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Psicologia dinamica 28/02/2022. Lezione 1

Psicologia dinamica - psicoanalisi

La psicoanalisi è molte cose diverse: una teoria delle personalità, una terapia (dispositivo intensivo, varie sedute), un metodo per investigare i fenomeni inconsci.

Il concetto di dinamica si lega al concetto di “sintomo” ovvero manifestazione esterna del conflitto da indagare a ritroso. Il sintomo è la comunicazione per noi, è utile al paziente perché lo guida alla cura. A parità di sintomo, di solito, si ricostruiscono discorsi diversi.

Verso la psicoanalisi

  • Nel 1775 nasce la psicologia dinamica (in La scoperta dell’inconscio, Ellenberger, 1970);
  • Tra Gassner e Mesmer: l’esorcista medievale → mondo magico-religioso; il medico illuminista → psicoterapia moderna.

Gassner – L’esorcista medievale: si parlava di malattia dell’anima = malattie mentali; osserviamo che la variabilità, imprevedibilità e impatto del sintomo, faceva pensare a possessioni demoniache. Il terapeuta era l’esorcista che usava l’esorcismo per aiutare il paziente.

Il medico illuminista – Mesmer → si era occupato della teoria del magnetismo, ovvero una teoria che si basava sull’influsso dell’energia dei pianeti sulla mente umana. Discorso sul magnetismo.

In campo magnetico → marea artificiale → liquido.

Diagnosi: imperfetta circolazione/distribuzione omogenea del fluido all’interno del corpo.

Terapia: ridirezionamento e ridistribuzione del fluido → contatto → crisi sintomatica (trance).

Terapeuta era il magnetizzatore che imponeva le mani e influiva sul fluido.

Cosa ispirano? Rapporto tra magnetizzatore e paziente (contatto fisico, transfert, stretta di pollici) – rapporto medico/paziente e suggestione terapeutica impressionistica.

Malattia dell’anima: malattie mentali e sintomatologia.

Ipnosi: De Chastenet osserva una crisi senza convulsioni (crisi perfetta); sonno vigile, contatto con il mondo esterno (- risponde a domande – amnesia). → precursore dell’ipnosi e prova della presenza dell’inconscio.

Sigmund Freud

  • Una parte dell’inconscio resterà così per sempre.
  • Si parla di Determinismo psichico, ovvero, la Psicoanalisi ha anche il compito di spiegare al paziente le regole interne.

Lezione 03/03/2022 → Modello di funzionamento della mente “Una parte della nostra mente è costantemente occupata da un insieme di pensieri di cui la nostra coscienza non ne sa nulla” - COSA? - Inconscio.

“Ogni azione psichica è motivata, nessuna azione psichica, conscia o inconscia avviene senza ragione e ogni evento psichico può anzi essere spiegato in termini di più fattori determinanti” – COME? - Determinismo psichico.

1 Elemento che si cerca di superare – l’idea che dopo la terapia ci sia una ricaduta.

2 In Freud abbiamo tre strutture: nevrosi, psicosi e perversione, poi si aggiungerà successivamente a lui, l’autismo.

Da dove parte Freud?

Conoscenze neuroanatomiche che incuriosiscono Freud fin dall’inizio, poi la sua teoria continua ad evolvere. Si ricorda che cervello e mente sono due termini che indicano cose differenti, per cui il secondo si riferisce alla personalità.

  • Attitudine scientifica all’osservazione → osserva la storia dei suoi pazienti, cerca di comprendere quello che c’è dietro e questo spirito di osservazione lo conduce all’area clinica.
  • Brucke e il laboratorio di neuroanatomia: qui si occupa di due aspetti principali, ovvero come funziona la mente (il sistema nervoso centrale di vertebrati e invertebrati, in comparazione per osservare elementi simili o differenze → da qui studia neuroni, sinapsi e così via); per quanto concerne la sessualità – organi sessuali dell’anguilla: studio sul funzionamento biologico all’inizio, ma spinge all’interesse sulla sessualità.

Questi primi interessi per il funzionamento del cervello lo portano ad interessarsi sul funzionamento della mente. Cerca di andare oltre all’idea che differenti conformazioni del cervello portassero all’originarsi di sintomi in pazienti – è solo questo o c’è altro?

Teoria delle pulsioni

  • I neuroni sono dotati di un’energia interna che deve essere scaricata e attraverso questa scarica, si passa informazione al neurone vicino.
  • La funzione primaria del sistema nervoso è la scarica dell’energia.
  • Scarica - Eccitamento e energetica → diverse manifestazioni psichiche.

Meccanismi di difesa: (non esiste un trattamento psicoanalitico che toglie meccanismi di difesa - non avrebbe senso).

  • Schermi protettivi (pellicola attorno a neuroni che li protegge dall’essere bruciati dall’energia del neurone precedente) nei confronti di stimoli esterni (trauma).
  • Schermo anti-stimolo.

Interesse sul funzionamento del sistema nervoso umano

Meynert /mainert/ e tirocinio in Medicina Interna:

  • Trattare chimicamente il cervello.
  • Studi su afasia e paralisi cerebrali infantili.
  • Speciale persistenza delle prime impressioni infantili.

Approfondimento isteria → Meynert: «isteria, malattia della menzogna» - secondo Meynert fingevano i sintomi di conversioni isteriche (come perdere la vista, il bloccarsi di arsi ecc.), poiché non c’erano effettivamente lesioni fisiche.

Borsa di studio con Charcot – Freud abbandona il suo lavoro sull’anatomia del cervello. Origine psicologica dei disturbi mentali. → Lezioni di Charcot: Freud abbandona lavoro sull’anatomia del cervello e passa all’analisi del funzionamento della mente dei pazienti. Comincia ad avvicinarsi alla domanda “se i disturbi mentali non hanno solo un’origine biologica, ma anche psicologica”. Un malfunzionamento affettivo che genera i sintomi…

Due grandi disturbi mentali trattati da Charcot: isteria ed epilessia. Avevano entrambe un aspetto fenomenologico simile: il corpo comunicava qualcosa, come le convulsioni nell’epilessia o lesioni funzionali nell’isteria. Si chiede se abbiano un’origine più medica o psicologica.

Fenomeni oscuri

<<fenomeni oscuri>>: Freud osserva i stati dissociativi, in cui la paziente era molto diversa dal normale, e questi sembravano molto connessi alla sessualità (le pazienti – la maggior parte erano donne – diventavano seduttive); negli stati dissociativi, vivevano in un teatro interno cose che non potevano vivere nella realtà quotidiana (= desideri sessuali frustrati, vissuti negli stati dissociativi, in cui la paziente viveva la fantasia → la cultura rigida dell’epoca);

Confrontando epilessia ed isteria: si osserva una somiglianza fisica (convulsioni, durante le quali la paziente era meno coinvolta dal mondo esterno); erano invece molto diversi per il fatto che l’epilessia presentava una lesione anatomica, mentre l’isteria una lesione funzionale → l’organo perde di funzionalità, poiché non esiste una lesione che possa giustificare la presenza di manifestazioni simili a quelle epilettiche. Freud arriva così a parlare di trauma (eccessiva stimolazione psichica) – può portare lesioni funzionali ad alcune parti del corpo delle isteriche?

Informazioni: traumi minori solitamente (metaforicamente) si assomigliano per associazione al trauma di origine. Anche con le fobie non si tratta di fare scomparire ma comprendere la sua origine. I traumi sono la punta dell’iceberg e bisogna risalire al trauma originario (come lo intende Freud).

Tornando all’isteria, grazie alle riflessioni di Freud, Charcot riesce a spiegare meglio il disturbo: si comincia a parlare di nevrosi (– non è dovuta alla simulazione).

Charcot pensa ancora che sia a carico fisiologico, ma comunque prende in considerazione che possa essere scatenata da vari fattori come traumi. Charcot comunque indaga la componente psicologica ed utilizza l’ipnosi e dimostra che durante la trance ipnotica, la paziente riusciva a muoversi normalmente per esempio, mentre nello stato precedente non riusciva ad utilizzare le gambe (lesione); Pseudoguarigione – questo comunque fa capire che non c’è.

  • Ipnosi scatena o placa i sintomi dell’isteria.
  • Il sintomo può scomparire e ricomparire durante lo stato ipnotico.
  • Impossibilità di elaborare ciò che accade nello stato ipnotico → le pazienti non potevano vedere quello che era successo e questo le portava a fidarsi della figura che aveva assistito (si va a creare dipendenza); Freud ritiene che questo sia un forte limite, comunque comprende profondamente che ci sia legame tra mente e corpo (non cervello lesionato). Più avanti si parlerà di psicosomatica (in questo caso molti pazienti sono da ultima spiaggia, poiché prima si controlla che ci sia un’origine fisica).

Freud nota che ci sono due tipi diversi di ipnosi, ovvero quella autoindotta della paziente o quella non indotta (fenomeno della vita normale e del sonno); poi c’è quella indotta:

  • Fenomeno della suggestione (un altro limite che vede Freud) → si poteva accedere a contenuti “bizzarri” solo con la presenza dell’ipnotista.
  • Processi affettivi che sono in grado di modificare processi mentali e somatici.
  • Strumento di «esplorazione»: non tutti rispondono allo stesso modo.

Freud comincia a sfruttare lo stato di trance per esplorare il mondo interno del paziente: cambia l’uso dell’ipnosi per le pazienti isteriche – vissuto clinico. Per Freud l’isteria è una malattia dell’anima, ovvero della mente, ad origine prettamente mentale.

L’incontro con Breuer

L’ultimo incontro fondamentale per l’esperienza di Freud, è l’incontro con Breuer: di natura più clinica → si gettano le basi del metodo psicoanalitico, in particolare su tre punti iniziali:

  • 1) Rinuncia al modello neuropsicologico (disturbi mentali non degenerazioni del sistema nervoso).
  • 2) Impiego di ipnosi e suggestione per indagare la genesi dei sintomi – Freud ritiene che sia estremamente importante intervistare la paziente – imp. Colloquio psicologico.
  • 3) Libere associazioni e atteggiamento analista – Freud nota che le pazienti durante la trance parlano in modo confuso, alternando stati emotivi e pensieri, portando così al concetto di libere associazioni, ovvero manifestazioni dell’inconscio. Per la prima volta lo studioso riconosce che l’ascolto è la variabile principale del lavoro con i pazienti.

NB-informazione: Controtransfert: la mia reazione emotiva (al paziente) è funzionale alla diagnosi, ad agire per il paziente, a comprendere. Es. ci si annoia col paziente “ossessivo” che riempie di dettagli non affettivi. Le reazioni sono importanti, non bisogna castrare le reazioni del terapeuta, poiché è diagnostico.

Successivamente rinuncia ad ipnosi («Studi sull’isteria»): non aiuta a padroneggiare il problema, sollievo momentaneo, terapeuta troppo presente ed influente → Suggestione!!!, attaccamento sessualizzato/dipendente.

Si passa al metodo catartico.

Sintomo isterico

  • Un affetto (paura, angoscia, tristezza).
  • Una rappresentazione (un ricordo o un’immagine).

Lo scopo ultimo della psicoanalisi è unificare questi due aspetti che sono stati scissi. Si osserva che la rimozione delle volte si occupa proprio di buttare nell’inconscio il ricordo, la rappresentazione, che ha scatenato quell’affetto vs delle volte in cui pazienti raccontano il ricordo, ma come se fosse di qualcun altro, privi di quella componente d’affetto (rimozione della parte affettiva). Lo scopo è riavvicinare stato affettivo e ricordo in un contesto protetto della seduta psicoanalitica.

Punti forti del metodo catartico vs ipnosi

Ipnosi:

  • Coscienza distaccata dal resto.
  • Non ci si fa domande sul come e sul perché.
  • Scarica motoria.
  • Evacuazione/brutale.

Metodo catartico (in stati di trance) – un passaggio tra ipnosi e metodo psicoanalitico, ovvero un uso sempre più ridotto dell’ipnosi.

  • (1) Continuum psichico tra coscienza e non coscienza (c’è transizione, che permette di accompagnare il paziente e non rimanere in uno stato unico) → modo più adeguato per spostarsi.
  • (2) Chiedersi come e perché.
  • (3) Scarica “verbale e affettiva” più che solo corporea.
  • (4) Possibilità di re-integrare.

Lezione 04/03/2022

Freud osservando la capacità di raccontarsi dei pazienti nello stato di trance (tutto il mondo affettivo si apriva nello stato di trance): si mostrava sollevata in questo stato contro lo stato di veglia sofferente; sembrerebbe mitigare il malessere psicologico tipico della paziente isterica. Freud vorrebbe trovare un dispositivo terapeutico per riprodurre la funzione catartica della parola, ma in un momento in cui il paziente è a contatto con se stesso. Ricordiamo che lo scopo ultimo del trattamento è che il sintomo scompaia, proprio perché l’affetto si è riavvicinato al ricordo (il paziente può raccontare come si è sentito, la sua sofferenza emotiva/psicologica). La situazione traumatica blocca gli affetti, impedisce al paziente di essere consapevole dei propri stati emotivi profondi.

Il sintomo è la piccola parte di disagio psicologico che il paziente riesce a mantenere nella consapevolezza e con il metodo psicoanalitico si cerca di indagare la parte “sott’acqua”. I sintomi assomigliano per associazione al trauma originario.

Proprio per questo Freud ritiene che frequentemente il trauma originario sia imputabile alle prime fasi di sviluppo: durante l’infanzia non si ha schermo protettivo forte come durante l’età adulta; ovviamente questo non toglie che ci siano traumi successivi.

Quando la mente del paziente arriva a contatto con un’eccessiva eccitazione energetica, per evitare la sofferenza psicologica l’individuo chiude le porte (una difesa, per evitare integrazione di elementi eccessivamente disturbanti).

Quello che accade durante il blocco degli affetti è proprio questo → Freud vuole lavorare al contrario della rimozione, quindi tornare all’origine.

Il trauma: scatena la nevrosi, es. Isteria: trauma di natura sessuale, seduzione in termini fisici.

Da «trauma sessuale» a situazione traumatica - Fantasie e non per forza realtà (un grosso passaggio per la cultura, che non viene considerato all’inizio – cultura puritana); non necessariamente le pazienti avevano subito un trauma fisico sessuale ma bisognava considerare anche le fantasie particolari.

Passaggio dalla realtà esterna a quella interna

Passaggio dalla realtà esterna a quella interna: la domanda all’inizio era sulla realtà esterna, quindi ci si chiedeva se aveva subito per davvero il trauma sessuale, poi ci si concentra sulla realtà interna del paziente (si chiede di ricostruire la storia, si parte dalle sue elaborazioni interne); es. una stessa storia familiare si racconta diversamente dai punti di vista degli individui che ne fanno parte (si ha infatti un’elaborazione interna diversa).

Cosa implica? stessi sintomi = traumi diversi.

Trauma non è più «biologico», uguale per tutti; Persona come singola ed originale; Storie e motivazioni differenti.

Lavoro terapeutico → Cogliere il «significato» degli eventi per quella specifica persona.

Nella psicoanalisi è da studiare tutto sulla storia del paziente. Si cerca di attribuire un significato al sintomo (linguaggio simbolico). Le cose che ci racconta il paziente, è quello che ricorda, ma lo scopo ultimo è vedere quello che il paziente non si ricorda, il rimosso; si intuisce il funzionamento sotterraneo, attraverso alcuni indici (es. lapsus – sintomi esistenza substrato inconscio che non stiamo padroneggiando e che ogni tanto esce fuori controllo).

Il materiale inconscio inaccettabile: meccanismi di difesa

Rimozione – ogni volta che “non si ricorda”, quindi c’è l’idea che manchi un pezzo; la sua funzione è di togliere dalla consapevolezza desideri, impulsi e affetti che la coscienza non potrebbe tollerare (sono insostenibili).

Resistenza – meccanismo che una volta che la rimozione ha traslocato materiale, lo tiene giù, fa resistenza in modo che non esca a galla.

Tecnica trasformativa “interpretazione del transfert” – si reinterpreta quello che si vive nel transfert, ovvero si mettono insieme i livelli (quello della seduta e quello relativo alle figure che hanno scatenato un certo stato emotivo); qualcosa che non è stato vissuto, ritorna con la coazione a ripetere (ovvero un aspetto originario non ancora elaborato che porta a vivere costantemente la situazione non elaborata) – in questo caso è oro poter dimostrare in vivo lo schema disfunzionale posto, in quella data situazione, nei confronti del terapeuta.

Studi sull’isteria

Freud scrisse il modello del trauma si può utilizzare anche per altre forme di nevrosi. In questo libro ci parla della sua prima paziente ovvero Emmy von N. con il metodo catartico (aveva ancora un elemento di trance ipnotica); importanza alla specifica storia del paziente.

Il passaggio dal metodo catartico allo psicoanalitico: il rapporto tra sessualità e nevrosi transfert.

Rapporto tra Breuer e Anna O. () → la paziente sembrava in via di guarigione, ma poi c’è ricaduta (Anna O. dice di essere incinta di Breuer); qui nasce il concetto di transfert, all’interno del quale Anna O. deposita questa fantasia delirante (non bisogna interpretarle sul dato di realtà ma sul significato simbolico che potrebbero avere).

Breuer si sarebbe trasferito e avrebbe concluso la terapia con Anna O. e simbolicamente lei lo tratteneva: lei non era pronta a concludere e queste sue fantasie dovevano aiutare Anna O.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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