Le tossicodipendenze
È una patologia sociale che si sviluppa a partire dall'utilizzo di uno o più sostanze stupefacenti, contraddistinta da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno impellente di ripetere tale comportamento con modalità compulsive. Ne deriva dunque che tale patologia compromette la libertà di scelta di una persona, ovvero la capacità di decidere quando e quanto spesso ricorre all'alterazione psichica e fisica che la sostanza produce. Inoltre, è caratterizzata dalla presenza di intensità variabile, in rapporto alle sintomi psichici e fisici caratteristiche della persona, al quantitativo e alla qualità delle sostanze, nonché alla durata del periodo di assunzione.
Dipendenza
Termine che deriva dal latino "dependere", indica l'assunzione persistente di sostanze allo scopo di prevenire o diminuire i sintomi da astinenza, con inclusione dei fenomeni di tolleranza e craving. Se ne distinguono 2 tipologie:
- Fisica, che si riferisce alla tolleranza fisica e ai sintomi astinenziali. In tale ambito sono stati scoperti alcuni meccanismi molecolari che permettono ai neuroni un adattamento intracellulare che induce dipendenza.
- Psicologica, che si riferisce ai sintomi non fisici che si manifestano alla sospensione dell'uso di sostanze, incluso il craving, l'agitazione, l'ansia e la depressione. L'assunzione della sostanza allevia i sintomi astinenziali, sia fisici che psichici e produce un innalzamento dell'umore, a meno che l'individuo non sia molto tollerante. L'introduzione del concetto di dipendenza psicologica permette di attribuire anche a quelle classi di sostanze prive di una pronunciata astinenza fisica, come la cocaina, il fenomeno della dipendenza. Anche essa è sostenuta da meccanismi biologici.
Termini chiave
- Addiction: rappresenta una modalità compulsiva e non controllata di assunzione di sostanza, nonostante le sue conseguenze sfavorevoli. La medesima comprende i concetti di tolleranza e dipendenza, e si caratterizza per un uso compulsivo, perdita di controllo, forte rischio di ricadute, diniego della condizione di dipendenza e preoccupazione per l'acquisizione della sostanza.
- Tolleranza: rappresenta il bisogno di aumentare notevolmente le dosi per raggiungere l'effetto desiderato. La medesima inoltre riflette gli adattamenti omeostatici che l'organismo mette in atto per contrastare gli effetti della sostanza.
- Astinenza: è una sindrome clinica che si determina nell'organismo conseguentemente all'interruzione dell'assunzione della droga. Riflette gli adattamenti omeostatici attivi nel momento in cui non sono contrastati dalla presenza della sostanza.
- Craving: rappresenta il desiderio compulsivo e incontrollabile verso uno stimolo, in grado di attivare un comportamento di avvicinamento alla sostanza, dunque è un’appetizione patologica, incoercibile e irresistibile.
- Intossicazione: sia per esposizione o ingestione recente di una sostanza, è reversibile ed è specifica per ogni composto; è correlata al dosaggio, alla durata dell'esposizione alla sostanza e alla tolleranza del soggetto. Inoltre si caratterizza per la comparsa di modificazioni comportamentali quali alterazioni dell'umore, del pensiero, delle percezioni, della vicinanza, dell'attenzione, dell'attività psicomotoria, delle capacità critiche del funzionamento sociale e lavorativo.
- Ricaduta: rappresenta il ritorno all'assunzione della sostanza o alla condotta patologica dopo un periodo più o meno protratto di estensione, ed è un aspetto frustrante che accompagna gli operatori che si occupano del trattamento delle dipendenze.
Classificazione secondo DSM-5
I disturbi correlati a sostanze contemplano 10 classi distinte di sostanze: alcol, caffeina, cannabis, allucinogeni, inalanti, oppiacei, sedativi, ipnotici e ansiolitici, stimolanti e tabacco. Se tali sostanze vengono assunte in eccesso producono un'attivazione del sistema cerebrale di ricompensa. I criteri diagnostici per stabilire un disturbo da uso da sostanze sono:
- Assunzione di quantità maggiori o per periodi prolungati rispetto a quanto previsto
- Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l'uso della sostanza
- Spendere una grande quantità di tempo in attività necessarie a procurarsi la sostanza
- Craving
- Fallimenti nei vari ambiti sociali e ricorrenti problemi interpersonali
- Uso continuato di sostanze nonostante la consapevolezza del problema
- Tolleranza
- Astinenza
I comportamenti di dipendenza tipici dei disturbi da addiction riescono ad attivare sistemi di ricompensa e sintomi comportamentali simili a quelli attivati dai disturbi suddetti. È stato inserito in tale nuova categoria la dipendenza da gioco d'azzardo, poiché le altre forme di dipendenza comportamentale sono ancora poco definite.
Teorie sull’origine della tossicodipendenza
Paradigma disease-malattia
Teorie fisiologiche
Sono strettamente legate al modello medico e il ruolo preponderante è svolto in tale ottica dalle proprietà farmacologiche della sostanza alla base della dipendenza. Vi sono delle anomalie delle disfunzioni fisiologiche o biochimiche, endogene o esogene. La droga è quindi un processo irreversibile.
Teoria del rinforzo
Strettamente collegata al modello medico, spiega l'addiction come effetto di processi di condizionamento che dipendono dal fatto stesso di fare uso di sostanze: la dipendenza rappresenta quindi un insieme di comportamenti appresi attraverso l'associazione che si viene a creare tra la droga assunta, ovvero lo stimolo, e specifici effetti che essa determina sull'individuo, dunque la risposta. Fondante dunque il circolo di auto-rinforzo e auto-mantenimento dato dalle aspettative e gli effetti della sostanza.
Teorie psicodinamiche
La dipendenza è spiegata come disturbo della personalità caratterizzato da fissazione orale, narcisismo, disturbo maniaco-depressivo, pertanto la condotta tossicomane viene interpretata come conseguenza di una fissazione alla fase orale.
- La predisposizione individuale o genetica: molteplici studi, come quelli sul confronto tra gemelli, dimostrano familiarità, per cui ad esempio figli di genitori alcolisti hanno maggiori probabilità di divenire alcolisti.
- Craving, ovvero impulsi psicologici irresistibili: secondo la prospettiva degli impulsi a carattere junghiano, alla base dell’addiction risiede una pulsione interna che porta all'assunzione della droga per abitudine. La spiegazione potrebbe risiedere o nei tratti di personalità, in particolare nei locus of control, interno quando la persona attribuisce la colpa a se stessa, esterno quando l'attribuisce a fattori esterni; oppure alla distinzione fra introversione ed estroversione, per cui nel primo caso si cercano droghe che placano, nel secondo invece che eccitano.
Paradigma adattativo
In tali teorie la tossicodipendenza è vista come un adattamento disfunzionale, pertanto il ricorso alla droga rappresenta l'incapacità di fronteggiare una situazione difficile. Tale approccio non esclude però la presenza di fattori biologici, soprattutto nella genesi della dipendenza, poiché postula che essi interagiscono strettamente con quelli psicologici. Fondamentale è la circolarità tra il problema e l’abitudine.
Teorie cognitiviste
Attribuiscono un ruolo importante ad alcuni processi cognitivo-motivazionali nell'approccio alla sostanza o condotta da addiction: pensieri automatici disfunzionali, credenze erronee e distorsioni cognitive. Più queste sono presenti e più è difficile superare la dipendenza. Alcuni esempi di pensieri disfunzionali possono essere l'ottimismo irrealistico circa le proprie capacità, il sottovalutare il rischio di determinati comportamenti, la convinzione di poter facilmente controllare l'assunzione di droga, giustificare le false percezioni che siano di se stessi, degli altri, e della situazione.
Il tossicomane non è dipendente solo dalla droga, ma presenta anche livelli di dipendenza dal nucleo familiare. Nelle famiglie di tossicodipendenti si riscontra una sovversione delle “gerarchie tradizionali”: il padre appare una figura assente ed emotivamente distante dal figlio, mentre la madre si dimostra particolarmente coinvolta, indulgente e spesso simbiotica.
In tale ottica la tossicodipendenza è un sintomo: svolge per i coniugi un ruolo omeostatico che consente loro di ritrovare la solidarietà necessaria per affrontare i problemi del figlio; mentre quest’ultimo trova nella tossicodipendenza lo stato di malattia che gli consente di porsi al centro delle attenzioni della famiglia. Essa risulta allora incollata, incapace di far fronte all’angoscia di separazione. Secondo un autore di nome Cirillo, alla base della tossicodipendenza c’è una carenza di accudimento materno che crea nel figlio modalità patologiche di attaccamento.
Teorie relazionali
- Teorie sull'adattamento alla vita sociale: considerano il comportamento deviante come risposta al fallimento attuale o anticipato nel perseguire determinati obiettivi o nel soddisfare desideri socialmente indotti.
- Teorie stress-coping: il verificarsi di eventi stressanti aumenta la probabilità di ricorrere all’uso di droghe. Secondo il modello adattivo di Alexander, chi fa uso di droga ha sperimentato stati di disagio particolarmente gravi e di lunga durata, senza avere strategie meno distruttive della droga stessa per farvi fronte.
Si concentrano sui sistemi nei quali il tossicodipendente è coinvolto, come la famiglia, e attribuiscono un ruolo di maggiore rilievo ai fattori relazionali e contestuali piuttosto che quelli strettamente intrapsichici. Fondamentale è il concetto di paziente designato: termine usato in ambito clinico per descrivere l'individuo in una famiglia disfunzionale scelta in modo subconscio per manifestare come diversione i conflitti interni della famiglia.
Secondo Cancrini, l'abuso di droghe costituisce un tentativo di fronteggiare livelli di sofferenza percepiti come intollerabili, dunque le tossicomanie rappresentano un insieme disomogeneo di situazioni. Esse possono essere classificate in quattro tipologie:
Teorie funzionali
Secondo tale visione integrata e non deterministica, l'origine della dipendenza patologica si ritrova nello sviluppo della persona: gli esseri umani hanno dei bisogni fondamentali che devono essere rispettati e soddisfatti durante la vita, quindi quando ciò non accade, si creano le condizioni per lo sviluppo di una patologia come l’addiction. Secondo Bergeret, la tossicodipendenza rappresenta un tentativo di difendersi e di regolare le carenze della struttura psichica, con conseguente trasformazione del bisogno in desiderio. Distingue quindi 3 tipologie di tossicomani:
- A struttura nevrotica: meno frequenti, con comportamento auto-aggressivo finalizzato a tradurre desideri e bisogni in azione.
- A struttura psicotica: di due tipi: coloro che attuano una difesa attraverso il comportamento, ovvero utilizzano la droga per controllare i conflitti presenti nella propria mente e tenere insieme i diversi aspetti della personalità; e coloro che non hanno più il controllo giustificando tale situazione attribuendo all'assunzione della droga stessa il loro stato.
- A struttura depressiva: sono i più frequenti, instabili e immaturi; sono dipendenti dagli altri e ipocondriaci.
Teorie psicodinamiche post Freud
- Teoria dell'auto cura di Khantzian: la tossicodipendenza appare un epifenomeno con valenza di meccanismo di riparazione compensazione. Nell'ottica psicodinamica l'assunzione di droga è vista come un sintomo che rivela un problema sottostante, come ad esempio una difficoltà o un fallimento nei rapporti nella prima infanzia, durante i quali viene costruita l'identità personale.
- Fase dello specchio: il bambino si rispecchia nello sguardo della madre, da cui separarsi rappresenta un trauma che genera insicurezza e angoscia, superabili solo se il bambino si ritrova accolto e riconosciuto nello sguardo della madre. Il non superamento di tale situazione alimenta l'insicurezza e il dolore, dunque in adolescenza la droga può costituire una strategia per fronteggiare il malessere denominato "specchio infranto".
Droghe
Il termine faceva inizialmente riferimento ad ogni tipo di aromi e spezie, ma modernamente indica sostanze naturali di sintesi, capaci di modificare l’umore, i processi cognitivi, le percezioni, i comportamenti e l'attività mentale. Tale effetto viene definito psicoattivo. Si stima che una persona su cinque in Europa abbia provato almeno una volta nella vita una droga illecita, mentre i tossicodipendenti, definiti come pazienti cronici, rappresentano lo 0,5% della popolazione europea.
Nuove droghe sintetiche
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