Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il modello linguistico di Baldassare Castiglione mira a una lingua cortigiana che supera i confini regionali, integrando termini stranieri e forme locali.
  • Gian Giorgio Trissino propone una lingua comune che mette in discussione la fiorentinità, attingendo a diverse tradizioni linguistiche italiane.
  • La proposta di Bembo si distingue per l'adozione di modelli letterari e norme grammaticali consolidate, favorendo la scrittura rispetto all'uso orale.
  • Il successo della proposta bembiana ha influenzato profondamente l'evoluzione stilistica della letteratura italiana e la definizione dei generi letterari nel Cinquecento.
  • La riconsiderazione dei generi letterari include nuove forme come il poema cavalleresco e il melodramma, superando la bipartizione originaria tra azione drammatica e narrativa.

Modelli linguistici alternativi

Il modello proposto da Bembo di una lingua letteraria fondata sul fiorentino non è l’unico teorizzato in questi anni. In area non toscana, infatti, furono elaborati modelli alternativi. Tra questi particolarmente rilevanti sono quelli avanzati da Baldassare Castiglione e da Gian Giorgio Trissino:

Proposte di Castiglione e Trissino

1) il primo, all’interno di una divagazione del libro I del Cortegiano (1528), propone una lingua più vicina all’uso vivo, capace di superare i limiti dei singoli ambiti regionali, attingendo alle consuetudini linguistiche della vasta rete delle corti italiane. Si tratta di un modello aperto anche a termini stranieri (specie francesi e spagnoli) e forme regionali. Questa proposta di lingua cortigiana si fonda sulla visione di un nesso indissolubile tra lingua e società, e trasferisce sul piano linguistico una salda fusione di vita e letteratura. Si prefigura inoltre un più ampio canone letterario di riferimento, che, rompendo l’egemonia dei modelli toscani del Trecento, include anche la più autorevole tradizione letteraria quattrocentesca;

2) Gian Giorgio Trissino (1478-1550), vicentino, muovendo dalla riscoperta e riproposta del De vulgari eloquentia dantesco, nega la fiorentinità della lingua letteraria e avanza una proposta di lingua comune, aperta a forme provenienti da diversi contesti linguistici della Penisola. Questa tesi di Trissino suscita, tra le altre, la reazione anche di Machiavelli, che nel suo Discorso intorno alla nostra lingua, composto probabilmente entro la fine del 1524, prende posizione in difesa del fiorentino.

Successo della proposta bembiana

Rispetto a queste alternative la proposta di Bembo ha il vantaggio di indicare dei modelli stabiliti sulla base del primato della scrittura e di una norma grammaticale derivata da modelli letterari, anziché sull’uso. A consolidarne il successo contribuiranno poi le prime grammatiche della lingua italiana. Il successo della proposta linguistica bembiana incide significativamente non solo sull’evoluzione linguistica e stilistica della letteratura italiana, ma anche sulla classificazione e definizione rigorosa dei generi letterari, che si impone, nella prima metà del Cinquecento, accompagnata dalla riscoperta di un testo fondamentale quale la Poetica di Aristotele. In questo contesto, viene superata la bipartizione originaria fra azione drammatica e narrativa, in favore di una tripartizione fra epica, drammatica e lirica. Ai vecchi generi letterari, inoltre, si aggiungono generi nuovi, come il poema cavalleresco, il melodramma, il dramma pastorale, la tragicommedia ecc.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la proposta linguistica di Baldassare Castiglione nel "Cortegiano"?
  2. Castiglione propone una lingua cortigiana che supera i limiti regionali, attingendo alle consuetudini delle corti italiane e includendo termini stranieri e forme regionali, evidenziando il legame tra lingua e società.

  3. Come si differenzia la proposta di Gian Giorgio Trissino da quella di Bembo?
  4. Trissino, riprendendo il "De vulgari eloquentia" di Dante, propone una lingua comune che rifiuta la fiorentinità, mentre Bembo si basa su modelli letterari stabiliti e una norma grammaticale, favorendo il successo della sua proposta.

  5. Qual è l'impatto della proposta bembiana sulla letteratura italiana del Cinquecento?
  6. La proposta di Bembo ha influenzato l'evoluzione linguistica e stilistica della letteratura italiana, portando a una rigorosa classificazione dei generi letterari e all'introduzione di nuovi generi, come il poema cavalleresco e il melodramma.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community