Concetti Chiave
- La sostituzione articolare è necessaria in caso di problematiche degenerative o post-traumatiche.
- Le protesi possono essere cementate o non cementate e la maggior parte dura circa 30 anni.
- Le protesi d’anca sostituiscono collo e testa femorale con impianti specifici fissati nel bacino.
- Esistono diverse tipologie di protesi, tra cui totali, endoprotesi e protesi inverse, ognuna con indicazioni specifiche.
- Le tecniche chirurgiche per il rachide includono microdiscectomia, protesi discale e vertebro-cifoplastica, con approcci innovativi come la navigazione chirurgica.
Consiste nella sostituzione articolare che deve essere attuata in determinate situazioni, quali problematiche degenerative o post-traumatiche.
Indice
Tipi di protesi e loro durata
Esistono protesi di diversi materiali: cementate e non.
Le protesi non sono eterne: il 95% delle protesi di primo impianto dura circa 30 anni. deviazione/deformazione di un segmento/articolazione con aumento dell’angolo che guarda verso l’asse mediano. deviazione/deformazione di un segmento/articolazione con diminuzione dell’angolo che guarda anteriormente. deviazione/deformazione di un segmento/articolazione con aumento dell’angolo che guarda anteriormente. rappresenta la linea immaginaria su cui agisce la forza peso, che spesso non coincide con l’asse anatomico.
Descrizione delle protesi d'anca
Seguono immagini di interventi protesici:
- Protesi d’anca: sono stato resecati collo e testa e sostituiti con un impianto che viene inserito nello stelo femorale e una coppa che si fissa nel bacino;
- Protesi di primo impianto vs protesi da revisione del ginocchio.
Varietà di protesi disponibili
Esistono diversi tipi di protesi:
• Protesi totali: sostituisce completamente l’osso; generalmente viene utilizzata in ambito oncologico.
Nell’immagine, total femur prosthesis: tutto il femore è stato sostituito da una protesi che va dal ginocchio all’anca.
• Endoprotesi o protesi anatomica: riproduce la normale anatomia dell’articolazione
Nell’immagine, endoprotesi di spalla: viene riprodotta la testa omerale (collo chirurgico, collo anatomico …) e la glenoide scapolare è concava.
• Protesi inversa: caratterizzata da un’inversione delle forme anatomiche. Questo tipo di protesi, presentando una biomeccanica diversa, è migliore per i pazienti che presentano insufficienza della cuffia dei rotatori in quanto impedisce la risalita dell’omero verso la regione scapolare.
Nell’immagine, protesi inversa di spalla: glenoide scapolare sferica + coppa concava nell’omero.
Tecniche chirurgiche per il rachide
Inoltre in alcuni casi è possibile lavorare sul rachide per via laparoscopica con accesso anteriore transaddominale:
• Microdiscectomia: microchirurgia utilizzata per il trattamento dell’ernia del disco;
• Protesi discale: protesi che sostituisce il disco intervertebrale che viene utilizzata per discopatia degenerativa;
• Navigazione chirurgica: metodica che prevede l’applicazione di sensori che forniscono informazione sul punto in cui si sta operando;
• Vertebro-cifoplastica: metodica utilizzata per il trattamento di fratture vertebrali da fragilità, ovvero fratture dovute a osteoporosi. Questa tecnica prevede l’inserimento di un catetere con palloncino, che dopo esser stato gonfiato provoca la formazione di una camera, che viene riempita di cemento, ovvero Pmma (polimetilmetacrilato) polimerizzato a bassa pressione → protesi cementate. deviazione/deformazione di un segmento/articolazione con diminuzione dell’angolo che guarda verso l’asse mediano
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali tipologie di protesi e la loro durata?
- In quali situazioni è necessaria la sostituzione articolare?
- Quali tecniche chirurgiche possono essere utilizzate per il trattamento del rachide?
Esistono protesi cementate e non, con il 95% delle protesi di primo impianto che dura circa 30 anni. Le protesi totali sostituiscono completamente l'osso, mentre le endoprotesi riproducono la normale anatomia dell’articolazione.
La sostituzione articolare è necessaria in caso di problematiche degenerative o post-traumatiche, come evidenziato nel testo.
Le tecniche includono la microdiscectomia, la protesi discale, la navigazione chirurgica e la vertebro-cifoplastica, ognuna con specifiche applicazioni per diverse condizioni del rachide.