca psicologica anche con animali, con una serie di importanti vantaggi.
Il principio del condizionamento sostiene che nell’org
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